24/04/2026
È esiguo il rischio di recidiva in soggetti che abbiano già sperimentato l’evento di un k mammario.
Uno studio pubblicato lo scorso luglio 2025 sull’autorevole rivista BMJ ha seguito quasi mezzo milione di donne in Inghilterra che avevano avuto un tumore al seno in fase iniziale, osservandole per circa 20 anni.
Ci si poneva l’interrogativo su quanto, dopo un tumore al seno, fosse probabile svilupparne un altro.
Ne è emerso che, in un periodo di osservazione di 20 anni, rispetto a donne della stessa età senza tumore, questo rischio è solo leggermente più alto: +2,1%. Il rischio aumenta, dunque, ma non in modo marcato.
Per quanto riguarda il seno controlaterale, quello “sano”, circa 5-6 donne su 100 sviluppano un tumore nell’altro seno nei 20 anni successivi, Anche in questo caso, l’aumento reale rispetto alla popolazione generale è esiguo (+3,1%), più frequente nelle donne giovani.
Le terapie aumentano il rischio in piccola parte, infatti si stima che circa il 2% dell’aumento totale del rischio possa essere legato a trattamenti come radioterapia o chemioterapia ma è un dato difficile da estrapolare, poiché chi sviluppa un tumore può avere già una predisposizione (genetica o ambientale).
In sintesi:
Il rischio di un secondo tumore esiste, ma è abbastanza contenuto.
La maggior parte delle donne non sviluppa un altro tumore.
Le cure fatte per il primo tumore incidono solo in minima parte su questo rischio.
Questo tipo di dati in sostanza rassicura e consente di programmare controlli nel tempo, senza creare allarmismi.
Second cancers in 475,000 women with early invasive breast cancer diagnosed in England 1993–2016