27/05/2026
Esatto
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“L’unico confronto che ha senso compiere è quello tra il nostro Io passato e il nostro Io presente, e quello tra la nostra condizione attuale e la condizione a cui tendiamo. E questo confronto può avvenire soltanto mettendosi alla prova, immergendosi nella verità, affrontando le nostre crepe, una alla volta.
Insomma, nello sport avviene l’esatto opposto di quello che facciamo sui social, dove ci paragoniamo a esistenze fittizie e, per paura di sentirci in difetto, ci nascondiamo a nostra volta dietro un’esistenza fittizia.
Se entrare in campo vuol dire guardare in faccia la realtà, fatta (anche) di lacrime, debolezze e sconfitte, entrare sui social vuol dire invece evitare la realtà, simulando sorrisi, forza e successi.
Non è un caso che le competizioni sportive vengano chiamate proprio “confronti”. Nello sport questo termine assume un significato positivo e agonistico: veicola l’idea di crescita attraverso la scoperta, l’accettazione e il superamento dei propri limiti.
Vale a dire che sul campo il successo degli altri non dev’essere qualcosa da invidiare, ma da cui trarre ispirazione. Perché le vittorie di chi ci circonda non devono farci sentire in ritardo ma, al contrario, devono farci sentire ancora in tempo.
Alla fine, dallo sport impariamo che il vero obiettivo di cui dobbiamo occuparci è stare bene col nostro corpo, con la nostra mente, nella nostra vita. Del corpo, della mente o della vita di chi sembra più forte, intelligente o felice di noi non deve importarci nulla. O meglio, può importarci, purché sia un confronto sano: che ci motivi, senza demoralizzarci.
Alla fine, in un’epoca dove tutti fingono di essere ciò che non sono, lo sport ci allena ad amare chi siamo.”
Testo tratto da “𝐋𝐨 𝐬𝐩𝐨𝐫𝐭 è 𝐯𝐢𝐭𝐚. 𝟏𝟎 𝐥𝐞𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐬𝐩𝐨𝐫𝐭𝐢𝐯𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐚𝐥𝐥𝐞𝐧𝐚𝐫𝐬𝐢 𝐚 𝐯𝐢𝐯𝐞𝐫𝐞”. È il mio ultimo libro.
Racconta di come lo sport possa allenarci non solo a stare in campo, ma anche a stare al mondo.
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Il Saggio dello sport