Dott.ssa Vignola Erika & Mamma Erika

Dott.ssa Vignola Erika    &    Mamma Erika Psicoterapeuta-Psicologa Evolutiva
Via Domenico Cirillo - Cisternino (BR)
Corso Vittorio Emanuele - Ostuni (BR)

Questa pagina è un luogo di condivisione e di dialogo attraverso riflessioni, espressione di emozioni ed immagini ove è possibile ricevere risposte a domande i curiosità-
Questa prima forma di ascolto non vuole e non può essere sostituivo del contatto diretto, fondamentale e imprescindibile per un intervento di sostegno serio e responsabile.

18/01/2026

Quante volte capita con i figli di cadere nella tentazione di dare subito la risposta? È più veloce, sembra più sicuro.
Ma la verità è questa: “Educare non significa riempire un vaso, ma accendere una fiamma” che è la curiosità, la capacità di farsi domande e mettersi in discussione.

Quando un figlio chiede "Perché?", la nostra reazione automatica è spesso quella di dare subito la spiegazione. Ma proviamo a fare un piccolo passo indietro. Le risposte danno un punto di arrivo, mentre le domande aprono un nuovo universo.

Insegnare ai nostri ragazzi a dubitare (nel senso buono!) e a cercare le loro risposte, li rende adulti non solo informati, ma anche forti. Li rende capaci di non farsi ingannare e di trovare la loro strada.
È più faticoso? Sì. Ma allena alla vita.

La prossima volta che vi fanno una domanda, rispondete con un'altra domanda che li spinga a riflettere. Invece di: "È così e basta”, dite: "Ottima domanda! E tu cosa pensi che possa succedere se...?"
Lasciamo che siano loro a guidare la ricerca. Il miglior regalo che possiamo fare ai figli, infatti, non è dare loro le chiavi del mondo, ma insegnargli come fabbricare le proprie.

👉 Scopri come guidarli allenando ogni giorno il pensiero critico, la capacità di scelta e decisione, potenziando le loro risorse per fronteggiare le sfide della vita.
👉 Visita il nostro blog su www.adolescienza.it

La Pallina che non Voleva Tornare nella ScatolaEra la sera del 7 Gennaio. Nel salotto silenzioso, l'albero di Natale sem...
09/01/2026

La Pallina che non Voleva Tornare nella Scatola

Era la sera del 7 Gennaio. Nel salotto silenzioso, l'albero di Natale sembrava improvvisamente stanco. I suoi rami si erano abbassati un po', e le luci erano spente. A terra, aperto come una bocca buia, c'era il Grande Scatolone di Cartone.

In cima a un ramo, c'era Spillo. Spillo era una pallina di vetro rosso, nuova di zecca. Era il suo primo Natale. Aveva passato settimane a riflettere le luci colorate, a vedere i bambini scartare i regali, a sentire le risate e il profumo di zenzero. Si era sentito vivo, importante, magico.

Ora, una mano gigante (quella del papà) stava staccando le decorazioni una a una. Clic. Frusc. Le palline venivano avvolte nella carta di giornale e messe nello Scatolone.

Spillo tremava sul suo gancetto. "Io non ci vado lì dentro!" sussurrò a Vecchio Oro, una pigna dorata un po' scheggiata che pendeva dal ramo sotto il suo. "Lì dentro è buio! È freddo! E staremo lì per mesi! Io voglio restare qui, voglio che sia Natale per sempre!"

Vecchio Oro roteò lentamente su se stesso. "Oh, piccolo Spillo. Il Natale per sempre? Che noia sarebbe."

"Noia?" esclamò Spillo, indignato. "È gioia! È luce! Nel buio della scatola io mi spegnerò. Nessuno mi guarderà. Non servirò a niente."

La mano gigante si avvicinò. Prese Vecchio Oro. La pigna si lasciò prendere docilmente. Prima di essere avvolta nella carta, Vecchio Oro guardò Spillo. "Ti sbagli, piccolo. La scatola non è una prigione. È il luogo dove custodiamo la magia."

Poi toccò a Spillo. Si sentì sollevare. Vide il salotto capovolgersi. Poi, il buio della carta di giornale. E infine, il tonfo morbido dentro lo Scatolone, proprio accanto a Vecchio Oro.

"Ho paura," piagnucolò Spillo nel buio. "È tutto finito."

"Ascolta," sussurrò la voce calda di Vecchio Oro accanto a lui. "Senti questo silenzio?" Spillo tese, beh, il vetro. C'era un silenzio ovattato, profondo, rassicurante. "Non è la fine," spiegò la pigna saggia. "È il letargo. Vedi, Spillo, noi decorazioni abbiamo un compito difficile: dobbiamo portare gioia pura. E brillare stanca. Se brillassimo tutto l'anno, la nostra luce diventerebbe normale.

By Jack G

09/01/2026

La scelta di iniziare un percorso terapeutico
è spesso complessa ma quanto
è importante analizzare
le motivazioni che
sostengono questa scelta?

www.vignolapsicoterapia.com

09/01/2026

La Pallina che non Voleva Tornare nella Scatola

Era la sera del 7 Gennaio. Nel salotto silenzioso, l'albero di Natale sembrava improvvisamente stanco. I suoi rami si erano abbassati un po', e le luci erano spente. A terra, aperto come una bocca buia, c'era il Grande Scatolone di Cartone.

In cima a un ramo, c'era Spillo. Spillo era una pallina di vetro rosso, nuova di zecca. Era il suo primo Natale. Aveva passato settimane a riflettere le luci colorate, a vedere i bambini scartare i regali, a sentire le risate e il profumo di zenzero. Si era sentito vivo, importante, magico.

Ora, una mano gigante (quella del papà) stava staccando le decorazioni una a una. Clic. Frusc. Le palline venivano avvolte nella carta di giornale e messe nello Scatolone.

Spillo tremava sul suo gancetto. "Io non ci vado lì dentro!" sussurrò a Vecchio Oro, una pigna dorata un po' scheggiata che pendeva dal ramo sotto il suo. "Lì dentro è buio! È freddo! E staremo lì per mesi! Io voglio restare qui, voglio che sia Natale per sempre!"

Vecchio Oro roteò lentamente su se stesso. "Oh, piccolo Spillo. Il Natale per sempre? Che noia sarebbe."

"Noia?" esclamò Spillo, indignato. "È gioia! È luce! Nel buio della scatola io mi spegnerò. Nessuno mi guarderà. Non servirò a niente."

La mano gigante si avvicinò. Prese Vecchio Oro. La pigna si lasciò prendere docilmente. Prima di essere avvolta nella carta, Vecchio Oro guardò Spillo. "Ti sbagli, piccolo. La scatola non è una prigione. È il luogo dove custodiamo la magia."

Poi toccò a Spillo. Cercò di aggrapparsi al ramo, ma il gancetto cedette. Si sentì sollevare. Vide il salotto capovolgersi. Poi, il buio della carta di giornale. E infine, il tonfo morbido dentro lo Scatolone, proprio accanto a Vecchio Oro.

"Ho paura," piagnucolò Spillo nel buio. "È tutto finito."

"Ascolta," sussurrò la voce calda di Vecchio Oro accanto a lui. "Senti questo silenzio?" Spillo tese, beh, il vetro. C'era un silenzio ovattato, profondo, rassicurante. "Non è la fine," spiegò la pigna saggia. "È il letargo. Vedi, Spillo, noi decorazioni abbiamo un compito difficile: dobbiamo portare gioia pura. E brillare stanca. Se brillassimo tutto l'anno, la nostra luce diventerebbe normale. Invisibile. Nessuno ci farebbe più caso."

Nello scatolone, Spillo sentì il respiro calmo di tutte le altre decorazioni. Le ghirlande dormivano già. I soldatini di legno russavano piano. "Qui dentro," continuò Vecchio Oro, "noi ci ricarichiamo. Sogniamo i sorrisi dell'anno prossimo. Accumuliamo la voglia di fare festa. È l'attesa che ci rende magici, Spillo. Senza la scatola, non ci sarebbe la meraviglia di quando veniamo tirati fuori."

Spillo ci pensò. Si rese conto che, in effetti, il suo vetro era un po' appannato dalla stanchezza. Si accoccolò nella carta di giornale. Il buio non sembrava più spaventoso; sembrava una coperta calda. "Allora... è solo un pisolino?" chiese Spillo, sbadigliando.

"Un lungo, dolce pisolino," confermò Vecchio Oro. "Buonanotte, Spillo. Ci vediamo quando saremo di nuovo necessari. E sarai ancora più brillante."

Spillo chiuse gli occhi (o meglio, smise di scintillare). Si addormentò sereno, sognando già il momento in cui, tra undici mesi, il coperchio si sarebbe aperto e una voce di bambino avrebbe gridato: "Ecco quella rossa! È la mia preferita!"

✨ La fine delle feste ci lascia sempre un po' di vuoto addosso. Vorremmo che la magia durasse per sempre. Ma la vita, come le stagioni, ha bisogno di pause. I momenti di "buio", di riposo, di normalità, non sono tempo perso. Sono lo "scatolone" in cui ricarichiamo la nostra luce. Non abbiate paura di tornare alla normalità. È proprio grazie alla normalità che, quando arriverà il momento, la festa sarà di nuovo straordinaria. A presto, magia! ✨

🍾🌱Un augurio semplice, un augurio che ognuno può fare suo e a modo proprio,come accade con un percorso psicoterapico che...
01/01/2026

🍾🌱Un augurio semplice,
un augurio che ognuno può fare suo e a modo proprio,
come accade con un percorso psicoterapico che funzioni....
Buon inizio dunque...🌟🌟🌟da qualsiasi cosa decidiate di partire...🌈✅️

#2026
💚

29/11/2025

"Mostrare un bambino sui social, lo fai per te, non per lui. Davvero vuoi che venga riconosciuto per strada anche quando non ci sei tu?"

Voi che ne pensate?

28/11/2025

Abbiamo preso la scuola
e l’abbiamo trasformata
in una centrale operativa.

Ogni voto, ogni nota, ogni respiro dei ragazzi
monitorato in tempo reale.
Non è innovazione.
È un cortocircuito culturale.

Non aspettiamo più i figli.
Aspettiamo la notifica.
È diventato questo il nostro dialogo educativo:
“5”, “6½”, “7–” al posto delle parole.

E il dato più assurdo è uno, non esiste alcuna prova neuroscientifica che tutto questo migliori l’apprendimento.
Zero.
Il contrario sì: più controlli un ragazzo, meno lo responsabilizzi.

In terapia me lo dicono così:
“Dottore, se prendo 3 tanto lo sanno subito.
Che recupero a fare?”

Ed è vero.
Gli abbiamo tolto il tempo.
Il tempo per sbagliare.
Per pensarci.
Per rialzarsi da soli.
La scuola non è più scuola:
è un reality in diretta.

E i docenti?
Valutano sotto una platea invisibile di adulti pronti a giudicare.
Ogni voto può diventare un processo.
Ogni nota una polemica.
Ogni compito un referendum nazionale.

Li stiamo logorando.
E poi ci stupiamo se la scuola è esausta.

Il registro elettronico non ha avvicinato scuola e famiglia:
ha avvicinato le ansie.
Le ha moltiplicate.
Le ha messe una contro l’altra.

A chi serve sapere tutto, subito, sempre?
Ai ragazzi? No.
Ai genitori? No.
Ai docenti? Neppure.

Serve solo a calmare, per cinque secondi,
la nostra paura di perdere il controllo.
È ansia che si traveste da premura.

Per questo lo dico senza giri di parole !

Aboliamolo così com’è.
Ridiamo ai ragazzi il diritto di sbagliare.
Ridiamo ai docenti il diritto di insegnare.
Ridiamo ai genitori il diritto di educare
senza vivere perennemente in allerta.

La scuola non è un’app.
È un luogo umano💙

Figlie mie, sapete quanto amo le regole e quanto con tutta me stessa cerco di trasmettervene l'importanza... C'è altro v...
25/11/2025

Figlie mie, sapete quanto amo le regole e quanto con tutta me stessa cerco di trasmettervene l'importanza...
C'è altro verso cui ho il dovere guidarvi....quel meraviglioso diritto di ognuno...quel diritto inviolabile per cui nessuno deve sentirsi costretto a "sopportare"...
é il diritto di "disobbedire" a ciò che non sentite, di non stare zitte davanti a ció che non vi piace... se non vi riconoscete in un modo di pensare...correte il rischio di camminare sopra il ghiaccio, anche quando diventa più sottile...
Nessuno é merce da comprare,
da rivendere o da usare

25/11/2025


❤️

25/11/2025

Indirizzo

Corso Vittorio Emanuele 223
Ostuni
72017

Orario di apertura

Lunedì 15:00 - 19:15
Martedì 15:00 - 19:30
Mercoledì 15:00 - 19:15
Giovedì 15:00 - 19:00
Venerdì 15:00 - 19:00

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