Valentina Di Ronza Psicologa Psicoterapeuta

Valentina Di Ronza Psicologa Psicoterapeuta psicologia e psicoterapia

Grazie ❤
08/03/2023

Grazie ❤

Grazie a Tommaso Montini, a Giulia Rondinelli, agli organizzatori super efficienti Spaccio Culturale Arci Succivo Grazie...
07/03/2023

Grazie a Tommaso Montini, a Giulia Rondinelli, agli organizzatori super efficienti Spaccio Culturale Arci Succivo
Grazie a voi per la numerosa e calorosa partecipazione ❤

28/02/2023
Non so se sapete che questo meraviglioso pediatra sarà a Succivo il 7 marzo❤Parleremo di allattamento, alimentazione ped...
28/02/2023

Non so se sapete che questo meraviglioso pediatra sarà a Succivo il 7 marzo❤
Parleremo di allattamento, alimentazione pediatrica e serenità a tavola in un'ottica di prevenzione
Evento gratuito su prenotazione al 3807589352

Prima visita ad un neonatino sano.

Domanda allo specializzando in pediatria che frequenta il mio studio:

“Dimmi: quale è una cosa che non devi mai farti sfuggire in occasione di una prima visita ad un neonato?”

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“I riflessi? Il peso? Il cuore? Il respiro? La palpazione dell’addome? …”

“Anche, certo. Ma quello che non devi mai farti sfuggire sono gli occhi della mamma!”

“Guardali bene!”

“Stai molto attento e impara a leggerli”.

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“La mamma è lì, dietro alla scrivania, stanca, spaventata, confusa, schiacciata da mille responsabilità, travolta da mille emozioni…”

“I suoi occhi comunicano felicità, ma anche tristezza”...

“Entusiasmo, ma anche tanta paura”...

“Non hanno dormito e quella ragazza è persa tra mille consigli e cose “da saper fare”…”

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“Quella mamma è in preda all’ansia ed è venuta a chiederci aiuto!”

“Noi, i pediatri, siamo in questo momento catalizzatori fondamentali per affiancare quella ragazza e aiutarla a vivere la pienezza della sua maternità!”

“Il bambino è tra le nostre mani, ma emotivamente continua ad essere completamente “dentro” alla sua mamma”.

“Non possiamo fare niente per lui senza passare attraverso di lei”.

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E allora: “Cosa ci stanno chiedendo quegli occhi?”

“La raffica dei nostri “Mi raccomando…” ??”

“Tutti i nostri “E poi deve… deve… deve…” ??

“O una mano sicura a cui aggrapparsi?”

--

“Un pediatra che sappia tutto e dia direttive, o uno che sorrida e accolga l’ansia come un “bidone della spazzatura” da smaltire?”

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Ok, non è bella l’immagine del “bidone della spazzatura” per descriverci, convengo.

Io l’ho messa anche nel mio libro “Me lo dici in bambinese?”, ma mi piace e credo che renda perfettamente l’idea di cosa davvero serva e cosa dobbiamo saper essere.

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In questo momento delicatissimo, nel pieno di un bombardamento di emozioni, tra consigli contraddittori, un corpo terremotato dopo un parto e notti insonni…

Una ricetta piena di “compiti in classe” da svolgere sembra finire con un dito puntato e un

“Ricordati che devi morire!”

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“E allora, dài, scriviamola insieme “sta’ ricetta”:

Cara signora, metta da parte tutto il "devo fare" e lo sostituisca con il "mi piace fare"!

“Allattamento al seno? Come, quanto, ogni quanto e dove?”

Macché!

Al latte ci pensa il bambino!

Lei può invece cogliere l'occasione per provare la sensazione bellissima di un corpicino liscio, vellutato, caldo, morbido che si abbandona sul suo corpo n**o, liscio, caldo morbido...

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Uhau che bello! Quando lo potrà fare ancora?

Sta succhiando? Che meraviglia!

E’ una cosa piacevole, intima, intensa. Un concentrato di tenerezza!

Il seno, che noi uomini apprezziamo tanto in altri contesti, è stato pensato per i bambini!

E la sensibilità dei capezzoli mentre si allatta può diventare un momento di grande piacere!

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Se no lo è dipende dal modo di come il capezzolo è inserito nella bocca. Non da un seno “troppo sensibile difettoso”.

Non è un biberon e il bambino non “tira” il latte, ma “munge” il capezzolo premendone la parte posteriore ritmicamente tra lingua e palato.

Può farlo, se tutto entra profondamente nella bocca.

Siamo qui allo studio, coraggio! Facciamolo insieme. Mettiamo il piccolo al seno.

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Quando siete abbracciati così... Quante cose può sussurrargli che nessuno potrà sentire mai!

Quante ninne nanne, quante carezzine delicatissime…

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Il latte esce?

Boh! Che ce ne importa!

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“Ma io sto già allattando con una bottiglia…?"

Che ce ne importa lo stesso!

Il seno liscio morbido, caldo, dolce e sensibile per un abbraccio pelle a pelle e un tuffo nella tenerezza… C’è, sempre!!

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Il "pretesto" dell'allattamento resta sempre un passaporto per chiudere il mondo fuori e godersi attimi unici, nudi, pelle a pelle!

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Lo so, tutte le mamme hanno una caratteristica:

se stanno sul letto senza far nulla dopo pochi minuti si sentono in colpa.

“Ok sto allattando e va bene, ma poi… Ci sono mille cose da fare e io mica posso restare qui a…”

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E allora nella ricetta un “deve! e mi raccomando!” ce lo metto anche io:

“Prescrivo” di darsi il permesso di stare sul letto per concentrarsi sul suo, personale, egoistico, piacere!

(E ci serve anche un compagno affettuoso che la incoraggi e le dia la possibilità di farlo: lo ha prescritto il pediatra!)

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Egoistico piacere?

Ma che razza di consiglio! Una mamma è fatta “per dare la vita ai figli” ed è pronta a farlo davvero!

Ok suona male.

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Ma se la mamma prova piacere il bambino prova piacere mille volte di più!

E' reciproco.

Il periodo perinatale è fatto per vivere “piacere”! Perché il "piacere" è il motore dello sviluppo.

Significa liberazione di endorfine, abbassamento degli ormoni dello stress, migliore digestione, migliore sviluppo del cervello, migliore assetto immunitario...

Esiste uno sciroppo che può fare tutto questo?

Le assicuro: No!

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E allora arrivederci e cara signora mamma… Forza!

Alla prossima visita voglio incontrare occhi che sorridano!

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“E se…?” “e se…?” “e se…?”

Quanti pensieri brutti!

Lasci che il malpensante resti io!

Mi pagano per esserlo…

Il 7 Marzo a Succivo, sarò alla Casa delle Arti con il dott. Tommaso Montini e la dott.ssa  Rondinelli per riflettere su...
25/02/2023

Il 7 Marzo a Succivo, sarò alla Casa delle Arti con il dott. Tommaso Montini e la dott.ssa Rondinelli per riflettere sulla relazione tra cibo ed emozioni

È richiesta la prenotazione tramite WhatsApp, specificando nome e cognome
Tommaso Montini
Spaccio Culturale Arci Succivo

Il 7 Marzo a Succivo, sarò alla Casa delle Arti con il dott. Tommaso Montini e la dott.ssa  Rondinelli per riflettere su...
25/02/2023

Il 7 Marzo a Succivo, sarò alla Casa delle Arti con il dott. Tommaso Montini e la dott.ssa Rondinelli per riflettere sulla relazione tra cibo ed emozioni

È richiesta la prenotazione tramite WhatsApp, specificando nome e cognome

Ma i disturbi dell'apprendimento, chi disturbano?
02/02/2023

Ma i disturbi dell'apprendimento, chi disturbano?

UNA STORIA VERAGillian è una bambina di sette anni e a scuola non riesce a stare seduta. Si alza continuamente, si distr...
06/01/2023

UNA STORIA VERA
Gillian è una bambina di sette anni e a scuola non riesce a stare seduta. Si alza continuamente, si distrae, vola con i pensieri e non segue le lezioni. I suoi insegnanti si preoccupano, la puniscono, la sgridano, premiano le poche volte in cui è attenta ma nulla, Gillian non sa stare seduta e non riesce a stare attenta. Quando torna a casa anche la mamma la punisce. La mamma pensa che non può mica far finta di nulla davanti al comportamento della bimba. E così Gillian non solo prende ogni giorno brutti voti e punizioni a scuola ma li prende anche a casa, come se non fosse già una punizione ed una umiliazione il brutto voto e la sgridata davanti a tutti i compagni “bravi”. Un giorno la madre di Gillian viene chiamata a scuola. La signora, triste come chi aspetta brutte notizie, prende la bambina per mano e si reca a scuola, nella stanza dei colloqui. Le insegnanti parlano di malattia, di un disturbo evidente della bambina. Non esiste ancora l’iperattività altrimenti forse qualcuno avrebbe dato un farmaco alla piccola Gillian. Durante il colloquio arriva un vecchio insegnante che conosce la bambina e la sua storia. Chiede a tutti gli adulti, madre e colleghe, di seguirlo in una stanza attigua da dove si possa ancora vedere la bambina. Andando via dice alla bimba di avere un po’ di pazienza che torneranno subito e le accende una vecchia radio con musica di sottofondo. Come la bimba si trova sola nella stanza immediatamente si alza e comincia a muoversi su e giù inseguendo con i piedi ed il cuore la musica nell’aria. Il vecchio insegnante sorride e mentre le colleghe e la madre lo guardano tra il perplesso e il compassionevole, come spesso si fa con i vecchi, lui esclama:
“Vedete Gillian non è malata, Gillian è una ballerina!”.
Consiglia alla madre di iscriverla ad un corso di ballo e alle colleghe di farla ballare ogni tanto.
La bimba segue la sua prima lezione e quando torna a casa alla mamma dice solo: “Sono tutti come me, li nessuno riesce a stare seduto!”
Nel 1981, dopo una bellissima carriera da ballerina, dopo aver aperto una sua accademia di ballo, dopo aver ricevuto riconoscimenti internazionali per la sua arte Gillian Lynne sarà la coreografa del musical Cats.
Un bacio a tutti i bambini diversi. Augurando loro di trovare nel loro cammino degli adulti capaci di accoglierli per ciò che sono e non per ciò che a loro manca.

Lorenzo Braina


03/01/2023

Una volta un dromedario, incontrando un ca****lo,
gli disse: – Ti compiango, carissimo fratello:
saresti un dromedario magnifico anche tu
se solo non avessi quella br**ta gobba in più.
Il ca****lo gli rispose: – Mi hai rubato la parola.
È una sfortuna per te avere una gobba sola.
Ti manca poco ad essere un ca****lo perfetto:
con te la natura ha sbagliato per difetto.
La bizzarra querela durò tutto un mattino.
In un canto ad ascoltare stava un vecchio beduino
e tra sé intanto pensava: – Poveretti tutti e due
ognuno trova belle soltanto le gobbe sue.
Così spesso ragiona al mondo tanta gente
che trova sbagliato ciò che è solo differente.

Gianni Rodari, Il Dromedario e il Ca****lo

SUPER CONSIGLIATE😉
03/01/2023

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Il cervello cerca continuamente di dare senso alle cose e di rendere coerenti le situazioni a cui è esposto
29/12/2022

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Più scientifico di così ❤
20/12/2022

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