28/02/2023
Non so se sapete che questo meraviglioso pediatra sarà a Succivo il 7 marzo❤
Parleremo di allattamento, alimentazione pediatrica e serenità a tavola in un'ottica di prevenzione
Evento gratuito su prenotazione al 3807589352
Prima visita ad un neonatino sano.
Domanda allo specializzando in pediatria che frequenta il mio studio:
“Dimmi: quale è una cosa che non devi mai farti sfuggire in occasione di una prima visita ad un neonato?”
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“I riflessi? Il peso? Il cuore? Il respiro? La palpazione dell’addome? …”
“Anche, certo. Ma quello che non devi mai farti sfuggire sono gli occhi della mamma!”
“Guardali bene!”
“Stai molto attento e impara a leggerli”.
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“La mamma è lì, dietro alla scrivania, stanca, spaventata, confusa, schiacciata da mille responsabilità, travolta da mille emozioni…”
“I suoi occhi comunicano felicità, ma anche tristezza”...
“Entusiasmo, ma anche tanta paura”...
“Non hanno dormito e quella ragazza è persa tra mille consigli e cose “da saper fare”…”
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“Quella mamma è in preda all’ansia ed è venuta a chiederci aiuto!”
“Noi, i pediatri, siamo in questo momento catalizzatori fondamentali per affiancare quella ragazza e aiutarla a vivere la pienezza della sua maternità!”
“Il bambino è tra le nostre mani, ma emotivamente continua ad essere completamente “dentro” alla sua mamma”.
“Non possiamo fare niente per lui senza passare attraverso di lei”.
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E allora: “Cosa ci stanno chiedendo quegli occhi?”
“La raffica dei nostri “Mi raccomando…” ??”
“Tutti i nostri “E poi deve… deve… deve…” ??
“O una mano sicura a cui aggrapparsi?”
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“Un pediatra che sappia tutto e dia direttive, o uno che sorrida e accolga l’ansia come un “bidone della spazzatura” da smaltire?”
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Ok, non è bella l’immagine del “bidone della spazzatura” per descriverci, convengo.
Io l’ho messa anche nel mio libro “Me lo dici in bambinese?”, ma mi piace e credo che renda perfettamente l’idea di cosa davvero serva e cosa dobbiamo saper essere.
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In questo momento delicatissimo, nel pieno di un bombardamento di emozioni, tra consigli contraddittori, un corpo terremotato dopo un parto e notti insonni…
Una ricetta piena di “compiti in classe” da svolgere sembra finire con un dito puntato e un
“Ricordati che devi morire!”
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“E allora, dài, scriviamola insieme “sta’ ricetta”:
Cara signora, metta da parte tutto il "devo fare" e lo sostituisca con il "mi piace fare"!
“Allattamento al seno? Come, quanto, ogni quanto e dove?”
Macché!
Al latte ci pensa il bambino!
Lei può invece cogliere l'occasione per provare la sensazione bellissima di un corpicino liscio, vellutato, caldo, morbido che si abbandona sul suo corpo n**o, liscio, caldo morbido...
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Uhau che bello! Quando lo potrà fare ancora?
Sta succhiando? Che meraviglia!
E’ una cosa piacevole, intima, intensa. Un concentrato di tenerezza!
Il seno, che noi uomini apprezziamo tanto in altri contesti, è stato pensato per i bambini!
E la sensibilità dei capezzoli mentre si allatta può diventare un momento di grande piacere!
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Se no lo è dipende dal modo di come il capezzolo è inserito nella bocca. Non da un seno “troppo sensibile difettoso”.
Non è un biberon e il bambino non “tira” il latte, ma “munge” il capezzolo premendone la parte posteriore ritmicamente tra lingua e palato.
Può farlo, se tutto entra profondamente nella bocca.
Siamo qui allo studio, coraggio! Facciamolo insieme. Mettiamo il piccolo al seno.
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Quando siete abbracciati così... Quante cose può sussurrargli che nessuno potrà sentire mai!
Quante ninne nanne, quante carezzine delicatissime…
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Il latte esce?
Boh! Che ce ne importa!
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“Ma io sto già allattando con una bottiglia…?"
Che ce ne importa lo stesso!
Il seno liscio morbido, caldo, dolce e sensibile per un abbraccio pelle a pelle e un tuffo nella tenerezza… C’è, sempre!!
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Il "pretesto" dell'allattamento resta sempre un passaporto per chiudere il mondo fuori e godersi attimi unici, nudi, pelle a pelle!
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Lo so, tutte le mamme hanno una caratteristica:
se stanno sul letto senza far nulla dopo pochi minuti si sentono in colpa.
“Ok sto allattando e va bene, ma poi… Ci sono mille cose da fare e io mica posso restare qui a…”
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E allora nella ricetta un “deve! e mi raccomando!” ce lo metto anche io:
“Prescrivo” di darsi il permesso di stare sul letto per concentrarsi sul suo, personale, egoistico, piacere!
(E ci serve anche un compagno affettuoso che la incoraggi e le dia la possibilità di farlo: lo ha prescritto il pediatra!)
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Egoistico piacere?
Ma che razza di consiglio! Una mamma è fatta “per dare la vita ai figli” ed è pronta a farlo davvero!
Ok suona male.
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Ma se la mamma prova piacere il bambino prova piacere mille volte di più!
E' reciproco.
Il periodo perinatale è fatto per vivere “piacere”! Perché il "piacere" è il motore dello sviluppo.
Significa liberazione di endorfine, abbassamento degli ormoni dello stress, migliore digestione, migliore sviluppo del cervello, migliore assetto immunitario...
Esiste uno sciroppo che può fare tutto questo?
Le assicuro: No!
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E allora arrivederci e cara signora mamma… Forza!
Alla prossima visita voglio incontrare occhi che sorridano!
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“E se…?” “e se…?” “e se…?”
Quanti pensieri brutti!
Lasci che il malpensante resti io!
Mi pagano per esserlo…