Mariarosaria Cerbone, Psicologo Clinico, Scolastico e dello Sport

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Mariarosaria Cerbone, Psicologo Clinico, Scolastico e dello Sport Docente Psicologo Psicoterapeuta ad Indirizzo Psicocorporeo
Specializzata Psicologia Scolastica e dello Sport.

Dopo aver conseguito la laurea in Psicologia presso la SUN Seconda Università di Napoli, ho frequentato la scuola di Counseling presso la Scuola Europea di Psicoterapia Funzionale, specializzandomi nella gestione dello Stress Cronico e nelle terapie mirate alla salute della donna in gravidanza mediante il Master Benessere in Gravidanza e preparazione alla Nascita. Dopo l'abilitazione come Psic

ologa mi sono specializzata in Psicologia dello Sport e Psicologia Scolastica e sempre con la SEF, Scuola Europea di Psicoterpia Funzionale ho avviato il percorso della specializzazione come psicoterapeuta.

Formazione Docenti Neoimmessi: "Gestione della classe e dinamiche relazionali"
15/04/2024

Formazione Docenti Neoimmessi: "Gestione della classe e dinamiche relazionali"

26/01/2024

INDIRIZZO SOCIO SANITARIO: PROGETTO LINGUAGGIO NON VERBALE...LAVORIAMO CON LE EMOZIONI CON TECNICHE PSICOCORPOREE DELLA PSICOLOGIA FUNZIONALE.
PRIMO STEP: RIPRISTINIAMO LA RESPIRAZIONE DIAFRAMMATICA.

https://pdspsicologidellosport.it/maria-rosaria-cerbone/
05/09/2023

https://pdspsicologidellosport.it/maria-rosaria-cerbone/

Iscritta all’ORDINE DEGLI PSICOLOGI DELLA CAMPANIA N.9577   COUNSELOR PROFESSIONISTA PSICOCORPOREO, MEDIATORE FAMILIARE, PSICOLOGO SCOLASTICO, ESPERTO GESTIONE DELLO STRESS, ESPERTO DI BENESSERE IN GRAVIDANZA E PREPARAZIONE AL PARTO Docente di ruolo ISTITUTO SUPERIORE DI SECONDO GRADO Referente p...

28/08/2023

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Non guasta fare un pò di chiarezza rispetto all'utilizzo spesso di espressioni e termini che si riferiscono a specifiche...
28/08/2023

Non guasta fare un pò di chiarezza rispetto all'utilizzo spesso di espressioni e termini che si riferiscono a specifiche condizioni psicopatologiche.
Fin troppe volte, riferendoci ai nostri alunni o ai nostri ragazzi, utilizziamo il termine "iperattivo".

Per un chiarimento scientifico utilizzerò il DSM5, il MANUALE DIAGNOSTICO E STSATISTICO DEI DISTURBI MENTALI, quello che viene considerato la BIBBIA DELLA PSICOPATOLOGIA, ampiamente utilizzato nella pratica clinica di psichiatri, psicologi e psicoterapeuti.

E' bene sottolinere che questo post è semplicemente informativo e non vuole essere, nè deve essere utilizzato per autodiagnosi.

Il DISTURBO DA DEFICIT DI ATTENZIONE/IPERATTIVITA'
presenta i seguenti criteri:

"A. Un pattern persistente di disattenzione e/o iperattività-impulsività che interferisce con il funzionamento o lo sviluppo

1. Disattenzione: 6 (o più) dei seguenti sintomi sono persistiti da almeno 6 mesi con un intensità incompatibile con il livello di sviluppo e che ha un impatto negativo sulle abilità sociali,
scolastiche e/o professionali.

Nota: i sintomi non sono soltanto una manifestazione di comportamento oppositivo, sfida, ostilità o incapacità di comprendere compiti e/o istruzioni.

Per gli adolescenti più grandi e per gli adulti (17 anni ed oltre di età) sono richiesti almeno 5 sintomi:

a. Spesso non riesce a prestare attenzione ai particolari o commette errori di distrazione nei compiti scolastici, sul lavoro o in altre attività (es. trascura od omette dettagli, il lavoro non è accurato).

b. Ha spesso difficoltà a mantenere l’attenzione sui compiti e sulle attività di gioco (es. ha difficoltà a rimanere concentrato durante una lezione, conversazione o lettura).

c. Spesso non sembra ascoltare quando gli/le si parla direttamente (es. la mente sembra altrove, anche in assenza di distrazioni evidenti).

d. Spesso non segue istruzioni e non porta a termine i compiti scolastici, le incombenze o i doveri sul posto di lavoro (es. inizia i compiti ma perde rapidamente la concentrazione e viene distratto/a facilmente).

e. Ha spesso difficoltà ad organizzarsi nei compiti e nelle attività (es. difficoltà a gestire compiti sequenziali, difficoltà nel gestire e mantenere in ordine i materiali, lavoro disorganizzato, disordinato, gestisce il tempo in maniera inadeguata, non riesce a rispettare
le scadenze).

f. Spesso evita, prova avversione o è riluttante nell’impegnarsi in compiti che richiedono sforzo mentale prolungato (es. compiti scolastici e/o a casa, per adolescenti e adulti stesura
relazioni, revisione documenti).

g. Perde spesso gli oggetti necessari per i compiti o le attività (es. materiale scolastico, matite, libri, portafogli, documenti, occhiali, cellulare).

h. Spesso è facilmente distratto/a da stimoli esterni (per adolescenti più grandi e gli adulti possono essere presenti pensieri incongrui).
i. E’ spesso sbadato/a nelle attività quotidiane (es. sbrigare le faccende, fare commissioni, per gli adolescenti più grandi e gli adulti ricordarsi di fare una telefonata, pagare le bollette).

2. Iperattività e impulsività: 6 (o più) dei seguenti sintomi sono persistiti da almeno 6 mesi con un’intensità incompatibile con il livello di sviluppo e che ha un impatto negativo sulle abilità
sociali, scolastiche e/o professionali.

Nota: i sintomi non sono soltanto una manifestazione di comportamento oppositivo, sfida, ostilità o incapacità di comprendere compiti e/o istruzioni. Per gli adolescenti più grandi e per gli adulti (17 anni ed oltre di età) sono richiesti almeno 5 sintomi:

a. Spesso agita o batte le mani e piedi e si dimena sulla sedia.

b. Spesso lascia il proprio posto sulla sedia in situazioni in cui si dovrebbe stare seduti.

c. Spesso scorrazza o salta in situazioni in cui farlo risulta inappropriato (Nota: negli adolescenti e adulti può essere limitato al sentirsi irrequieti).

d. E’ spesso incapace di giocare o svolgere attività ricreative tranquillamente.

e. E’ spesso “sotto pressione” agendo come fosse “azionato” da un motore (è incapace di restare fermo/a o si sente a disagio nel farlo, per un periodo di tempo prolungato come nei ristoranti, riunioni).

f. Spesso parla troppo.

g. Spesso “spara” una risposta prima che la domanda sia stata completata (es. completa le frasi dette da altre persone, non riesce ad attendere il proprio turno nella conversazione).

h. Ha spesso difficoltà ad aspettare il proprio turno (es. durante l’attesa in una fila).

i. Spesso interrompe gli altri o è invadente nei loro confronti (es. interrompe comunicazioni, giochi o attività, può iniziare ad utilizzare cose degli altri senza attendere di ricevere il
permesso).

B. Diversi sintomi di disattenzione e iperattività/impulsività erano presenti prima dei 12 anni.

C. Diversi sintomi di disattenzione e iperattività/impulsività si presentano in due o più contesti.

D. Vi è una chiara evidenza che i sintomi interferiscono con, o riducono, la qualità della vita scolastica, sociale e lavorativa.

E. I sintomi non si presentano esclusivamente durante il decorso della schizofrenia o di un altro disturbo psicotico e non sono meglio spiegati da un altro disturbo mentale.

28/08/2023
27/08/2023

INSEGNA A TUO FIGLIO COME DIFENDERSI DAL GIUDIZIO ALTRUI

I ragazzi, si sa, sono molto influenzati dal giudizio di coetanei e di adulti!
Parole, frasi che per noi sembrano irrilevanti, per gli adolescenti invece possono essere molto coinvolgenti dal punto di vista emotivo.
Gli esperti ribadiscono che il modo in cui gli altri li vedono, spesso diventa il modo in cui loro vedranno se stessi. Penalizzando molto spesso la loro autostima.
Come aiutare nostro figlio adolescente a non farsi influenzare da quello che dicono gli altri?
Se mio figlio ha appena ricevuto una critica in merito al suo naso e io mi limito a dire che secondo me il suo naso è bello, non gli sarò purtroppo molto d’aiuto.
Ma se invece gli dico: “Per me il tuo naso è bello. E tu cosa ne pensi?”
Lo sto aiutando a porsi un interrogativo, dunque a valutare la situazione in modo critico e obiettivo.
Aiutiamoli a pensare con la propria testa!
Sproniamo i nostri figli a dire sempre la loro opinione e i loro punti di vista. Valorizzando ciò che pensano eviteremo che si facciano condizionare dal giudizio altrui.
Ripetiamo loro sempre frasi come:
“ E tu cosa ne pensi?”, “Tu come la vedi?”, “Sei d’accordo?”, “Cos’è importante per te?”
Ricorda che ogni parola detta da te, ogni conversazione è un seme che viene piantato nel fertile campo della loro mente.
Scegli bene le parole, esse contribuiranno a formare la persona che tuo figlio sarà, la percezione che avrà di se stesso, il livello della sua autostima, l’amore e la fiducia che nutrirà per sé e per gli altri.

27/08/2023

NON DARE ETICHETTE!
E' sempre opportuno separare il bambino dal suo comportamento!
Un bambino che lascia i giochi ovunque, non è certo un bambino disordinato, ma è un bambino che probabilmente non ha imparato ancora a mettere in ordine.
E’ opportuno dunque non dare etichette: "Sei un bambino disordinato!"Le etichette creano un’immagine di sé sbagliata, che a lungo tempo si potrebbe realizzare.
Davanti alla ripetizione frequente di un comportamento sbagliato, è sempre opportuna una riflessione del genitore.
In ogni caso, prima di pretendere da nostro figlio qualsiasi comportamento, adottiamolo noi!

27/08/2023

MIO FIGLIO ADOLESCENTE SI LASCIA CONDIZIONARE DALLE CRITICHE DEGLI ALTRI...AIUTIALO A DIFENDERE LA PROPRIA AUTOSTIMA!

I ragazzi, si sa, sono molto influenzati dal giudizio di coetanei e di adulti!
Parole, frasi che per noi sembrano irrilevanti, per gli adolescenti invece possono essere molto coinvolgenti dal punto di vista emotivo.
Gli esperti ribadiscono che il modo in cui gli altri li vedono, spesso diventa il modo in cui loro vedranno se stessi. Penalizzando molto spesso la loro autostima.
Come aiutare nostro figlio adolescente a non farsi influenzare da quello che dicono gli altri?
Se mio figlio ha appena ricevuto una critica in merito al suo naso e io mi limito a dire che secondo me il suo naso è bello, non gli sarò purtroppo molto d’aiuto.
Ma se invece gli dico: “Per me il tuo naso è bello. E tu cosa ne pensi?”
Lo sto aiutando a porsi un interrogativo, dunque a valutare la situazione in modo critico e obiettivo.
Aiutiamoli a pensare con la propria testa!
Sproniamo i nostri figli a dire sempre la loro opinione e i loro punti di vista. Valorizzando ciò che pensano eviteremo che si facciano condizionare dal giudizio altrui.
Ripetiamo loro sempre frasi come:
“ E tu cosa ne pensi?”, “Tu come la vedi?”, “Sei d’accordo?”, “Cos’è importante per te?”
Ricorda che ogni parola detta da te, ogni conversazione è un seme che viene piantato nel fertile campo della loro mente.
Scegli bene le parole, esse contribuiranno a formare la persona che tuo figlio sarà, la percezione che avrà di se stesso, il livello della sua autostima, l’amore e la fiducia che nutrirà per sé e per gli altri.

Indirizzo

Naples
80121

Orario di apertura

Martedì 15:00 - 20:00
Giovedì 15:00 - 20:00

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