29/05/2026
Prof Gennaro D'Amato Crisi di asma nel corso di temporali nella stagione del polline
E' stato da noi dimostrato che la
pioggia, durante una stagione
pollinica, soprattutto in primavera-estate, può indurre un incremento del contenuto atmosferico di allergeni per abbattimento al suolo e rottura con liberazione del contenuto allergenico da parte dei pollini emessi
dalle specie vegetali.
Soprattutto nella prima ora dall’inizio
di un temporale, è stato riscontrato
un peggioramento - anche grave -dei sintomi nasali e bronchaili in soggetti con allergopatia stagionale,
sia di tipo rinitico che asmatico.
Le epidemie insorgono quando le
concentrazioni atmosferiche di pollini
allergenici (soprattutto graminacee e
Parietaria, ma ci sono segnalazioni
anche con l’olivo e con un micete
come l’Alternaria, che in realtà è un
aeroallergene più estivo che primaverile) sono molto alte. Nell’area mediterranea ciò avviene soprattutto
nei mesi di aprile, maggio e giugno.
Sul tema abbiamo chiesto chiarimenti a uno dei maggiori esperti, il
Prof. Gennaro D’amato, Chairman
Committee and Task Force “Climate change, air pollution and respiratory diseases” della WAO (World
Allergy Organization), coordinatore
del gruppo di lavoro GARD Italia
“Ambiente e Malattie Respiratorie”
del Ministero della Salute, nonché
primario emerito UOC Malattie respiratorie e allergiche, AORN A.
Cardarelli di Napoli. D’Amato è anche primo autore di “Thunderstorm
related asthma attacks” (J Allergy
Clin Immunol 2017), lo studio che
descrive come temporali e a volte
anche piogge improvvise e intense
in primavera inducano un peggioramento della sintomatologia clinica
(rinite con starnutazione intensa,
tosse ed asma a volte anche grave)
in chi soffre di allergia ai pollini.
¼ Approfondimento
“Quella che era una ipotesi di pochi
studiosi (tra cui il mio gruppo di lavoro) ora è diventata scienza condivisa. Purtroppo però ci sono voluti i
decessi per asma di Melbourne,
dove il 21 novembre scorso, in piena
primavera australiana, vi è stato un
evento epidemico grave con 9 giovani deceduti per asma grave, 5 ricoverati in rianimazione e ben 8.500
persone che sono ricorse alle cure
del PS per Thunderstorm asthma.
Anche nel nostro Paese è stata osservata una stretta correlazione tra
fasi iniziali dei temporali primaverili e
l’insorgenza di sintomi asmatici in
soggetti che soffrono di allergia nasale (rinitici con starnutazione frequente) e/o bronchiale (asmatici).
Soprattutto nelle prime fasi dell’evento atmosferico i pollini si gonfiano e poi si rompono liberando allergeni che penetrano in profondità
nelle vie aeree, tanto da scatenare
asma anche in soggetti con una rinite allergica non adeguatamente
trattata - chiarisce D’Amato. Sono
pertanto i soggetti allergici che si
trovano in strada quando insorge
un temporale e non quelli che sono
all’interno di abitazioni o luoghi comunque chiusi a presentare i sintomi. Inoltre è stato osservato che
persone affette da rinite allergica
possono presentare crisi asmatiche
improvvise durante i temporali.
Va segnalato che generalmente le
persone che presentano crisi di asma
più grave nel corso di temporali sono
quelle che non eseguono la corretta
terapia antiasmatica con adeguato
uso inalatorio di broncodilatatori e
cortisonici con dosaggi corretti, adattati all’intensità dei sintomi, come
consigliato dal proprio medico.
Senza creare allarmismi sarebbe utile
consigliare ai pazienti con allergia ai
pollini di non uscire dai luoghi chiusi
almeno per i primi trenta minuti del
temporale e nel caso siano all’esterno di coprirsi il naso, di consultare il
calendario pollinico, di seguire la corretta terapia prescritta dal medico”.
Prof Gennaro D'Amato