11/10/2018
Il cheratocono è una malattia dell’occhio che colpisce 1 persona su 500, in modo più o meno grave, con un’incidenza maggiore tra giovani.
Diagnosticata tempestivamente e trattata in modo corretto può evitare il trapianto di cornea e una qualità della vista e della vita migliore. Il cheratocono ha un effetto psicologico negativo sul paziente, che si vede affetto da una malattia che non guarisce, ma che può solo peggiorare. È una malattia molto invalidante perché comporta l’inizio di una lunga serie di visite, occhiali, lenti a contatto senza una vera terapia, con un peregrinare del paziente che può durare anni fino al trapianto di cornea. Le ultime ricerche italiane ridanno però grandi speranze agli ammalati di cheratocono. Infatti, c'è una nuova tecnica di cross linking corneale detto "trans epiteliale" mediante iontoforesi messo a punto in Italia. E' una metodica rivoluzionaria di assorbimento del farmaco all’interno dei tessuti oculari, un intervento senza controindicazioni, indolore e ripetibile, che dura circa 15 minuti. Si tratta del perfezionamento di un metodo di successo già ampiamente in uso, di cui però sono stati migliorati alcuni aspetti per ottenere un risultato davvero ottimale, tanto che può essere praticata anche sui bambini. La diagnosi precoce, per fermare questa malattia è importante anzitutto diagnosticarla in modo precoce. All’oculista spetta l’interpretazione degli esami e la definizione di un piano terapeutico, per questo è essenziale che i pazienti accedano a centri specializzati nella diagnosi e cura del cheratocono per non incorrere a false interpretazioni diagnostiche e a errati consigli terapeutici. I sintomi possono essere diversi: in genere si manifesta con una graduale perdita della vista, astigmatismo e miopia, aloni notturni e sfregamento agli occhi e mal di testa. La causa della malattia non è ancora chiara, ma pare vi sia una predisposizione genetica. All’interno del medesimo nucleo familiare questa patologia colpisce a “macchia di leopardo” i vari membri, è di solito bilaterale (85%) e la severità può variare da persona a persona. Colpisce con più frequenza i soggetti giovani. In caso di forme meno aggressive, la diagnosi avviene anche in età adulta e avanzata. Il cross linking corneale trans epiteliale mediante iontoforesi è una metodica rivoluzionaria per l’assorbimento di un farmaco all’interno dei tessuti oculari. La tecnica attuale è un’evoluzione di una già esistente, si può dire la terza generazione di una metodica inventata in Germania dieci anni fa, che va a migliorarlo ulteriormente e a risolvere alcune criticità. Si unisce la sicurezza della tecnica trans epiteliale, cioè priva di rischi infettivi e dolore post operatorio, all’efficacia della tecnica con asportazione dell’epitelio corneale, che dava un maggiore assorbimento del farmaco, grazie alla messa a punto di una tecnica di trasporto del farmaco all’interno delle strutture oculari veicolata da una corrente elettrica a basso voltaggio: la iontoforesi con installazione sulla cornea di una sostanza, la riboflavina o vitamina B2.