07/05/2025
Ho tre piante in casa e non ci capiamo.
Anche se a essere onesta dovrei dire che sono io che non capisco loro. Se muoiono è perché io non so interpretare i loro segnali.
Di norma le piante che mi vengono regalate non concludono la stagione. L’unica che sopravvive è la menta, che pare sia infestante.
Poi c’è l’orchidea. Fiorisce ogni anno, contro ogni aspettativa. Storta, di solito da un ramo spezzato. Fiorisce a modo suo, e ogni anno mi regala un pesante ramo carico di fiori, di una bellezza goffa e incoerente. Su di lei non ho aspettative. Anche se morisse, si sa che le orchidee sono difficili. E lei ogni anno rifiorisce.
L’ultima arrivata è una Diaffambachia tropicale.
Mi avevano detto che avrebbe richiesto pochissime cure e pochissima acqua, ma è quella a cui dedico più attenzioni. Questa sua presunta indipendenza mi destabilizza. Controllo ogni giorno che non abbia troppa acqua, che non sia troppo esposta al sole, né troppo in ombra. Per settimane intere pare che stia bene, poi d’un tratto una foglia inizia a ingiallirsi. Le foglie gialle mi disturbano, mi ricordano la mia incapacità di prendermi cura delle vite mute. Per la stessa ragione, probabilmente, sono a disagio con i bambini troppo piccoli e con gli animali.
Quelle foglie ingiallite della Diaffambachia io le taglio. Ne ho già tagliate cinque. Oggi ne ho tagliata un’altra. E mentre la tagliavo ricordavo a me stessa e a lei che era per una giusta causa, per l’armonia delle forme, per la bellezza che a una pianta è richiesta, altrimenti perché le avrebbero chiamate piante ornamentali? Mentre tagliavo vicino alla base, come mi hanno insegnato, ho pensato che tra qualche settimana spunterà fuori un’altra foglia gialla.
E forse io non ho alcun diritto di curarla.
Forse dovremmo imparare ad accettare che a volte i dis-ordini, i dis-turbi, i comportamenti dis-funzionali sono necessari. Sono modi per autoregolarsi. E quando riusciamo ancora ad autoregolarci significa che siamo vivi.
Si chiama istinto di sopravvivenza.
Dis- : Prefisso verbale e nominale che indica separazione.
Separarsi a volte è l’unico modo.