NOVA MEDICAL Center

NOVA MEDICAL Center Nova Medical è un centro medico polispecialistico privato e accreditato con il Servizio Sanitario Nazionale. Esperti nella medicina estetica.

Specialisti nel trattamento fisioterapico e riabilitativo. Nova Medical di Nova Milanese è un centro moderno e all'avanguardia che opera con la massima professionalità nel settore della riabilitazione fisica post chirurgica e post traumatica. Si avvale di un'equipe di medici specialisti e operatori altamente qualificati, e dispone di attrezzature tecnologiche per affiancare ciascun paziente con pr

ogrammi e cure personalizzati. Si occupa di massaggi terapeutici, paraffinoterapia, ultrasuoni, linfodrenaggio, fisioterapia, onde d'urto, elettroterapia, radarterapia, ionoforesi, ultrasuonoterapia, magnetoterapia, e terapie farmacologiche. Inoltre, è a disposizione per consulenza ortopedica, visite fisiatriche, attività di massofisioterapista e podologo, applicazione di taping sportivi, e sedute di ginnastica posturale. Aperto dal lunedì al venerdì dalle 08:00 alle 12:00, e dalle 14:00 alle 18:30. Chiuso il sabato e la domenica.

Non esiste un momento “perfetto” per attivare l’assistenza domiciliare, ma ci sono alcuni campanelli d’allarme che indic...
12/05/2026

Non esiste un momento “perfetto” per attivare l’assistenza domiciliare, ma ci sono alcuni campanelli d’allarme che indicano che il supporto familiare non basta più: Difficoltà evidenti nelle attività quotidiane: lavarsi, vestirsi, preparare i pasti, alzarsi dal letto o dalla sedia. Cadute ripetute o perdita di equilibrio, anche se senza fratture. Patologie croniche complesse (come insufficienza cardiaca, malattie neurologiche degenerative) che richiedono controlli frequenti. Dimagrimento non intenzionale, scarsa alimentazione, disidratazione. Declino cognitivo: disorientamento, confusione, smarrimenti fuori casa.
In presenza di questi segnali, il rischio è che l’anziano perda rapidamente autonomia residua, si isoli e che i caregiver vadano incontro a sovraccarico fisico ed emotivo. L’assistenza domiciliare nasce proprio per intervenire prima che questo accada o per contenerne gli effetti.
La salute di chi assiste è parte integrante del quadro. Alcuni segnali di allarme per il caregiver:
Sensazione costante di essere “al limite”, stanchezza cronica e disturbi del sonno.
Rinuncia prolungata a vita sociale, lavoro o tempo per sé.
Difficoltà a gestire pratiche sanitarie complesse (cateteri, flebo, piaghe da decubito).
Paura di lasciare da solo l’anziano anche per poche ore.
In questi casi, un percorso di assistenza domiciliare strutturata può alleggerire il carico.
L’assistenza domiciliare non è una sola: il Servizio Sanitario prevede opzioni con intensità e obiettivi differenti, adattabili alla situazione clinica della persona.
Assistenza Domiciliare Integrata (ADI): per chi ha bisogno di un supporto continuativo
L’Assistenza Domiciliare Integrata è rivolta a persone: Non autosufficienti, anche in modo parziale. Con patologie croniche o degenerative (demenze, Parkinson, insufficienze d’organo, esiti di ictus).
In fase di convalescenza dopo ricoveri importanti, quando serve continuità di cura a casa.
Caratteristiche principali dell’ADI:
Interviene una équipe multidisciplinare (medici, infermieri, fisioterapisti).
Viene elaborato un piano assistenziale personalizzato, che stabilisce quali prestazioni servono (medicazioni, fisioterapia, controllo parametri, supporto)

l dolore ai reni si manifesta nella parte superiore dell’addome, sul lato destro e/o sinistro a seconda che uno o entram...
11/05/2026

l dolore ai reni si manifesta nella parte superiore dell’addome, sul lato destro e/o sinistro a seconda che uno o entrambi i reni siano coinvolti, oppure nella regione costo-lombare. Può essere persistente o presentarsi con f***e intermittenti, di natura acuta o cronica. In alcuni casi, il dolore può irradiarsi anche verso l’inguine. Distinguere il dolore ai reni dal mal di schiena non è immediato.
I sintomi che lo accompagnano
Spesso al dolore ai reni sono associati altri disturbi, come: nausea e vomito, febbre, minzione frequente, sangue nelle urine, cambiamento di colore delle urine, ritenzione idrica.
Mal di schiena e mal di reni, le differenze
Non è sempre immediato capire se un dolore lombare sia di origine renale o muscolo-scheletrica.
Il mal di schiena può presentarsi con diverse caratteristiche temporali: acuto (di breve durata), cronico (costante) o recidivante (intermittente), con periodi di sollievo, seguiti dalla ricomparsa dei sintomi. Il dolore può essere intenso o sordo, e può irradiarsi in altre parti della schiena o del corpo, come il torace, l’addome o gli arti inferiori. A differenza del dolore renale, che non varia significativamente con il movimento o il cambio di posizione, il dolore muscolo-scheletrico può modificarsi con il movimento o il cambio di postura, o manifestarsi solo in certe posizioni (in piedi, sdraiati) o attività e peggiorare con l’affaticamento muscolare.
Dolore ai reni e infezione delle vie urinarie
Il dolore ai reni può riconoscere diverse cause come la presenza di: calcoli renali, infezioni delle vie urinarie, tumori ai reni, traumi renali.
Le infezioni delle vie urinarie inferiori (uretra e vescica) se non trattate correttamente possono propagarsi alle vie urinarie superiori (ureteri e reni), provocando dolore.
Fra queste si distinguono:Cistite: infezione urinaria localizzata alla vescica, Uretrite: infezione dell’uretra, Pielonefrite: infezione del rene, che può anche derivare da una cistite non trattata adeguatamente e compromettere la funzionalità renale in modo variabile, fino a causare uno shock settico.
È importante recarsi subito al P.S. in caso di febbre, nausea e vomito.

Perchè cani e gatti in ospedale possono fare la differenza Perché cani e gatti in ospedale possono fare la differenzaLa ...
08/05/2026

Perchè cani e gatti in ospedale possono fare la differenza
Perché cani e gatti in ospedale possono fare la differenza
La relazione con un animale può avere effetti positivi sul benessere fisico e psicologico. Vedere il proprio cane o il proprio gatto durante un ricovero:
Riduce la percezione di stress
La presenza dell’animale di casa può attenuare ansia, paura e senso di isolamento.
Migliora l’umore
Interagire con un animale amato favorisce la produzione di endorfine e altri neurotrasmettitori del benessere. Il risultato è spesso un’espressione più serena, più voglia di parlare, più motivazione.
Favorisce la socialità
La visita di un cane o di un gatto attira spesso l’attenzione anche di altri degenti e operatori. Questo può stimolare la comunicazione, soprattutto nelle persone che fanno fatica ad aprirsi.
Aiuta chi affronta momenti complessi
Chi è ricoverato per lungo tempo, chi sta attraversando una malattia cronica o una fase delicata può trarre un beneficio particolare dal mantenere il legame con il proprio animale d’affezione.
l’ingresso del pet in ospedale non sostituisce mai le cure mediche, ma può rappresentare un sostegno emotivo che affianca le terapie tradizionali.
Come funziona l’accesso degli animali negli ospedali
Ogni struttura che autorizza la presenza di animali da compagnia definisce un proprio regolamento interno, nel rispetto delle normative regionali.
Chi può fare richiesta
Di solito la domanda parte dal paziente ricoverato o dai suoi familiari: è la struttura a valutare se e come la visita sia possibile.
A chi viene presentata la domanda
La richiesta è indirizzata alla Direzione Sanitaria dell’ospedale, che ha il compito di verificare che ci siano tutte le condizioni per permettere l’accesso in sicurezza.
Cosa succede dopo
Se la valutazione è favorevole, viene rilasciata un’autorizzazione scritta con indicati:
giorno della visita
orario di accesso
luogo esatto dell’incontro
Queste informazioni vengono registrate anche nella cartella clinica del paziente, insieme alla copia dei documenti richiesti per l’animale.
La visita del pet è un'opportunità preziosa, ma deve avvenire nel rispetto delle esigenze dell'ospedale e degli altri degenti.

Quando il mal di schiena richiede attenzione immediataNon ogni dolore lombare è un’urgenza. Nella maggior parte dei casi...
07/05/2026

Quando il mal di schiena richiede attenzione immediata
Non ogni dolore lombare è un’urgenza. Nella maggior parte dei casi è legato a sovraccarichi muscolari, posture scorrette o piccoli traumi e tende a migliorare in alcune settimane. Ci sono però situazioni in cui è prudente cercare rapidamente un parere medico.
Sintomi “campanello d’allarme”
È consigliabile contattare il medico, o il pronto soccorso nei casi più marcati, se compaiono uno o più di questi segni:
Dolore molto intenso e continuo, che non si attenua con il riposo né con comuni antinfiammatori assunti correttamente.
Dolore che si irradia a una o entrambe le gambe, associato a formicolii, ridotta sensibilità o debolezza muscolare.
Mal di schiena accompagnato da febbre, brividi, malessere generale o perdita di peso non spiegabile.
Comparsa improvvisa di difficoltà a controllare urina o feci o incapacità di iniziare la minzione.
Dolore lombare dopo un trauma importante (caduta dall’alto, incidente stradale, schiacciamento).
Dolore notturno che sveglia ripetutamente e non trova sollievo cambiando posizione.
Questi sintomi possono indicare una sofferenza dei nervi spinali, un’infezione o infiammazione a carico della colonna, una frattura vertebrale o, più raramente, una patologia tumorale. In presenza di queste manifestazioni è importante non rimandare il consulto.
Quando è probabile che sia un disturbo “meccanico”
Se invece il dolore:
è comparso dopo uno sforzo, un trasloco, un movimento brusco o tante ore seduti
migliora un po’ con il movimento dolce e peggiora se si resta fermi a lungo
non è associato a febbre, calo di peso, deficit di forza o problemi urinari
è più probabile che si tratti di una lombalgia comune, legata a muscoli contratti, articolazioni affaticate o dischi intervertebrali sovraccaricati, senza una lesione grave. In questi casi, con gestione adeguata, il problema tende a ridursi progressivamente.
Condizioni che meritano una valutazione specialistica
In una minoranza di casi, il dolore lombare può essere legato a problemi strutturali o malattie di altra natura:
Problemi dei dischi intervertebrali: protrusione o ernia del disco possono comprimere una radice nervosa, provocando dolore.

HANTAVIRUSCos’è l'hantavirus, sintomi e come prevenire il contagio• Cos'è: un gruppo di virus associati ai roditori in g...
06/05/2026

HANTAVIRUS
Cos’è l'hantavirus, sintomi e come prevenire il contagio
• Cos'è: un gruppo di virus associati ai roditori in grado di causare zoonosi, ovvero infezioni trasmissibili dagli animali all'uomo.
• Come si trasmette: principalmente inalando polveri contaminate da urina, feci o saliva di topi e ratti infetti.
• Sintomi: la fase iniziale si manifesta con febbre, stanchezza, dolori muscolari e disturbi gastrointestinali. Nelle forme più gravi l'infezione può causare serie complicanze ai polmoni o ai reni.
• Prevenzione: sigillare gli accessi negli edifici e pulire i locali a rischio umidificando sempre le superfici con disinfettanti, avendo cura di non sollevare polvere a secco.
• Cosa fare: consultare tempestivamente un medico in presenza di sintomi sospetti dopo un'esposizione ad ambienti potenzialmente contaminati, poiché non esistono attualmente vaccini o terapie antivirali specifiche.
Con il termine hantavirus si indica un gruppo di virus diffusi in diverse aree del mondo e associati soprattutto ai roditori. Topi, ratti e altri piccoli mammiferi possono ospitare il virus e eliminarlo nell'ambiente attraverso urine, feci e saliva.
Il tema suscita attenzione perché si tratta di una zoonosi, cioè di un'infezione che può passare dagli animali all'uomo. Questo non significa, però, che il rischio per la popolazione generale sia alto. Le infezioni da hantavirus restano rare e sono legate soprattutto a contesti specifici.
Come si prende l’hantavirus
Il contagio avviene principalmente quando una persona entra in contatto con urina, feci o saliva di roditori infetti. La modalità più importante è l'inalazione di particelle contaminate disperse nell'aria, situazione che può verificarsi in ambienti chiusi, sporchi, infestati da roditori o poco ventilati.
Un esempio tipico è la pulizia di cantine, soff***e, garage, depositi, baite o locali rurali in cui siano presenti tracce di roditori. Spazzare o aspirare a secco può sollevare nell'aria particelle invisibili che, se contaminate, possono essere respirate.
Il contagio può avvenire anche per contatto diretto con materiale contaminato, più raramente può seguire a morsi o graffi di roditori infetti.

Molte persone hanno sperimentato il rimpianto per un tatuaggio fatto magari in giovane età o in una parte del corpo che ...
05/05/2026

Molte persone hanno sperimentato il rimpianto per un tatuaggio fatto magari in giovane età o in una parte del corpo che successivamente non è più stata di loro gradimento. Se prima i metodi per eliminarlo richiedevano molto tempo e non garantivano sempre risultati soddisfacenti, lasciando talvolta macchie sulla pelle, oggi con i laser all’avanguardia è diventato possibile rimuovere un tatuaggio in modo definitivo.
Rimuovere un tatuaggio: a chi rivolgersi
Prima di procedere alla rimozione di un tatuaggio, è indispensabile effettuare una visita dermatologica. Durante questo appuntamento, lo specialista esamina l’area interessata e raccoglie informazioni cruciali per determinare la fattibilità del trattamento e identificare eventuali controindicazioni. Il dermatologo deve valutare vari fattori specifici, come:
• il tipo di tatuaggio da rimuovere
• eventuali comorbidità dermatologiche, prima tra tutte la vitiligine
• tumori pregressi
• cicatrici
• traumi
• terapie farmacologiche in atto
• gravidanza
• allattamento
Dopo un’accurata valutazione, il dermatologo sceglierà il tipo di laser più adatto e stabilirà il numero di sedute necessarie. I laser utilizzati variano in base ai colori, alle dimensioni e alla posizione del tatuaggio, e anche il numero di trattamenti e gli intervalli tra essi sono personalizzati. Questi intervalli sono cruciali per consentire alla pelle di rigenerarsi e alle cellule di ripararsi.
I tatuaggi neri o molto scuri sono più semplici da rimuovere rispetto a quelli chiari o con molti colori. Inoltre, la posizione del tatuaggio sul corpo gioca un ruolo significativo nella facilità di rimozione. I tatuaggi sulla schiena sono spesso più semplici da trattare rispetto a quelli in altre aree del corpo.
Come rimuovere un tatuaggio?
Per rimuovere i tatuaggi esistono diversi approcci e sicuramente quello laser oggigiorno rappresenta la metodica di scelta. Il laser più performante a disposizione attualmente è il picolaser il quale, utilizzando frequenze d’onde dell’ordine dei picosecondi (un millesimo di nanosecondo) ed ad alta energia, riduce in modo significativo il rischio di ipopigmentazioni ed iperpigmentazioni.

Il cuore è il muscolo più importante dell’organismo: averne cura attraverso la prevenzione e non sottovalutando eventual...
04/05/2026

Il cuore è il muscolo più importante dell’organismo: averne cura attraverso la prevenzione e non sottovalutando eventuali segnali, è di aiuto per limitare il rischio di malattie cardiovascolari.
I sintomi da non sottovalutare
I segnali di allarme per le malattie cardiache possono manifestarsi in diverse forme, i più comuni sono: sensazione di oppressione o costrizione al petto e difficoltà respiratoria durante lo sforzo fisico. Quando si presentano questi sintomi, è importante monitorare i fattori di rischio controllando la pressione arteriosa ed eseguendo esami del sangue, ponendo attenzione a valori come colesterolo e glicemia. Se opportuna verrà suggerita anche l’esecuzione di un elettrocardiogramma.
Quando fare la prima visita cardiologica?
Il primo controllo cardiologico è consigliato già durante l’adolescenza, poiché esistono patologie congenite che possono causare morti improvvise. In generale, per i maschi è indicato sottoporsi a un controllo a partire dai 40 anni, mentre per le femmine il primo esame dovrebbe coincidere con l’inizio della menopausa. La popolazione femminile gode di un certo vantaggio nella protezione cardiovascolare grazie agli estrogeni, ma questa protezione svanisce con l’arrivo della menopausa, quando i rischi di malattia cardiaca diventano simili a quelli maschili. Anche se le donne si ammalano generalmente più tardi nella vita, la loro prognosi tende a essere più grave. Questo è attribuibile a vari fattori, tra cui il fatto che i sintomi nelle donne spesso sono meno evidenti e i dolori meno caratteristici, rendendo difficile riconoscere tempestivamente la malattia. Inoltre, gran parte della ricerca è stata condotta su uomini, il che ha portato a trattamenti e farmaci sviluppati prevalentemente per il sesso maschile. Infine, le donne possono manifestare forme diverse di malattie cardiache. Fortunatamente, si sta iniziando a superare queste problematiche.
Salute del cuore: come preservarla?
Allenare il cuore a mantenersi in salute è possibile adottando uno stile di vita corretto. Il rischio di infarto può essere ridotto attraverso alcune accortezze: seguire una dieta equilibrata, evitare alcool e fumo e fare esercizio fisico.

Ormoni: a cosa servono Gli ormoni sono molecole, che possono essere proteine o steroidi derivati dai grassi, prodotte da...
30/04/2026

Ormoni: a cosa servono
Gli ormoni sono molecole, che possono essere proteine o steroidi derivati dai grassi, prodotte da ghiandole endocrine, come:
ipofisi
ghiandola pineale
timo
tiroide
ghiandole surrenali
pancreas.
Attraverso il sangue, gli ormoni agiscono come messaggeri chimici, e hanno un ruolo fondamentale nella regolazione di vari processi vitali, tra cui:
accrescimento e sviluppo
metabolismo
funzione sessuale
riproduzione
sviluppo psichico e regolazione dell’umore.
Gli ormoni viaggiano attraverso il flusso sanguigno raggiungendo specifiche cellule che dispongono dei recettori corrispondenti per quel particolare ormone; se un ormone si lega al suo recettore, si scatena un effetto. Le cellule dotate dei recettori per un determinato ormone formano il suo tessuto bersaglio. Gli ormoni esercitano i loro effetti caratteristici sulle cellule bersaglio alterandone l’attività cellulare. I recettori degli ormoni proteici interagiscono con la superficie cellulare attraverso proteine recettoriali, innescando una sequenza di eventi. Al contrario, gli ormoni steroidei penetrano direttamente nelle cellule.
Quali fattori influenzano il corretto funzionamento degli ormoni?
I livelli ormonali sono influenzati da una varietà di fattori, tra cui la crescita e lo sviluppo.
Ormoni: i sintomi da non sottovalutare
La Società Europea di Endocrinologia consiglia di rivolgersi al medico in presenza dei seguenti segnali:
aumento/perdita di peso inspiegabile
eccessiva sensazione di freddo
cambiamenti nell’appetito
capelli e unghie fragili
stanchezza
pelle secca e desquamata
comparsa di depressione
sete eccessiva
segni di pubertà precoce o tardiva
perdita della libido, cicli mestruali irregolari, infertilità.
Salute ormonale: i consigli 
praticare regolare attività fisica, essenziale per un sano equilibrio ormonale.
avere un’alimentazione sana, che comprenda molta frutta e verdure fresche. 
dormire almeno 7 ore a notte.
mantenere un buon apporto di vitamina D mangiando pesce grasso, come il salmone.
consumare alimenti ricchi di iodio, come frutti di mare, alghe, uova e latticini.
consumare alimenti ricchi di calcio, come yogurt, mandorle, fagioli e verdura a foglia verde.

Come riconoscere la tosse allergica?La tosse è un sintomo comune caratterizzato da uno spasmo violento e improvviso dell...
29/04/2026

Come riconoscere la tosse allergica?
La tosse è un sintomo comune caratterizzato da uno spasmo violento e improvviso dell’apparato respiratorio, provocato dalla contrazione dei muscoli respiratori a contatto con agenti irritanti. La tosse può servire a espellere secrezioni bronchiali, oppure, quando è secca, associarsi a varie patologie, tra cui le allergie. Le allergie, risposta anomala del sistema immunitario a sostanze che per la maggior parte delle persone sono innocue, comportano infatti lo sviluppo di una serie di sintomi, tra cui la tosse stessa.
Come si riconosce la tosse allergica?
La tosse è un sintomo molto comune nelle persone allergiche a sostanze inalanti, come i pollini, gli acari e le muffe. Si tratta di una tosse definita “stizzosa” perché è secca e non produce muco, ma che risulta molto fastidiosa per chi ne è interessato e può svilupparsi in diversi momenti della giornata. La tosse allergica, infatti, insorge quando la persona allergica si trova in ambienti in cui è presente l’allergene, che possono essere sia al chiuso sia, come nel caso dei pollini, all’aria aperta.
Bisogna prestare attenzione alle caratteristiche della tosse allergica, per non scambiarla erroneamente per un raffreddore comune, soprattutto quando il sintomo insorge in persone adulte che non sono mai state soggette ad allergie stagionali, come quelle primaverili.
Tosse allergica: cosa fare?
Chi dovesse sviluppare una tosse che ha le caratteristiche di una tosse allergica deve fare riferimento al medico, perché può trattarsi di un sintomo para-asmatico, preludio di patologie più gravi. In presenza di sospetto di tosse allergica bisogna quindi riferire allo specialista le situazioni in cui si verifica, in modo da poter isolare lo specifico allergene responsabile del disturbo.
Lo specialista per confermare la diagnosi può indicare test specifici cutanei, come il prick test, o con prelievo del sangue, in modo da identificare l’allergene con certezza e agire in maniera specifica sia per quanto riguarda il trattamento dei sintomi, tramite una terapia con antistaminici, sia per eventuali approfondimenti in caso la tosse possa associarsi a disturbi più severi, come l'asma bronchiale.

La labirintite è un’infiammazione del labirinto, una struttura dell’orecchio interno il cui scopo principale è quello de...
28/04/2026

La labirintite è un’infiammazione del labirinto, una struttura dell’orecchio interno il cui scopo principale è quello del mantenimento dell’equilibrio. Questo disturbo può colpire persone di ogni età, anche se è più frequente tra i 30 e i 60 anni, con una maggiore incidenza nella popolazione femminile.
Labirintite: le cause
Le cause della labirintite possono essere diverse. Nella maggior parte dei casi, può dipendere da infezioni batteriche o virali, in altri, può comparire da un’otite media non trattata adeguatamente, soprattutto in individui diabetici.
Inoltre, la labirintite può essere associata a malattie autoimmuni sistemiche o all’infezione da HIV[1].
Quali sono i sintomi della labirintite?
Il sintomo caratteristico della labirintite sono le vertigini che possono compromettere significativamente le attività quotidiane, come lavorare, guidare o praticare sport.
Possono manifestarsi anche altri disturbi, tra cui:
• dolore all’orecchio
• acufeni (sibili o fischi continui)
• stordimento
• nausea
• vomito
• febbre
• aumento della salivazione
• alterazioni dell’umore.
Nella labirintite l’insorgenza dei sintomi è rapida; l’intensità è forte nei primi giorni, per poi attenuarsi gradualmente. Tuttavia, i sintomi possono ripresentarsi improvvisamente in seguito a movimenti rapidi della testa. I sintomi della labirintite potrebbero essere confusi con sintomi di altre patologie non correlate all’orecchio.
La diagnosi di labirintite richiede una valutazione specialistica otorinolaringoiatrica. Gli esami diagnostici comprendono test specifici come l’esame audiometrico per il controllo dell’udito, la videooculonistagmografia, la tomografia computerizzata (TC) e la risonanza magnetica. Possono essere richiesti anche esami del sangue per rilevare eventuali segni di infezione o infiammazione.
Come curare la labirintite?
Il trattamento della labirintite è personalizzato in base alle esigenze della persona e alle indicazioni dello specialista. Può prevedere l’uso di antibiotici, corticosteroidi, antistaminici, antidolorifici, oltre a esercizi e terapie. La maggior parte delle persone con labirintite mostra un miglioramento entro 1-3 settimane.

Può capitare, durante la crescita, che i genitori notino nei propri figli una postura un po’ scorretta: spalle non allin...
27/04/2026

Può capitare, durante la crescita, che i genitori notino nei propri figli una postura un po’ scorretta: spalle non allineate, fianchi asimmetrici, schiena che sembra incurvarsi. Spesso questi segnali compaiono nei periodi di crescita più rapida, come la pubertà, e potrebbero indicare l’inizio di una scoliosi.
Cos’è la scoliosi dell’età evolutiva?
La scoliosi idiopatica è una condizione che può comparire durante l’infanzia o l’adolescenza, in momenti specifici dello sviluppo. I periodi più delicati sono quelli compresi tra i 6 e i 24 mesi, tra i 5 e gli 8 anni, e soprattutto dopo gli 11 anni, durante la pubertà. È proprio in questa ultima fase, con l’accelerazione dello sviluppo osseo e corporeo, che eventuali asimmetrie diventano più evidenti: una spalla più alta dell’altra, scapole sporgenti, fianchi non allineati o il busto che sembra piegarsi da un lato, sono segnali da non trascurare.
La scoliosi idiopatica colpisce tra il 2 e il 3% degli adolescenti, è più frequente nelle femmine, in particolare evolve più velocemente poco prima della comparsa del menarca, la prima mestruazione. Questo è infatti il momento in cui il corpo attraversa una fase di crescita molto rapida e disomogenea. Durante lo sviluppo le gambe si allungano prima del busto, generando una sproporzione momentanea tra busto e arti, successivamente durante la pubertà con accelerazione della crescita ossea si allunga anche il busto e possono comparire asimmetrie della colonna vertebrale ed il rischio di progressione della scoliosi è maggiore proprio in questo periodo. Una volta superato il picco di crescita e raggiunto il menarca, questo rischio tende a diminuire. L’importanza di una diagnosi precoce. Individuare la scoliosi in fase iniziale non è sempre facile. Le alterazioni della postura possono essere sottili e non sempre indicano un problema strutturale. Per questo, è fondamentale rivolgersi a uno specialista in scoliosi già ai primi segnali o dubbi. Ai primi segni di alterazioni posturali, sia che si tratti di maschi o di femmine, la visita con lo specialista esperto in scoliosi è fondamentale. In questo modo, si possono riconoscere precocemente i primi segni di una scoliosi.

Indirizzo

Via Roma, 21
Nova Milanese
20834

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 12:00
14:00 - 18:30
Martedì 08:00 - 12:00
14:00 - 18:30
Mercoledì 08:00 - 12:00
14:00 - 18:30
Giovedì 08:00 - 12:00
14:00 - 18:30
Venerdì 08:00 - 12:00
14:00 - 18:30

Telefono

+390362366108

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando NOVA MEDICAL Center pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Lo Studio

Invia un messaggio a NOVA MEDICAL Center:

Condividi