Centro di Neuropsicologia Vema

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Piccole tips per genitori 👇🔹 Essere autorevoli non significa essere rigidi🔹 Le regole funzionano meglio quando sono spie...
12/01/2026

Piccole tips per genitori 👇

🔹 Essere autorevoli non significa essere rigidi
🔹 Le regole funzionano meglio quando sono spiegate
🔹 Dire “no” è educativo, se accompagnato dalla relazione
🔹 Ascoltare le emozioni non vuol dire togliere i confini
I bambini non hanno bisogno di paura per imparare,
ma di adulti presenti, coerenti e affidabili.

Uno stile educativo autorevole aiuta i bambini a sviluppare:

✔ autoregolazione
✔ sicurezza emotiva
✔ fiducia nell’adulto

Al Centro Vema accompagniamo i genitori a costruire regole che educano, non che spaventano.

💬 Se vuoi approfondire, scrivici in DM
💾 Salva il post per rileggerlo
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Nel disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) il bambino sperimenta pensieri intrusivi e angoscianti (paura di sbagliare, di c...
10/01/2026

Nel disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) il bambino sperimenta pensieri intrusivi e angoscianti (paura di sbagliare, di contaminarsi, che possa accadere qualcosa di brutto) che generano un’intensa ansia.

I rituali ovvero i comportamenti ripetitivi non sono capricci ma tentativi per ridurre l’ansia.

Il problema è che il sollievo dura poco e l’ansia ritorna, spingendo il bambino a ripetere il rituale ancora e ancora.

Quando questi comportamenti diventano RIGIDI occupano molto tempo e interferiscono con la scuola, il gioco e le relazioni.

Riconoscere il DOC precocemente aiuta il bambino a sviluppare strategie più funzionali per gestire l’ansia.

I bambini hanno bisogno, prima di tutto, di sentirsi al sicuro nella relazione.È da lì che imparano a riconoscere le emo...
06/01/2026

I bambini hanno bisogno, prima di tutto, di sentirsi al sicuro nella relazione.
È da lì che imparano a riconoscere le emozioni, a calmarsi, a fidarsi del mondo.

Quando un adulto è presente, coerente e disponibile, il bambino riesce meglio a gestire ciò che prova.
Non perché le emozioni spariscono, ma perché non è solo ad attraversarle.

È questa connessione quotidiana che aiuta il bambino a sentirsi al sicuro
e a costruire, nel tempo, equilibrio emotivo.

💬 Come coltivi la connessione con tuo figlio nella quotidianità?

✨ Cari genitori,Quando si decide di separarsi, l’amore verso i figli resta immutato — ma il modo in cui lo comunichiamo ...
22/10/2025

✨ Cari genitori,
Quando si decide di separarsi, l’amore verso i figli resta immutato — ma il modo in cui lo comunichiamo può fare la differenza.

💬 I vostri piccoli non sono un oggetto di contesa, non sono l’“arma” né il premio in un gioco tra adulti.

Quando un figlio viene inserito nel conflitto, rischia di sentire che l’amore è una moneta di scambio — e può nascere in lui un carico emotivo che non gli appartiene.

🔍 Le ricerche ci dicono che il vero problema non è solo la separazione in sé, ma il conflitto non gestito tra genitori.

Un’atmosfera carica di rabbia, messaggi intermediati, richieste di schierarsi può compromettere la serenità emotiva del bambino

💡 Quali siano i passi concreti?
Riconoscere in voi due la responsabilità: anche se la coppia termina, il ruolo di genitori continua.

Parlare ai bambini con sincerità, semplicità, rispettando i loro tempi.

Non metterli tra genitori: non chiedete loro di fare da giudici, portavoce o “alleati”.

Offrire stabilità: routine, ascolto, affetto.

🟢 Pensieri da buttare 🟢Durante la terapia abbiamo costruito insieme un “cestino dei pensieri da buttare”: ogni bambino s...
04/09/2025

🟢 Pensieri da buttare 🟢

Durante la terapia abbiamo costruito insieme un “cestino dei pensieri da buttare”: ogni bambino scrive su un bigliettino ciò che lo fa sentire in difficoltà, diverso o appesantito, e lo getta via simbolicamente.

👉 In questo caso il pensiero era: “Mi sento diverso dagli altri quando devo ve**re sempre in terapia”.
Un pensiero che per noi adulti potrebbe sembrare piccolo, ma che per un bambino può pesare tanto.

Spesso, infatti, tendiamo a rassicurare minimizzando: “Non ti preoccupare, non è niente”.
In realtà, ciò che davvero aiuta è ascoltare e accogliere questi pensieri.

💡 Farlo significa:
💙validare le emozioni del bambino,
🩷rinforzare la sua capacità di verbalizzarle,
❤️insegnargli che anche i pensieri “scomodi” possono essere espressi e trasformati.

Negli ultimi mesi sono stata un po’ assente qui, ma il motivo è molto speciale: sto vivendo una nuova e meravigliosa pri...
24/08/2025

Negli ultimi mesi sono stata un po’ assente qui, ma il motivo è molto speciale: sto vivendo una nuova e meravigliosa priorità, la mia gravidanza 🤍.

Come psicologa mi trovo spesso a parlare con i pazienti dell’importanza di riconoscere i propri bisogni e rispettare i propri tempi. A volte la vita ci chiede di fermarci, di rallentare, di dare spazio a ciò che conta davvero nel “qui e ora”.

Il tempo non è infinito, e imparare a scegliere le nostre priorità significa prenderci cura di noi stessi e di chi amiamo. Non è sempre facile mettere da parte alcuni impegni, ma è un atto di consapevolezza e di rispetto verso la propria storia personale.

Oggi torno a scrivere qui con uno sguardo nuovo: quello di chi ha imparato che non tutto può stare in cima alla lista delle cose da fare, ma che alcune esperienze meritano di occupare il primo posto, senza sensi di colpa.

Ridefinire le priorità non è una perdita, ma una trasformazione: significa accogliere il cambiamento e darsi il permesso di crescere insieme ad esso.

Waiting il nostro Raffaele 💙

🧠 L’ansia nei bambini: come possiamo aiutarli davvero?L’ansia non è solo “una fase” da superare: è un’emozione reale che...
02/07/2025

🧠 L’ansia nei bambini: come possiamo aiutarli davvero?
L’ansia non è solo “una fase” da superare: è un’emozione reale che ha bisogno di essere compresa, accolta e accompagnata. In questo post trovi 4 suggerimenti pratici per supportare un bambino che vive momenti di ansia.

🌱 Ecco alcuni esempi concreti da mettere subito in pratica:

1️⃣ Ascolta senza giudicare:
🗣️ Invece di dire “non è niente”, prova con:
👉 “Capisco che questa cosa ti fa sentire spaventato. Ti va di raccontarmela meglio?”

2️⃣ Fornisci un esempio positivo:
👩‍👧 Se il genitore ha un colloquio importante e si sente nervoso, può dire:
👉 “Anche io mi sento un po’ agitata, ma respiro piano e mi preparo al meglio. So che andrà bene.”

3️⃣ Dai un nome all’emozione:
🎨 Usate insieme una “ruota delle emozioni” o dei disegni per rappresentare cosa sta provando il bambino.

4️⃣ Valuta il supporto di uno psicologo infantile:
👩‍⚕️ Un intervento precoce può fare la differenza! Lavorare con uno specialista aiuta il bambino a costruire strumenti efficaci per gestire l’ansia nel tempo.

💬 Genitori e colleghi, voi come affrontate i momenti di ansia nei bambini?
Raccontatelo nei commenti o taggate qualcuno a cui può essere utile questo post. 💚

“Mi sento come una piccola formica che sta per essere calpestata…”Lo ha detto un ragazzo autistico durante la terapia.Pa...
26/06/2025

“Mi sento come una piccola formica che sta per essere calpestata…”

Lo ha detto un ragazzo autistico durante la terapia.

Parole che stringono il cuore.
Parole che ci costringono a fermarci. A chiederci: e se fossimo noi, al suo posto?

Per anni chiediamo ai bambini neurodivergenti di fare sforzi enormi, di adattarsi, di lavorare su di sé.
Li accompagniamo in terapia, li sproniamo a “compensare”.
Ma noi?

Noi quanto siamo disposti a cambiare il nostro sguardo?
A rallentare il passo, abbassare il tono, aprire davvero le braccia?
A costruire spazi in cui possano sentirsi visti, protetti, accolti per ciò che sono, non per ciò che dovrebbero diventare?

🌱 L’inclusione vera non chiede solo a loro di fare fatica.
Chiede anche a noi di metterci in discussione.
Con empatia, presenza, umiltà.

Perché ogni bambino ha il diritto di non sentirsi solo,
di non doversi sentire “sbagliato” per essere amato.

“𝙌𝙪𝙚𝙡𝙡𝙚 𝙥𝙖𝙧𝙤𝙡𝙚 𝙢𝙞 𝙨𝙤𝙣𝙤 𝙧𝙞𝙢𝙖𝙨𝙩𝙚 𝙙𝙚𝙣𝙩𝙧𝙤.”Lo sento dire spesso, in terapia.Frasi brevi, dette in fretta, magari senza catti...
11/06/2025

“𝙌𝙪𝙚𝙡𝙡𝙚 𝙥𝙖𝙧𝙤𝙡𝙚 𝙢𝙞 𝙨𝙤𝙣𝙤 𝙧𝙞𝙢𝙖𝙨𝙩𝙚 𝙙𝙚𝙣𝙩𝙧𝙤.”
Lo sento dire spesso, in terapia.

Frasi brevi, dette in fretta, magari senza cattive intenzioni…
Ma che nel cuore di un bambino diventano convinzioni durature.

📍 “Sono sbagliato.”
📍 “Non valgo abbastanza.”
📍 “Meglio non sentire, meglio non mostrare.”

Ogni settimana, nel mio studio, incontro bambini che portano dentro piccole ferite invisibili…
E insieme proviamo a dare un senso, a guarire, a ricostruire un’immagine di sé più gentile e vera.

💭 Le parole possono ferire, anche quando non sembrano gravi.
Ma possono anche curare.
Accogliere. Validare. Sostenere.
Questo fa davvero la differenza.

👉 Ti sei mai ritrovato in qualcuna di queste frasi? Le hai mai dette, o sentite dire a scuola o a casa?
Raccontamelo nei commenti… ne parleremo insieme.

🧠🌋“𝗩𝘂𝗹𝗰𝗮𝗻𝗼𝗺𝗲𝘁𝗿𝗼: 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗴𝗲𝘀𝘁𝗶𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗿𝗮𝗯𝗯𝗶𝗮 𝗻𝗲𝗶 𝗯𝗮𝗺𝗯𝗶𝗻𝗶”I bambini spesso non sanno dire “sono arrabbiato”… ma lo mostrano co...
09/06/2025

🧠🌋“𝗩𝘂𝗹𝗰𝗮𝗻𝗼𝗺𝗲𝘁𝗿𝗼: 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗴𝗲𝘀𝘁𝗶𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗿𝗮𝗯𝗯𝗶𝗮 𝗻𝗲𝗶 𝗯𝗮𝗺𝗯𝗶𝗻𝗶”

I bambini spesso non sanno dire “sono arrabbiato”… ma lo mostrano con scoppi di rabbia, urla, morsi, fughe o chiusura.

➡️ Con il Vulcanometro li aiutiamo a riconoscere cosa succede dentro di loro prima che la rabbia “esploda”, per imparare a fermarsi prima del punto di rottura.

🎯 Esempi pratici per i genitori:

🔸 “Hai il corpo che ribolle?”
Se tuo figlio stringe i pugni o diventa rosso in viso, puoi aiutarlo a riconoscere questi segnali come i “primi fumi del vulcano”.

🔸 “Qual è stata la scintilla iniziale?”
Dopo che si è calmato, chiedigli: “Cosa ti ha fatto arrabbiare per primo? Cosa ti sei detto dentro di te?”

🔸 “Che emozione c’era sotto?”
Aiutalo a capire che spesso dietro la rabbia ci sono tristezza, frustrazione o delusione.

🎨 Costruire insieme un piccolo vulcano con argilla o cartapesta e colorarlo, può diventare un gioco simbolico per parlare delle emozioni in modo visivo e coinvolgente.

🌱 Come dice Siegel, “nominare per domare”: quando i bambini imparano a dare un nome alle emozioni, possono imparare anche a regolarle.

📍Al Centro VEMA lavoriamo per offrire strumenti concreti a genitori e bambini per trasformare la rabbia in consapevolezza.

🧠“𝗖𝗼𝘀𝗮 𝘀𝗶𝗴𝗻𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝘂𝗻 𝗯𝗮𝗺𝗯𝗶𝗻𝗼 𝗰𝗼𝗻 𝗱𝗶𝘀𝘁𝘂𝗿𝗯𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗹𝗶𝗻𝗴𝘂𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗽𝗿𝗼𝘃𝗮𝗿𝗲 𝗮 𝗽𝗮𝗿𝗹𝗮𝗿𝗲?”Significa affrontare ogni giorno la paura...
04/06/2025

🧠“𝗖𝗼𝘀𝗮 𝘀𝗶𝗴𝗻𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝘂𝗻 𝗯𝗮𝗺𝗯𝗶𝗻𝗼 𝗰𝗼𝗻 𝗱𝗶𝘀𝘁𝘂𝗿𝗯𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗹𝗶𝗻𝗴𝘂𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗽𝗿𝗼𝘃𝗮𝗿𝗲 𝗮 𝗽𝗮𝗿𝗹𝗮𝗿𝗲?”

Significa affrontare ogni giorno la paura di essere giudicato, non capito, messo da parte.

👉 Non parlano poco perché sono pigri. Spesso non parlano per proteggersi.

📌 Produrre linguaggio per loro non è spontaneo: è faticoso, frustrante, pieno di errori e, molto spesso, di risposte poco accoglienti da parte degli altri (“Non si capisce!”, “Ma che stai dicendo?”, “Parla meglio!”).

❗Se un bambino si sente giudicato ogni volta che parla, inizierà a evitare.
E questo crea un circolo vizioso: meno parla → meno esercita → più resta indietro → più si isola.

🧩 Sta a noi — adulti, insegnanti, terapisti, genitori — spezzare questo ciclo.
Con pazienza, ascolto, sguardi che incoraggiano e parole che accolgono, non correggono per umiliare.

Quando un bambino è agitato, piange o ha una crisi di rabbia, spesso non sta “facendo i capricci”, ma sta cercando un mo...
28/05/2025

Quando un bambino è agitato, piange o ha una crisi di rabbia, spesso non sta “facendo i capricci”, ma sta cercando un modo — ancora immaturo — per comunicare un disagio che non riesce a esprimere a parole.

🧠 Il cervello dei bambini piccoli è ancora in via di sviluppo: le aree emotive prevalgono su quelle razionali, per cui davanti a uno stress o a una frustrazione esplodono — perché non hanno ancora gli strumenti per regolare da soli le emozioni.

❌ Mettersi sullo stesso piano (alzare la voce, arrabbiarsi, minacciare) non solo non funziona, ma peggiora il conflitto. Il bambino percepisce la reazione del genitore come una sfida… e alza il livello della crisi.

✅ Il nostro compito è regolare, non sfidare. Frasi come “Sono qui per te”, “Come posso aiutarti?”, “Ti voglio bene anche adesso” creano contenimento e sicurezza. Offrono un modello di autoregolazione che il bambino interiorizzerà nel tempo.

👂 Dietro ogni crisi c’è un bisogno non ascoltato. Offriamo presenza prima ancora che soluzioni.

Salva il post per ricordarti cosa dire quando le parole sembrano non bastare.
Condividilo con genitori, insegnanti o colleghi che lavorano ogni giorno a fianco dei più piccoli 💬

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