25/02/2026
Meeting di Cardiologia del 12 Febbraio 2026 presentato dalla Dott.ssa Virginia Klun, con la supervisione del Prof. Giuseppe Patti , Professore Ordinario di Malattie dell’Apparato Cardiovascolare all’Università del Piemonte Orientale e Direttore del Dipartimento Toraco-Cardio-Vascolare dell’A.O.U. Maggiore della Ca**tà di Novara.
La disfunzione di protesi valvolare (prosthetic heart valve dysfunction, PHV) è una condizione rara ma potenzialmente letale, che richiede un inquadramento rapido e sistematico. Le cause includono disfunzione strutturale (lacerazione dei lembi, fibrosi/calcificazione, frattura o deformazione), disfunzione non strutturale (mismatch protesi–paziente, leak paravalvolari, panno), trombosi ed endocardite.
Sebbene l’identificazione eziologica possa essere complessa, definire la causa specifica è essenziale per impostare la strategia terapeutica più appropriata.
La metodica di prima linea è l’ecocardiogramma transtoracico e transesofageo 2D/3D, che consente la valutazione morfologico-funzionale della protesi attraverso parametri quali gradienti transvalvolari, effective or***ce area (EOA), doppler velocity index (DVI) e la ricerca di eventuali leak paravalvolari.
Le tecniche di imaging complementari comprendono TC cardiaca, RMN cardiaca, cinefluoroscopia e, in casi selezionati, 18-FDG PET/TC. In particolare, la TC cardiaca è utile nella diagnosi differenziale tra panno e trombo, mentre la cinefluoroscopia trova indicazione soprattutto nella valutazione delle protesi meccaniche.
Sul piano terapeutico, l’approccio è personalizzato e basato su gravità clinica, rischio del paziente e meccanismo della disfunzione.
Università del Piemonte Orientale
Azienda Ospedaliero Universitaria Maggiore della Ca**tà