25/01/2021
Cerec: Da dove partiamo?
Sarebbero tante le cose di cui vorrei discutere, sono tante le cose cambiate negli ultimi anni, avere un cerec allo studio da una prospettiva diversa all’intero lavoro clinico, ma prima di considerarne gli aspetti positivi vorrei parlarvi del primo errore che ho commesso all’inizio, ovvero considerare la scansione come la sostituzione dell’impronta tradizionale.
Non voglio certo parlare delle differenze, dei pregi e dei difetti in generale, ma solo del limite che c’è negli scanner, ovvero la mancanza della pressione durante la rilevazione del dettaglio anatomico.
Si tratta di una luce che non è dotata di forza fisica, non è quindi in grado di arrivare dappertutto ed il dettaglio anatomico sarà rilevato solo dove arriverà la luce stessa, questo vale per tutti gli scanner, per cui, per ottenere il meglio da essa, bisogna riallinearsi nella giusta curva di valore del digitale, avere rispetto per la tecnologia e sapersi evolvere con essa. Non potendola considerare come sostituta all’impronta tradizionale ciò che va cercato é il cambiamento che essa richiede. Un cambiamento può mettere disagio impone una spesa di impegno e tempo ma può generare una strategia di mercato in cui non bisogna affatto competere poiché nuova. Un mercato in cui il fattore chiave è il tempo, la moneta essenziale della vita di tutti, e nel settore medico si sa quanto valga questo fattore associato alla salute.
Voi cosa ne pensate del chairside
Siete riusciti ad ottimizzarlo cosa proponete di più tra faccette, intarsi e corone ? quali sono i limiti del sistema e come li avete superati? :