30/03/2026
merita sempre un post lungo.
Maremontana è stata l inizio inatteso della mia carriera da trailer: inconsapevole che 8km potessero prevedere del dislivello, un pomeriggio di ormai 4 anni fa mi iscrivevo a quella corsa non competitiva che sarebbe diventata un trampolino di lancio. Il mio obiettivo successivo sarebbe stata la 25k, per poi darmi una pacca sulla spalla e dire che l’avevo fatta. Ma L appetito vien mangiando e ogni anno, alla fine, mi sono trovata alla partenza di questa gara, un po’ di casa, un po’ di ritorno alle origini. Quest anno i km erano 50 (la gara più corta della stagione): partenza da spiaggia alle 6, buio con solo le nostre frontali ad illuminare i rumori delle onde. Poi alle 7:30 mi sono goduta l alba rossa da Monte Croce, momento che basterebbe come risposta alle persone che mi chiedono “chi te lo fa fare”. Ho attraversato sentieri nuovi con gli occhi di bambino (si, perché il mondo ma anche questo piccolo territorio è PIENO DI BELLEZZA che ignoriamo) e sentieri conosciuti, che mi hanno fatto sentire pronta ad affrontarli ma soprattutto sicura di me. Ho chiacchierato con tante persone, di cui conosco solo o la voce o i calzini e le scarpe. Ho incontrato volontari che sono stati più assistenti che semplici preparatori di ristori. Ho mangiato con il cuore e le lacrime la crostata di Valentina e Lorenzo : basta un solo sapore per accendere il cervello e riempirlo di positività. Ho terminato la gara con i crampi, con 600d+ in più imprevisti, mano nella mano con una amica-compagna-veterana delle ultra. All’arrivo avevo un comitato accoglienza fotonico e la nostra energia era letteralmente invidiata da tutti quelli che ci salutavano e stavano intorno.
Avete ancora il coraggio di chiedermi “chi te lo fa fare”?