27/05/2026
Che bella giornata oggi! C’è il sole, porto il nipotino a scuola…
Accendo il telefonino… un messaggio:
“Dottore ho bisogno di aiuto! Mio marito è morto all’improvviso. Come devo fare con la bambina?”
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Rileggo più volte. Cerco di capire se ho sbagliato, rivedo il volto di un giovane papà che ho incontrato solo pochi giorni fa…
Un cazzotto nello stomaco inaspettato e una terribile stretta al cuore.
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Che fare? Che dire?
Come nascondergli un dolore così forte?
Come cercare di proteggerla dallo Tzunami che la investirà tra poco?
Si dicono tante cose in buona fede, ma qualche volta le parole esprimono solo la difficoltà di dire qualsiasi cosa.
Un papà amato, perso improvvisamente… è un dolore! E deve essere un dolore grande!
Il nostro tentativo di nasconderlo ai bambini è una nostra fuga davanti a loro perchè il loro dolore è per noi insopportabile.
Ma questo finisce per lasciarli soli in un tunnel buio dove gli adulti non sembrano più sicuri e affidabili.
Con i bambini non si può fingere. Perchè loro colgono in una frazione di secondo le più piccole sfumature del nostro volto e qualsiasi sorriso non vero parla e crea dubbi.
Le domande restano senza risposta e le bugie presto non convincono più.
Resta la solitudine che confonde e si trasforma in fantasmi non più contenuti dalla sicurezza degli adulti.
E allora che fare? Dire la verità. Con parole semplici, ma senza fughe.
Quello che serve è però riempire immediatamente il vuoto di un messaggio così duro e terribile (difficile da capire subito) con la presenza calda, sicura, forte, dell’abbraccio di mamma!
Piangere è avere il permesso di esprimere le emozioni, è un insegnamento per la vita.
Ma il pianto sia anche la certezza di avere una spalla sicura su cui poggiarsi. Sempre!
Non serve cercare di trovare spiegazioni che non si possono trovare.
Non serve dire cose in cui non si crede davvero,
non serve provare a distrarre…
Serve il ritrovare subito i riferimenti. Mamma c’è, non ti lascerà mai, tutto continua.
Papà c’è nel nostro cuore e ci sarà per sempre!
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Se abbiamo una fede possiamo trasmetterla. E’ un’ancora forte che è stata, ed è la mia (Se non l’avessi io sarei perso).
Ma se non l’abbiamo è inutile fingere con storielle di “angioletti” poco credibili.
La “consolazione” e la possibilità di ripartire non è nelle spiegazioni ma nella presenza. Nel ritrovare la certezza di un abbraccio sicuro.
Il tempo aiuterà a rimettere ordine e ricostruire un percorso.
La vita vince e vincerà sempre!
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Il libro pubblicato nella foto, scritto dalla bravissima Elvira Ripamonti, è davvero bello.
Lo consiglio vivamente perché spiega molto meglio di me il percorso migliore.
E’ un libro scientifico, molto concreto. Sono sicuro che possa essere un vero aiuto in un momento così difficile.
(Manca solo la parte della fede che è la mia esperienza raccontata nel mio “Getzemani, ingresso riservato”. Ma quello è tutto un altro discorso…)