Ascolta l'Otologo, a cura della dr.ssa Fabrizia de Falco

Ascolta l'Otologo, a cura della dr.ssa Fabrizia de Falco Pagina a cura della dr.ssa Fabrizia de Falco, specialista in Otorinolaringoiatria, Otoneurologia e Vestibologia.

Titolare di “Studio Medico Silene” e “VertiLab - centro di diagnosi e cura del paziente Vertiginoso” (Napoli) Questa pagina é stata creata dalla Dott.ssa de Falco ed é esclusivamente gestita da lei.

IL MARE DENTRO(Mal de Débarquement Syndrome)Marco (nome di fantasia) è un giovane professionista, attento, abituato a ge...
15/04/2026

IL MARE DENTRO
(Mal de Débarquement Syndrome)

Marco (nome di fantasia) è un giovane professionista, attento, abituato a gestire la complessità. Fino all’estate scorsa conduceva una vita sostanzialmente normale.
Il 29 agosto 2025, partecipa a un piccolo torneo di freccette. Lo vince. È in perfetto equilibrio, nel senso più letterale del termine. Quella sera prende un traghetto da Pantelleria a Trapani: sette ore di navigazione, mare leggermente mosso, niente di straordinario. Una traversata come tante.
La mattina del 30 agosto scende dalla nave.
E da quel momento, la terra non smette più di muoversi.

La sensazione è difficile da descrivere a chi non l’ha provata: non è vertigine, non è capogiro. È la percezione ostinata, continua, logorante di essere ancora a bordo. Il ponte che ondeggia sotto i piedi. Il corpo che compensa un movimento che non c’è. Marco prova ad aspettare, convinto, come chiunque, che passerà. Passano i giorni. Passano le settimane. Siamo ad aprile, e i sintomi persistono immutati da oltre sette mesi.

Nel frattempo episodi importanti di vomito, difficoltà nel controllo del capo durante i movimenti, incapacità di condurre una vita regolare. Risonanza magnetica encefalica e cervicale negative. Esami strumentali nella norma. La fisioterapia produce scarsi risultati. Una terapia farmacologica gli consente di non vomitare, di mangiare, di camminare, seppur non normalmente.

E poi c’è il peso invisibile: quello di non essere creduto. I sintomi vengono attribuiti ripetutamente all’ansia. Marco sa che non è ansia. Ma spiegarlo, dimostrarlo, trovare qualcuno disposto ad ascoltare diventa una fatica sovrapposta alla malattia stessa. «È stato molto frustrante», scrive, con una misura nelle parole che dice tutto.

La diagnosi arriva infine da un centro specialistico straniero. Un dettaglio clinico la orienta in modo decisivo: i sintomi migliorano durante il movimento passivo (in macchina, in treno, di nuovo in barca). Questo sollievo paradossale, che sembra quasi una beffa, è in realtà la firma di una condizione precisa.

Marco mi scrive per chiedere un teleconsulto, un ulteriore parere, indicazioni per impostare al meglio la riabilitazione. E - lo confessa con una franchezza che mi ha colpita - per la paura che le cose rimangano così per sempre. Ma mi chiede anche qualcosa di più: di aiutarlo a fare in modo che altri pazienti non debbano percorrere lo stesso calvario diagnostico. Che questa condizione smetta di essere invisibile.

Ho scelto di raccogliere questa richiesta, e di raccontare la sua storia perché forse troppi pazienti come lui camminano ancora soli in un labirinto diagnostico che non dovrebbe essere così oscuro.

La condizione di Marco ha un nome: Mal de Débarquement Syndrome, acronimo MdDS. È una sindrome vestibolare caratterizzata dalla percezione persistente di oscillazione, dondolio o rollio (gli stranieri lo chiamano rocking, swaying, bobbing) che insorge tipicamente dopo un’esposizione a movimento passivo (navigazione, volo, viaggio in treno o in auto), ma che può manifestarsi anche spontaneamente, senza un evento scatenante identificabile.

La Bárány Society, massima autorità internazionale nella classificazione dei disturbi vestibolari, ne ha formalizzato i criteri diagnostici nel 2020. Per porre diagnosi di MdDS è necessario che siano soddisfatte tutte le seguenti condizioni:

1. Sensazione non illusoria di movimento del proprio corpo, descritta come oscillazione, dondolio o rollio
2. Durata superiore a 48 ore dopo la cessazione dell’esposizione a movimento passivo
3. Esordio in associazione temporale con un’esposizione a movimento passivo prolungato (forma motion-triggered), oppure insorgenza spontanea (spontaneous onset)
4. Riduzione o scomparsa temporanea dei sintomi durante la ri-esposizione a movimento passivo (il cosiddetto paradosso del movimento, che è al tempo stesso segno diagnostico e crudele ironia clinica)
5. Assenza di un’altra patologia in grado di spiegare meglio il quadro

La fisiopatologia è ancora oggetto di ricerca: l’ipotesi più accreditata chiama in causa un’alterazione dei meccanismi di adattamento oscillatorio nel cervelletto, con un “blocco” del pattern motorio acquisito durante la navigazione che non riesce a essere disattivato una volta tornati a terra.

La buona notizia è che la MdDS non è necessariamente una condanna. Esiste un approccio riabilitativo specifico, sviluppato soprattutto in pochi centri di eccellenza internazionali, basato sulla stimolazione optocinetica: sfrutta il meccanismo del movimento visivo per “resettare” il pattern cerebellare alterato. I risultati, nella letteratura, sono incoraggianti in una quota significativa di pazienti.

Il problema è che questo protocollo è pressoché sconosciuto alla maggior parte dei clinici. La riabilitazione vestibolare standard, quella che Marco sta già eseguendo senza beneficio, non è indicata per la MdDS e in alcuni casi può persino aggravare il quadro, perché agisce su meccanismi completamente diversi.

Prima della riabilitazione, prima della terapia, c’è un passaggio che non dovrebbe essere necessario ma che per quasi tutti i pazienti con MdDS rappresenta il vero ostacolo: ricevere una diagnosi corretta.

Una diagnosi significa non sentirsi dire che è ansia. Significa avere un nome da dare a quello che si vive. Significa che il medico dall’altra parte dello schermo, o del tavolo, ti guarda e dice: ti credo, so di cosa si tratta, possiamo lavorarci insieme.

Marco ha aspettato mesi per arrivarci. E lui, con la sua determinazione, ce l’ha fatta. Ma quanti altri stanno ancora aspettando?

La MdDS è considerata rara, ma probabilmente è sotto-diagnosticata in misura rilevante. Molti pazienti vengono catalogati sotto altre etichette; disturbo somatoforme, ansia, cervicalgia, e non arrivano mai a uno specialista che conosca questa condizione.

Aumentare la consapevolezza, tra i professionisti e tra il pubblico, è il primo atto terapeutico che possiamo compiere.
Per Marco. E per tutti quelli che, in questo momento, sentono il mare muoversi sotto i piedi e non sanno ancora perché.

Una giornata di Vestibologia da Stema FisioLabHo avuto il piacere (e l’onore!) di essere ospite e poter collaborare con ...
11/04/2026

Una giornata di Vestibologia da Stema FisioLab

Ho avuto il piacere (e l’onore!) di essere ospite e poter collaborare con il dott. ._erasmo_galeno , studioso ed appassionato di riabilitazione vestibolare e dell’equilibrio.
Una giornata densa di stimoli, di confronto e di crescita professionale, interamente dedicata a pazienti che da tempo cercavano risposte. Persone che vivevano con la sensazione di stare su una barca, con le immagini che oscillano, con una stanchezza difficile da spiegare ed un profondo disagio nei luoghi affollati. Sintomi a lungo attribuiti all’ansia o alla cervicale, che celavano invece una labirintopatia.

Ricevere una diagnosi corretta non è un punto di arrivo: è il punto da cui tutto può finalmente cominciare. Significa smettere di cercare nel posto sbagliato, smettere di dubitare di sé stessi. Significa avere un nome da dare a ciò che si prova, e con quel nome la possibilità concreta di intraprendere un percorso riabilitativo mirato. Per chi convive da mesi o da anni con sintomi invalidanti e incompresi, questo cambia radicalmente la qualità della vita.

Crediamo profondamente nella diffusione della consapevolezza sulle patologie dell’equilibrio e metteremo il massimo impegno per supportare chi ne ha bisogno.

📅 Prossima giornata di visite: mercoledì 6 maggio
Per informazioni e prenotazioni, contattateci.

Buongiorno!Ricordo a chiunque ne avesse necessità, che venerdi 10 aprile, dalla mattina, sarò a Latina, presso 📍Stema Fi...
30/03/2026

Buongiorno!

Ricordo a chiunque ne avesse necessità, che venerdi 10 aprile, dalla mattina, sarò a Latina, presso 📍Stema Fisiolab Latina insieme al dott. Dott. Erasmo Galeno per effettuare valutazioni vestibolari.

☎️Per maggior info è possibile contattare il centro chiamando il +39 380 178 0441

Vi aspettiamo!

🎥 LIVE Instagram – 27 Marzo ore 19:00Se vi è mai capitato di avvertire una rotazione improvvisa dell’ambiente circostant...
25/03/2026

🎥 LIVE Instagram – 27 Marzo ore 19:00

Se vi è mai capitato di avvertire una rotazione improvvisa dell’ambiente circostante nel momento in cui vi sdraiate, vi girate nel letto o inclinate il capo, sapete quanto questo disturbo possa essere intenso, talvolta spaventoso, seppur di breve durata.

Si tratta di vertigini tipicamente di qualche secondo, a volte qualche minuto, ad insorgenza posizionale, spesso accompagnati da nausea e seguiti da una sensazione residua di instabilità o insicurezza nei movimenti. Non di rado, soprattutto al primo episodio, la crisi può generare una reazione di panico; anche dopo la risoluzione della fase acuta, può persistere per giorni o settimane una condizione di apprensione, con evitamento dei movimenti e una sensazione costante di vulnerabilità. No, non è colpa della cervicale né vi servirà prendere antinfiammatori o fare un massaggio rilassante. Il problema è nell’orecchio!

Questo quadro è frequentemente espressione di Vertigine Parossistica Posizionale Benigna (VPPB), una condizione estremamente comune che, nonostante ciò, viene ancora oggi interpretata in modo riduttivo o gestita in maniera non sempre appropriata.

La VPPB richiede un inquadramento clinico accurato, basato su una corretta identificazione del canale coinvolto e del meccanismo fisiopatologico sottostante. Anche il trattamento deve essere guidato da criteri precisi e, in alcuni casi, integrato con un percorso riabilitativo vestibolare mirato.

Nel corso della diretta affronteremo questi aspetti insieme al dott. Erasmo Galeno, fisioterapista specializzato nella riabilitazione vestibolare, con l’obiettivo di fornire un orientamento clinico chiaro e fondato.

Durante la LIVE verranno approfonditi:

🟢Come riconoscere i segni caratteristici della VPPB e distinguerla da altre forme di vertigine
🔵Quando è indicata una valutazione specialistica
🔴Il ruolo e i limiti delle manovre liberatorie
🟡Le indicazioni alla riabilitazione vestibolare
⚪️Gli errori più frequenti nella gestione del disturbo
🟣Cosa aspettarsi da un corretto percorso diagnostico-terapeutico

📅 27 Marzo
🕖 Ore 19:00
📍 Diretta su Instagram

Sarà possibile porre domande in diretta e ricevere chiarimenti sui propri sintomi.

Se il tema vi riguarda o riguarda qualcuno vicino a voi, può essere utile salvare l’appuntamento e condividerlo..
Vi aspettiamo !

C’è un momento in cui le cose smettono di essere solo idee e diventano realtà.Per me questo momento coincide con l’inizi...
20/03/2026

C’è un momento in cui le cose smettono di essere solo idee e diventano realtà.
Per me questo momento coincide con l’inizio di una nuova avventura. Ho conosciuto il dott. ._erasmo_galeno perché ho riconosciuto subito in lui qualcosa di raro: la stessa attenzione, la stessa curiosità e soprattutto la stessa passione per la patologia del labirinto e per la riabilitazione dell’equilibrio.

Da lì sono nati confronti, incontri, scambi continui. E, passo dopo passo, la volontà di costruire qualcosa che avesse davvero un senso per i pazienti, prima ancora che per noi. Così prende forma un progetto condiviso: un ambulatorio di vestibologia insieme.

Per questo motivo venerdì 10 aprile sarò a Latina, presso STEMA Fisiolab (Piazzale Granato, Latina), dove dalle 10.00 alle 16.00 inizieremo questo nuovo percorso.

Durante la giornata eseguiremo valutazioni ed esami vestibolari, lavorando fianco a fianco. Nello stesso luogo potremo mettere insieme le nostre competenze per fornire assistenza in un territorio per me nuovo.

Sono entusiasta di questo nuovo inizio accanto a un professionista così competente. Vi aspettiamo a Latina!

❤️ 💙 🖤

Chi l’ha detto che l’esame vestibolare è per forza una cosa seria ?🌸🌀👂🏻
20/03/2026

Chi l’ha detto che l’esame vestibolare è per forza una cosa seria ?

🌸🌀👂🏻

Sono particolarmente felice di poter informare tutti i miei pazienti, e in modo particolare coloro che soffrono di patol...
07/02/2026

Sono particolarmente felice di poter informare tutti i miei pazienti, e in modo particolare coloro che soffrono di patologie dell’equilibrio caratterizzate da crisi ricorrenti, che ho avviato una collaborazione con un team di infermieri specializzati nella gestione delle condizioni acute e croniche e nella somministrazione domiciliare di terapie, comprese quelle infusionali.

Chi convive con disturbi come la malattia di Ménière o altre vestibolopatie sa bene quanto, durante una crisi, possa essere difficile individuare rapidamente un supporto sanitario qualificato. Spesso il problema non è solo la sintomatologia, ma anche la difficoltà pratica nel reperire personale infermieristico disponibile e adeguatamente formato.

Il servizio, attivo su Napoli e provincia, nasce proprio con l’obiettivo di offrire un’assistenza sanitaria strutturata, professionale e continuativa, attivabile anche in regime h24, 7 giorni su 7, garantendo un punto di riferimento concreto nei momenti di maggiore necessità.

Le prestazioni assistenziali comprendono:

• Monitoraggio dei parametri vitali e delle condizioni generali durante le crisi vertiginose

• Assistenza al paziente nella fase acuta con particolare attenzione alla prevenzione del rischio cadute

• Somministrazione di terapie farmacologiche prescritte per via orale, intramuscolare o endovenosa (come Glicerolo e Mannitolo).

• Gestione e posizionamento di accessi venosi periferici

• Esecuzione e monitoraggio di terapie infusionali domiciliari

• Supporto nella gestione di nausea e vomito e nel controllo dello stato di idratazione

• Controllo del bilancio idro-elettrolitico su indicazione medica

• Supporto all’aderenza alla terapia di mantenimento

• Educazione sanitaria sulle corrette abitudini
comportamentali e sulla gestione domiciliare delle crisi

• Affiancamento del paziente e del caregiver nel monitoraggio dell’andamento clinico

• Collaborazione con lo specialista per l’aggiornamento del piano assistenziale

• Valutazione della sicurezza dell’ambiente domestico per la prevenzione del rischio cadute

Questa collaborazione rappresenta un ulteriore passo verso il mio modello ideale di cura, sempre più completo e continuativo, finalizzato non solo alla gestione della patologia, ma anche al miglioramento della qualità di vita del paziente, offrendo un supporto sanitario qualificato anche al di fuori del contesto ambulatoriale.

H24, 7 giorni su 7
Contate su di noi!

Sono particolarmente felice di poter comunicare ai miei pazienti della Basilicata, in particolare a quelli di Melfi e de...
06/02/2026

Sono particolarmente felice di poter comunicare ai miei pazienti della Basilicata, in particolare a quelli di Melfi e dei comuni limitrofi, l’organizzazione di una giornata interamente dedicata alla qualità dell’udito.

Polimedica promuove l’Open Day dell’Udito, in programma mercoledì 25 febbraio, un’iniziativa rivolta alla popolazione over 40 con l’obiettivo di offrire uno screening GRATUITO e, soprattutto, diffondere una maggiore consapevolezza sull’importanza della prevenzione della perdita uditiva.

Nel corso della giornata sarà possibile eseguire audiometria tonale e audiometria vocale, esami fondamentali per valutare in modo accurato la capacità di percepire i suoni e comprendere il linguaggio nelle situazioni di vita quotidiana. Intercettare precocemente eventuali alterazioni dell’udito significa poter intervenire tempestivamente, preservando comunicazione, relazioni sociali e qualità della vita.

Durante l’Open Day, il Dott. Gabriele Delosa, tecnico audioprotesista, eseguirà i test audiometrici mirati. L’attività di prevenzione e gestione dei disturbi uditivi rappresenta un impegno costante all’interno dell’ambulatorio, di cui sono referente come otorinolaringoiatra e direttrice scientifica di Polimedica.

Vi aspettiamo per prenderci cura insieme della vostra salute uditiva.

🤍 👂🏻

https://www.polimedica.net/open-day-sui-disturbi-delludito-screening-gratuito/

Mercoledì 25 Febbraio. Un’iniziativa rivolta alla popolazione over 40, pensata per sensibilizzare sulla prevenzione della perdita dell’udito.

01/02/2026

Vertigine, cervicale e disturbi dell’equilibrio: perché usare le parole giuste è già una forma di terapia

Provo a restituire in forma ordinata e comprensibile quanto emerso ieri sera dal confronto con il dott. Erasmo Galeno sul tema “vertigine e cervicale”, a beneficio di chi non ha potuto seguire la diretta (il video resta comunque disponibile sulle nostre pagine Instagram).

Sono partita da una premessa a cui tengo moltissimo e che i miei pazienti conoscono bene: fare chiarezza sulla terminologia. Non per gusto accademico o per pedanteria, ma perché il primo vero ostacolo, quando si ha a che fare con i cosiddetti “disturbi dell’equilibrio”, è proprio capire e dare un nome corretto a ciò che si prova. Le parole contano, perché orientano il ragionamento clinico, le scelte diagnostiche e, di conseguenza, le terapie.

Nel linguaggio comune, il termine “vertigine” viene spesso usato per descrivere qualunque sensazione sgradevole: orecchie tappate, testa vuota, testa pesante, instabilità, “mi gira tutto”, “giro io”, senso di sbandamento. Ma nel dizionario dell’otoneurologo la vertigine ha un significato molto preciso. In senso otoneurologico, la vertigine è un’illusione di movimento: il paziente percepisce che l’ambiente ruota attorno a lui o che è lui stesso a muoversi nello spazio, in assenza di un reale spostamento. È un sintomo ben definito, spesso violento, frequentemente associato a nausea, vomito, difficoltà a mantenere la stazione eretta e, soprattutto, a segni obiettivabili come il nistagmo. Già questo restringe enormemente il campo e ci permette di escludere moltissime sensazioni che, pur essendo reali e fastidiose, vertigine non sono.

Questo accade perché il sistema vestibolare è costruito per generare risposte riflesse estremamente rapide e potenti. Il principale è il riflesso vestibolo-oculomotore, che ha il compito di mantenere stabile lo sguardo durante il movimento della testa. È un riflesso dominante, immediato, facilmente osservabile e clinicamente centrale: quando è alterato, compaiono oscillopsia, instabilità visiva e nistagmo. Accanto a questo esistono riflessi altrettanto importanti ma più “silenziosi”, come il riflesso vestibolo-collico, che regola il tono dei muscoli del collo, e il riflesso vestibolo-spinale, che contribuisce al controllo posturale e alla stabilità del tronco e degli arti inferiori. Questi ultimi non producono sintomi clamorosi come la vertigine rotatoria, ma partecipano in modo determinante alla sensazione globale di equilibrio e, quando si alterano, possono generare rigidità, instabilità e adattamenti posturali patologici.

Altro termine abusato è “labirintite”. “Mi hanno diagnosticato la labirintite” è una frase che sento quotidianamente. In realtà, la labirintite è una patologia ben precisa: un’infiammazione acuta del labirinto, di solito di origine infettiva, che coinvolge contemporaneamente la funzione vestibolare e quella uditiva. Si manifesta con vertigine intensa e improvvisa associata a ipoacusia neurosensoriale e spesso ad acufeni. È una condizione rara, seria, con criteri clinici chiari. Non è un sinonimo di vertigine, né tantomeno un termine generico per indicare “un problema all’orecchio”. Moltissimi pazienti che credono di aver avuto una labirintite, in realtà non hanno avuto né una vera vertigine né una labirintite. E questa, permettetemi di dirlo, è spesso una buona notizia.

Accanto alla vertigine vera e propria, esiste infatti un altro grande capitolo, quello della “dizziness”. Secondo la definizione condivisa dalla Bárány Society, la dizziness è una sensazione aspecifica di alterato orientamento spaziale, di testa leggera, confusione, instabilità o “stordimento”, senza la percezione illusoria di movimento rotatorio. È un sintomo molto più vago, più difficile da descrivere, spesso fluttuante, e non necessariamente legato a una patologia vestibolare periferica. A questo si aggiunge l’instabilità, cioè la difficoltà a mantenere l’equilibrio soprattutto durante la stazione eretta o la deambulazione, senza rotazione né del corpo né dell’ambiente.

Infine arriviamo alla cervicale. “Ho la cervicale”, “ho il nervo accavallato”, “mi si infiamma la cervicale”. Ma cos’è, davvero, la diagnosi? Cervicalgia non è una diagnosi, è un sintomo: dolore al collo. La domanda corretta dovrebbe essere: qual è la patologia alla base della mia cervicalgia? Artrosi? Discopatia? Contrattura muscolare? Sovraccarico posturale? Senza questa distinzione, si rischia di attribuire al collo un ruolo causale che spesso non ha.

Ed è qui che siamo arrivati alla domanda chiave della serata: la cervicale può causare vertigini? Se parliamo di vertigine vera, nel senso rigoroso del termine, la risposta è no. La cervicale non è in grado di generare un’illusione di movimento rotatorio dello spazio, non provoca nistagmo, non determina le crisi vertiginose tipiche delle patologie vestibolari. Se il paziente ruota, cade, deve aggrapparsi, “gli ballano gli occhi”, la causa non può essere il rachide cervicale.

L’orecchio interno è l’unico organo del corpo umano dotato di recettori e strutture capaci di produrre sintomi così intensi, così caratteristici e così altamente diagnosticabili. Affrontare una vertigine partendo da una radiografia del collo significa imboccare una strada sbagliata, con il rischio concreto di perdere settimane, mesi o anni in terapie inefficaci, farmaci inappropriati e preoccupazioni inutili. La vertigine va indagata prima di tutto da un punto di vista vestibolare.

Questo non significa, però, che il collo non entri mai in gioco. Il nesso tra vertigine e cervicale esiste, ma va letto nel verso corretto. Un danno vestibolare, una vestibolopatia, altera l’equilibrio dei riflessi vestibolari: il sistema oculomotore lavora male, il controllo del capo diventa difensivo, il tono muscolare cervicale si modifica, la postura si irrigidisce. Il paziente sviluppa paura del movimento, strategie di compenso, schemi corporei disfunzionali e condotte di evitamento. In questo senso il collo e la cervicale diventano il bersaglio di un maladattamento globale, non l’origine del problema.

Ed è qui che entra in modo razionale e mirato la rieducazione posturale e dell’equilibrio. Un paziente con patologia vestibolare può beneficiare anche di un intervento posturale perché si lavora sulle conseguenze del disturbo vestibolare: si rieducano i riflessi, si normalizza il controllo del capo e del tronco, si riduce la rigidità, si favorisce una migliore integrazione tra sistema vestibolare, visivo e propriocettivo. Non per “curare la vertigine dal collo”, ma per aiutare il sistema nervoso a uscire da un assetto difensivo e a recuperare un equilibrio funzionale.

In tutto questo, merita una menzione anche l’ansia. Non come causa primaria della vertigine e non come spiegazione semplicistica dei sintomi, ma come fattore sempre presente, spesso determinante e quasi sempre amplificante. L’ansia aumenta l’ipervigilanza corporea, irrigidisce ulteriormente la postura, accentua la percezione dei sintomi e rende più difficile il compenso vestibolare. È un elemento trasversale, che va riconosciuto e gestito, ma di cui vale la pena parlare con il giusto spazio e la giusta profondità, cosa che faremo in un altro momento.

Parlare la stessa lingua, usare le parole giuste e mettere ogni sintomo al posto corretto è il primo, fondamentale passo per non perdersi. Ed è da qui che dovrebbe sempre partire qualunque percorso serio sul tema delle vertigini, ed è per questo che la divulgazione è una cosa che mi piace tanto.

Spero di aver risolto qualche dubbio (non dico tutti, ma qualcuno!)


31/01/2026

Malattia di Ménière: a che punto siamo? Un'analisi rigorosa sulle ultime pubblicazioni scientifiche, l'efficacia della gentamicina, degli steroidi intratimpanici e il ruolo della risonanza magnetica

Vertigini, dizziness e cervicale: un’associazione frequente, ma spesso interpretata in modo semplicistico.Quante volte i...
26/01/2026

Vertigini, dizziness e cervicale: un’associazione frequente, ma spesso interpretata in modo semplicistico.

Quante volte il sintomo vertiginoso viene attribuito automaticamente “alla cervicale”? In realtà il sistema dell’equilibrio è il risultato di una complessa integrazione tra sistemi, di cui l'orecchio è parte integrante. Un’alterazione di uno solo di questi anelli può generare instabilità persistente, dizziness cronica o sensazioni di sbandamento, anche in assenza di una vera patologia strutturale cervicale.

Durante questa diretta Instagram affronteremo il tema con un approccio rigorosamente clinico: quando la cervicale è davvero coinvolta, quando è solo un fattore concomitante, quali esami sono realmente utili e perché la sinergia tra valutazione medica specialistica e riabilitazione mirata rappresenta oggi la strategia più efficace.

Lo faremo insieme al dott. Erasmo Galeno, fisioterapista specializzato nella riabilitazione dell’equilibrio e nei disturbi vestibolari, mio compagno di viaggio in questo progetto di divulgazione, nato per rendere comprensibili a tutti temi complessi ma fondamentali per chi soffre di instabilità e vertigini.

Un podcast pensato per fare chiarezza, superare i falsi miti e offrire strumenti concreti per orientarsi tra diagnosi e terapia.

📅 Venerdì 30 gennaio
🕖 Ore 19.00
📍 In diretta su Instagram

Vi aspettiamo per parlarne insieme, rispondere alle vostre domande e costruire un po’ di buona divulgazione.

Indirizzo

Via Vincenzo Tiberio 14, Napoli
Naples
80126

Telefono

+393792220000

Sito Web

https://www.vertilab.net/, https://fabriziadefalco.it/

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Ascolta l’Otologo

La dr.ssa Fabrizia de Falco si é laureata in medicina e chirurgia con lode presso la “Seconda Università degli Studi di Napoli”, discutendo una tesi sperimentale sulle otomastoiditi in età pediatrica. Negli ultimi anni di università e nell’immediato post-laurea, prima di vincere il concorso per entrare in scuola di specializzazione, ha frequentato come medico volontario l’Unità Operativa di Otorinolaringoiatria Pediatrica del Santobono Pausilipon di Napoli e l’U.O.C. di Otorinolaringoiatria dell’Ospedale Monaldi. Successivamente ha conseguito con il massimo dei voti il titolo di specialista in Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico Facciale presso l’Università di Napoli “Federico”. Il suo percorso di formazione si é arrichito di numerose esperienze, tra cui diversi periodi di frequenza presso prestigiosi istituti di ricerca nazionali ed internazionali, quali il Gruppo Otologico di Piacenza, diretto dal Prof. Mario Sanna, l’House Ear Institute di Los Angeles ed il Massachusetts Eye and Ear Hospital di Boston. E’ sopratutto presso il “Jenks Vestibular lab” diretto dal Prof. Richard Lewis ed il dipartimento di otorinolaringoiatria ed otoneurologia diretto dal Prof. Steven Rauch della Harvard Medical School che ha avuto modo di approfondire le proprie conoscenze nel campo dell’otologia e dei disordini dell’equilibrio, sviluppando in seguito il proprio lavoro di tesi relativo alla diagnosi differenziale tra pazienti affetti da Malattia di Meniere ed Emicrania Vestibolare. Durante tutto il proprio percorso di specializzazione, la dottoressa de Falco ha partecipato a numerosi congressi nazionali ed internazionali; ha inoltre completato svariati corsi di dissezione chirurgica e di perfezionamento per la pratica clinica. E’ attualmente iscritta alla “Audiology Vestibular International Science Academy” ed é membro delle principali società italiane ed internazionali di otologia ed otoneurologia.