Marco D'Anna Psicologo

Marco D'Anna Psicologo Consulenze psicologiche, psicoterapeutiche e neuropsicologiche ...abbracciare la vita e vivere con passione. (Charlie Chaplin)

Allerta meteo e memoria: perché il cervello riaccende la paura (e come spegnerla).In queste ore di allerta meteo, molti ...
18/01/2026

Allerta meteo e memoria: perché il cervello riaccende la paura (e come spegnerla).

In queste ore di allerta meteo, molti di noi a Olbia sentono un’ansia che sembra sproporzionata. Se ti capita di sussultare al rumore della pioggia o di sentire un nodo allo stomaco, sappi che c’è una spiegazione neurobiologica precisa. Non stai "esagerando": il tuo cervello sta facendo il suo lavoro.

🧠 Cosa succede nel cervello (Neuropsicologia) Chi ha vissuto il trauma del 2013 conserva quelle memorie non solo nella mente, ma nel corpo. Di fronte a trigger come il cielo scuro o l'allerta della Protezione Civile, la tua amigdala (la sentinella del pericolo nel cervello) si attiva immediatamente, bypassando la corteccia prefrontale (la parte razionale). In pratica, il cervello lancia un falso allarme: reagisce come se il pericolo del 2013 fosse qui e ora, inondando il corpo di cortisolo e adrenalina. È una risposta di sopravvivenza, ma oggi possiamo imparare a regolarla.

🛠 Cosa possiamo fare (Strategie Cognitivo-Comportamentali) Per abbassare questo stato di iperattivazione, possiamo usare alcune tecniche pratiche:

Stop alla "Catastrofizzazione" (Ristrutturazione Cognitiva) La mente sotto stress tende a immaginare subito lo scenario peggiore.

Il pensiero automatico: "Succederà di nuovo come quella volta, siamo in pericolo."

L'intervento: Fermati e chiediti: "Ho prove certe che stia accadendo ora? O è la mia paura che parla?". Distingui ciò che è possibile da ciò che è probabile. Oggi siamo più preparati e monitorati rispetto al passato.

Tecnica del Grounding (Ancoraggio) Se senti che l'ansia ti scollega dalla realtà, usa i sensi per tornare nel presente e dire all'amigdala che sei al sicuro.

Metti i piedi ben piantati a terra.

Guardati intorno e nomina: 5 cose che vedi, 4 che puoi toccare, 3 rumori che senti (diversi dalla pioggia). Questo riattiva la parte razionale del cervello.

Controllo degli Stimoli L'esposizione continua alle notizie (doomscrolling) rinforza il senso di minaccia. Datti una regola: controlla gli aggiornamenti solo sui canali ufficiali (Comune, Protezione Civile) e solo a orari prestabiliti (es. ogni 3 ore), non continuamente.

Siamo una comunità che ha sofferto, ma che ha anche sviluppato resilienza. Prendetevi cura della vostra sicurezza fisica, ma anche di quella emotiva.

Un abbraccio

Il lutto che colpisce una comunità intera, specialmente quando tocca i più giovani, risuona in ognuno di noi.Oggi non sc...
09/01/2026

Il lutto che colpisce una comunità intera, specialmente quando tocca i più giovani, risuona in ognuno di noi.
Oggi non scrivo come professionista, ma come persona che osserva sgomenta quanto accaduto a Crans-Montana.
Il dolore di quelle famiglie è immenso e merita il massimo rispetto e delicatezza.
Accendiamo una luce nel buio, restando uniti nel cordoglio.

Spesso, nel mio lavoro, noto quanto sia forte la pressione sociale del dover essere subito "operativi" e "performanti" a...
06/01/2026

Spesso, nel mio lavoro, noto quanto sia forte la pressione sociale del dover essere subito "operativi" e "performanti" appena finite le feste. Sembra quasi vietato sentirsi stanchi.

Eppure, la mente ha i suoi ritmi, che non sempre coincidono con quelli del calendario. 🗓️

Forse il vero buon proposito per questo inizio anno non è aggiungere impegni, ma imparare a rispettare il proprio ritmo interiore. Concediamoci il diritto di riprendere fiato prima di riprendere la corsa.

Siamo al 4 gennaio: i tuoi buoni propositi sono ancora vivi?​C'è una statistica (un po' crudele) che dice che la maggior...
03/01/2026

Siamo al 4 gennaio: i tuoi buoni propositi sono ancora vivi?

​C'è una statistica (un po' crudele) che dice che la maggior parte dei "buoni propositi" di Capodanno viene abbandonata entro la seconda settimana di gennaio.
Se senti già la fatica o il senso di colpa per non aver iniziato quella dieta o quel progetto al 100%, fermati un attimo. Respira. 😮‍💨
​La psicologia ci insegna che la mentalità del "Tutto o Niente" è la nemica numero uno del cambiamento. Pensare "Anno nuovo, vita nuova" è una trappola: siamo le stesse persone del 31 dicembre, con le stesse paure e le stesse risorse. E va bene così.
​Invece di stilare una lista di DOVERI rigidi che ti fanno sentire inadeguato/a, prova a scegliere una Direzione.
​❌ Non: "Quest'anno devo andare in palestra 5 volte a settimana".
✅ Ma: "Quest'anno voglio prendermi cura del mio corpo perché lo merito".
​Il cambiamento vero non è uno sprint che parte il 1° gennaio. È una maratona fatta di piccoli passi imperfetti.
​💬 Dimmelo nei commenti:
Qual è una piccola cosa gentile che puoi fare per te oggi, invece di importi un obiettivo gigante? 👇

25/10/2025
Esami di (im)maturitàOgni anno, con l’arrivo dell’Esame di Stato, la scuola si trasforma in un luogo di attesa e tension...
25/06/2025

Esami di (im)maturità
Ogni anno, con l’arrivo dell’Esame di Stato, la scuola si trasforma in un luogo di attesa e tensione, di concentrazione e speranza. E poi, finalmente, arriva il momento: il colloquio si conclude. Le porte si aprono. La tensione si scioglie. È il tempo della festa.

All’uscita, tra gli abbracci e le lacrime di sollievo, esplodono i coriandoli. Si stappa lo spumante. Si urla di gioia. E va bene così: la conclusione di un percorso va celebrata.

Il problema, però, è ciò che resta dopo.

Sul marciapiede, davanti all’ingresso dell’istituto, restano bottiglie vuote, cartoni zuppi di dolci portati all’ultimo momento, i cilindri dei cannoncini spara coriandoli, pezzi di plastica, vetro e carta sparsi ovunque. Una scena che – a volerla guardare bene – ha poco a che fare con la maturità.

Festa sì, ma con rispetto
È giusto festeggiare. È bello farlo insieme. Ma è anche doveroso ricordare che la scuola, oltre a essere il teatro della prova finale, è un luogo che appartiene a tutti. Docenti, studenti, personale, famiglie.

Lasciare rifiuti ovunque – a volte non solo da parte dei ragazzi, ma anche di alcuni genitori – è un gesto che parla chiaro: dice che l’euforia ha preso il posto della responsabilità. Dice che l’importanza del momento non è stata capita fino in fondo.

Il segno che lasciamo
La maturità vera non si misura con un voto. Si riconosce nei gesti: raccogliere i resti della propria festa, pensare a chi verrà dopo, onorare il luogo in cui si è cresciuti.
Non serve molto: un sacco della spazzatura, un gesto condiviso, una piccola attenzione.

Sono questi i dettagli che fanno la differenza tra una gioia consapevole e una festa che si trasforma in incuria.

Un invito gentile, ma fermo
Questo articolo non vuole accusare, ma invitare alla riflessione. Perché i gesti raccontano più delle parole. E se davvero vogliamo celebrare la fine di un percorso con orgoglio, facciamolo lasciando una traccia pulita, rispettosa, degna di ciò che siamo diventati.

Festeggiamo. Abbracciamoci. Ridiamo. Ma non dimentichiamo dove siamo. La scuola ci ha dato tanto. Restituirle cura e rispetto, anche in un giorno speciale, è il segno più vero… di maturità.

12/05/2025

“Mio figlio non studia da solo” — E se fosse il cervello a spiegare perché?

Molti genitori si lamentano: “Mio figlio ha 14 anni, ma devo ancora stargli dietro per farlo studiare.”
Ma è davvero solo questione di volontà o di “pigrizia”?
La risposta, in realtà, è scritta nel cervello.

Durante l’adolescenza, la parte del cervello che ci permette di pianificare, organizzare, gestire le distrazioni e controllare gli impulsi — la corteccia prefrontale — è ancora in fase di sviluppo.
Queste abilità si chiamano funzioni esecutive e maturano completamente solo verso i 20-25 anni.

È come se gli adolescenti avessero un motore potente (le emozioni, le energie, il desiderio di libertà) ma con i freni ancora deboli. Ecco perché faticano ad essere autonomi nello studio, nella gestione del tempo, nelle decisioni quotidiane.

In questo scenario, il ruolo dei genitori non è quello di “controllori”, ma di guide temporanee. Il loro supporto — se flessibile, rispettoso e motivante — può fare da “scaffolding”, ovvero da impalcatura temporanea per aiutare i figli a costruire, nel tempo, la propria autonomia.

Non è ipercontrollo, né deresponsabilizzazione: è educazione neuro-compatibile.
Chi lavora a contatto con adolescenti (come insegnanti, psicologi o educatori) lo sa bene: dietro la fatica a concentrarsi o a studiare c’è un cervello in costruzione.

Comprendere questo non giustifica tutto, ma cambia lo sguardo.
Perché prima di dire “non si impegna”, potremmo chiederci: “Ha gli strumenti per farlo da solo?”

Consulenze psicologiche, psicoterapeutiche e neuropsicologiche

"Spesso dimentichiamo che prenderci cura di noi stessi è un atto di amore verso la nostra mente e il nostro corpo. Conce...
08/01/2025

"Spesso dimentichiamo che prenderci cura di noi stessi è un atto di amore verso la nostra mente e il nostro corpo. Concedersi del tempo per riflettere, rilassarsi e ascoltare i propri bisogni non significa essere egoisti, ma investire nel proprio benessere. È nei piccoli gesti quotidiani che possiamo ritrovare l'equilibrio e costruire una vita più soddisfacente. Oggi, più che mai, scegli te stesso. 🌿✨"

"Voglio parlarvi di un’esperienza che mi ha sempre affascinato: lo stato di flusso, o Flow State. È quella sensazione un...
03/01/2025

"Voglio parlarvi di un’esperienza che mi ha sempre affascinato: lo stato di flusso, o Flow State. È quella sensazione unica in cui ti immergi completamente in un’attività, tanto da perdere la cognizione del tempo. La prima volta che l’ho vissuta? Probabilmente da bambino, mentre pescavo, volavo o andavo in bici. Passavo ore senza rendermene conto, ed era come se il tempo volasse via, lasciandomi solo il piacere puro del momento.

Per me, il parapendio è uno degli esempi più chiari di questa esperienza. Da fuori potrebbe sembrare uno sport dominato dall’adrenalina, ma in realtà, una volta acquisita esperienza, diventa qualcosa di molto diverso. Non si tratta di correre rischi inutili, ma di prendere decisioni con calma e consapevolezza. Quando voli, devi essere completamente concentrato: osservi il cielo, senti il vento, leggi il terreno sotto di te. È una connessione totale con l’ambiente, e questa immersione ti permette di raggiungere quello stato di flusso, dove tutto il resto svanisce.

Lo stesso vale per la pesca a mosca. Anche qui, non si tratta solo di pescare, ma di essere immersi nella natura, rispettando l’ecosistema, osservando il comportamento del pesce e adattandoti al contesto. In entrambe le attività, il bello è proprio questa connessione profonda con ciò che ti circonda, che ti costringe a essere presente, completamente nel momento.

Quello che rende speciale il Flow State è che non lo puoi attivare come un interruttore. Però puoi creare le condizioni giuste per raggiungerlo. Ad esempio, se un’attività è troppo facile, ti annoi; se è troppo difficile, diventa stressante. Nel parapendio, volare in condizioni estreme è una pessima idea, ma anche un volo troppo tranquillo alla fine ti stanca. Il segreto è trovare quel punto di equilibrio perfetto, quella sfida che ti stimola ma che rimane gestibile.

Nella nostra vita moderna, sempre connessi ai social e sommersi da notifiche, penso che il Flow State sia qualcosa di prezioso. È un momento raro in cui ti liberi dalle distrazioni e sei totalmente concentrato su ciò che stai facendo. È una pausa dai ritmi frenetici e dai pesi della quotidianità.

Mi sono chiesto spesso perché torniamo a fare queste attività, come il parapendio. Non ci servono per sopravvivere, eppure c’è qualcosa che ci spinge a volerle vivere ancora e ancora. Credo che sia proprio il Flow State. Quella sensazione di essere immersi nel presente, di fare qualcosa per il puro piacere di farlo.

Se non avete mai sperimentato qualcosa di simile, vi invito a cercarlo. Trovate un’attività che vi coinvolga, che vi sfidi e che vi permetta di essere completamente nel momento. Per me, è una delle sensazioni più appaganti che si possano provare, una vera fuga dalle pressioni quotidiane e un modo per riscoprire cosa significa essere vivi."
"Voglio parlarvi di un’esperienza che mi ha sempre affascinato: lo stato di flusso, o Flow State. È quella sensazione unica in cui ti immergi completamente in un’attività, tanto da perdere la cognizione del tempo. La prima volta che l’ho vissuta? Probabilmente da bambino, mentre pescavo, volavo o andavo in bici. Passavo ore senza rendermene conto, ed era come se il tempo volasse via, lasciandomi solo il piacere puro del momento.

Per me, il parapendio è uno degli esempi più chiari di questa esperienza. Da fuori potrebbe sembrare uno sport dominato dall’adrenalina, ma in realtà, una volta acquisita esperienza, diventa qualcosa di molto diverso. Non si tratta di correre rischi inutili, ma di prendere decisioni con calma e consapevolezza. Quando voli, devi essere completamente concentrato: osservi il cielo, senti il vento, leggi il terreno sotto di te. È una connessione totale con l’ambiente, e questa immersione ti permette di raggiungere quello stato di flusso, dove tutto il resto svanisce.

Lo stesso vale per la pesca a mosca. Anche qui, non si tratta solo di pescare, ma di essere immersi nella natura, rispettando l’ecosistema, osservando il comportamento del pesce e adattandoti al contesto. In entrambe le attività, il bello è proprio questa connessione profonda con ciò che ti circonda, che ti costringe a essere presente, completamente nel momento.

Quello che rende speciale il Flow State è che non lo puoi attivare come un interruttore. Però puoi creare le condizioni giuste per raggiungerlo. Ad esempio, se un’attività è troppo facile, ti annoi; se è troppo difficile, diventa stressante. Nel parapendio, volare in condizioni estreme è una pessima idea, ma anche un volo troppo tranquillo alla fine ti stanca. Il segreto è trovare quel punto di equilibrio perfetto, quella sfida che ti stimola ma che rimane gestibile.

Nella nostra vita moderna, sempre connessi ai social e sommersi da notifiche, penso che il Flow State sia qualcosa di prezioso. È un momento raro in cui ti liberi dalle distrazioni e sei totalmente concentrato su ciò che stai facendo. È una pausa dai ritmi frenetici e dai pesi della quotidianità.

Mi sono chiesto spesso perché torniamo a fare queste attività, come il parapendio. Non ci servono per sopravvivere, eppure c’è qualcosa che ci spinge a volerle vivere ancora e ancora. Credo che sia proprio il Flow State. Quella sensazione di essere immersi nel presente, di fare qualcosa per il puro piacere di farlo.

Se non avete mai sperimentato qualcosa di simile, vi invito a cercarlo. Trovate un’attività che vi coinvolga, che vi sfidi e che vi permetta di essere completamente nel momento. Per me, è una delle sensazioni più appaganti che si possano provare, una vera fuga dalle pressioni quotidiane e un modo per riscoprire cosa significa essere vivi."
"Voglio parlarvi di un’esperienza che mi ha sempre affascinato: lo stato di flusso, o Flow State. È quella sensazione unica in cui ti immergi completamente in un’attività, tanto da perdere la cognizione del tempo. La prima volta che l’ho vissuta? Probabilmente da bambino, mentre pescavo, volavo o andavo in bici. Passavo ore senza rendermene conto, ed era come se il tempo volasse via, lasciandomi solo il piacere puro del momento.

Per me, il parapendio è uno degli esempi più chiari di questa esperienza. Da fuori potrebbe sembrare uno sport dominato dall’adrenalina, ma in realtà, una volta acquisita esperienza, diventa qualcosa di molto diverso. Non si tratta di correre rischi inutili, ma di prendere decisioni con calma e consapevolezza. Quando voli, devi essere completamente concentrato: osservi il cielo, senti il vento, leggi il terreno sotto di te. È una connessione totale con l’ambiente, e questa immersione ti permette di raggiungere quello stato di flusso, dove tutto il resto svanisce.

Lo stesso vale per la pesca a mosca. Anche qui, non si tratta solo di pescare, ma di essere immersi nella natura, rispettando l’ecosistema, osservando il comportamento del pesce e adattandoti al contesto. In entrambe le attività, il bello è proprio questa connessione profonda con ciò che ti circonda, che ti costringe a essere presente, completamente nel momento.

Quello che rende speciale il Flow State è che non lo puoi attivare come un interruttore. Però puoi creare le condizioni giuste per raggiungerlo. Ad esempio, se un’attività è troppo facile, ti annoi; se è troppo difficile, diventa stressante. Nel parapendio, volare in condizioni estreme è una pessima idea, ma anche un volo troppo tranquillo alla fine ti stanca. Il segreto è trovare quel punto di equilibrio perfetto, quella sfida che ti stimola ma che rimane gestibile.

Nella nostra vita moderna, sempre connessi ai social e sommersi da notifiche, penso che il Flow State sia qualcosa di prezioso. È un momento raro in cui ti liberi dalle distrazioni e sei totalmente concentrato su ciò che stai facendo. È una pausa dai ritmi frenetici e dai pesi della quotidianità.

Mi sono chiesto spesso perché torniamo a fare queste attività, come il parapendio. Non ci servono per sopravvivere, eppure c’è qualcosa che ci spinge a volerle vivere ancora e ancora. Credo che sia proprio il Flow State. Quella sensazione di essere immersi nel presente, di fare qualcosa per il puro piacere di farlo.

Se non avete mai sperimentato qualcosa di simile, vi invito a cercarlo. Trovate un’attività che vi coinvolga, che vi sfidi e che vi permetta di essere completamente nel momento. Per me, è una delle sensazioni più appaganti che si possano provare, una vera fuga dalle pressioni quotidiane e un modo per riscoprire cosa significa essere vivi."

The Triglav National Park and its surrounding areas in Slovenia are the perfect playground for paragliding and fly fishing. This short film follows an explor...

01/01/2025

“Ogni anno ci insegna qualcosa. Impara dal 2024, progetta il 2025. Sii il cambiamento che vuoi vedere nella tua vita.”

https://www.instagram.com/reel/C_8PXX7JZre/?utm_source=ig_web_button_share_sheet&igsh=MzRlODBiNWFlZA=="Le attività piace...
15/09/2024

https://www.instagram.com/reel/C_8PXX7JZre/?utm_source=ig_web_button_share_sheet&igsh=MzRlODBiNWFlZA=="Le attività piacevoli sono una parte fondamentale della terapia cognitivo comportamentale. Si tratta di azioni che ci fanno sentire bene e che contribuiscono al nostro benessere psicologico a lungo termine. Queste attività non sono scelte a caso, ma hanno lo scopo di aiutarci a ristabilire un equilibrio tra doveri e piaceri, migliorando il nostro umore e riducendo i livelli di stress. Possono includere attività come fare esercizio fisico, coltivare hobby creativi, o dedicare del tempo a relazioni significative.

Ma spesso si confonde un'attività piacevole con una semplice distrazione. Ecco la differenza: una distrazione è qualcosa che ci permette di evitare o allontanarci dai nostri pensieri per un po', come guardare la TV o passare il tempo sui social. È utile nel breve termine, ma il sollievo è temporaneo e spesso superficiale.

Le attività piacevoli, invece, ci coinvolgono in modo attivo e ci portano soddisfazione. Non servono solo a passare il tempo, ma a farci sentire bene con noi stessi, favorendo uno stato di benessere che dura nel tempo. È per questo che nella terapia cognitivo comportamentale si dà tanta importanza a queste attività: ci aiutano a costruire un miglior equilibrio emotivo."

Chiusura: "Vuoi scoprire quali attività piacevoli possono fare la differenza per te? Contattami, e iniziamo questo percorso insieme."

Indirizzo

Via Dei Ginepri
Olbia
07026

Telefono

+393939466438

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