Dott.ssa Paola Moriondo Psicoterapeuta

Dott.ssa Paola Moriondo Psicoterapeuta Psicologia, Psicanalisi, Antropologia, spunti pedagogici

Con oltre ventanni di esperienza, la dottoressa Paola Moriondo esercita la libera professione a Nichelino. Dedica il suo impegno professionale a migliorare il benessere psicologico di adolescenti, giovani, adulti e coppie, accompagnandoli nei periodi di difficoltà con un sostegno psicologico o con interventi di terapia psicanalitica.

𝗖𝗼𝗺𝗲 𝗶𝗻𝗳𝗹𝘂𝗶𝘀𝗰𝗼𝗻𝗼 𝗶 𝗱𝗶𝘀𝘁𝘂𝗿𝗯𝗶 𝗱𝗲𝗹  #𝘀𝗼𝗻𝗻𝗼 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗼 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗱’𝗮𝗻𝗶𝗺𝗼?Non   a sufficienza ci fa contemplare la vita come se fossim...
27/04/2026

𝗖𝗼𝗺𝗲 𝗶𝗻𝗳𝗹𝘂𝗶𝘀𝗰𝗼𝗻𝗼 𝗶 𝗱𝗶𝘀𝘁𝘂𝗿𝗯𝗶 𝗱𝗲𝗹 #𝘀𝗼𝗻𝗻𝗼 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗼 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗱’𝗮𝗻𝗶𝗺𝗼?

Non a sufficienza ci fa contemplare la vita come se fossimo dentro un videogioco: abbiamo la sensazione che il mondo si stia sciogliendo con noi dentro, mentre noi restiamo immobili e incapaci di reagire.
Capita a quasi tutti di attraversare periodi in cui non riusciamo a dormire bene. Può essere dovuto al fatto che abbiamo avuto meno ore del dovuto da dedicare al sonno oppure alla sensazione di non essere riusciti a riposare.
Se al risveglio non ci sentiamo riposati, può darsi che il nostro sonno sia stato di cattiva qualità e, quindi, non avremo recuperato le energie nonostante le ore di sonno siano state sufficienti.

Come vi spiegheremo a seguire, la regola per cui dovremmo dormire 8 ore al giorno è molto relativa, e non vale per tutti. Vale a dire che ognuno ha necessità diverse per quanto riguarda il sonno e il riposo.

𝐂𝐨𝐦𝐞 𝐝𝐢𝐬𝐭𝐢𝐧𝐠𝐮𝐞𝐫𝐞 𝐥𝐞 𝐯𝐚𝐫𝐢𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐧𝐨𝐫𝐦𝐚𝐥𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐬𝐨𝐧𝐧𝐨 𝐝𝐚𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐛𝐥𝐞𝐦𝐢 𝐝𝐢 𝐢𝐧𝐬𝐨𝐧𝐧𝐢𝐚

È bene sapere che il numero di ore di sonno di cui una persona ha bisogno possono variare in modo notevole. Per qualcuno potrebbero essere sufficienti 5 ore di sonno al giorno, mentre altri si sentono riposati solo dopo aver dormito 10 ore.
Chi dorme poco di solito si preoccupa della durata del suo sonno. Eppure, al contrario di chi soffre di insonnia, queste persone non hanno problemi ad addormentarsi o continuare a dormire. Per questo motivo, non presentano sintomi diurni come fatica, difficoltà di concentrazione o irritabilità.
Tuttavia, può capitare che chi dorme per poche ore desideri riposare per più tempo, e restando per delle ore a letto avverta sintomi simili a quelli delle persone insonni. Questo tipo di comportamento provoca sensazione di insufficienza della qualità e della quantità del sonno.
Allo stesso tempo, con l’avanzare dell’età, anche la quantità e la qualità del sonno variano, e quest’ultimo diventa sempre meno soddisfacente. D’altra parte, con l’età adulta sempre più spesso ci ritroviamo immersi in situazioni e problemi che ci impediscono di chiudere occhio.
Come vedete, tutte queste situazioni non costituiscono un problema in se stesse, ma possono scatenare una sintomatologia diurna sgradevole e stressante.

𝐂𝐡𝐞 𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚 𝐥𝐚 𝐦𝐚𝐧𝐜𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐢 𝐮𝐧 𝐬𝐨𝐧𝐧𝐨 𝐫𝐢𝐬𝐭𝐨𝐫𝐚𝐭𝐨𝐫𝐞?

Come abbiamo accennato poco fa, la mancanza di un sonno ristoratore è un problema così comune che a tutti è capitato di attraversare periodi in cui ci si sente sempre stanchi, senza energie e irritati, perché non abbiamo dormito come vorremmo.
Considerando che il nostro corpo usa il sonno come un modo per rigenerarsi e organizzarsi, possiamo immaginare come le conseguenze della sua mancanza possano essere devastanti.

Eccone alcune:
𝐼𝑟𝑟𝑖𝑡𝑎𝑏𝑖𝑙𝑖𝑡𝑎̀
È una delle conseguenze più evidenti, sin dall’inizio della mancanza di sonno. Quando non dormiamo a sufficienza, ci sentiamo così fuori di noi che tutto ci sembra intollerabile e irritante.
E così, spesso assumiamo comportamenti aggressivi con tutti coloro che ci circondano, e persino con noi stessi. La maggior parte di ciò che succede intorno a noi ci fa arrabbiare, e anche i dettagli più insignificanti ci infastidiscono in modo eccessivo. La cosa peggiore è che non ci sentiamo in grado di controllare questo stato d’animo.

𝐹𝑎𝑡𝑖𝑐𝑎 𝑒 𝑠𝑡𝑎𝑡𝑜 𝑑’𝑎𝑛𝑖𝑚𝑜 𝑑𝑒𝑝𝑟𝑒𝑠𝑠𝑜
La mancanza di un sonno ristoratore ha conseguenze terribili per il nostro stato d’animo. La fatica e la mancanza di riposo mentale ci faranno sentire profondamente tristi e incapaci di portare a termine i nostri compiti.
Questo ci fa perdere l’allegria e la voglia di vivere, minando la nostra autostima e il nostro entusiasmo nell’intraprendere nuovi progetti. Per questo ci sminuiremo e sentiremo che ci siamo arresi.
La fatica stessa potrebbe persino provocarci allucinazioni ed esperienze percettive strane o insolite, in tutti i livelli sensoriali (uditivo, visivo, corporeo, ecc.).

𝐼𝑛𝑠𝑡𝑎𝑏𝑖𝑙𝑖𝑡𝑎̀ 𝑒𝑚𝑜𝑡𝑖𝑣𝑎
Come vi abbiamo anticipato, la mancanza di sonno ci rende difficile tenere sotto controllo le nostre emozioni, pensieri e comportamenti. In questo senso, l’instabilità emotiva ci impedisce di far fronte alle nostre emozioni e, pertanto, ci sentiamo come se fossimo in una specie di montagna russa.
Può capitarci di aver voglia di piangere o di ridere all’improvviso oppure, semplicemente, di volerci nascondere da un mondo con cui non vogliamo fare i conti per un tempo indeterminato.

𝑀𝑎𝑛𝑐𝑎𝑛𝑧𝑎 𝑑𝑖 𝑎𝑔𝑖𝑙𝑖𝑡𝑎̀ 𝑚𝑒𝑛𝑡𝑎𝑙𝑒
La nostra attenzione e concentrazione diminuiscono a livelli inimmaginabili. Quando siamo stanchi, non siamo capaci di concentrarci su nulla né di pensare con chiarezza. Questo ci fa sentire persi e incapaci di portare a termine certi compiti per colpa della mancanza di lucidità.
Questa sensazione di mente annebbiata ci impedisce di pensare in modo ordinato. Si tratta di una confusione che non causa una disabilità permanente, ma una sensazione che diminuirà quando riposeremo in modo adeguato.

𝐼𝑛𝑐𝑎𝑝𝑎𝑐𝑖𝑡𝑎̀ 𝑑𝑖 𝑝𝑟𝑒𝑛𝑑𝑒𝑟𝑒 𝑑𝑒𝑐𝑖𝑠𝑖𝑜𝑛𝑖
Naturalmente, la mancanza di concentrazione ci impedisce anche di comprendere la realtà che ci circonda. Per questo motivo, è probabile che, se non abbiamo dormito bene, i nostri comportamenti ed i nostri pensieri siano molto meno logici.
Se la difficoltà nell’addormentarsi o la cattiva qualità del sonno durano troppo a lungo, potrebbero causare l’insorgere di problemi maggiori, come un disturbo depressivo più grave, ipertensione o infarto miocardico, maggiore assenteismo e minore produttività lavorativa, minore qualità della vita e problemi economici.
[lamenteemeravigliosa]

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Una bella risata e un lungo  sono le migliori cure nel libro del medico.Proverbio irlandeseSe trovi interessanti questi ...
26/04/2026

Una bella risata e un lungo
sono le migliori cure nel libro del medico.
Proverbio irlandese

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𝗣𝗮𝗿𝗹𝗮𝗿𝗲 𝗻𝗲𝗹 𝘀𝗼𝗻𝗻𝗼: 𝗶𝗹 𝘀𝗼𝗻𝗻𝗶𝗹𝗼𝗾𝘂𝗶𝗼 Il   è un disturbo del sonno per cui chi ne soffre parla mentre dorme. Curiosamente, p...
25/04/2026

𝗣𝗮𝗿𝗹𝗮𝗿𝗲 𝗻𝗲𝗹 𝘀𝗼𝗻𝗻𝗼: 𝗶𝗹 𝘀𝗼𝗻𝗻𝗶𝗹𝗼𝗾𝘂𝗶𝗼

Il è un disturbo del sonno per cui chi ne soffre parla mentre dorme. Curiosamente, parlare nel sonno è molto più frequente di quanto non pensiamo, anche se non tutti lo manifestano allo stesso modo. Alcuni emettono suoni incomprensibili, altri pronunciano parole sconnesse.
Tuttavia, chi parla nel sonno ha una grande paura: teme di rivelare segreti che vorrebbe mantenere tali. Una persona che soffre di sonniloquio può avere una conversazione coerente con qualcuno? Le si possono estorcere risposte che volontariamente non rivelerebbe?

𝐏𝐚𝐫𝐥𝐚𝐫𝐞 𝐧𝐞𝐥 𝐬𝐨𝐧𝐧𝐨: 𝐜𝐨𝐬’𝐞̀ 𝐝𝐚𝐯𝐯𝐞𝐫𝐨 𝐢𝐥 𝐬𝐨𝐧𝐧𝐢𝐥𝐨𝐪𝐮𝐢𝐨?

Il sonniloquio è una molto comune in giovane età, ma può manifestarsi anche in caso di stress, ansia, febbre o disturbo dell’umore. La causa di questo disturbo del sonno sembra risiedere nell’alterazione di determinate aree del cervello in quanto ad attivazione e inibizione.
Diverse aree cerebrali si attivano e si inibiscono a mano a mano che superiamo le varie fasi del sonno, che sono 5 in totale: addormentamento (fase 1), sonno leggero (fase 2), sonno profondo (fase 3 e 4) e fase REM (fase 5). Il sonniloquio può verificarsi durante l’ultima fase, ma anche nelle fasi di sonno profondo.
Parlare nel sonno varia da persona a persona. Alcuni gridano all’improvviso spaventando chi dorme accanto a loro, altri hanno un monologo abbastanza lungo, ma difficile da interpretare. A volte si possono manifestare anche emozioni.
Parlare nel sonno non è un problema grave, è del tutto innocuo.
Viene da chiedersi se sia possibile mantenere una vera e propria conversazione con una persona con questo disturbo. La risposta è “dipende”. Ci sono persone che fanno monologhi, altre sembrano conversare con qualcuno che risponde loro. In quest’ultimo caso, potremmo provare a porre qualche domanda. Risponderanno a ciò che abbiamo chiesto loro?

𝐈 𝐩𝐫𝐨𝐛𝐥𝐞𝐦𝐢 𝐥𝐞𝐠𝐚𝐭𝐢 𝐚𝐥 𝐬𝐨𝐧𝐧𝐢𝐥𝐨𝐪𝐮𝐢𝐨

Molte persone che soffrono di questa parasonnia rischiano di diventare oggetto di scherno da parte degli altri che magari insinuano in loro il dubbio che durante il sonno abbiano rivelato profondi segreti. Se, però, dovessero indagare per risalire alle domande fatte e alle loro risposte, di sicuro non scopriranno nulla.
Questo perché le frasi, le parole o i monologhi pronunciati in genere non rispondono ad alcuno stimolo esterno, sono un prodotto dell’inconscio e forse del sogno che la persona sta facendo in quel momento. Anche se facciamo una domanda a una persona che parla nel sonno e questa ci risponde, è probabile che le sue parole siano incoerenti e fuori luogo.
Facciamo un esempio. Una donna sta dormendo sul divano e accanto a lei siede un’amica. All’improvviso, la donna mormora qualcosa, l’amica chiede: “Cosa?” e quella parla a voce più alta. L’amica si avvicina, ripete la domanda e, ascoltando con attenzione, le sente dire: “Colonna sonora”. Per quanto l’amica continui a ripetere la domanda, è probabile che la risposta sia sempre la stessa o che addirittura non ottenga risposta.

Quest’esempio è rivelatore perché di solito chi ha a che fare con persone affette da sonniloquio continua a porre la stessa domanda a causa della scarsa articolazione delle parole e della loro difficile comprensione. Chi ha familiarità con queste situazioni, può confermare che la persona che parla nel sonno in genere si volta e continua a dormire.

Uno dei problemi del sonniloquio può sorgere, ad esempio, tra le coppie, quando uno dei partner pronuncia un nome o una frase che può essere fraintesa. Le parole pronunciate non devono per forza significare qualcosa, anzi, è probabile che non abbiano senso. Tuttavia, potrebbero dare adito a fraintendimenti ed equivoci.
Altre volte, le grida, i pianti o qualsiasi altra emozione esternata dalla persona che parla nel sonno impediscono il riposo di chi le sta accanto, spaventandolo. In questo caso, si consiglia di svolgere esercizi di rilassamento e di riposare adeguatamente, perché episodi del genere non sono comuni. Di fatto, hanno una durata di uno o due minuti.

Spesso il sonniloquio si intensifica nei periodi in cui la persona è particolarmente preoccupata, stressata e ansiosa. Può essere quindi utile rivolgersi ad uno specialista per affrontare le difficoltà che impediscono di essere sufficientemente sereni. [lamenteèmeravigliosa]

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Il   è un rituffarsi nel caos.Christian Friedrich HebbelSe trovi interessanti questi contenuti clicca "mi piace" e “segu...
24/04/2026

Il è un rituffarsi nel caos.
Christian Friedrich Hebbel

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𝗟𝗲 𝗳𝗮𝘀𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝘀𝗼𝗻𝗻𝗼: 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗱𝗶𝗰𝗲 𝗹𝗮 𝘀𝗰𝗶𝗲𝗻𝘇𝗮?Perché dormiamo? Perché passiamo un terzo della nostra vita svolgendo un’attivit...
23/04/2026

𝗟𝗲 𝗳𝗮𝘀𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝘀𝗼𝗻𝗻𝗼: 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗱𝗶𝗰𝗲 𝗹𝗮 𝘀𝗰𝗶𝗲𝗻𝘇𝗮?

Perché dormiamo? Perché passiamo un terzo della nostra vita svolgendo un’attività così fugace? Sono molti gli studi che analizzano le fasi del sonno per porre luce su queste due domande. Il sonno è un’attività fondamentale nella nostra vita. L’uomo prova la necessità impellente di dormire e questo lo porta a cercare un posto tranquillo, caldo e confortevole in cui restare per diverse ore.

La funzione del sembra essere fondamentale: se non dormiamo, il corpo inizia a mandarci dei segnali per farci riposare. Gli studi mostrano che il sonno non viene indotto dall’attività fisica; al contrario, è dopo un’intensa attività mentale che il corpo sente di dover dormire di più.

Ciò è dovuto al fatto che la principale funzione del sonno consiste nel permettere al cervello di riposare e riprendersi dall’attività mentale svolta durante la giornata. Grazie alla ricerca scientifica, è stato dimostrato che se il cervello non si riposasse, l’uomo ne morrebbe, dunque è assolutamente fondamentale che si riposi.
Ebbene, il sonno si struttura secondo diverse fasi che oggi vi spiegheremo. Analizziamo insieme le cinque fasi del sonno.

𝐋𝐞 𝐟𝐚𝐬𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐬𝐨𝐧𝐧𝐨

Il sonno si divide in fasi che vanno dalla I alla IV, oltre alla fase REM. Quando il soggetto si addormenta, attraversa con ordine tutte le fasi fino a entrare nella fase REM. Nel corso della notte si alterneranno poi periodi di sonno non REM a periodi di sonno REM. Ciascuno di questi cicli ha una durata approssimativa di 90 minuti. In un periodo di sonno di 8 ore si verificheranno dunque all’incirca 4 o 5 cicli.
Le fasi del sonno sono state scoperte grazie a numerosi studi svolti in laboratori del sonno. Le fasi si distinguono in base all’attività mentale registrata tramite elettroencefalogramma (EEG) e ad altre variabili fisiologiche. Nei prossimi paragrafi vedremo nel dettaglio cosa succede durante ciascuna fase del sonno.

𝐹𝑎𝑠𝑒 𝐼 𝑑𝑒𝑙 𝑠𝑜𝑛𝑛𝑜
Corrisponde al momento in cui la persona chiude gli occhi e prova una sensazione di addormentamento. L’individuo è ancora cosciente e capace di reagire agli stimoli circostanti. Si tratta in realtà della fase di transazione tra la veglia e il sonno.
A livello fisiologico, questa fase coincide con la comparsa di alcune onde cerebrali theta, il che significa che l’attività dell’EEG comincia a essere sincronizzata. Nonostante sia ancora irregolare, infatti, non lo è tanto quanto la fase cerebrale della veglia. Se osserviamo gli occhi del soggetto in questa fase, vedremo che si aprono e chiudono di tanto in tanto, muovendosi su e giù.

𝐹𝑎𝑠𝑒 𝐼𝐼 𝑑𝑒𝑙 𝑠𝑜𝑛𝑛𝑜

Dopo aver trascorso una decina di minuti nella fase 1, il soggetto che sta dormendo entra nella seconda fase. L’individuo è adesso profondamente addormentato, ma se viene svegliato in questa fase, non ricorderà di aver dormito. Insisterà anzi di essere sempre stato sveglio. Si tratta di una fase preparatoria al sonno conciliatore vero e proprio delle fasi 3 e 4.
A livello fisiologico, corrisponde a un EEG irregolare con episodi di onde theta. Se durante questa fase si presenta uno stimolo auditivo, appariranno delle forme d’onda ad alto voltaggio chiamate complessi K; queste svolgono un processo di inibizione auditiva che permette all’individuo di non svegliarsi.

𝑆𝑜𝑛𝑛𝑜 𝑎 𝑜𝑛𝑑𝑒 𝑙𝑒𝑛𝑡𝑒 (𝑓𝑎𝑠𝑖 𝐼𝐼𝐼 𝑒 𝐼𝑉)

Dopo 15 minuti nella fase 2, l’individuo si addentra nella terza fase, ovvero quella corrispondente a uno stadio di sonno rigenerante. Le fasi 3 e 4 sono piuttosto simili, variano soltanto in termini di profondità del sonno e di efficacia dello stesso.
Durante questa fase l’EEG traccerà delle onde lente, il che significa che l’attività cerebrale è altamente sincronizzata e rilassata. Ci troviamo di fronte a una forte attività neuronale inibitoria volta a evitare che il soggetto si svegli. Tra le fasi del sonno, questa è altamente importante anche per processi di consolidamento della memoria e dell’apprendimento.

𝐹𝑎𝑠𝑒 𝑅𝐸𝑀 (𝑅𝑎𝑝𝑖𝑑 𝐸𝑦𝑒 𝑀𝑜𝑣𝑒𝑚𝑒𝑛𝑡)

Tra le fasi del sonno quella più curiosa è senz’altro la REM. La fase REM comincia dopo circa 45 minuti di sonno a onde lente. È una fase opposta a quelle precedenti, poiché il soggetto si trova in uno stadio simile a quello della veglia. L’attività cerebrale è altamente desincronizzata e accelerata. Sebbene sia difficile svegliare un soggetto durante questa fase, uno stimolo significativo (come pronunciare il suo nome) lo farà ridestare. È una fase molto meno profonda rispetto al sonno a onde lente.

In questa fase gli occhi del soggetto si muovono rapidamente in tutte le direzioni (da ciò il suo nome); si verifica un¡importante perdita di tono muscolare e il soggetto è paralizzato. Infatti, poiché durante la fase REM l’individuo sogna, si verifica una disconnessione dei muscoli volta a evitare che il soggetto imiti quello che succede nei suoi sogni.

Un altro dato curioso del sonno REM è che durante questa fase si verifica dell’attività genitale – lubrificazione vaginale nelle donne ed erezione del pene negli uomini – senza che sia presente alcun desiderio sessuale. Questa caratteristica del sonno REM è stata sfruttata in campo medico per determinare se le cause di impotenza sessuale siano psicologiche o fisiologiche.

Le funzioni della fase REM non sono ancora del tutto chiare. Si tratta senz’altro di una fase importante dato che se si impedisce al soggetto di passare per questa fase, il corpo cerca di compensarlo nel sonno futuro. Gli studi evidenziano una funzione legata al consolidamento della memoria e dell’apprendimento. Tuttavia, rimane ancora molto da scoprire riguardo a questa curiosa fase del sonno.
[lamenteemeravigliosa.it]


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C’è uno spettacolo più grandioso del mare, ed è il cielo, c’è uno spettacolo più grandioso del cielo, ed è l’interno del...
22/04/2026

C’è uno spettacolo più grandioso del mare, ed è il cielo, c’è uno spettacolo più grandioso del cielo, ed è l’interno dell'animo umano.

Victor Hugo

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𝐈𝐦𝐦𝐚𝐠𝐢𝐧𝐢 𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐢 𝐞 𝐫𝐢𝐥𝐚𝐬𝐬𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨Diverse tecniche e metodi di   si avvalgono dell’utilizzo guidato o spontaneo delle  , le...
21/04/2026

𝐈𝐦𝐦𝐚𝐠𝐢𝐧𝐢 𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐢 𝐞 𝐫𝐢𝐥𝐚𝐬𝐬𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨

Diverse tecniche e metodi di si avvalgono dell’utilizzo guidato o spontaneo delle , le attuali acquisizioni della psicofisiologia dimostrano quanto le rappresentazioni immaginative abbiano influenza sulla nostra psiche e sui nostri processi corporei alla stessa stregua di percezioni esterne. Tutt’altro che una fuga dalla realtà, ma una via per una più sana integrazione fra mente e corpo

Si devono soprattutto allo studioso canadese Allan Paivio più noti fra i primi studi condotti in epoca moderna sulle immagini mentali; egli evidenziò come le immagini, soprattutto quelle concrete, vivide e affettivamente rilevanti servano a consolidare i ricordi e, in associazione al canale verbale, conferiscano una maggiore articolazione all’esperienza integrando emozioni e pensieri e aprendo a nuove, molteplici e mutevoli possibilità di significazione. Nel rilassamento si rivelano per questo potenti strumenti di benessere e cambiamento interiore.

𝗖𝗼𝗺𝗲 𝗶𝗹 𝗰𝗲𝗿𝘃𝗲𝗹𝗹𝗼 “𝘃𝗲𝗱𝗲” 𝗹𝗲 #𝗶𝗺𝗺𝗮𝗴𝗶𝗻𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗹𝗶

Il nostro cervello non fa distinzione fra immagini esterne e immagini mentali, le rappresentazioni immaginative, di qualunque modalità sensoriale, sono “percepite” mediante le stesse aree corticali deputate alla percezione di immagini esterne e inducono, potenzialmente, gli stessi schemi di risposta psicofisiologici.
Se immaginate un fiore di loto questa immagine visualizzata col vostro “occhio della mente” verrà processata dalla medesima area corticale deputata alla percezione di un fiore reale.
E così se immaginate vividamente un bel piatto di pasta quando avete molta fame risponderete con gli stessi riflessi dell’aumento della salivazione e della produzione dei succhi gastrici attivati da un cibo reale. Esperimenti sull’influenza delle immagini mentali sui processi digestivi hanno confermato queste teorie ormai da tempo.

𝗟𝗲 𝗶𝗺𝗺𝗮𝗴𝗶𝗻𝗶 𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗹𝗶 𝗻𝗲𝗹 #𝗧𝗿𝗮𝗶𝗻𝗶𝗻𝗴𝗔𝘂𝘁𝗼𝗴𝗲𝗻𝗼

L’immaginazione autogena utilizzata negli esercizi progrediti del Training Autogeno porta ad entrare in contatto con produzioni immaginative lontane dalla nostra volontà cosciente e più vicine a quelle oniriche e per questo potenzialmente cariche si significati simbolici per la personalità di ognuno.
Le immagini mentali, infatti, non sono altro che proiezioni della nostra psiche e per questo veicolo di autoconoscenza e sviluppo delle potenzialità della propria personalità

𝗜𝗹 𝗿𝗶𝗹𝗮𝘀𝘀𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗴𝘂𝗶𝗱𝗮𝘁𝗼 𝗲 𝗹𝗮 #𝗺𝗲𝗱𝗶𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲

Le immagini mentali sono utilizzate anche in tutte quelle tecniche di rilassamento e di immaginazione guidata dove è il conduttore a guidare le produzioni immaginative dei partecipanti attraverso i più vari scenari allo scopo di favorire la distensione e il rilassamento.
Oltre che nel rilassamento, le immagini mentali sono utilizzate anche in alcune tecniche di meditazione che mirano a produrre un restringimento del campo di coscienza focalizzando l’attenzione su specifiche immagini mentali piuttosto che su un Mantra o sul respiro.

𝗟𝗲 𝗶𝗺𝗺𝗮𝗴𝗶𝗻𝗶 𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗹𝗶 𝗶𝗻 #𝗽𝘀𝗶𝗰𝗼𝘁𝗲𝗿𝗮𝗽𝗶𝗮

Anche diverse tecniche psicoterapeutiche si avvalgono dell’utilizzo di immagini mentali e di tecniche immaginative come ad esempio i procedimenti di desensibilizzazione sistematica utilizzati nella terapia cognitivo-comportamentale di alcune fobie.
Le immagini mentali costituiscono la base anche di molte tecniche di rilassamento per bambini e adolescenti, per loro natura più spontanei e meno prevenuti all’utilizzo della fantasia e del gioco, per favorire la concentrazione e l’apprendimento [crescita personale]

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Tra le tante lingue difficili da impararec'è il  .Giovanni GovoniSe trovi interessanti questi contenuti clicca "mi piace...
20/04/2026

Tra le tante lingue difficili da imparare
c'è il .
Giovanni Govoni

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𝐓𝐞𝐜𝐧𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐝𝐢 𝐫𝐢𝐥𝐚𝐬𝐬𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐜𝐡𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐚 𝐫𝐢𝐥𝐚𝐬𝐬𝐚𝐫𝐬𝐢Non sapete come rilassarvi? In che modo la respirazione può aiutarci a...
19/04/2026

𝐓𝐞𝐜𝐧𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐝𝐢 𝐫𝐢𝐥𝐚𝐬𝐬𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐜𝐡𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐚 𝐫𝐢𝐥𝐚𝐬𝐬𝐚𝐫𝐬𝐢

Non sapete come rilassarvi? In che modo la respirazione può aiutarci a essere più rilassati? Quali metodi di rilassamento esistono per le persone che non sanno come rilassarsi? In questo articolo ve lo diciamo!

Le tecniche di rilassamento sono forse la tipologia più utilizzata negli interventi psicologici. I campi di applicazione sono molto variegati, e sono pochissimi i problemi a cui non possono essere applicate. In questo articolo, esporremo alcuni dei metodi di rilassamento più popolari, rivolti soprattutto alle persone che non sanno come rilassarsi.

L’origine delle tecniche di si trova nella cultura orientale, associata alle tecniche indù che, attraverso la meditazione, cercano di raggiungere stati che consentono la contemplazione, la saggezza, la calma mentale e il rilassamento del corpo insieme al controllo respiratorio..

𝗟𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼 𝗽𝗿𝗲𝗽𝗮𝗿𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼: 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝘁𝗲𝗰𝗻𝗶𝗰𝗵𝗲 𝗱𝗶 𝗿𝗶𝗹𝗮𝘀𝘀𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼

Qualunque siano le tecniche di rilassamento scelte, ci sono una serie di raccomandazioni generali :
- Indossate abiti comodi e mettetevi comodi.
- Siate chiari sulle istruzioni della tecnica.
- Esercitatevi in un ambiente tranquillo.
- Abbiate un atteggiamento aperto e ricettivo.
- Impegnatevi: la motivazione è fondamentale.
- Limitate le distrazioni prima di iniziare.

In questo modo, quando raggiungerete uno stato di rilassamento proverete una respirazione calma, profonda e ritmica. Noterete che i vostri muscoli si rilassano e potreste provare sensazioni di calore. Sentirete che il cuore batte in modo più regolare, l’ansia che diminuisce e una percezione del vostro corpo che si intensifica. In breve: noterete un senso di pace ed equilibrio mentale.
Le tecniche di favoriscono la calma e la tranquillità.

𝗦𝗲𝗺𝗽𝗹𝗶𝗰𝗶 𝘁𝗲𝗰𝗻𝗶𝗰𝗵𝗲 𝗱𝗶 𝗿𝗶𝗹𝗮𝘀𝘀𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼

Ci sono molti metodi e tecniche. Esporremo alcuni di quelli che possono essere appresi in un modo semplice, in modo che possiate applicarli alla vostra giornata:

1. 𝘙𝘦𝘴𝘱𝘪𝘳𝘰 𝘱𝘳𝘰𝘧𝘰𝘯𝘥𝘰
Sebbene la respirazione profonda possa essere praticata in molte posizioni, vi consigliamo di sedervi prima sul pavimento, sulla schiena, con la schiena dritta e le gambe distese, che spingerete delicatamente verso l’esterno.
Ora, visualizzate il vostro corpo: cercate i punti in cui si accumula la tensione. Mettete una mano sull’addome e l’altra sul petto. Iniziate a fare un respiro lento e profondo dal naso. Inspirate fino all’addome e noterete come il torace si muove un po’. Espirate attraverso la bocca.
Sorridete e fate un altro respiro, inspirate dal naso ed espirate dalla bocca. Quando soffiate, emettete un rumore dolce e rilassante, come il suono del vento. Così, la bocca e la lingua si rilasseranno. Fate respiri lunghi, lenti e profondi che sollevano e abbassano l’addome. Concentrate la vostra attenzione sul suono.
Eseguite questo esercizio per 5-10 minuti, una o due volte al giorno, per diverse settimane. Quando avrete finito, prendetevi del tempo per esplorare il vostro corpo. Confronta la tensione nel tuo corpo rilassato con la tensione nel corpo prima di iniziare a rilassarvi.

2. 𝘙𝘦𝘴𝘱𝘪𝘳𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘱𝘦𝘳 𝘪𝘭 𝘥𝘰𝘭𝘰𝘳𝘦 (𝘢𝘤𝘶𝘵𝘰 𝘦 𝘤𝘳𝘰𝘯𝘪𝘤𝘰).
In questo tipo di respirazione è interessante che formiate uno schema mentale del processo prima di iniziarlo. Per prima cosa, mettete una mano sul plesso solare; l’altro dirigetelo verso il punto del vostro corpo dove sentite dolore. Iniziate a fare respiri lunghi, lenti e profondi.
Immaginate che ad ogni inspirazione una quantità di energia entri nei vostri polmoni. E che i vostri polmoni lo immagazzinino immediatamente nel vostro plesso solare. Ora immaginate che quando espirate, questa energia fluisca lungo tutto il corpo.
Immaginate che mentre respirate l’energia fluisca fino al punto del vostro corpo in cui sentite dolore e lo stimoli. Inspirate più energia e, quando la espirate, immagina che l’energia respinga il dolore. [lamenteèmeravigliosa]

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Ieri ero intelligente, ecco perché volevo cambiare il mondo. Oggi sono saggio, ecco perché sto cambiando me stesso.Sri C...
18/04/2026

Ieri ero intelligente, ecco perché volevo cambiare il mondo. Oggi sono saggio, ecco perché sto cambiando me stesso.
Sri Chinmoy


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𝐈𝐥 𝐫𝐢𝐥𝐚𝐬𝐬𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨Il   è una pratica comune che mira a ridurre lo stress promuovere benessere mentale e fisico e migliorare...
17/04/2026

𝐈𝐥 𝐫𝐢𝐥𝐚𝐬𝐬𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨

Il è una pratica comune che mira a ridurre lo stress promuovere benessere mentale e fisico e migliorare la qualità della vita. Nella società moderna ci troviamo spesso ad affrontare alti livelli di stress e pressione, che possono avere un effetto negativo sulla nostra salute e sul nostro benessere. Fortunatamente, il rilassamento offre molti benefici per aiutarci ad affrontare queste sfide. In questo articolo esploreremo i diversi benefici del rilassamento e come può migliorare la nostra vita quotidiana.

𝗖𝗵𝗲 𝗰𝗼𝘀’𝗲̀ 𝗶𝗹 𝗿𝗶𝗹𝗮𝘀𝘀𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼?

Prima di addentrarci nei benefici del rilassamento, è importante capire cosa comporta. Il rilassamento è una pratica che comprende una serie di tecniche volte a calmare la mente e a rilassare il corpo. Può includere attività come la meditazione, la respirazione profonda, lo yoga, il massaggio e molte altre. L’obiettivo finale del rilassamento è quello di raggiungere uno stato di rilassamento profondo, in cui la tensione muscolare viene rilasciata e la mente si calma.

𝗤𝘂𝗮𝗹𝗶 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗶 𝗯𝗲𝗻𝗲𝗳𝗶𝗰𝗶 𝗳𝗶𝘀𝗶𝗰𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝗿𝗶𝗹𝗮𝘀𝘀𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼?

Il rilassamento ha un impatto positivo sulla nostra salute fisica in diversi modi. Ecco alcuni dei più comuni benefici fisici del rilassamento:

1 𝘙𝘪𝘥𝘶𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘰 #𝘴𝘵𝘳𝘦𝘴𝘴: quando siamo stressati, il nostro corpo produce ormoni come il cortisolo, che possono avere un impatto negativo sul nostro sistema immunitario. Il rilassamento aiuta a ridurre la produzione di questi ormoni e a promuovere uno stato di calma e benessere.

2 𝘔𝘪𝘨𝘭𝘪𝘰𝘳𝘢𝘮𝘦𝘯𝘵𝘰 𝘥𝘦𝘭 𝘴𝘰𝘯𝘯𝘰: lo stress e l’ansia possono disturbare il sonno, provocando ulteriore stanchezza e riducendo la nostra capacità di funzionare normalmente. Il rilassamento favorisce un sonno riposante calmando la mente e rilassando il corpo.

3 𝘈𝘭𝘭𝘦𝘷𝘪𝘢𝘳𝘦 𝘪𝘭 𝘥𝘰𝘭𝘰𝘳𝘦: il rilassamento può essere utile per alleviare alcuni dolori fisici, come mal di testa, dolori muscolari e dolori cronici. Concentrandoci sul rilassamento, possiamo ridurre la nostra sensibilità al dolore e migliorare il nostro comfort.

4 𝘙𝘪𝘥𝘶𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘵𝘦𝘯𝘴𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘮𝘶𝘴𝘤𝘰𝘭𝘢𝘳𝘦: lo stress e l’ansia possono causare un’eccessiva tensione muscolare, che può portare a dolore e rigidità. Il rilassamento aiuta i muscoli a distendersi, riducendo la tensione e migliorando la mobilità.

5 𝘙𝘢𝘧𝘧𝘰𝘳𝘻𝘢𝘮𝘦𝘯𝘵𝘰 𝘥𝘦𝘭 𝘴𝘪𝘴𝘵𝘦𝘮𝘢 𝘪𝘮𝘮𝘶𝘯𝘪𝘵𝘢𝘳𝘪𝘰: alcuni studi hanno dimostrato che lo stress cronico indebolisce il nostro sistema immunitario, rendendoci più vulnerabili alle malattie. Il rilassamento aiuta a ridurre lo stress, che a sua volta contribuisce a rafforzare il sistema immunitario e a migliorare la resistenza alle infezioni.

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Il rilassamento non ha solo benefici fisici, ma ha anche un profondo impatto sul nostro benessere mentale ed emotivo. Ecco alcuni dei benefici mentali ed emotivi del rilassamento:

1 𝘙𝘪𝘥𝘶𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭’𝘢𝘯𝘴𝘪𝘢: l’ansia è una risposta naturale allo stress, ma quando diventa eccessiva può avere un impatto notevole sulla qualità della vita. Il rilassamento aiuta a calmare la mente e a ridurre i sintomi dell’ansia, permettendoci di sentirci più tranquilli e sereni.

2 𝘔𝘪𝘨𝘭𝘪𝘰𝘳𝘢𝘮𝘦𝘯𝘵𝘰 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘤𝘰𝘯𝘤𝘦𝘯𝘵𝘳𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦: quando la nostra mente è inquieta e preoccupata, è difficile concentrarsi sui compiti importanti. Il rilassamento favorisce la chiarezza mentale e la concentrazione, aiutandoci a essere più produttivi ed efficaci.

3 𝘈𝘶𝘮𝘦𝘯𝘵𝘰 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘤𝘳𝘦𝘢𝘵𝘪𝘷𝘪𝘵𝘢̀: liberando la mente dai pensieri negativi e dallo stress, il rilassamento stimola la creatività. Permette alla nostra mente di vagare liberamente, favorendo l’emergere di nuove idee e prospettive innovative.

4 𝘔𝘪𝘨𝘭𝘪𝘰𝘳𝘢𝘮𝘦𝘯𝘵𝘰 𝘥𝘦𝘭𝘭’𝘢𝘶𝘵𝘰𝘴𝘵𝘪𝘮𝘢: lo stress e le pressioni della vita quotidiana possono influire sulla nostra autostima. Il rilassamento ci aiuta a sviluppare un’immagine di sé più positiva, aumentando la fiducia e l’autostima.

5 𝘎𝘦𝘴𝘵𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘦 𝘦𝘮𝘰𝘻𝘪𝘰𝘯𝘪i: Il rilassamento ci insegna a gestire le emozioni in modo sano e costruttivo. Ci aiuta a sviluppare capacità di coping, a regolare le nostre emozioni e a mantenere un equilibrio emotivo stabile. [soinetnature.com]

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 ,raccogliti,allontana da te ogni altro pensiero.Lascia che il mondo che ti circonda sfumi nell’indistinto.Italo Calvino...
16/04/2026

,
raccogliti,
allontana da te ogni altro pensiero.
Lascia che il mondo che ti circonda sfumi nell’indistinto.
Italo Calvino

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