Dott.ssa Paola Moriondo Psicoterapeuta

Dott.ssa Paola Moriondo Psicoterapeuta Psicologia, Psicanalisi, Antropologia, spunti pedagogici

Con oltre ventanni di esperienza, la dottoressa Paola Moriondo esercita la libera professione a Nichelino. Dedica il suo impegno professionale a migliorare il benessere psicologico di adolescenti, giovani, adulti e coppie, accompagnandoli nei periodi di difficoltà con un sostegno psicologico o con interventi di terapia psicanalitica.

Il   di immaginare alternativeè la nostra più grande risorsa,capace di aggiungere colore e suspensea tutta la nostra vit...
26/01/2026

Il di immaginare alternative
è la nostra più grande risorsa,
capace di aggiungere colore e suspense
a tutta la nostra vita
Daniel J. Boorstin

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𝐂𝐨𝐬𝐚 𝐟𝐚𝐫𝐞 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐜𝐢 𝐬𝐢 𝐚𝐧𝐧𝐨𝐢𝐚Abbiamo visto che molto spesso alla domanda cosa fare quando ci si annoia, la rispos...
25/01/2026

𝐂𝐨𝐬𝐚 𝐟𝐚𝐫𝐞 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐜𝐢 𝐬𝐢 𝐚𝐧𝐧𝐨𝐢𝐚

Abbiamo visto che molto spesso alla domanda cosa fare quando ci si annoia, la risposta migliore sarebbe “niente”.

Considerando la come un sentimento comune, quest’ultima può essere portatrice di benefici e creatività: una pausa da tutti gli stimoli della vita frenetica quotidiana, che non si ferma mai (e nel caso che si fermi, abbiamo sempre uno smartphone a portata di mano per non pensare).

La noia andrebbe pertanto vissuta serenamente e poi lasciata andare, per dedicarsi ad altre questioni. È vero però che in alcune situazioni, come nella abitudini alimentari o nello stile di vita, alcuni cambiamenti che aiutino a combattere la noia, potrebbero rivelarsi utili. Vediamo alcuni consigli, in alcune situazioni tipo, che potrebbero aiutarci a superare le noia, nei momenti in cui ci sentiamo più vulnerabili.

𝐂𝐨𝐬𝐚 𝐟𝐚𝐫𝐞 𝐚 𝐜𝐚𝐬𝐚 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐜𝐢 𝐬𝐢 𝐚𝐧𝐧𝐨𝐢𝐚

1. Quando ti annoi a casa

La casa può portare tante idee e possibilità per combattere la noia, approfittando al contempo dei suoi benefici.
Abbiamo visto come la noia stimoli la creatività: per questo un’attività valida per esprimere questo sentimento è dedicarsi a qualcosa di … creativo.
Ecco alcuni consigli:
Inizia a studiare uno strumento musicale
Dedica il tempo a qualche attività manuale: come per esempio prenditi cura delle tue piante, dedicati a qualche creazione come una collana o un braccialetto. Impara a cucire o a creare qualche oggetto per la casa. Oppure scopri nuove ricette e cucina qualcosa per te e i tuoi cari.
Disegna ed esprimi quello che senti. Nel migliore dei casi, potrai avere un quadro in più da appendere a casa.
Cerca nuova musica e crea una nuova playlist per le tue giornate
Se ti senti più contemplativo prova a leggere o a scrivere per riflettere su questi momenti.
Anche l’attività fisica e una dieta variata ed equilibrata aiutano a combattere la noia e a sentirsi in forma e pieni di energia.

2. Come riempire le giornate senza lavoro

Nel caso vi troviate senza lavoro e vi sentiate annoiati e ansiosi, sono tante le variabili che entrano in causa.
Perché molto spesso quando ci troviamo in attesa di un lavoro o lo stiamo cercando, i sentimenti che proviamo sono un mix di noia, ansia, paura, felicità, etc Quando ci troviamo in un momento di stallo professionale, potremmo considerare alcune cose, come per esempio migliorare le nostre attitudini e competenze attraverso un corso oppure cercare alternative per passare il tempo in maniera piacevole e costruttiva, come per esempio realizzando un viaggio.
Anche concentrarci su piccole attività quotidiane o su obiettivi a breve termine o su cose che non abbiamo mai avuto tempo di fare, potrebbe essere una maniera per allietare l’attesa.

Nei casi però in cui ci dovessimo trovare troppo coinvolti emotivamente aspettando una risposta da un lavoro, è sempre meglio chiedere aiuto a un esperto del settore.

3. Mi annoio se non ci sei tu

La frase mi annoio se non ci sei tu, non è da considerarsi sempre una frase positiva. Nelle prime fasi dell’innamoramento è normale sentirsi completamente coinvolti nel rapporto di coppia, tanto che anche stare separati per un momento può far sentire immediatamente la mancanza dell’altro.
Nel lungo periodo però è importante che i due individui nella coppia imparino a vivere con amore e intimità, però conservando la loro indipendenza e individualità. Se così non fosse, potremmo trovarci davanti a un caso di dipendenza affettiva, che può essere sintomo di una relazione tossica.

4. Coltive le amicizie

Coltivare le amicizie è importante per avere una vita equilibrata e felice. Una buona amica avrà sempre una parola buona o un’idea per farvi uscire anche dai momenti più noiosi e tristi.
Ci sono tante cose da fare con le amiche per divertirsi o migliorare il proprio umore. Programmare un viaggio o una gita, realizzare qualche attività insieme (dallo sport alla pittura alla musica alla cucina alla creazione di oggetti) sono tutte alternative a dei momenti di stallo che si possono generare nella nostra vita. Molto spesso anche solo chiacchierare con un’amica ci può aiutare a capire alcune cose sulla vita e magari darci quella motivazione in più per combattere la noia.

5. La noia nella vita di coppia

Anche nella vita di coppia, la noia può avere multiple sfaccettature ed è importante capire in che punto ci troviamo della nostra relazione.
Per esempio la libertà e la trasgressione non sono sempre il rimedio per vivere una relazione: molto spesso bisogna imparare a vivere la monotonia e la noia, per creare insieme al proprio partner momenti di creatività e condivisione (così come per i bambini i momenti di noia possono portare a sviluppare meglio la fantasia). Allo stesso modo se ci si dovesse trovare in rapporti stagnanti e noiosi per lungo periodo, si potrebbe eventualmente valutare di ravvivare la coppia con nuove esperienze da condividere insieme o attraverso una terapia di coppia.
Combattere la noia (o approfittarne?)

Ha quindi senso parlare di combattere la noia? Abbiamo visto come la noia possa apparire in diversi contesti nel corso della vita o in casi specifici di emotività e malessere:
Momenti in cui il sentimento di noia appare in modalità sana e beneficiosa come una pausa dalla vita odierna frenetica
Momenti in cui si presenta la noia, e nonostante non ci sia nessun problema patologico potrebbe essere il caso di pensare di apportare qualche cambiamento. Magari ravvivando la situazione che si sta vivendo con qualche novità o cambiando lo stile di vita o non dando per scontato ciò che si ha.
La noia prolungata, accompagnata da demotivazione, apatia e isolamento, potrebbe essere invece sintomo di qualcos’altro come per esempio la depressione.
la paura della noia invece, ovvero rifuggire questo sentimento a tutti i costi, potrebbe essere sintomo di un’assuefazione alle emozioni derivata da un’infanzia iper-stimolata o priva di attesa rispetto ai proprio desideri.

Tutte queste sfaccettature legate alla noia ci fanno capire l’importanza di questo sentimento e di come sia importante fermarsi per riflettere su ciò che proviamo e su ciò che vogliamo nella nostra vita, ricordandosi sempre che se alcune situazioni ci provocano dolore e turbamento può essere utile rivolgersi a un professionista. [GuidaPsicologi.it ]

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Amo i  , tempi di un anelito inquieto, irresolvibile, vitale, spiegazione umilissima e sovrana dei cosmici "perché" del ...
24/01/2026

Amo i , tempi di un anelito inquieto, irresolvibile, vitale,
spiegazione umilissima e sovrana
dei cosmici "perché" del mio respiro.
Alda Merini

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𝐂𝐫𝐞𝐚𝐭𝐢𝐯𝐢𝐭𝐚̀: 𝐮𝐧𝐚 𝐩𝐢𝐚𝐧𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐜𝐮𝐢 𝐝𝐨𝐛𝐛𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐩𝐫𝐞𝐧𝐝𝐞𝐫𝐜𝐢 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐫𝐞 𝐜𝐮𝐫𝐚 #𝐂𝐫𝐞𝐚𝐭𝐢𝐯𝐢𝐭𝐚̀: una parola che avrete sentito tante volte, u...
23/01/2026

𝐂𝐫𝐞𝐚𝐭𝐢𝐯𝐢𝐭𝐚̀: 𝐮𝐧𝐚 𝐩𝐢𝐚𝐧𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐜𝐮𝐢 𝐝𝐨𝐛𝐛𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐩𝐫𝐞𝐧𝐝𝐞𝐫𝐜𝐢 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐫𝐞 𝐜𝐮𝐫𝐚

#𝐂𝐫𝐞𝐚𝐭𝐢𝐯𝐢𝐭𝐚̀: una parola che avrete sentito tante volte, uno dei termini più gettonati, usato sia dagli specialisti sia dalla gente comune. Ma siamo sicuri di sapere quali sono le implicazioni di questo strumento nella nostra vita quotidiana?

L’abbiamo sempre considerato un patrimonio dell’infanzia, che raggiunge l’apice durante l’adolescenza. Ma se eliminassimo questa capacità durante la vita adulta, commetteremmo un grave errore, perché si tratta di uno strumento che può apportarci nuove idee e migliorare le nostra potenzialità in vari ambiti.

𝐋𝐚 𝐜𝐫𝐞𝐚𝐭𝐢𝐯𝐢𝐭𝐚̀ 𝐚𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚 𝐥𝐚 𝐜𝐚𝐩𝐚𝐜𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐢 𝐫𝐢𝐬𝐨𝐥𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐛𝐥𝐞𝐦𝐢

Molto spesso la capacità è sottovalutata, considerata “da pazzi” o limitata ai grandi geni artistici della storia. Per fortuna, negli ultimi anni abbiamo assistito ad una “popolarizzazione” di questa capacità che, in realtà, si trova in ciascuno di noi: in alcuni è ancora un po’ assopita, in altri, invece, è già sveglia e sull’attenti.

Le persone che possono contare su una creatività ben attiva godono di un mondo mentale interiore più ricco, in cui è l’immaginazione a comandare e governare la risoluzione di problemi o a porsi le domande più interessanti. Queste persone sono in grado di accumulare un’infinità di alternative e di diverse possibilità e percorsi per affrontare lo stesso problema.

𝐏𝐞𝐫 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐜𝐫𝐞𝐚𝐭𝐢𝐯𝐢, 𝐝𝐨𝐛𝐛𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐩𝐞𝐫𝐦𝐢𝐬𝐬𝐢𝐯𝐢 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐞 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐞 𝐢𝐝𝐞𝐞

La parola creatività viene dal verbo “creare”, e creare non è altro che l’atto di inventare o generare qualcosa di nuovo. Questa capacità non è propria solo dei pittori, dei disegnatori, degli architetti o dei musicisti, come molti pensano. Una persona creativa è una persona che riesce a trovare soluzioni originali ai problemi con cui deve fare i conti ogni giorno. È anche una persona che si fa o fa domande a cui nessuno aveva mai pensato.

Molte di queste persone hanno potuto sviluppare la loro creatività durante l’infanzia, grazie al supporto e agli stimoli delle persone che le hanno educate. Per fare un esempio, pensate ad un bambino che disegna una pecora con le ali. Noi sabbiamo bene che le pecore non hanno le ali e un’immagine del genere ci può sembrare molto divertente.

Proprio così: le pecore non hanno le ali. D’accordo. Ma qual è il problema se un bambino disegna una pecora così? Perché dobbiamo censurare un’opera d’arte con queste caratteristiche?

𝐋𝐚 𝐜𝐫𝐞𝐚𝐭𝐢𝐯𝐢𝐭𝐚̀ 𝐬𝐢 𝐚𝐥𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐩𝐫𝐞𝐦𝐢, 𝐧𝐨𝐧 𝐝𝐢 𝐜𝐚𝐬𝐭𝐢𝐠𝐡𝐢

Soprattutto durante l’infanzia, l’importante è il procedimento, non il risultato. Non dobbiamo cadere nella tentazione di classificare le idee del bambino o le sue espressioni artistiche con espressioni come “questo va bene” e “questo non va bene”.

Se agiamo in questo modo, puniremo la sua spontaneità e, quindi, lo inciteremo ad abbandonarla. Al contrario, se lasciamo ai nostri figli la libertà di giocare con l’immaginazione quando disegnano, svilupperanno la capacità di elaborare possibilità alternative a quelle già esistenti.

Il bambino articolerà così la capacità di immaginare e di esprimersi spontaneamente. Viceversa, quando interferiamo o interrompiamo brutalmente quello sprazzo di creatività (“Ma tesoro, lo sai che le pecore non hanno le ali… Così non va bene, adesso ti aiuto a cancellarle”) e questa nostra interferenza diventa un’abitudine, il bambino smetterà di esprimersi in modo genuino.

𝐑𝐚𝐟𝐟𝐨𝐫𝐳𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐥𝐚 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐜𝐚𝐩𝐚𝐜𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐢 𝐠𝐞𝐧𝐞𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐬𝐨𝐥𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢!

Se stimoliamo quest’inventiva, l’idea divertente del bambino, lo aiuteremo a continuare ad esprimere tutto ciò che la sua effervescente immaginazione non vede l’ora di offrire al mondo. “Dev’essere una pecorella molto libera, vuole volare!”, “Che bello, le hai messo le ali, così la aiuti a volare”, “Chissà dove vorrà andare?”…
utti questi commenti valorizzano e stimolano l’espressività del bambino. Utilizzarle è un ottimo modo di ti**re quel filo dell’immaginazione che, ai nostri occhi adulti, sembra infinito dentro i bambini.

𝐄𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐢𝐧𝐠𝐞𝐠𝐧𝐨𝐬𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐝𝐚 𝐩𝐚𝐳𝐳𝐢

Molti adulti creativi da bambini hanno avuto il permesso di esprimersi liberamente grazie agli stimoli degli adulti in torno a loro. L‘infanzia delle persone che oggi non sono creative, invece, è stata probabilmente segnata dalla censura di queste manifestazioni che non rispettavano il “buon senso” e le aspettative comuni.

Mettiamoci per un attimo nei panni di queste persone: se durante la mia infanzia nessuno ha valorizzato qualcosa che potrebbe essermi utile nella vita adulta, imparerò che è una cosa “da pazzi” e che esprimere con libertà questo genere di idee può portare gli altri a prendermi per una persona poco equilibrata.

Di certo viviamo in un mondo che premia l’autocontrollo e nel quale, in un modo o nell’altro, la spontaneità viene censurata. Ma la creatività ha bisogno di questa spontaneità per sopravvivere, ha bisogno del contatto con la realtà e di essere persino una fonte di errori. In questo modo, impediremo che rimanga relegata in un angolo dentro di noi, come un vecchiume inutile.

In fondo molte volte la vera causa di tutto è la paura di provarci e di sbagliare, le conseguenze sconosciute dell’espressione genuina di ciò che c’è dentro di noi. Un timore che diventa ancora più grande in alcune situazioni della vita o sul posto di lavoro…

𝐍𝐚𝐬𝐜𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐢 𝐝𝐢 𝐞𝐬𝐩𝐫𝐢𝐦𝐞𝐫𝐞 𝐥𝐞 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐞 𝐢𝐝𝐞𝐞 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐟𝐚𝐧𝐭𝐚𝐬𝐢𝐨𝐬𝐞

Non c’è niente di più vero: essere creativi significa possedere un mondo interiore ricco e pieno di possibili alternative ad ogni scalino della lunga scala della vita. Significa avere uno zaino pieno di risorse, di colori, di molteplici sfumature…

Non siamo nati strutturati ed ermetici, siamo nati liberi e con un potere immenso per sviluppare ciò che è nostro e nasce con noi.

Non dobbiamo avere paura di sviluppare e alimentare una cosa così bella: riscoprirete voi stessi facendo cose che non avevate mai pensato di poter fare!
[La mente è meravigliosa]

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E tu?Quanto ti vuoi bene?Quand'è l'ultima volta che ti sei guardata allo specchio con tenerezza?Quando hai preso del tem...
22/01/2026

E tu?
Quanto ti vuoi bene?

Quand'è l'ultima volta che ti sei guardata allo specchio con tenerezza?
Quando hai preso del tempo per te?
Quando hai saputo proteggerti con un "no"?

L' non è egoismo, è sanità mentale

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𝐀𝐦𝐨𝐫 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐨, 𝐢𝐥 𝐛𝐚𝐥𝐬𝐚𝐦𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐮𝐫𝐚 𝐥𝐞 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐞 𝐟𝐞𝐫𝐢𝐭𝐞L'amor proprio ci permette di curare le ferite e ricominciare la nostr...
21/01/2026

𝐀𝐦𝐨𝐫 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐨, 𝐢𝐥 𝐛𝐚𝐥𝐬𝐚𝐦𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐮𝐫𝐚 𝐥𝐞 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐞 𝐟𝐞𝐫𝐢𝐭𝐞

L'amor proprio ci permette di curare le ferite e ricominciare la nostra vita. È un antidoto all'apatia e al disprezzo nei confronti di noi stessi. Come possiamo coltivarlo?

“𝐐𝐮𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐦𝐢 𝐚𝐦𝐨?”. Potreste non esservi posti questa domanda o non averci mai pensato. Non fa niente, è più normale di quando immaginate. Spesso abbiamo la cattiva abitudine di dimenticarci di noi stessi; è come se non esistessimo, come se fossimo invisibili ai nostri occhi. Sembra che prenderci cura di noi stessi sia al di fuori dalle nostre priorità. Potremmo dire che l’amor proprio non ha un posto nella nostra vita.

Come trattate voi stessi? Ci avete mai pensato? Il modo in cui ci parliamo, la concezione che abbiamo della nostra persona e, in definitiva, il modo in cui ci valutiamo influenza il nostro umore. Il problema è che pensiamo raramente a tutto ciò.

Tendiamo a vivere in punta di piedi senza approfondire quanto ci influenza ciò che accade intorno a noi. È come se non dessimo importanza al nostro benessere personale. Il problema è che, con il passare del tempo, il peso della vita quotidiana aumenta di giorno in giorno e, se ci trascuriamo, possiamo ritrovarci avvolti in una nebbia grigia che non ci permette chiaramente e che ci fa soffrire.

Seppur inconsapevoli, vivere disconnessi dal nostro Io interiore ha delle conseguenze. Possiamo notarlo osservando la storia della protagonista del cortometraggio presente alla fine di questo articolo. Il punto è, come possiamo liberarci dalle ragnatele degli automatismi? Come possiamo evitare che le etichette e i messaggi negativi nei nostri confronti influenzino la nostra vita?

𝐈𝐥 𝐩𝐞𝐬𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐦𝐞𝐬𝐬𝐚𝐠𝐠𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐫𝐢𝐜𝐞𝐯𝐢𝐚𝐦𝐨

Fin da piccoli, riceviamo diversi messaggi su chi siamo, cosa dovremmo provare e come dovremmo comportarci. Genitori, parenti, insegnanti, amici… tutti hanno qualcosa da dirci. Anche se il più delle volte hanno buone intenzioni, quelle parole non sempre hanno un effetto positivo o sono appropriate per noi.

Probabilmente vi sarete sentiti dire frasi come “È impossibile! Rimani con i piedi per terra”, “Stai perdendo tempo, concentrati su quello che è importante”, “Non ce la farai”, “Sei un sognatore, la realtà è un’altra”. In un modo o nell’altro, i messaggi che riceviamo influenzano il nostro modo di essere, soprattutto da bambini. Alcuni di questi messaggi, di fatto, plasmano la nostra identità, mentre altri funzionano come delle imposizioni che se non rispettiamo ci fanno sentire in colpa.

A volte quel senso di colpa crea una ferita e un rifiuto nei confronti di noi stessi. Lascia segni così profondi e dolorosi che si tramutano in un profondo sentimento di disprezzo di sé; ne consegue una sottovalutazione di sé e mancanza di amor proprio. Crescere con queste ferite fa vivere una realtà molto dolorosa.

𝐋𝐚 𝐟𝐫𝐚𝐬𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐜𝐫𝐢𝐭𝐢𝐜𝐨 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐢𝐨𝐫𝐞

Sentirsi rifiutati dagli altri, e in definitiva da se stessi, genera una trappola mentale attivata dal critico interiore, ovvero quella voce che viene da dentro e che si dedica continuamente a giudicare come pensiamo, sentiamo e agiamo. A tale scopo, l’Io critico ricorre a qualsiasi strategia: confronti, critiche distruttive, denigrazioni varie, ecc.

“Non avrei dovuto dire quelle parole”, “Avrei dovuto agire diversamente”, “Non mi riesce niente”, “Sono un disastro”, sono solo alcuni esempi di frasi pronunciate dal nostro critico interiore. Il problema è che non lo mettiamo mai in discussione.

Abbiamo integrato questi messaggi al punto da darvi valore di verità assoluta e, di fatto, tutto quello che facciamo lo conferma. Se non ci consideriamo validi per un lavoro, per dirigere un gruppo o per scrivere, probabilmente non ci proveremo nemmeno o boicotteremo noi stessi per soffocare la minima speranza che alimentiamo nella nostra mente.

𝐋’𝐚𝐦𝐨𝐫 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐨 𝐞 𝐥’𝐢𝐧𝐟𝐥𝐮𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐞𝐢 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥 𝐦𝐞𝐝𝐢𝐚

Oggi il continuo confronto con gli altri è favorito dai social network, che creano realtà alternative che possono intrappolarci se non stiamo attenti. Trascorrere ore e ore immersi in questo mondo fatto di apparenze e sentimenti simulati può farci credere che sia l’unica realtà esistente.

La verità è che ci troviamo di fronte a una vetrina dietro la quale ogni persona può controllare l’immagine di sé che vuole mostrare agli altri. Ciò che appare sui social network non sempre corrisponde alla realtà.

Secondo la psicoterapeuta Sherrie Campbell, i social network possono creare una falsa illusione di appartenenza e connessione con gli altri che ci incoraggia a dare più importanza a quel mondo immaginario.

Se disprezziamo e rifiutiamo noi stessi, ovvero se abbiamo un’immagine negativa di noi, i social network non faranno altro che aumentare questa percezione. Ci forniscono le prove – false – che ci confermeranno quanto sia noiosa la nostra vita, quanto poco ci divertiamo e quanto siamo soli. [La mete è meravigliosa]

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Non permetterò a nessuno di passeggiare nella mia mente con i piedi sporchiMahatma GandhiNon permettere agli altri di in...
20/01/2026

Non permetterò a nessuno
di passeggiare nella mia mente
con i piedi sporchi

Mahatma Gandhi

Non permettere agli altri di influenzarti con la loro negatività, con l'invidia o con le emozioni non positive. Proteggi la tua e la tua !

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𝐄 𝐬𝐞 𝐜𝐢 𝐩𝐫𝐞𝐧𝐝𝐞𝐬𝐬𝐢𝐦𝐨 𝐜𝐮𝐫𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐢𝐠𝐢𝐞𝐧𝐞 𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐝𝐢 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐟𝐢𝐬𝐢𝐜𝐚?E se ci prendessimo cura della nostra igiene ...
19/01/2026

𝐄 𝐬𝐞 𝐜𝐢 𝐩𝐫𝐞𝐧𝐝𝐞𝐬𝐬𝐢𝐦𝐨 𝐜𝐮𝐫𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐢𝐠𝐢𝐞𝐧𝐞 𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐝𝐢 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐟𝐢𝐬𝐢𝐜𝐚?

E se ci prendessimo cura della nostra igiene mentale come di quella fisica?
Siamo tutti consapevoli di quanto sia importante mantenere una buona salute fisica. Eppure, spesso dimentichiamo una parte di noi altrettanto importante: la mente. Come saprete bene, anche la salute mentale influisce sul benessere fisico generale. Avrete sentito dire spesso che lo stato di ansia o le preoccupazioni, per esempio, possono essere somatizzate nel corpo. Non vi sembra, dunque, necessario prestare la dovuta attenzione anche alla nostra igiene mentale?

Per godere di un cervello in salute, prima di tutto è importante fare attenzione ad alcuni fattori che, spesso, passano inosservati. In realtà, identificarli è molto facile, ma per qualche motivo continuiamo comunque a non tenerli in considerazione. Prima o poi, però, questa specie di complice noncuranza ci costerà molto cara. Per questo motivo bisogna iniziare a prendersi cura della propria igiene mentale, mettendo in pratica i consigli che vi illustreremo a seguire.

Puntare su una buona igiene mentale ci aiuterà a preve**re malattie e disturbi come, per esempio, quelli legati all’ansia.

𝐔𝐧𝐚 𝐛𝐮𝐨𝐧𝐚 𝐢𝐠𝐢𝐞𝐧𝐞 𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐞 𝐬𝐢 𝐭𝐫𝐚𝐝𝐮𝐜𝐞 𝐢𝐧 𝐮𝐧 𝐦𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨𝐫 𝐛𝐞𝐧𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞

Quanto tempo occupano nella vostra mente le preoccupazioni legate al passato e al futuro? E così, spesso nella nostra testa non rimane quasi posto per il presente. All’improvviso ci accorgiamo di aver inserito il pilota automatico. Giornate senza senso si susseguono una dietro l’altra allo stesso modo, e smettiamo persino di goderci i piccoli piaceri della vita.

È importante imparare a mettere in pratica un’attenzione totalizzante, a concentrarci sul qui e adesso per fuggire da tutti quei pensieri che possono trasformarsi in ossessioni. Se vi è capitato di provare stress per un motivo simile, saprete bene di cosa stiamo parlando. Ma lo ieri non importa, e non importa nemmeno il domani. Spalancate gli occhi sull’oggi e godetevelo.

Oltre a questo primo aspetto, ce n’è un altro importante nelle nostre vite a cui forse non avrete ancora prestato la dovuta attenzione. I rapporti che avete con gli altri vi danno qualcosa o vi privano di qualcosa? Perché date così tanta importanza a qualcuno che non vi corrisponde? Cercate di essere brave persone e di fare contenti tutti, per poi ve**re ricompensati a suon di manipolazione e sofferenza.

Vi proponiamo questa riflessione: se date tutto per persone che non vi danno niente, forse non vi rimarrà più tempo da dedicare alle persone che, invece, meriterebbero di più. Riflettete sulle relazioni che intrattenete. A volte abbiamo paura di prendere una decisione, di dire “la nostra amicizia/relazione finisce qui”, perché abbiamo paura di perdere tutto quello su cui abbiamo investito tanto. Ma la verità è che non ne è valsa la pena. Se riuscissimo a chiudere quelle relazioni, la nostra igiene mentale ne uscirebbe sollevata e favorita.

𝐀𝐥𝐥𝐨𝐧𝐭𝐚𝐧𝐚𝐭𝐞𝐯𝐢 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐞𝐬𝐬𝐢𝐦𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐫𝐞𝐚𝐥𝐭𝐚̀

È facile optare per una visione pessimista della realtà quando tutto va male. Ma questo è sintomo di una bassa resilienza e comporta grossi rischi: la vostra felicità e la vostra igiene mentale potrebbero essere in pericolo. Dovete rendervi conto che non tutto può essere letto soltanto in un modo. Un licenziamento o la rottura di una relazione possono essere considerate delle disgrazie oppure delle opportunità di crescita. Siete voi a scegliere a quale strada volete ricondurre quel fatto.

Inoltre, vi date ciò di cui avete bisogno? Prendervi cura di voi stessi, coccolarvi, alimentarvi in modo sano, fare attenzione a come state… sono di certo azioni che qualche volta (o molte volte) avrete sottovalutato. Forse perché siete così concentrati sugli altri da dimenticarvi di pensare a voi stessi o forse perché a volte lasciate che la vostra felicità dipenda dagli altri. Si tratta di un terribile errore, che può portarvi a vedere la vita in modo molto negativo. Voi venite prima degli altri, e non si tratta di egoismo. Si tratta di amarvi e di valorizzarvi, senza aspettare che gli altri lo facciano per voi.

Di sicuro in qualche momento della vostra vita vi sarà capitato anche di sentirvi bloccati, perché non riuscivate a raggiungere un obiettivo. Tuttavia, avete controllato che fosse davvero raggiungibile? Spesso ci riproponiamo di raggiungere delle mete che, per quanto lo desideriamo, non sono realizzabili. Ogni obiettivo che ci poniamo dev’essere realistico. Liberatevi dai sogni impossibili che generano solo frustrazione, ansia e una sensazione di inutilità. Sarà una decisione molto positiva per la vostra igiene mentale.

Vi siete resi conto di quanto può essere importante una buona igiene mentale? E ci sono molti altri comportamenti che possono farvi bene, come eliminare le aspettative, smetterla di lambiccarvi il cervello su questioni che non portano da nessuna parte, evitare di voler cambiare le persone a tutti i costi e imparare a gestire le vostre emozioni.

Tendiamo a complicarci la vita o a dare essa la colpa di tutto ciò che ci succede quando, in realtà, renderla molto più semplice e più piacevole è nelle nostre mani. Non tutto è terribile come sembra, non tutto è brutto come crediamo. Ripulire la nostra mente da tanti pensieri sopravvalutati e che ci impediscono di vedere con chiarezza ci permetterà di raggiungere il vero benessere.
[La mente è meravigliosa]

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L’uomo passa la prima metà della vita a rovinarsi la salute, e la seconda metà a curarsiJoseph Leonard  Se trovi interes...
18/01/2026

L’uomo passa la prima metà della vita a rovinarsi la salute,
e la seconda metà a curarsi
Joseph Leonard



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𝐅𝐨𝐮𝐜𝐚𝐮𝐥𝐭 𝐞 𝐥𝐚 𝐜𝐮𝐫𝐚 𝐝𝐢 𝐬𝐞́ 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐬𝐞𝐠𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐭𝐚̀Michel   è stato uno dei pensatori di maggior influenza del ventesimo se...
17/01/2026

𝐅𝐨𝐮𝐜𝐚𝐮𝐥𝐭 𝐞 𝐥𝐚 𝐜𝐮𝐫𝐚 𝐝𝐢 𝐬𝐞́ 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐬𝐞𝐠𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐭𝐚̀

Michel è stato uno dei pensatori di maggior influenza del ventesimo secolo. Nella sua immensa opera affronta temi critici quali la medicina, la psichiatria, le istituzioni sociali, le scienze umane e la sessualità. Con l’articolo di oggi proveremo ad illustrare i concetti di base che quest’autore ha sviluppato con riferimento alla cura di se stessi come sintomo di libertà.

Parte degli scritti di Foucault è caratterizzata da una profonda analisi sulle relazioni di potere, discorso e conoscenza, che si sono guadagnate un ampio spazio di dibattito. La sua posizione critica ed autentica di fronte alla modernità ha reso Foucault uno degli autori più letti al pari dei più grandi referenti dei temi umanistici.

In termini generali, Foucault fa riferimento alla cura di se stessi come ad un segno di libertà. Egli segnala l’importanza del concetto di corpo-mente inteso come unità trascendente e singolare. Esistiamo per creare auto-conoscimento e responsabilità per la nostra stessa vita. A questo scopo, è necessario portare a termine un preciso processo di apprendimento ed affrontare una vasta serie di situazioni in cui questo possa essere messo in pratica.

𝐏𝐫𝐞𝐩𝐚𝐫𝐚𝐧𝐝𝐨𝐬𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐜𝐮𝐫𝐚 𝐝𝐢 𝐬𝐞́

Secondo Foucault, l’anima è equiparabile al soggetto e, in quanto tale, non può disconoscere o pretendere di ignorare le sfide che sono insite nell’esistenza. Per questo motivo, l’autore si concentra soprattutto sull’importanza di prepararsi ad affrontare la vita adulta. Ciò implica, tra le altre cose, avere la capacità di saper distinguere gli errori e le abitudini nocive che accompagnano i nostri passi nel mondo.

𝐌𝐢𝐜𝐡𝐞𝐥 𝐅𝐨𝐮𝐜𝐚𝐮𝐥𝐭

Solo il soggetto stesso può dedicarsi alla cura di sé. Si tratta di un modo di appartenere a se stessi, di poter dire “sono io”. Per Foucault, ciò è possibile soltanto in funzione della relazione che stabiliamo con la verità e con il sapere. Se tale relazione è adeguata, verrà con essa la capacità di decidere cosa rifiutare e cosa accettare, cosa mantenere uguale e cosa cambiare di noi stessi.

Inoltre, stabilisce l’importanza di mantenere una relazione di crescita con gli altri e con chi ci circonda. È da questa retroazione che scaturisce l’apprendimento come esseri sociali. In modo complementare ci invita ad ascoltare, a dar valore all’esperienza degli altri come fonte di conoscenza che arricchisca il nostro essere. Frugare a fondo nell’esistenza degli altri diventa un’esperienza indiretta altrettanto coraggiosa.

Occuparsi di se stessi non implica un atteggiamento egocentrico, bensì tutto il contrario. Significa prendere piena coscienza di tutte le proprie potenzialità ed i propri limiti. Allo stesso tempo, in termini complementari, bisogna provare interesse per l’altro, e ciò è possibile soltanto provando interesse per se stessi. Questo modello di pensiero fa, dunque, riferimento all’importanza di prendere in mano la nostra realtà, imparando a prendercene cura.

𝐋𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐨𝐬𝐜𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐞 𝐥’𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐯𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐩𝐚𝐫𝐢 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐨

In questo senso, per poter esercitare la sua professione e prendersi cura del benessere degli altri, un medico acquisisce una serie di apprendimenti teorici e pratici. Egli attraverserà diverse tappe per arrivare a comprendere che il soggetto è un’unità composta da corpo e mente. In altre parole, quando una persona accoglie nella sua vita la conoscenza e la cura di sé, trarrà benefici in entrambi i sensi.

Secondo Foucault, esiste un vincolo indissolubile tra conoscenza e azione. Mettendo in pratica la cura di sé, si potenzia l’autoriflessione. Questa, a sua volta, conduce alla coscienza delle emozioni e all’assimilazione di esperienze che arricchiscono la conoscenza. D’altro canto, la percezione di noi stessi come soggetti attiva la nostra sensibilità e ci consente di incorporarla alle nostre azioni.

Ogni corrente filosofica che affronta il tema della cura di sé e degli altri prevede una ricerca che porta all’acquisizione di saggezza. Da tale saggezza deriverà la capacità di scegliere valori che miglioreranno la nostra qualità della vita. Tutto questo altro non è che il risultato di quello che scegliamo di essere e quello che abbiamo appreso.

𝐔𝐧 𝐩𝐢𝐥𝐚𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐫𝐞𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥𝐢

Il concetto di cura di sé è un segno di libertà, poiché nasce dalla coscienza e da tutto l’insieme di decisioni che abbiamo affrontato durante la nostra vita. Inoltre, esso è il pilastro alla base delle nostre relazioni sociali ed individuali e del processo di acquisizione di conoscenza. È un procedimento che entra in moto nel campo della comunicazione personale e collettiva.

La riguarda diversi ambiti relativi al benessere, come ad esempio le necessità, le emozioni, la salute, i comportamenti, i valori e via dicendo. Si parla di tutto quello che ci consente di migliorare la nostra qualità della vita senza pregiudicare gli altri. A questo fine, è fondamentale che corpo e mente formino un’unità.

La cura di sé dovrebbe essere un comportamento naturale ed essenziale di ciascun essere umano, un aspetto determinante per poter abitare il mondo. La cura di sé ci consente di rispondere a tutte le nostre necessità, che siano esse intellettuali, fisiche, spirituali, emotive, ecc. Ricordiamo sempre che per potersi prendere cura degli altri, bisogna prima imparare a curare se stessi.
[La mente è meravigliosa]

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