08/03/2026
Il weekend è finito e sto tornando a casa da questi giorni intensi alla Scuola di Specializzazione in Psicoterapia.
Se qualcuno mi ha scritto e non ho risposto subito, il motivo è semplice: ero letteralmente a scuola.
Due giorni di formazione, studio, casi clinici, riflessioni.
Ma anche qualcosa di più.
Il confronto con i professori.
Le discussioni con quelli che ormai mi viene naturale chiamare compagni di classe.
Perché in fondo l’atmosfera era proprio quella: una classe.
Persone diverse, storie diverse, tutte dentro lo stesso percorso.
E in questi contesti succede qualcosa di bello.
Non si parla solo di teoria.
Emergono fragilità, dubbi, punti di forza, esperienze personali.
Ci si ascolta, ci si confronta, e spesso si scopre che crescere professionalmente significa anche mettersi un po’ in discussione come persone.
La formazione, quella vera, non è solo quello che impari nei libri.
È anche quello che ti porti a casa dalle persone che incontri lungo il percorso.
Durante il corso si è parlato spesso di una metafora: la valigia.
Ogni esperienza aggiunge qualcosa dentro quella valigia.
E torno a casa con la sensazione che questa volta la valigia sia un po’ più piena:
di conoscenze, di riflessioni, ma soprattutto di incontri e di umanità.
È un percorso impegnativo, a volte anche faticoso.
Ma è uno di quelli che ti ricordano perché vale la pena continuare a studiare.
E quindi si torna a casa…
con la valigia un po’ più pesante.
Ma nel senso giusto.
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