Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Istantanee Psicologia - Dr.ssa Annachiara Cavazzana, Psicologo, Padua.
04/04/2021
“Pasqua” deriva dalla parola ebraica “Pesah” che significa “Passaggio”.
Sono molto legata a questa parola; i vari passaggi che ho attraversato fino ad oggi mi hanno portato ad essere la persona che sono. Alcuni sono stati passaggi delicati, dolci, altri più ingarbugliati, altri ancora estremamente dolorosi. Spesso incomprensibili. Come dice Bolognini i “passaggi” sono alla base della relazionalità umana.
E’ proprio lo sguardo dell’altro che permette la transizione tra l’Io e il Tu e i passaggi interni che avvengono nel nostro mondo interno. Nessuno può accedere alla conoscenza di sé senza lo sguardo rispecchiante dell’altro che permette di confrontarci con il dramma dell’incomunicabilità del proprio sé.
Vi (e mi) auguro di transitare attraverso questi passaggi, di non sfuggirne.
Buoni Passaggi a tutti voi
16/12/2020
Oggi una bambina, durante un colloquio, mi ha chiesto:
“Annachiara, ma è normale avere paura?”
“Certo che è normale, tutti abbiamo paura; però se la condividiamo forse può diventare un po’ meno paurosa”.
“Sì, è vero sai... Mi sento più leggera ora che te l’ho detta”
✨
Quante volte noi adulti tendiamo a dare soluzioni oppure offrire consolazioni prima ancora di avvicinarci alla paura vera dei bambini? Mossi dall’urgenza di agire e di fare scomparire tutto saltiamo quasi sempre la fase della condivisione emotiva.
Ci siamo mai chiesti perchè?
Sarei curiosa di sentire i vostri i pensieri...
10/10/2020
Giornata Nazionale della Psicologia
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“Una delle ragioni fondamentali per cui una persona cerca la psicoterapia è spesso il suo desiderio di modificare una tendenza ad “andare a pezzi” al cospetto delle difficoltà della vita“ (Nancy McWilliams)
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La psicologia di ciascuno di noi è determinata da una complessa interazione fra esperienza vissuta, temperamento costituzionale e normali sfide evolutive. Alle volte, qualcosa dentro di noi si inceppa e non sappiamo come orientarci, cosa fare, a chi rivolgerci. Spesso ci vergogniamo di chiedere aiuto, siamo spaventati. Ricordiamoci che l’essere onesti circa le proprie emozioni è il punto di partenza da cui deriva tutto il resto; andare in terapia è un’opportunità per facilitare un processo maturativo positivo che si compie in un clima di sicurezza e onestà. Lavorando in collaborazione, terapeuta e paziente, cercano di trovare insieme gli strumenti per favorire un processo naturale di crescita che si è inceppato a causa delle difficoltà incontrate nel corso della propria vita. “L’essenza della terapia non è giungere alla verità quanto tendere ad essa”.
08/10/2020
Da una foto di viaggio in India (Agra, foto di LP)
Il mio sguardo curioso verso il mondo mi porta spesso a perdermi nell’osservare ciò che mi circonda. I miei scatti spesso cercano di cogliere degli attimi, dei momenti significativi in cui qualcosa dentro me si desta. Ogni fotografia è un vero e proprio “contenitore di emozioni” e può divenire strumento di scoperta e consapevolezza portando con sè sentimenti, memorie, e pensieri (per ogni fotografo e soggetto fotografato).
Come dice Carlo Riggi: “Può essere un modo per ricordare ma anche per dimenticare, la sua valenza terapeutica consiste anche nell'aiutare a liberarci, elaborandolo, del dato grezzo che incombe e ci ingolfa, o da angosce senza nome che ci tormentano con la loro immanente visibilità. La fotografia serve a far vedere quel che non si vede, a far esistere quel che non c'è, a rendere conoscibile l'inconoscibile. Quando l'invisibile si è fatto visibile, in quel preciso istante un pezzo di mondo è morto ed è rinato altrove. E' lì che dobbiamo puntare il nostro obiettivo fotografico se vogliamo scoprire qualcosa di noi”.
23/09/2020
Tra un paziente e l’altro assaporo la mia pausa in questo piccolo caffè perdendomi nei racconti intimi di in cui il cibo è il protagonista principale chiamato a tessere le storie passate e presenti dei protagonisti.
“Sono storie reali, intime, profonde, che attraverso il filo narrativo del cibo, parlano di cambiamenti, di guarigioni, di maternità, di malattia: il cibo è la prospettiva con cui esplorare il passato e il presente dei protagonisti, e per immaginare il futuro. Il cibo è memoria, innamoramento, controllo, salvezza, nutrizione, legame”.
Io me ne sto innamorando! Grazie e .it
14/09/2020
Che sia un buon inizio, di condivisioni e ascolto
🍀
“...provate già ora a pensare bene cosa chiedete loro: perchè le vostre domande, le vostre curiosità avranno un grande peso sulla percezione che loro sentiranno di questo momento”
Cari genitori,
Innanzi tutto... se la vostra regione sta seguendo il calendario scolastico ministeriale e oggi i vostri figli sono tornati a scuola, andate nel bar più vicino e mangiatevi un buon dolcetto.
Ora torno serio.
Mi è sembrato di leggere negli occhi di chi, dopo molti mesi, varcava il cancello un misto di eccitazione, paura, curiosità e smarrimento.
Mi permetto un piccola riflessione su un momento fondamentale di questa giornata. Che poi, se ci pensate bene, potrebbe esserlo di quasi tutte.
Quando andrete a prendere i vostri figli a scuola o quando li rivedrete questa sera tornando dal lavoro.
Ecco, provate già ora a pensare bene a cosa desiderate chiedere loro. Perchè le vostre domande, le vostre curiosità avranno un grande peso sulla percezione che loro sentiranno di questo momento.
Almeno per oggi lasciate da parte le polemiche e concentratevi su di loro: come si sono trovati, cosa li ha fatti ridere e cosa invece li ha lasciati perplessi, come è stato trovarsi tutti insieme, e così via…
Ascoltateli se hanno voglia di parlare, aiutateli a raccontare se sono di poche parole.
Perchè la giornata di oggi li faccia sentire protagonisti.
E perchè la scuola torni finalmente ad essere un luogo dove valorizzare le esperienze e la loro crescita.
09/09/2020
Mi affaccio a questo Settembre un po’ in ritardo e con passo lieve ma con tanta propensione allo stupore e alla meraviglia.
Io sono pronta!
E voi?
30/07/2020
: sull’adolescenza…
Questa vasca da bagno si trova a Dresda e per me è diventata il simbolo del quartiere di Neustadt. Ero lì quella sera quando un gruppo di ragazzi adolescenti l’ha portata fuori da un appartamento. E da quel giorno è rimasta per i successivi anni e ancora è presente, punto fermo, di incontro e di scambio.
Questo scatto mi ha portato a pensare proprio a loro, agli adolescenti. Non esiste età della vita come l’adolescenza, in cui il corpo e le sue peripezie assumono un’importanza così cruciale. Accettare e integrare la novità del corpo mutato, l’aggressività e ristrutturare la propria identità sono i compiti evolutivi di questa difficile età.
Penso a Donald Winnicott, pediatra e psicoanalista britannico, quando magistralmente affermava: “l’immaturità è elemento essenziale, sacrosanto della sanità nell’adolescenza. Vi è solo un tipo di cura per l’immaturità e questo è il trascorrere del tempo. Essa è una parte preziosa in cui sono contenute le più eccitanti caratteristiche del pensiero creativo, un nuovo e fresco sentire. Per il bene degli adolescenti e della loro immaturità non si permetta loro di salire e di raggiungere una falsa maturità dando loro una responsabilità inadeguata”.
Winnicott scriveva tutto questo in “Gioco e Realtà”, nel 1971. Non credo siano necessarie altre parole.
22/07/2020
: sulla Mindful Eating…
Alla ricerca di una qualche foto che rappresentasse l’essenza del post di oggi ho ritrovato questo scatto rubato durante un brunch, una domenica mattina a Philadelphia.
Cosa vi trasmette questa immagine?
A me comunica principalmente “gratitudine” e “presenza”.
Mangiare in modo “mindful” significa infatti essere pienamente grati e presenti di fronte a ciò che stiamo mangiando, consapevoli di ogni morso, utilizzando tutti i nostri sensi attraverso una full immersion nei colori, nei profumi, nei sapori, nella consistenza e anche nei suoni di ciò che mangiamo e beviamo. Allo stesso tempo prestiamo attenzione anche ai pensieri e alle emozioni che emergono e ci coinvolgono durante i pasti (come mi sono sentito? eccitato? nervoso? annoiato? soddisfatto? ansioso per le calorie?).
Attraverso la Mindful Eating, passo dopo passo, impareremo che non ci sono cibi proibiti: potremmo finalmente capire cosa ci piace veramente, godere del cibo che scegliamo, liberandoci da restrizioni, imposizioni, privazioni e sensi di colpa.
Se sei interessato a questo percorso contattami per avere maggiori informazioni.
17/07/2020
Ecco le sedi in cui ricevo
Potete contattarmi direttamente al nr.
351 7120306
Vi ricordo che in questo periodo particolare possiamo incontrarci anche online (skype)
13/07/2020
: cosa significa andare in terapia?
Significa riuscire a dare un significato alla sofferenza, iscrivendola all’interno del proprio corso di vita.
“In tal senso, l’obiettivo della terapia non è un’esperienza particolare, è un cambiamento che organizza in maniera differente tutte le esperienze, un mutamento nel modo di fare esperienza” (Kurtz, 2007).
Solo un approccio interessato e curioso di conoscere chi sia veramente la persona seduta di fronte a noi nel nostro studio può permetterci di optare per un intervento terapeutico rispettoso di ciò di cui il paziente ha realmente bisogno in quel particolare momento, a fronte del suo funzionamento e delle sue risorse. All’interno di una relazione terapeutica sintonizzata è possibile ripristinare la capacità di assegnare un nuovo senso alla vita.
Siete curiosi di scoprire, combaciando i vari tasselli del puzzle, l’immagine che ne uscirà?
08/07/2020
: la mia nuova lettura estiva...
Come trattare l’immensa sofferenza causata da un trauma psichico?
Le nuove conoscenze sull’istinto di sopravvivenza spiegano perchè le persone traumatizzate sperimentino un’ansia e una rabbia intollerabili e permettono di capire l’impatto del trauma sulla possibilità di instaurare relazioni basate sulla fiducia, sentendosi “a casa” nel proprio corpo.
“Non bisogna essere un soldato per imbattersi nel trauma. Il trauma accade a noi, ai nostri amici, alle nostre famiglie e ai nostri vicini intaccando il nostro senso di Sè e il senso che ciascuno di noi conferisce alla propria esistenza”
Quali sono i traumi che ci portiamo dentro?
Come ci sentiamo di fronte a tanta sofferenza?
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Mi chiamo Annachiara Cavazzana e sono una Psicologa Clinica iscritta all’Ordine degli Psicologi del Veneto con il numero 11096.
Attualmente mi sto specializzando in Psicoterapia Individuale, di Gruppo e Istituzionale ad Orientamento Psicoanalitico presso la Scuola di Psicoterapia COIRAG di Padova.
Dopo aver ottenuto la Laurea con Lode in Psicologia presso l’Università degli Studi di Padova (2011) ho perfezionato la mia formazione dapprima con un Master Universitario di II livello in Neuropsicologia Clinica (2012) e successivamente ho conseguito il titolo di Dottore di Ricerca in Scienze Psicologiche (2015).
Nelle diverse esperienze formative e professionali ho lavorato sia con bambini che con adulti.
Dal 2015 al 2018 ho svolto due importanti periodi di ricerca all’estero:
Il primo al Monell Chemical Senses di Philadelphia (University of Pennsylvania, USA) dove mi sono focalizzata principalmente sullo studio dello sviluppo dell’integrazione visuo-olfattiva nei bambini con sviluppo tipico e atipico (in collaborazione con il Centro per l’Autismo di Philadelphia);
il secondo presso la “Smell & Taste Clinic” dell’Università di Dresda (Germania) dove mi sono occupata di esaminare la relazione tra disturbi olfatti, deficit cognitivi, depressione e qualità di vita.
Sempre in questo periodo ho collaborato con il Dipartimento di Scienze Cardiologiche, Toraciche e Vascolari (Università di Padova), il Dipartimento di Psicologia della Stockholm University (Svezia), la Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA, Trieste) e il Dipartimento di Qualità Alimentare e Nutrizione (Fondazione Edmund Mach, San Michele all’Adige, TN).
Dal 2019 collaboro come Psicologa Specializzanda con l’Ambulatorio Sovrazonale di Consultazione e Psicoterapia Psicoanalitica della Relazione Genitori-Figli e del Ciclo di Vita (Azienda Ospedaliera di Padova, Clinica Psichiatrica III). Qui mi occupo di consulenze e percorsi individuali volti ad accogliere e comprendere le situazioni di sofferenza emotiva finalizzate a sostenere la persona nella riscoperta delle proprie risorse.
Ad arricchire la mia crescita personal-professionale sono l’esperienza di un percorso di psicoanalisi personale e la partecipazione a supervisioni settimanali individuali e con équipe terapeutiche multidisciplinari. Questi due importanti elementi rappresentano, dal mio punto di vista, la fonte di conoscenza più preziosa sul modo di praticare una buona terapia.