Cardiologia Novara

Cardiologia Novara La Cardiologia di Novara è al servizio dei cittadini da molti anni, centro di riferimento del Piemonte Orientale nella cura delle cardiopatie.

La Cardiologia di Novara, diretta dal Professor Giuseppe Patti , Professore Ordinario di Malattie dell'Apparato Cardiova...
11/04/2026

La Cardiologia di Novara, diretta dal Professor Giuseppe Patti , Professore Ordinario di Malattie dell'Apparato Cardiovascolare e Direttore del Dipartimento Toraco-Cardio-Vascolare dell'Ospedale Maggiore della Ca**tà di Novara, ha partecipato al Congresso CHANGE IN CARDIOLOGY 2026 a Torino, contribuendo con relazioni di elevato valore scientifico e casi clinici live di grande interesse.

Direttori Scientifici:
Dott. Giuseppe Musumeci
Prof. Giuseppe Patti
Prof. Italo Porto
Dott. Ferdinando Varbella

Università del Piemonte Orientale
Azienda Ospedaliero Universitaria Maggiore della Ca**tà
Change in Cardiology

Meeting di Cardiologia del 19/03/2026 presentato dal Dr. Francesco Sorrentino, con la supervisione del Prof. Giuseppe Pa...
25/03/2026

Meeting di Cardiologia del 19/03/2026 presentato dal Dr. Francesco Sorrentino, con la supervisione del Prof. Giuseppe Patti , Professore Ordinario di Malattie dell’Apparato Cardiovascolare all’Università del Piemonte Orientale e Direttore del Dipartimento Toraco-Cardio-Vascolare dell’A.O.U. Maggiore della Ca**tà di Novara.

Nuove evidenze nel trattamento del tromboembolismo venoso: COBRRA TRIAL.

Il tromboembolismo venoso è la terza causa più comune di eventi cardiovascolari acuti e di morte per cause cardiovascolari. Apixaban e rivaroxaban sono gli anticoagulanti orali più frequentemente impiegati nel trattamento del tromboembolismo venoso acuto. Tuttavia, persistevano incertezze riguardo alla possibile differenza di rischio emorragico tra i due farmaci. Per chiarire questo aspetto, è stato condotto uno studio internazionale prospettico, randomizzato, in aperto con valutazione in cieco degli endpoint, nel quale pazienti con embolia polmonare sintomatica o trombosi venosa profonda prossimale sono stati assegnati in rapporto 1:1 a trattamento con apixaban o rivaroxaban per 3 mesi. Apixaban è stato somministrato al dosaggio di 10 mg due volte al giorno per 7 giorni, seguito da 5 mg due volte al giorno; rivaroxaban al dosaggio di 15 mg due volte al giorno per 21 giorni, seguito da 20 mg una volta al giorno.
L’endpoint primario era rappresentato dal sanguinamento clinicamente rilevante, definito come composito di sanguinamento maggiore o sanguinamento non maggiore ma clinicamente rilevante secondo i criteri ISTH. Tra gli endpoint secondari è stata inclusa anche la mortalità per tutte le cause.
Sono stati randomizzati 2760 pazienti: 1370 nel gruppo apixaban e 1390 nel gruppo rivaroxaban. L’endpoint primario si è verificato in 44 pazienti (3,3%) trattati con apixaban e in 96 pazienti (7,1%) trattati con rivaroxaban, mostrando una significativa riduzione del rischio emorragico con apixaban (RR 0,46; IC 95% 0,33–0,65; p

Meeting di Cardiologia del 12 Febbraio 2026 presentato dalla Dott.ssa Virginia Klun, con la supervisione del Prof. Giuse...
25/02/2026

Meeting di Cardiologia del 12 Febbraio 2026 presentato dalla Dott.ssa Virginia Klun, con la supervisione del Prof. Giuseppe Patti , Professore Ordinario di Malattie dell’Apparato Cardiovascolare all’Università del Piemonte Orientale e Direttore del Dipartimento Toraco-Cardio-Vascolare dell’A.O.U. Maggiore della Ca**tà di Novara.

La disfunzione di protesi valvolare (prosthetic heart valve dysfunction, PHV) è una condizione rara ma potenzialmente letale, che richiede un inquadramento rapido e sistematico. Le cause includono disfunzione strutturale (lacerazione dei lembi, fibrosi/calcificazione, frattura o deformazione), disfunzione non strutturale (mismatch protesi–paziente, leak paravalvolari, panno), trombosi ed endocardite.
Sebbene l’identificazione eziologica possa essere complessa, definire la causa specifica è essenziale per impostare la strategia terapeutica più appropriata.
La metodica di prima linea è l’ecocardiogramma transtoracico e transesofageo 2D/3D, che consente la valutazione morfologico-funzionale della protesi attraverso parametri quali gradienti transvalvolari, effective or***ce area (EOA), doppler velocity index (DVI) e la ricerca di eventuali leak paravalvolari.
Le tecniche di imaging complementari comprendono TC cardiaca, RMN cardiaca, cinefluoroscopia e, in casi selezionati, 18-FDG PET/TC. In particolare, la TC cardiaca è utile nella diagnosi differenziale tra panno e trombo, mentre la cinefluoroscopia trova indicazione soprattutto nella valutazione delle protesi meccaniche.
Sul piano terapeutico, l’approccio è personalizzato e basato su gravità clinica, rischio del paziente e meccanismo della disfunzione.

Università del Piemonte Orientale
Azienda Ospedaliero Universitaria Maggiore della Ca**tà

Meeting di Cardiologia del 5 Febbraio 2026 presentato dal Dr. Luca Pescarmona , con la supervisione del Prof. Giuseppe P...
10/02/2026

Meeting di Cardiologia del 5 Febbraio 2026 presentato dal Dr. Luca Pescarmona , con la supervisione del Prof. Giuseppe Patti , Professore Ordinario di Malattie dell’Apparato Cardiovascolare all’Università del Piemonte Orientale e Direttore del Dipartimento Toraco-Cardio-Vascolare dell’A.O.U. Maggiore della Ca**tà di Novara.

Il cuore d’atleta è l’insieme di adattamenti fisiologici elettrici, morfologici e funzionali indotti dall’esercizio intenso, principalmente correlati a ipertono vagale e rimodellamento delle camere cardiache (ipertrofia ventricolare simmetrica e/o dilatazione).
Le principali alterazioni elettrocardiografiche parafisiologiche includono: bradicardia sinusale (FC >30/min), blocco atrio-ventricolare di I grado o II grado tipo Luciani-Wenckebach, ritmo atriale ectopico, aumento isolato del voltaggio del QRS e blocco di branca destro incompleto; in assenza di ulteriori elementi di sospetto, tali reperti non richiedono approfondimenti.
All’ecocardiogramma sono tipiche ipertrofia ventricolare sinistra iniziale, simmetrica e bilanciata e dilatazione ventricolare, in assenza di disfunzione sisto-diastolica.
Trattandosi di condizione parafisiologica, le modificazioni tendono a regredire con detraining (≥3 mesi), elemento rilevante nella diagnosi differenziale con cardiomiopatia ipertrofica, dilatativa, aritmogena e miocardio non compatto. L’anamnesi deve considerare tipo/volume di attività, familiarità per cardiomiopatie o morte improvvisa e sintomi.
In caso di reperti sospetti, è indicata valutazione con ECG ed ecocardiogramma. Se il quadro è suggestivo di cardiomiopatia, si raccomanda sospensione dell’attività sportiva e invio a percorso specialistico; se compatibile con cuore d’atleta, detraining con rivalutazione. In caso di mancata regressione o elevato sospetto, è opportuno considerare risonanza magnetica cardiaca.
Per l’idoneità agonistica, le linee guida COCIS 2023 prevedono la concessione nei pazienti con cardiomiopatia solo in casi altamente selezionati e previa valutazione in centri specialistici; nel cuore d’atleta, l’idoneità è concedibile in quanto condizione non patologica.

Università del Piemonte Orientale
Azienda Ospedaliero Universitaria Maggiore della Ca**tà

Meeting di Cardiologia del 08/01/2026 presentato dal Dr. Matteo Prinetti, con lasupervisione del Prof. Giuseppe Patti , ...
09/01/2026

Meeting di Cardiologia del 08/01/2026 presentato dal Dr. Matteo Prinetti, con la
supervisione del Prof. Giuseppe Patti , Professore Ordinario di Malattie dell’Apparato
Cardiovascolare all’Università del Piemonte Orientale e Direttore del Dipartimento Toraco-
Cardio-Vascolare dell’A.O.U. Maggiore della Ca**tà di Novara.

Lo shock cardiogeno è una sindrome clinica dovuta a disfunzione cardiaca primaria con ridotta gittata cardiaca e conseguente ipoperfusione tissutale. Nonostante i progressi diagnostici e terapeutici, è gravato da un’elevata mortalità precoce, ancora pari a circa il 40–50% nei primi 30 giorni.

È caratterizzato da severa compromissione della funzione cardiaca e dell’indice cardiaco, con ipotensione, iperlattacidemia e possibile evoluzione verso insufficienza multiorgano. Le principali cause includono forme correlate all’infarto miocardico acuto, forme non infartuali (scompenso acuto o acuto su cronico; miocarditi), cause secondarie non cardiache e shock postcardiotomico.
Un elemento centrale nella gestione è la fenotipizzazione in base al coinvolgimento ventricolare. Sebbene la disfunzione del ventricolo sinistro sia predominante, il coinvolgimento destro o biventricolare è frequente e richiede strategie terapeutiche dedicate. L’ecocardiografia bedside rappresenta lo strumento diagnostico di prima linea, mentre il monitoraggio emodinamico invasivo può essere utile in casi selezionati.

La terapia di supporto comprende un’attenta gestione metabolica e respiratoria, il monitoraggio del lattato, la tromboprofilassi e la nutrizione enterale precoce. La gestione dei fluidi deve essere individualizzata. Inotropi e vasopressori costituiscono un pilastro del trattamento: la noradrenalina è generalmente il vasopressore di riferimento, mentre la dobutamina è l’inotropo più utilizzato, pur in assenza di evidenze di riduzione della mortalità.

L’unica strategia con comprovato beneficio prognostico è il trattamento precoce della causa, in particolare la rivascolarizzazione immediata nello shock cardiogeno da infarto miocardico. L’utilizzo routinario di supporto meccanico della circolazione non ha dimostrato un beneficio sulla sopravvivenza, ma può essere considerato in pazienti selezionati, a fronte di un rischio significativo di complicanze.

In conclusione, la gestione dello shock cardiogeno richiede un approccio multidisciplinare basato su diagnosi tempestiva, fenotipizzazione accurata, trattamento eziologico precoce e uso selettivo delle terapie avanzate. Ulteriori studi sono necessari per migliorare la stratificazione dei pazienti e ridurre l’elevata mortalità associata a questa sindrome.

Università del Piemonte Orientale
Azienda Ospedaliero Universitaria Maggiore della Ca**tà

Indirizzo

Novara
28100

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Cardiologia Novara pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Lo Studio

Invia un messaggio a Cardiologia Novara:

Condividi