Dott.ssa Federica Rais

Dott.ssa Federica Rais Psicologa, esperta in Neuropsicologia dell’età adulta e dell’anziano. Tutor DSA e BES. Supporto psicologico per bambini, adolescenti e adulti.

Quando è utile fare una valutazione neuropsicologica? L’avanzare dell’età porta con sé diversi cambiamenti che sono inev...
04/03/2026

Quando è utile fare una valutazione neuropsicologica?

L’avanzare dell’età porta con sé diversi cambiamenti che sono inevitabili. Quando questi non permettono più alla persona di provvedere alle proprie necessità e non garantiscono uno stato di benessere, si parla di invecchiamento patologico.

È importante però distinguere tra i normali cambiamenti legati all’età e i segnali che potrebbero indicare un decadimento cognitivo. Una valutazione neuropsicologica è utile quando si osservano difficoltà persistenti che interferiscono con la vita quotidiana.

Ad esempio:
• Difficoltà di memoria che vanno oltre le comuni “dimenticanze” (es. ripetere più volte le stesse domande, dimenticare appuntamenti importanti).
• Problemi di orientamento nel tempo o nello spazio.
• Difficoltà nel gestire attività abituali come pagamenti, uso del telefono o assunzione dei farmaci.
• Cambiamenti nel linguaggio (fatica a trovare le parole) o nel ragionamento.
• Modificazioni del comportamento o della personalità.

La valutazione non serve solo a fare diagnosi, ma soprattutto a fare chiarezza. Intervenire precocemente può fare la differenza nel rallentare un eventuale decadimento e nel preservare il più possibile l’autonomia e il benessere.

Prendersi cura di qualcuno che amiamo può diventare, nel tempo, un peso silenzioso.Un peso fatto di stanchezza, stress, ...
02/02/2026

Prendersi cura di qualcuno che amiamo può diventare, nel tempo, un peso silenzioso.
Un peso fatto di stanchezza, stress, senso di colpa, paura di non fare mai abbastanza e preoccupazione.

Si parla di burden del caregiver, ed è una vera e propria sindrome che indica l’elevata incombenza cui si trovano a far fronte le persone che forniscono assistenza diretta.

Chi si prende cura spesso dimentica di avere bisogno, a sua volta, di essere sostenuto.
Eppure prendersi cura di sé non è un atto egoistico ma una condizione necessaria per continuare a prendersi cura dell’altro senza perdersi.

Quando è stata l’ultima volta che ti sei fermata/o ad ascoltare come stai davvero?💛

Molto spesso sentiamo parlare di caregiver, ma cosa intendiamo con questo termine?Il termine caregiver indica “colui che...
22/01/2026

Molto spesso sentiamo parlare di caregiver, ma cosa intendiamo con questo termine?

Il termine caregiver indica “colui che presta cure e assistenza”.
Quando si parla di caregiver ci si riferisce ad una persona, generalmente un familiare, che ha un ruolo attivo nella cura e nella gestione del paziente.

Si distinguono due tipi di caregiver:

Caregiver formale: si riferisce sia a figure professionali che lavorano nella sanità per esempio operatori sociosanitari, educatori, psicologi, infermieri, fisioterapisti, sia a badanti, che forniscono assistenza giornaliera in cambio di una retribuzione economica. Generalmente i
caregiver formali hanno svolto studi attinenti all’area socio-assistenziale.

Caregiver informale: è costituita da parenti o amici del paziente, che spesso convivono con esso e svolgono assistenza a titolo gratuito o
volontario in un contesto privato e senza una specifica e adeguata formazione.

La figura del caregiver riveste un ruolo fondamentale nella cura del malato, ma purtroppo, il prendersi cura dell’altro comporta dei costi sia a livello fisico che mentale.

Ciao a tutti,dopo un lungo periodo di pausa su questa pagina, torno per condividere ciò che è stato, e continua a essere...
10/01/2026

Ciao a tutti,
dopo un lungo periodo di pausa su questa pagina, torno per condividere ciò che è stato, e continua a essere, frutto del mio percorso di formazione e di crescita professionale.

14/09/2022

Organizziamo lo studio nella Dislessia e DSA.

Come sappiamo i bambini e gli studenti con Dislessia e DSA, hanno difficoltà nella lettura. Dunque appare utile aiutarli con altri canali oltre quello delle “parole”, traducendo queste parole in immagini o colori.

Un modo può essere effettuato andando ad utilizzare delle Carpettine colorate in cui all’interno mettiamo i quaderni e di libri di ogni singola disciplina.

In questa maniera il bambino con lo studente proveranno subito il materiale. Per lo zaino dell’indomani, per fare i compiti, eccetera.

In modo tale da far diminuire lo stress della lettura per cercare i quaderni o i libri che gli serviranno.

08/06/2022

Da ricordare ⭐️

Spesso, erroneamente, si pensa che un bambino con DSA abbia un quoziente intellettivo inferiore alla media ma, non è aff...
26/05/2022

Spesso, erroneamente, si pensa che un bambino con DSA abbia un quoziente intellettivo inferiore alla media ma, non è affatto così. Infatti, il QI dei bambini con diagnosi di disturbo specifico dell'apprendimento è nella norma o superiore alla media.

Cosa vogliamo dire con questo post?
Che una persona con dislessia è intelligente.
Che per esservi una diagnosi di Dislessia l'intelligenza è dalla norma in su.
Purtroppo è sempre il caso di ricordarlo e farlo conoscere, perchè in tutti gli ambiti, ancora, sono presenti molti pregiudizi e false credenze.
Grazie :)

Di cosa si occupa il Tutor? 👩🏻‍🏫Quando parliamo di Tutor ci riferiamo ad una figura che ha acquisito metodologie didatti...
23/02/2022

Di cosa si occupa il Tutor? 👩🏻‍🏫

Quando parliamo di Tutor ci riferiamo ad una figura che ha acquisito metodologie didattiche specifiche per poter promuovere e favorire l'apprendimento del bambino o del ragazzo con DSA.
Il Tutor affianca l'alunno in modo continuativo durante il percorso scolastico con l'obiettivo di renderlo autonomo.

Esso aiuta a sviluppare un metodo di studio efficace idoneo a quelle che sono le necessità e potenzialità. Questo favorisce anche un accrescimento dell'autostima e dell'autoefficacia che molto spesso vengono meno proprio perché il bambino o il ragazzo di fronte a tantissimi sforzi non riesce a raggiungere un buon risultato scolastico senza considerare tutte le volte che viene etichettato come "pigro".

Per cui il Tutor NON è ne un insegnante di sostegno ne tanto meno un aiuto compiti o doposcuola.

*PDP Il PDP è il piano didattico personalizzato. Esso parte dalla diagnosi di DSA o altre certificazioni. Nel PDP vengon...
03/12/2021

*PDP

Il PDP è il piano didattico personalizzato.
Esso parte dalla diagnosi di DSA o altre certificazioni.
Nel PDP vengono indicati gli obiettivi minimi se concordati, per alcune materie, la metodologia didattica, le modalità di verifica, i criteri di valutazione e le indicazioni in merito agli strumenti compensativi e le misure dispensative.
Questo documento accompagna lo studente per tutto il percorso ed è indispensabile che venga redatto all'inizio di ogni anno.

⚠️ È bene sottolineare che il PDP non semplifica i compiti all'alunno ma costituisce un punto di partenza affinché possa raggiungere gli obiettivi scolastici prefissati.

* DISCALCULIA La discalculia è la difficoltà nell'elaborazione del numero e nell'acquisizione delle procedure del calcol...
25/11/2021

* DISCALCULIA

La discalculia è la difficoltà nell'elaborazione del numero e nell'acquisizione delle procedure del calcolo.
Le difficoltà si evidenziano sia a livello scolastico che nelle vita quotidiana.
A livello scolastico l'alunno avrà difficoltà a:
- riconoscere simboli matematici;
- applicare strategie di calcolo a mente;
- procedure di calcolo scritto quali incolonnamento, riporto e prestito;
- Scrittura di numeri;
- Soluzione di problemi.

Le difficoltà nella vita quotidiana:
- Utilizzare i quantificatori temporali;
- L'uso del denaro.

* DISORTOGRAFIALa disortografia è la difficoltà nel passaggio dalla forma verbale a quella scritta cioè nello scrivere c...
22/11/2021

* DISORTOGRAFIA

La disortografia è la difficoltà nel passaggio dalla forma verbale a quella scritta cioè nello scrivere correttamente dal punto di vista grammaticale.
Gli errori tipici:
- Omissioni di lettere o sillabe;
- Inversioni di lettere o sillabe;
- Sostituzione di grafemi simili per forma e/o suono;
- Doppie, accenti, H;
- Riconoscimento di gruppi di sillabe complesse (CH- GH- GN- GL- CIE- CIA).

Come aiutare il bambino? È utile fargli scrivere tante volte la parola in questione per aiutarlo a memorizzare la forma corretta? NO.
In alternativa, potremmo evidenziare le parole scritte da lui correttamente e in questo modo, si sentirà gratificato e stimolato.

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