15/03/2026
“Io non ho un disturbo alimentare… controllo solo quello che mangio.”
Questa è una frase che ho sentito dire tante volte.
Una volta una paziente mi disse:
“Dottoressa, io non ho problemi con il cibo.
Semplicemente devo stare attenta.”
Poi, mentre parlavamo, sono usciti alcuni dettagli della sua giornata.
La mattina la prima cosa che faceva era salire sulla bilancia.
Se il numero era più alto del giorno prima, la giornata iniziava già con il senso di colpa.
A pranzo cercava di mangiare il meno possibile per “recuperare”.
Durante il pomeriggio pensava continuamente a cosa avrebbe mangiato la sera… o a cosa non avrebbe dovuto mangiare.
E quando capitava di uscire a cena con amici o famiglia, spesso l’ansia iniziava già ore prima.
Non perché non sapesse cosa mangiare.
Ma perché dentro sentiva sempre quella voce:
“Non esagerare.”
“Stai attenta.”
“Domani devi compensare.”
I disturbi del comportamento alimentare non sono sempre visibili.
A volte sono fatti soprattutto di pensieri.
Pensieri che occupano sempre più spazio nella mente.
E quella che all’inizio sembra solo “attenzione al cibo”, con il tempo può diventare una vera e propria lotta con se stessi.
Oggi, nella giornata del fiocchetto lilla, è importante ricordare che i disturbi alimentari esistono, sono più diffusi di quanto si pensi e meritano ascolto, comprensione e supporto.
Il rapporto con il cibo non dovrebbe essere una guerra quotidiana.
Se senti che il cibo, il peso o il controllo occupano troppo spazio nella tua vita, parlare con un professionista può essere un primo passo importante.
Non è debolezza.
È prendersi cura di sé.
“Vi è mai capitato di avere pensieri simili rispetto al cibo o al peso?”