Dott.ssa Elvira Boccia Psicologa

Dott.ssa Elvira Boccia Psicologa Psicologo clinico età adulta.

Svolgo attività di prevenzione, diagnosi, intervento, promozione della salute, abilitazione-riabilitazione e sostegno in ambito psicologico, rivolte al singolo individuo, alla coppia, al gruppo e altri organismi sociali.

24/05/2026
23/05/2026

Se dovessi scegliere tra l’essere giusto e l’essere gentile… allora sii gentile …

Cit: Wonder

Il nostro cervello non si limita a percepire la tensione nell’aria: la assorbe. Siamo costantemente connessi a chi ci st...
21/05/2026

Il nostro cervello non si limita a percepire la tensione nell’aria: la assorbe.

Siamo costantemente connessi a chi ci sta vicino attraverso una vera e propria risonanza neurale, un “Wi-Fi biologico” sempre acceso. Quando il nostro sistema nervoso è in allerta, magari perché stiamo solo cercando di gestire e rincorrere lo stress della giornata, emette segnali precisi. I bambini e i ragazzi, che hanno un cervello plastico e in piena fase di cablaggio, si sintonizzano in automatico su quella frequenza. Utilizzano le nostre reazioni come una mappa per costruire la loro personale architettura emotiva e imparare a rispondere agli imprevisti.

Conoscere questo meccanismo serve per comprendere come funziona la nostra biologia, ci libera dal peso dell'inadeguatezza e ci consegna uno strumento pratico di immenso valore.

Non serve a nulla puntarsi il dito contro. Serve conoscere per sapere come fare.

Se è vero che l'allerta modella il cervello, è altrettanto vero che la calma genera nuove connessioni, ripara e crea sicurezza. Prendersi cura del proprio stato interno e ricalibrare le proprie energie non significa affatto "sottrarre tempo" agli altri. È l'esatto opposto: significa fornire loro l'ambiente chimico ed emotivo di cui hanno bisogno per sviluppare una mente forte.
Solo quando impariamo a guidare noi stessi, possiamo diventare per loro lo scudo migliore.

Le cose importanti non si chiedono, si riconoscono. Condividi solo se credi nell’importanza delle condivisioni umane e se credi che le parole abbiano ancora il potere di cambiare le cose.
Perché chi ha gli strumenti per cogliere il valore di queste parole, non ha bisogno che gli dicano dove cliccare.



Fonte: Harvard University

Il 17 maggio 1990 l'OMS toglie l'omosessualità dalla classificazione internazionale delle malattie.Da allora, ogni 17 ma...
17/05/2026

Il 17 maggio 1990 l'OMS toglie l'omosessualità dalla classificazione internazionale delle malattie.

Da allora, ogni 17 maggio ricordiamo che le parole della scienza pesano e che spesso il silenzio delle istituzioni non è solo neutralità.

La Psicologia non sta in silenzio e si assume una doppia responsabilità: verso il singolo e verso la collettività.

È per questo che prendiamo posizione contro l'omolesbobitransfobia, oggi e sempre.

17/05/2026

Il trauma non resta nel passato. Vive nel sistema nervoso.
Vive nel corpo che non si rilassa, nelle emozioni che esplodono o si spengono, nella paura costante anche quando non c’è più pericolo.

Per questo la regolazione emotiva non è “controllarsi”. È riuscire a restare vivi dentro ciò che si sente senza esserne travolti.

È poter attraversare paura, rabbia, vergogna o dolore senza dissociarsi, senza congelarsi, senza dover sparire da se stessi.

Ma nessuno impara a regolarsi da solo. La sicurezza nasce nella relazione.

Un essere umano si calma perché qualcuno, all’inizio, lo ha aiutato a calmarsi.
Se invece si cresce nella paura, nell’imprevedibilità o nell’abbandono, il sistema nervoso impara che il mondo non è sicuro e il corpo resta in guerra anche anni dopo.

Ecco perché la guarigione non inizia dal “capire”.
Inizia dal sentirsi abbastanza al sicuro da smettere di sopravvivere.

Il punto non è cancellare il trauma.

Il punto è che il corpo possa finalmente smettere di prepararsi alla catastrofe. Che una persona possa Sentire senza crollare.
Fidarsi senza terrorizzarsi.
Esistere senza difendersi continuamente.

La vera rivoluzione, dopo il trauma, non è diventare forti. È riuscire, lentamente, a non avere più paura della propria stessa esperienza interiore.

05/05/2026

Ci hanno insegnato a parlare, ma non a comunicare davvero. E si sente, soprattutto nelle relazioni in cui ci si parla tanto ma ci si incontra poco. Perché puoi dire mille cose e sentirti comunque lontano, puoi spiegarti benissimo e non sentirti capito. Il punto non è la quantità di parole, ma la qualità della presenza con cui le portiamo.

Spesso comunichiamo per difenderci, per spiegare, per convincere, per avere ragione. E in tutto questo perdiamo qualcosa di essenziale: il contatto. L’altro non si sente visto, e a un certo punto nemmeno noi ci sentiamo più riconosciuti. È lì che iniziano le distanze, i fraintendimenti, quel senso sottile di solitudine anche dentro una relazione.

La comunicazione cambia quando smettiamo di stare in posizione e iniziamo a stare in relazione. Quando ascoltiamo davvero, non per preparare la risposta, ma per lasciarci toccare da quello che l’altro sta dicendo. Quando riusciamo a tollerare anche il disagio, il non essere capiti subito, il non avere subito le parole giuste.

Una comunicazione sana non è perfetta, non è sempre fluida e non evita i conflitti. Anzi, passa proprio da lì. Ma fa una cosa fondamentale: mantiene il legame mentre si attraversa la difficoltà. Permette di restare, di riparare, di costruire fiducia nel tempo.

E questo ha un impatto reale, anche sul corpo. Quando ci sentiamo ascoltati e compresi, si abbassa la tensione, il sistema si regola, la mente si alleggerisce. Quando invece tratteniamo, evitiamo, o comunichiamo in modo difensivo, il corpo accumula: stress, rigidità, fatica.

Perché alla fine comunicare non è solo scambiarsi informazioni. È creare uno spazio in cui l’altro può esistere, e in cui anche noi possiamo essere più autentici. E quando questo spazio c’è davvero, non cambia solo la relazione. Cambia il modo in cui stiamo nel mondo.

Facciamone esperienza

Cit: psicoadvaisor

30/04/2026

Amore, tempo, morte…
Sono tre astrazioni che uniscono tutti gli individui sulla terra. Tutti desiderano l’amore, vorrebbero avere più tempo e temono la morte!

Cit. Collateral Beauty

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