29/12/2025
Influenza, boom di polmoniti virali: Campania e Sardegna le regioni più colpite in Italia ma anche la Sicilia è entrata in «zona rossa» a causa dell'aumento dell'incidenza. È la polmonite la conseguenza più temuta dell'epidemia influenzale in atto in Italia. La versione K del virus la più presente: sfugge al sistema immunitario e dà un quadro clinico che perdura per molti giorni. Efficaci i vaccini.
La febbre alta, spesso improvvisa e senza raffreddore, accompagnata da estrema stanchezza, talvolta mal di gola e dolori muscolari evolve poi con una tosse secca che va avanti per giorni insieme all'elevata temperatura. Ecco i principali segni di un'infezione virale che quest'anno si presenta con caratteristiche più virulente del solito e che sta dando luogo ad un maggior numero di polmoniti anche in soggetti sani, impegnando sia la rete delle cure territoriali sia domiciliari e ospedaliere per periodi mediamente più lunghi.
«Abbiamo in ospedale una decina di ricoveri per polmoniti virali - avverte Vincenzo Esposito, primario dell'unità di Malattie infettive ad alta complessità del Cotugno (azienda Dei Colli) - l'età dei pazienti va dai 40 ai 65 anni, oltre la metà di essi ha bisogno dell'ossigeno, quasi tutti non sono vaccinati. In alcuni casi abbiamo anche sovrainfezioni batteriche che piuttosto impegnative sul piano clinico, individuate con tamponi specifici ed eventuali emocolture e che richiedono lunghe cure con antibiotici. Solitamente occorrono almeno due settimane di terapie e di riposo assoluto per la guarigione di queste forme complesse anche se la tosse spesso permane per settimane o anche mesi».
LA CURVA EPIDEMICA Sale dunque la curva epidemica e l'influenza picchia duro soprattutto nei soggetti non vaccinati.
La fascia di età 0-4 anni presenta il tasso più elevato (50 casi per 1.000). Sia nella comunità che negli ospedali si registra un alto tasso di positività per influenza (40% nella comunità e 45,4% in ospedale). Oltre ai virus influenzali circolano anche i Rhinovirus, i virus parainfluenzali e Sars-CoV-2. Nei pazienti ospedalizzati, i tassi più alti di positività si hanno per Sars-CoV-2 e per influenza K. «Tra i nostri ricoverati abbiamo registrato finora una decina di casi di polmoniti virali ad accesso tramite il Pronto soccorso - fanno sapere dal Cardarelli di Napoli - osserviamo una maggiore incidenza di questa complicanza nell'influenza rispetto al Covid soprattutto nella fascia di età degli over 65enni e nei non vaccinati». L'analisi dei virus influenzali mostra una predominanza del virus A(H3N2) rispetto al virus A(H1N1)pdm09.
Le sequenze attuali del virus A(H3N2) evidenziano la predominanza del sottotipo K. I vaccini attualmente in uso continuano ad offrire protezione contro l'ospedalizzazione per tutti i ceppi.
L'ESPERTO «Stiamo assistendo ad una tripla circolazione virale - spiega Ivan Gentile, ordinario di Malattie Infettive della Federico II di Napoli - influenza, virus respiratorio sinciziale (Rsv) e Sars-CoV-2. L'impatto è particolarmente evidente, soprattutto per l'influenza, che sta causando numeri elevati di casi e sembra colpire più duramente rispetto agli anni scorsi.
Un ruolo importante lo sta giocando la diffusione della sottoclade K del virus influenzale A/H3N2. Una variante che presenta diverse mutazioni rispetto ai ceppi del passato. La sua capacità di eludere, almeno in parte, l'immunità pregressa fa sì che una quota più ampia di popolazione risulti suscettibile, con il rischio di un picco più elevato di infezioni. L'influenza non va mai considerata una malattia banale - conclude il docente - ogni anno, a livello globale, si stimano centinaia di migliaia di decessi correlati all'influenza, nonostante la disponibilità di vaccini e antivirali specifici. I soggetti più vulnerabili restano gli anziani sopra i 65 anni, i bambini molto piccoli, le donne in gravidanza e le persone con patologie croniche. Il beneficio della vaccinazione va ben oltre la sola prevenzione dell'influenza e investe una riduzione delle recidive cardiovascolari nei pazienti con infarto o scompenso cardiaco». Rivolgersi al medico, non ricorrere all'antibiotico fai-da-te (è una malattia virale e quindi gli antibiotici nella maggior parte dei casi sono inutili o dannosi), sapere che nella maggior parte dei pazienti la malattia decorre in forma lieve e può essere gestita con farmaci sintomatici, approfondire la diagnosi in caso di comparsa di affanno o la persistenza della sintomatologia per molti giorni sono le principali nozioni da tenere presenti. Un altro campanello d'allarme è l'andamento bifasico: cioè un periodo di peggioramento dei sintomi che fa seguito ad uno in cui sintomi erano in miglioramento. Esistono poi antivirali specifici da utilizzare su prescrizione del medico ma utili solo nei primi giorni. Resta il fatto che l'influenza, se non gestita correttamente, può portare a complicanze serie come bronchiti e polmoniti.