24/04/2026
C’è un confine tra il dolore e la disperazione che se oltrepassato ti getta nell’abisso. Oggi, quell’abisso, l’ ho visto negli occhi di una giovane ragazza. Occhi stanchi, volentati da orizzonti fatti di tempeste e cieli neri.
Una sofferenza tangibile, che prendeva forma davanti alla mia incredulità.
Com’è possibile sprofondare in determinate voragini? La pacatezza di una ragazza che sussurrava la sua condizione mi è arrivata come un urlo in piena faccia. E invece parlava con un filo di voce, come se non volesse infastidire. Come se quello che chiedeva, un pò di serenità, fosse troppo. Come se non lo meritasse.
La disperazione degli altri è divenuta per me un monito al lamento facile, al non accontentarsi mai, al pretendere dalla vita più di ciò che basterebbe per essere felice, o per lo meno tranquilli.
Grata di poter ascoltare le storie di chi, nel dolore più profondo, mi sta insegnando tanto.
ph: Stefano Pollio