Dott.ssa Alessandra Rizzo

Dott.ssa Alessandra Rizzo Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Dott.ssa Alessandra Rizzo, Medicina e salute, Via San Pietro 16, Novara.

26/01/2026

Nel sospetto di plagiocefalia o asimmetrie craniche, in alcuni casi la misurazione strumentale permette di:
• quantificare l’asimmetria
• monitorare l’evoluzione nel tempo
• valutare l’efficacia del trattamento
• guidare le scelte cliniche in modo mirato

👶🏻Ogni numero va sempre letto nel contesto del bambino, del suo sviluppo motorio e della sua storia.





🍽️ Svezzamento e postura: un binomio fondamentaleQuando un bambino inizia l’alimentazione complementare, la postura non ...
16/01/2026

🍽️ Svezzamento e postura: un binomio fondamentale

Quando un bambino inizia l’alimentazione complementare, la postura non riguarda solo la comodità, ma influenza direttamente masticazione, deglutizione e sicurezza.

Da osteopata pediatrica con formazione in nutrizione, durante lo svezzamento osservo sempre anche come il bambino è seduto.

✔️ Un seggiolone adeguato favorisce una posizione stabile
✔️ Aiuta il controllo del tronco e della testa
✔️ Supporta una corretta gestione del cibo in bocca

🔎 Come scegliere il seggiolone?
Meglio un modello:
▫️ semplice, senza eccessive imbottiture
▫️ che permetta al bambino di stare attivo, non “incassato”
▫️ con appoggio dei piedi, fondamentale per la stabilità
▫️ facile da adattare alla crescita

👶 Una postura corretta sostiene lo sviluppo delle funzioni orali e rende il pasto un momento di apprendimento, non di stress.

📌 Ricorda: il seggiolone è uno strumento, non un contenitore.


Dott.ssa Alessandra Rizzo
Osteopata Pediatrica · Laureata in Nutrizione

14/01/2026

La torre Montessori permette al bambino di partecipare alla quotidianità in modo attivo e sicuro, restando all’altezza dell’adulto.

Osservare, lavarsi le mani, aiutare in cucina.
Non per “fare prima”, ma per fare insieme, seguendo i propri tempi.

È uno strumento che sostiene l’autonomia senza anticiparla: il bambino può salire, scendere, fermarsi, osservare e scegliere quando partecipare.

Un’esperienza che favorisce:
• partecipazione attiva
• coordinazione ed equilibrio
• fiducia nelle proprie capacità

Un supporto che accompagna il bambino nel fare, lasciandolo protagonista.

Quella che vedete nel video è una proposta di , disponibile anche in altre varianti sul loro sito.

Allattamento: non è mai un solo fattore! A volte l’attacco è corretto,eppure il dolore, la fatica o le difficoltà contin...
13/01/2026

Allattamento: non è mai un solo fattore!

A volte l’attacco è corretto,
eppure il dolore, la fatica o le difficoltà continuano.

Questo accade perché l’allattamento non dipende da un unico elemento,
ma dall’equilibrio tra neonato, mamma, relazione e contesto.

La suzione, la postura, le tensioni del bambino,
la produzione di latte e la sua regolazione sulla richiesta,
il vissuto materno, il tipo di parto, il supporto ricevuto:
tutto lavora insieme.

Per questo, quando qualcosa non torna,
ampliare lo sguardo fa davvero la differenza.

Non per cercare colpe,
ma per capire meglio cosa sta succedendo
e accompagnare la diade nel modo più adatto.

Se hai dubbi
o senti che qualcosa non torna,
scrivimi in direct.

08/01/2026

Un attacco corretto non è solo una questione di “posizione”,
ma di funzione, relazione e ascolto.

Se l’allattamento fa male, è un segnale da indagare, non da sopportare.

Ogni diade mamma–bambino è diversa:
a volte servono piccoli aggiustamenti, altre una valutazione più approfondita delle funzioni orali e posturali del neonato.

🤱L’obiettivo non è “resistere”,
ma costruire un allattamento efficace, confortevole e sostenibile nel tempo.

Se hai dubbi o semplicemente senti che qualcosa non torna, scrivimi in direct.

La diastasi addominale è la separazione dei muscoli retti dell’addome, quelli che si trovano al centro della pancia.Dura...
03/01/2026

La diastasi addominale è la separazione dei muscoli retti dell’addome, quelli che si trovano al centro della pancia.
Durante la gravidanza questo spazio si allarga in modo fisiologico per permettere la crescita del bambino.

Dopo il parto, nella maggior parte dei casi, i muscoli tendono gradualmente a riavvicinarsi.
Quando questo non accade, l’addome può perdere stabilità e non lavorare in modo efficace.

🌸Nei primi 2–3 mesi dopo il parto un addome ancora protruso può rientrare nella normalità
🌸Se però, dopo i 3–4 mesi, la pancia resta sporgente, morbida o “instabile”, è utile approfondire
🌸Non è solo una questione estetica: possono essere coinvolti postura, respirazione e pavimento pelvico

Ogni addome ha tempi e bisogni diversi, per questo non esistono esercizi validi per tutte.

Se hai dubbi o riconosci questi segnali, scrivimi in direct 💬: insieme possiamo capire il percorso più adatto a te.

Il 2025 ha reso simultaneo ciò che contava,lavorando per incastri.Una laurea magistrale, conseguita mentre una nuova vit...
31/12/2025

Il 2025 ha reso simultaneo ciò che contava,
lavorando per incastri.

Una laurea magistrale, conseguita mentre una nuova vita ridefiniva le priorità.

Una mamma che ha smesso di allattare,
toccando con mano quanto la fine dell’allattamento,
possa essere delicato tanto quanto l’avvio.

Una professionista che lavora, studia, si forma.

Un lavoro che continua a crescere, tra studio, formazione e pratica clinica.

Una formazione sul pavimento pelvico, scelta per integrare le mie competenze in ambito materno-infantile e poter seguire le donne nel pre e nel post partum in modo più completo.

Una donna che prova ad allenarsi, quando riesce,
perché l’esempio su sana alimentazione e movimento
viene prima della divulgazione,
e parlare di diastasi e pavimento pelvico
significa, prima di tutto,
prendersene cura.

Dentro questo intreccio
ho consolidato con chiarezza la mia direzione professionale
Accanto alle famiglie.

All’inizio di una nuova nascita,
quando tutto è fragile e potentissimo.
Nel momento dello svezzamento,
quando le domande superano le certezze.
Nella prevenzione,
quando intervenire presto
significa accompagnare meglio.

Perché ogni famiglia attraversa dei passaggi,
anche quando non è facile riconoscerli.

È in questi passaggi che scelgo di esserci.

Grazie alle famiglie che hanno condiviso con me un tratto di strada,
e a quelle che stanno per iniziarlo.

Il ciuccio può essere uno strumento utile,ma non è mai “giusto” o “sbagliato” in assoluto.Fa la differenza quando lo int...
29/12/2025

Il ciuccio può essere uno strumento utile,
ma non è mai “giusto” o “sbagliato” in assoluto.
Fa la differenza quando lo introduciamo, come lo scegliamo e quando iniziamo a ridurlo.

⏳ Non introdurlo prima che l’allattamento sia ben avviato
In genere si consiglia di aspettare almeno 3–4 settimane (circa 40 giorni) dopo la nascita prima di proporre il ciuccio, soprattutto nelle famiglie che allattano al seno – questo aiuta a consolidare l’attacco e la produzione lattea prima di aggiungere nuove variabili. 

🧭 In sintesi:
• Nei primi mesi, può aiutare a calmarsi e sostenere l’autoregolazione
• Tra il secondo anno di vita è utile iniziare una riduzione graduale
• Entro i 2–3 anni è preferibile accompagnare verso l’eliminazione

👶 Ogni bambino ha i suoi tempi.
🤍 La gradualità e il rispetto sono sempre più efficaci delle forzature.

Dott.ssa Alessandra Rizzo
Osteopata Pediatrica

27/12/2025

Il reflusso è molto frequente nei primi mesi di vita e, nella maggior parte dei casi, rientra nella normale fisiologia del neonato.
In alcuni bambini, però, può associarsi a segni di disagio che meritano attenzione, soprattutto quando coinvolgono la crescita.

La mia formazione osteopatica e clinico-sanitaria mi permette di affiancarmi al pediatra, riconoscere i segnali che richiedono attenzione medica e inserire il trattamento osteopatico all’interno di un percorso sicuro e condiviso.

“Se non fai il bravo, niente cartoni.”“Se continui così, niente regali.”Frasi comuni.Intenzioni buone.Risultato? Non fun...
26/12/2025

“Se non fai il bravo, niente cartoni.”
“Se continui così, niente regali.”

Frasi comuni.
Intenzioni buone.
Risultato? Non funzionano.

A 2 anni il cervello del bambino non ragiona come quello di un adulto.
Il ricatto richiede autocontrollo, attesa, causa–effetto.
Tutte competenze che non sono ancora mature.

Ecco perché, a questa età,
i ricatti non educano: confondono.

〰️Scorri il carosello per capire cosa succede davvero
e cosa funziona di più con un bimbo di 2 anni.

Il tummy time è fondamentale per lo sviluppo motorio: aiuta a prevenire la plagiocefalia posizionale, rafforza il contro...
20/12/2025

Il tummy time è fondamentale per lo sviluppo motorio: aiuta a prevenire la plagiocefalia posizionale, rafforza il controllo del capo, stimola la vista, l’equilibrio e prepara il corpo ai futuri movimenti come il rotolamento e il gattonamento.

Ma cosa succede se il tuo bimbo proprio non lo sopporta?
È una situazione molto più comune di quanto pensi! Alcuni bambini si innervosiscono subito, resistono pochi secondi o piangono appena li si mette a pancia in giù.

La regola d’oro è: non forzarlo.
Esistono modi più dolci e graduali per accompagnarlo, rispettando i suoi tempi e la sua sensibilità.

Se invece noti segnali come:
• la testa sempre girata da un lato,
• difficoltà a sostenerla anche per pochi secondi,
• rifiuto costante della posizione prona, rigidità.

…potrebbe esserci una piccola tensione o asimmetria da approfondire.

Una valutazione osteopatica pediatrica può aiutarti a capire la causa e a rendere il tummy time più sereno ed efficace.

Indirizzo

Via San Pietro 16
Novara
28100

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