30/04/2026
Annalisa Corrado è una parlamentare europea del Pd. E su Fanpage, con un atto di grandissima dignità, ha deciso di rendere pubblica una storia che si teneva dentro da circa 35 anni.
Lei aveva 16 anni. Lui ne aveva quasi 70.
Lui era Sauro De Luca, fondatore del Movimento Eucaristico Giovanile, padre spirituale di migliaia di ragazzi in tutta Italia.
La riceveva nella sua stanza e, approfittando della sua autorità religiosa e della fiducia che una ragazzina riponeva in lui, la sottoponeva ad abusi sessuali e psicologici.
Le diceva, in nome di Dio, che le sue prime esperienze di intimità erano una colpa di cui doveva sentirsi in difetto.
Annalisa è una delle oltre venti donne che hanno raccontato gli abusi subiti da De Luca. In un diario ritrovato dopo la sua morte, lui stesso ha annotato svariati abusi su minorenni, dal 1968 al 1998. Trent'anni di abusi.
Alcune delle vittime avevano già provato a parlare, anni fa. Ma le denunce interne sono tutte cadute nel vuoto.
Annalisa ha chiuso la sua testimonianza citando Gisèle Pelicot: "La vergogna deve cambiare campo". E ha ragione.
Per questo voglio rivolgere un appello a tutta la politica, senza polemiche.
A novembre la Camera ha approvato all'unanimità una legge che mette al centro il consenso libero e attuale. Era un patto raro tra maggioranza e opposizione, un cambio di paradigma. In Senato quel testo è stato modificato: il consenso è stato sostituito dal dissenso, un grande passo indietro.
Per questo lo chiedo ancora una volta: torniamo alla formulazione originaria, quella che abbiamo approvato all’unanimità.
Perché una sedicenne dentro una stanza con un uomo di settant'anni non ha bisogno di una legge che le chieda di dimostrare il proprio dissenso.
Restituiamo a tutte donne la legge che meritano. La vergogna deve cambiare campo: tocca anche alla politica spostarla.