01/11/2020
💙💙
UNA STORIA MERAVIGLIOSA
Prendetevi due minuti di tempo.
E leggete fino alla fine.
La stagione è quella 2018-2019.
Il campionato è quello di Seconda categoria.
Tra fango, sudore e imprecazioni.
Comignago è un paese piccolo.
Anzi, piccolissimo.
Famoso principalmente per una cosa:
Belén Rodríguez si è sposata lì.
Eppure, nonostante i 1244 abitanti, come in ogni angolo d’Italia, si fa calcio.
E lo si fa alla grande.
Con passione, amore e spensieratezza.
Una società piccola ma grande, insomma.
Con una particolarità:
I GIOCATORI GIOCANO TUTTI GRATIS.
La stagione 2018-19 è particolare.
L’anno prima la squadra ha vinto la coppa Piemonte, ed ha centrato i playoff.
Eppure, per più della metà, i giocatori sono nuovi.
E vengono da ogni parte della provincia.
Gratis, ovviamente.
L’avvio non è dei migliori.
5 punti in 5 partite una media da retrocessione diretta.
La svolta accade alla sesta giornata, figlia di una vittoria che crea non poche consapevolezze.
Il Comignago macina i campi della provincia e vince, vince praticamente sempre.
L’ultima partita prima di Natale vale il terzo posto.
Ed è anche una occasione ghiotta per cementare definitivamente il gruppo.
Finisce 5 a 2.
E dall’altra parte qualcuno si chiede:
“Ma come si fa a perdere con questi?”
“Giocano solo palla lunga e pedalare!”
Ed un po’ è vero.
Il Comignago adotta quello schema lì.
Che però vince e fa divertire.
E lo fa dal momento che, al comunale, un campo stretto e corto, c’è sempre il pienone.
Un pienone che aumenta sempre di più quando, nel mese di Marzo, dopo aver distrutto la concorrenza, il Comignago va in testa.
Euforia, incredulità e sogno.
Ma i sogni si sa, son pieni di ostacoli.
Dal primo al secondo posto è un attimo.
Basta qualche incidente di percorso, un periodo no e un’altra finale di coppa, stavolta persa.
Saranno ancora i Playoff ad essere da ostacolo per la storia.
La semifinale finisce con il brivido, ma finisce e finisce bene.
Così bene che a distanza di pochi giorni è già ora di giocarsi tutto, in casa.
Ed eccolo lì, il Dio del calcio.
Vivo, vero e presente sugli spalti insieme a 400 persone, insolite per una Seconda categoria.
In finale l’avversario è lo stesso della Coppa.
Una rivincita che solo il calcio sa dare, in una di quelle partite che rimangono dentro.
Finisce 2 a 1.
Dovevano fare il tracollo, quei ragazzi.
Giocavano palla lunga e basta, quei ragazzi.
Erano solo un puntino di M***A sulla carta geografica, quei ragazzi.
Eppure hanno vinto.
Perché i sogni sono più forti di tutto.
Sono stato parte di quel gruppo, e ne faccio ancora parte oggi, in Prima categoria.
Una categoria che questo virus ci sta rubando da due anni.
E da qui, da questa annata meravigliosa, è nato il mio NUOVO LIBRO.
“MA RESTIAMO CON I PIEDI PER TERRA”
una storia eroica di calcio in provincia, appunto.
Sì, è un libro tratto da una storia vera.
Lo trovate in tutte le librerie.📕
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