13/04/2026
●Dove stai andando? Verso cosa stai correndo?
Fermati un istante. Non rispondere subito. Non prendere la prima idea che ti passa per la mente. Fermati davvero.
Ogni giorno ti alzi, ti muovi, fai, costruisci, insegui qualcosa. Ma se ti chiedo sinceramente: qual è la direzione della tua vita? Sai indicarla con chiarezza? Oppure stai semplicemente continuando a muoverti perché hai sempre fatto così?
Osserva bene. Non le parole, ma il movimento reale della tua esistenza.
Corri. Corri da mattina a sera. Ripeti gesti, pensieri, abitudini. Ti dici che stai andando verso qualcosa: un obiettivo, una realizzazione, una forma di felicità. Ma quando arrivi lì, cosa accade? Quanto dura? E poi? Non ricominci forse a correre di nuovo, verso qualcos’altro?
Allora fermati ancora un momento e guarda con onestà: stai davvero andando da qualche parte, oppure stai solo girando in cerchio?
Non è una domanda comoda. Se la lasci entrare davvero, qualcosa si incrina. Perché ti accorgi che gran parte del tuo movimento non nasce da una direzione chiara, ma da una spinta automatica. Come se qualcosa ti muovesse, e tu lo chiamassi “la mia vita”.
E in quel momento può nascere un vuoto. Una sensazione quasi vertiginosa. Perché se non sai dove stai andando, allora perché ti muovi? Perché tutto questo sforzo? Tutta questa corsa?
Non scappare da questa sensazione. Non riempirla subito con nuove risposte, nuovi obiettivi, nuove distrazioni. Resta lì.
Perché proprio lì inizia qualcosa di vero.
Se vedi chiaramente che ciò che insegui non è stabile, che ogni traguardo si dissolve, che ogni sicurezza è temporanea, allora forse stai iniziando a vedere la realtà per quello che è: un movimento continuo, senza un punto d’arrivo definitivo.
E allora la domanda cambia.
Non più: cosa devo raggiungere?
Ma: chi è che sta correndo?
Chi è che si muove senza sapere?
Chi è che cerca continuamente qualcosa fuori?
Se questa domanda diventa viva dentro di te, non come teoria ma come esperienza, allora la tua corsa può fermarsi, anche solo per un istante. E in quell’istante, per la prima volta, non stai andando da nessuna parte.
E forse, proprio lì, inizi a vedere.
Non c’è una direzione da costruire nel mondo che possa darti stabilità. Non c’è un obiettivo che possa chiudere definitivamente la ricerca. Tutto ciò che raggiungi cambia, si consuma, svanisce.
Ma questo non è un errore. È un invito.
Un invito a smettere di cercare fuori ciò che non può essere trovato fuori.
Un invito a guardare più in profondità.
Quindi te lo chiedo ancora, ma ora in modo diverso:
dove stai andando?
Se non sai rispondere, non è un fallimento. È l’inizio della chiarezza.
Resta in questa domanda. Non avere fretta di uscirne.
Perché solo chi vede di non sapere davvero, può iniziare a conoscere.
Sri Pranidhānanda
Domenica 19 Aprile
https://www.shivayogatemple.it/shiva-yoga-galbiate/costi-orari/