27/02/2026
Ogni volta che utilizzo una fase low carb o chetogenica in pazienti con molti kg da perdere, alcuni pt e colleghi restano fermi sul dire che
“La dieta mediterranea è l’unica vera alimentazione da seguire.”
La dieta mediterranea è un modello eccellente.
Ha solide basi epidemiologiche, culturali e preventive.
Ma non è una legge biologica universale.
Un atleta agonista e una persona con insulino-resistenza, adiposità viscerale e fame disregolata non hanno lo stesso contesto metabolico.
E quando il contesto cambia, cambiano anche gli strumenti.
In alcuni pazienti con forte sovrappeso, ridurre temporaneamente il carico glucidico può:
– stabilizzare la glicemia
– ridurre la fame spontanea
– migliorare l’aderenza
– facilitare l’ossidazione lipidica
È fisiologia applicata.
Il punto non è quale dieta sia “la migliore”.
Il punto è: per chi? in quale fase? con quale obiettivo?
Una mediterranea ipocalorica può funzionare benissimo ma in alcuni soggetti può generare fame persistente e scarsa aderenza e senza aderenza, non esiste risultato clinico.
C'è bisogno di adattamento e adattare significa osservare la persona davanti a noi, non difendere un modello per principio.
Piccoli tecnicismi:
• La chetosi è una condizione metabolica fisiologica.
• In presenza di adeguato apporto proteico, la gluconeogenesi non implica automaticamente perdita di massa muscolare.
• Il fabbisogno glucidico dipende dal livello e dall’intensità dell’attività fisica.
• Nei soggetti insulino-resistenti, la riduzione del carico glucidico può migliorare controllo glicemico e sazietà.
La scelta del modello alimentare deve essere sempre contestualizzata a metabolismo, composizione corporea e obiettivo.