Studio Colizzi Prendersi cura

Studio Colizzi Prendersi cura Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Studio Colizzi Prendersi cura, Servizio di salute mentale, Contrada Scopinaro s-n-c-, Ostuni.

Dalla Società tra professionisti (STP) creata dallo psichiatra psicoterapeuta Francesco Colizzi e dalla psicologa psicoterapeuta Ivana Colizzi, un servizio innovativo in affiancamento ai servizi pubblici di salute mentale e una sfida ai pregiudizi.

Con l'impegno, nel nostro piccolo, di far risorgere l'umano ovunque sia possibile.
05/04/2026

Con l'impegno, nel nostro piccolo, di far risorgere l'umano ovunque sia possibile.

LA GUERRA VISTA DALLA PARTE DELLE VITTIMENon faremo ragionamenti geopolitici, né analisi sofisticate sui meccanismi dell...
18/03/2026

LA GUERRA VISTA DALLA PARTE DELLE VITTIME
Non faremo ragionamenti geopolitici, né analisi sofisticate sui meccanismi delle tante guerre in corso. Tantomeno parleremo dei signori della guerra.
Con la dottoressa Chiara Castellani, ginecologa e chirurgo di guerra prima in Nicaragua e da 35 anni nella Repubblica Democratica del Congo, rifletteremo sulle vittime civili delle guerre, sulla distruzione delle condizioni di vita di chi sopravvive, persone con gravi disabilità fisiche e psichiche, popolazioni private di un tetto, di cibo, di servizi sanitari, bambini privati di scuole e traumatizzati.
Con associazioni impegnate a sostenere con progetti strutturati le vittime e la ricostruzione dei contesti umani, chiameremo, come sempre, chi vorrà ascoltare e partecipare, all'impegno personale, piccolo o grande che sia.

A PROPOSITO DEI BUONI PROPOSITI IL 2026 è iniziato come gli snni scorsi. Molti esseri uman hannoi praticato rituali prop...
03/01/2026

A PROPOSITO DEI BUONI PROPOSITI
IL 2026 è iniziato come gli snni scorsi. Molti esseri uman hannoi praticato rituali propiziatori nei quali nemmeno loro credono, indossando biancheria intima di colore rosso, inserendo le lenticchie nel cenone, baciandosi sotto il vischio e così via. Molti altri si sono abbandonati al semplice divertimento, cioè al non darsi alcun pensiero nel passaggio d'anno. Alcuni, come pare iniziarono a fare gli antichi Babilonesi, hanno assunto o pianificato degli impegni. Altri ancora, come sarà già capitato ad alcuni di noi, hanno espresso, più o meno solennemente, anche solo nella propria mente, dei buoni propositi : migliorare l'alimentazione, incrementare l'attività fisica, ridurre le spese, fare le pulizie generali, pagare dei debiti, diventare più gentili, sentirsi di più con familiari ed amici...
L'idea o il desiderio di cominciare da capo è pienamente umana e può dare luogo, a certe condizioni, a dei cambiamenti positivi.
Il capodanno può essere utilizzato come occasione di riflessione e di avvio di un rinnovamento, interiore e nei rapporti con gli altri.
Ma i buoni propositi, fossero pure dei giuramenti o dei voti in buona fede, funzionano?
Ammettiamolo: quasi mai.
Allora è solo un vuoto rito darsi gli auguri a destra e a manca: almeno non prendiamoci in giro o non facciamoci illusioni.
Io stesso non vorrei partecipare a questo vuoto rituale...
Eppure, abbiamo davvero bisogno, in questo nostro confuso e terribile tempo, di nuove estese violenze e guerre, di rinnovarci, di cominciare da capo in qualche aspetto della nostra vita, di vivere diversamente le fatiche, gli stress, i conflitti ed i drammi in cui siamo immersi.
Si può fare? E come?
I veri obiettivi da perseguire non coincidono con quelli specifici che le nostre società ci indicano e fanno dominare: più denaro, più celebrità, più carriera, più competizione, più godimento anche mortale, più potere. In questo caso continueremmo a subire la realtà condizionata che ci limita e ci plasma, alimentando i semi del negativo e della violenza dentro di noi. Non andremmo verso una realtà più liberata, più vicina alla verità umana.
Il Presidente Sergio Mattarella ci ha ricordato, in una rapida ma efficace sintesi, il complesso, a volte drammatico, ma spesso esaltante percorso di crescita civile, sociale, economica e culturale di questi 80 anni di Repubblica.
Da diverso tempo però lo spirito pubblico non è più coerente con quello dei padri costituenti e dei nostri stessi nonni e padri, nonne e madri che col loro grande impegno hanno reso avanzata una Italia che era molto arretrata.
La convivenza tra noi italiani, dal Parlamento al più piccolo Comune, è oggi piena di tensioni e polemiche divisive.
Quel che ci occorre, allora, è fare un trattato di pace dentro di noi, ampliare la comprensione di noi stessi e degli altri, sviluppare la capacità di compassione che ci fa sentire i sentimenti delle altre persone, aprirci all'amore nelle sue diverse forme.
Un passo decisivo è il riconoscimento degli aspetti negativi, conflittuali e violenti dentro di noi. Solo questa consapevolezza ci può permettere di non alimentare i nostri semi del negativo, coltivando invece quelli della presenza mentale, della nonviolenza, dell'ascolto profondo della comune umanità che interconnette e rende interdipendenti tutti gli esseri umani.
Per fare questo passo dobbiamo però fermarci almeno un poco, non soccombere alla fretta e alla corsa quotidiana, a capodanno come in altre occasioni: raccoglierci in noi stessi, sentire la vita fluire col respiro, rallentare i nostri passi, risvegliarci a una nuova consapevolezza dell'essere.
È possibile.
È possibile essere pace, resistendo ai venti di guerra che ci attraversano e seminando semi di rispetto e di gentilezza, quelli che molti potenti della Terra non hanno mai innaffiato.
Ma non può essere un vano augurio, da ripetere stancamente e superficialmente ad ogni inizio di anno.
La comprensione, l'amore e la compassione non si possono comprare, né ci arrivano come grazia o dono. Non sono modi di essere passivi, richiedono l'impegno continuo a prendersi cura dei loro semi che da sempre tutti abbiamo nel nostro giardino interiore.

UN INCONTRO "PROFONDO" DA NON PERDERE, PER PROFESSIONISTI NON SOLO DELLA SANITÀ.Sto leggendo con vivo interesse e condiv...
14/12/2025

UN INCONTRO "PROFONDO" DA NON PERDERE, PER PROFESSIONISTI NON SOLO DELLA SANITÀ.
Sto leggendo con vivo interesse e condivisione l'appassionante testo del professor Francesco Calamo-Specchia, con l'unico rimpianto non averlo potuto leggere sin da quando venne pubblicato.
Lo consiglio assolutamente a ogni operatore sanitario, sociale e dell'educazione che cerchi sempre il senso del proprio lavoro.

13/12/2025

ALTRE FORME DI VITA. PRENDERSI CURA DEL VIVENTE
Lo spettacolo di migliaia di esseri viventi alati, in uno stupendo cielo pomeridiano di dicembre, può produrre o rafforzare una sorta di illuminazione nella nostra mente.
Non è vero che noi esseri umani siamo soli: non dobbiamo per forza cercare forme di vita simili a noi, extraterrestri o in sistemi solari lontani migliaia di anni-luce. Il nostro pianeta è ancora ricco di alcuni milioni di forme diverse di vita, all'interno delle quali c'è la nostra, e molte di esse hanno delle menti: i mammiferi terrestri, gli uccelli, i grandi abitanti degli oceani e i polpi...ma forse, in senso lato, anche le piante, capaci di comunicare tra di loro.
Mente e natura, rifletteva decenni fa il grande antropologo psichiatra ricercatore Gregory Bateson, sono intimamente interconnesse.
Dovremmo interagire con più intelligenza ed empatia con la vita attorno a noi.
La vita è una danza incessante, una continua creazione a cui possiamo contribuire.
Ed ecco questi storni, che pure possono infastidirci con le loro deiezioni. Volteggiano in cielo disegnando arabeschi, si dividono in gruppi e code, ma sanno stare assieme senza farsi del male nella loro apparente confusione.
Forse sanno che la loro vita, come del resto la nostra, è troppo breve per sprecarla, scontrandosi per dividersi le olive o l'aria.
Meglio, molto meglio, danzare assieme nel mistero, riuscire a vedere e sentire la vita come un miracolo tremendo e gentile.
Anche noi possiamo restare uniti, sentendo la profonda interdipendenza con tutto ciò che è vivente, sostenendoci nel dolore e condividendo, pur in una apparente confusione, la gioia che la vita, la nostra e l'altrui, può offrirci.

Quando il corpo consente di realizzare imprese eccezionali, bisogna sapere che è stata necessaria una mente organizzata,...
07/12/2025

Quando il corpo consente di realizzare imprese eccezionali, bisogna sapere che è stata necessaria una mente organizzata, fortemente motivata, capace di resistere alle difficoltà più del corpo e molto consapevole. Questo vale per ognuno di noi anche per imprese ben più modeste, ma che spingano il nostro corpo oltre i suoi normali limiti. Venerdì prossimo cercheremo di saperne di più con le testimonianze dirette di due noti atleti intervistati dal mental coach Tiziano Mele.

UN TEMA MOLTO RILEVANTE PER PRENDERSI CURA DELLA PROPRIA ED ALTRUI SALUTECome ascoltare il disagio, il malessere, il dol...
04/12/2025

UN TEMA MOLTO RILEVANTE PER PRENDERSI CURA DELLA PROPRIA ED ALTRUI SALUTE
Come ascoltare il disagio, il malessere, il dolore delle persone? C'è poco tempo per un ascolto profondo oppure è necessario che questo tempo ci sia?
E come annunciare una diagnosi di malattia?
E il percorso terapeutico? Va condiviso e spiegato.
E le terapie farmacologiche? Vanno illustrate e ben chiarite per una ottimale gestione ed evitare una bassa adesione o compliance al trattamento.
Insomma, il tempo di una buona comunicazione è TEMPO DI CURA e come tale va valutato e rispettato dai decisori delle ASL (non attraverso i tempari) e vissuto da professionisti ed operatori sanitari.

29/11/2025
A QUASI UN SECOLO DALLA MORTE DEL SUO FONDATORE, LA PSICOANALISI CONSERVA LA SUA CAPACITÀ DI INDAGINE PROFONDA SULLE RAD...
29/11/2025

A QUASI UN SECOLO DALLA MORTE DEL SUO FONDATORE, LA PSICOANALISI CONSERVA LA SUA CAPACITÀ DI INDAGINE PROFONDA SULLE RADICI INCONSCE, PERSONALI E COLLETTIVE, DELLA SOFFERENZA UMANA? È ANCORA UNA UTILE LENTE INTERPRETATIVA DELLA CULTURA E DELLE VICENDE UMANE?
Ne parliamo stasera a Terapeia in una conversazione con Il dottor Bruno Marchi, psicoterapeuta ad indirizzo psicoanalitico.

Riflettere con grande apertura mentale, come fa il professor Cancrini, è necessario se si vuole sostenere fino in fondo ...
16/11/2025

Riflettere con grande apertura mentale, come fa il professor Cancrini, è necessario se si vuole sostenere fino in fondo l'umano che è dentro di noi.

𝗢𝗺𝗶𝗰𝗶𝗱𝗶 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗶, 𝘀𝗮𝗳𝗮𝗿𝗶 𝘂𝗺𝗮𝗻𝗶 𝗲 𝗰𝗿𝗶𝗺𝗶𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗴𝘂𝗲𝗿𝗿𝗮.

La donna che uccide il figlio di 9 anni che non condivide la sua rabbia contro il padre cui il bambino è stato affidato dal Tribunale è un essere umano che non controlla la piena malata dei suoi affetti. Un funzionamento migliore dei servizi psichiatrici o una maggiore prudenza da parte di quelli sociali avrebbero potuto evitare questa tragedia evitabile ma la donna che ne è stata la protagonista desta più pena e sensi di colpa che rabbia, curare il suo male incurabile resta il riflesso più naturale di chi con lei avrà a che fare.
Assai diversa è la reazione di cui sento la necessità e l’urgenza di fronte al caso degli uomini adulti e ufficialmente maturi che hanno pagato con soldi loro la possibilità di uccidere dei bambini, delle donne e degli uomini inermi nel corso dei Safari in Bosnia. Sbagliato e controproducente sarebbe con loro provare pietà. Punirli, pubblicamente e nel modo più severo possibile, sottoporli ad una pena fatta di silenzio e di evitamento oltre che di limitazione senza tempo della loro libertà è l’unica cosa che si possa ritenere giusta ed eventualmente utile (o in qualche modo terapeutico) nei loro confronti. Così come con il silenzio e l’evitamento e la reclusione andrebbero puniti gli autori dei crimini di guerra cui assistiamo ogni giorno.
Non c’è nulla di umano da ascoltare nelle persone che commettono omicidi senza passione se non accade anche a loro di provare orrore per quello che hanno fatto per il piacere di uccidere o per smania di potere. Rispondere (curarli) con il disprezzo e con l’isolamento non è sempre possibile solo perché la società imperfetta che abbiamo costruito insieme e di cui tutti dovremmo sentirci responsabili a vario titolo è una società in cui è facile punire la donna che uccide suo figlio ma è molto più difficile e a volte impossibile punire chi uccide con la lucidità della persona padrona di sé e del suo destino. Anche se almeno una volta, a Norimberga, qualcosa di questo genere è effettivamente accaduto. Suscitando speranze oggi lontane nella esistenza di una vera Giustizia.

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