13/03/2026
𝐂𝐨𝐦𝐞 𝐬𝐯𝐢𝐥𝐮𝐩𝐩𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐢̀𝐢𝐧𝐭𝐞𝐥𝐥𝐢𝐠𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐞𝐦𝐨𝐭𝐢𝐯𝐚 𝐧𝐞𝐢 𝐛𝐚𝐦𝐛𝐢𝐧𝐢
Intelligenza emotiva nei bambini:
Secondo molti esperti l’ non è innata, ma si può imparare. Come si può insegnare ai a gestire le emozioni? John Gottman, autore di “Intelligenza emotiva per un figlio”, ha messo a punto una guida per aiutare i genitori a diventare dei bravi allenatori emotivi per i loro figli.
Gottman sostiene che un genitore deve saper accettare le negative dei figli, ma non i comportamenti, che sono sbagliati vanno corretti. Questo significa che il genitore deve sempre mettersi nei panni del figlio, gestendo i momenti di crisi con più pazienza, ascoltando tutti i sentimenti del bambino senza minimizzare o deriderlo.
Nella sua guida Gottman spiega come diventare buon allenatori emotivi in 5 passi:
1 - Capire se dietro il comportamento sbagliato c’è un disagio: quando un bambino fa i capricci, piange, è rabbioso o spaventato, il genitore deve sforzarsi di immedesimarsi in lui e capire cosa può aver scatenato quest’emozione.
2 - Considerare il momento di crisi del bambino come un’occasione di crescita: anziché innervosirsi quando il bambino è noioso o rabbioso, il genitore deve pensare a questo momento come un’opportunità per allenare il proprio figlio emotivamente, senza mai ignorare o sminuire le emozioni negative. I bambini, infatti, hanno un profondo bisogno di imparare a capire quello che provano sentendoselo dire dai genitori. È importante, inoltre, che un genitore sia in grado di risolvere i problemi insieme al bambino prima che scoppino.
3 - Ascoltare i sentimenti del bambino senza giudicare o dare soluzioni: quando il bambino vive un momento di crisi il genitore deve sforzarsi di capire quello che prova, evitando critiche e mostrandosi rilassato, ma senza fornire soluzioni.
4- Aiutare il bambino a trovare le parole per definire le emozioni che prova: aiutare i figli a dare un nome alle emozioni che stanno provando è fondamentale, perché può aiutarli a trasformare una sensazione sgradevole e amorfa in qualcosa di definibile, con confini ben precisi.
5 -Porre dei paletti ai comportamenti sbagliati e aiutare il bambino a trovare la soluzione al problema da solo: è compito dei genitori porre dei limiti a capricci e atteggiamenti scorretti, ma senza mai ledere la dignità del bambino. Ad esempio: “Sei arrabbiato perché la tua amica ti ha preso la bambola, anch’io sarei infuriato, ma non va bene che la picchi. Cosa potresti fare invece?”. Per aiutare un bambino a trovare da solo la soluzione al problema che l’affligge è importante chiedergli che cosa vorrebbe, incoraggiandolo a generare in autonomia le sue idee. [Theyummimum]
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