15/04/2026
Sicurezza stradale: orgogliosi del nostro concittadino
Perdere entrambi i fratelli in un incidente stradale e nove anni dopo essere scelto da Harvard per aver sviluppato una app sulla sicurezza stradale. È la storia di Giovanni Pintor, ventinovenne sardo (di Nuoro) la cui idea di startup, Nepo, è stata selezionata dal prestigioso ateneo come la migliore tra 80 proposte.
Francesco Pintor e Matteo Pintor avevano 23 e 16 anni. Il più grande studiava alla LUISS a Roma, il più piccolo era al Liceo a Nuoro ed era una promessa del basket. Il giorno di Natale del 2017 erano in macchina insieme al cugino Alessandro Satta e al terzo fratello Giovanni Pintor che all’epoca aveva 20 anni. I 4 andavano al pranzo di Natale, a casa della nonna. All’altezza del chilometro 64 della SS 129 sarda, in un tratto di strada tristemente noto come la ‘curva della morte’, la Ford Fiesta sbanda, la velocità non è alta ma l’impatto è terrificante. Il guardrail infilza la macchina: Francesco e Matteo muoiono sul colpo. Giovanni ricorda quel giorno come fosse ieri: “Era una bella giornata, eravamo tutti sobri e stavamo raggiungendo il resto della famiglia per il pranzo di Natale a Pattada (comune non distante da Nuoro ndr). Ho negli occhi mio cugino che guidava e quella strada fatta centinaia di volte. Poi la sbandata all’altezza della curva. La velocità era talmente ridotta che in quel momento il mio pensiero è stato per mia madre che si sarebbe arrabbiata per il ritardo al pranzo. Poi il buio.”
Il guardrail che avrebbe dovuto attutire l’impatto si trasforma in una lama mortale e per Francesco e Matteo non c'è nulla da fare. La cosiddetta curva della morte è tra le arterie con più alta incidentalità dell’isola secondo i report ISTAT. La tragedia scuote la comunità, ai funerali centinaia di persone chiedono giustizia. Perché non si può morire così, perché non sempre la responsabilità ricade su chi guida. Ed è proprio questa la riflessione principale che costruisce il percorso di vita di Giovanni: “Se quel guardrail fosse stato a norma i miei fratelli sarebbero ancora vivi?”
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di Paolo Mura