Dott.ssa Annamaria Spiotta- Psicologa Psicoterapeuta

Dott.ssa Annamaria Spiotta- Psicologa Psicoterapeuta Pagina professionale della Dott.ssa Annamaria Spiotta iscritta all'albo degli Psicolgi regione Veneto

Mi è stato regalato Il “labirinto dell’anima” di Anna Llenas, un viaggio nelle emozioni raccontate con illustrazioni mer...
08/09/2025

Mi è stato regalato Il “labirinto dell’anima” di Anna Llenas, un viaggio nelle emozioni raccontate con illustrazioni meravigliose e parole potenti. Una delle prime che mi ha colpito è stata la “dispersione”.

Non si tratta solo di incapacità di fermarsi: è un’emozione che descrive la sensazione di essere, emotivamente, ovunque e in nessun luogo allo stesso tempo. La mente vaga, si apre a mille stimoli, cerca direzioni diverse senza sceglierne nessuna, e così finisce per perdersi.

La dispersione porta con sé un paradosso: l’espansione illimitata che diventa vuoto. Più lo spazio interiore si allarga, più si fa difficile ritrovare un centro.

Accade spesso nei periodi di transizione: quando una scelta ci mette davanti a più strade possibili, quando la vita cambia direzione, quando ci sentiamo sospesi. È soprattutto in quei momenti che la dispersione si accompagna al rimuginio: un rincorrere pensieri e scenari che non portano a una decisione, ma amplificano la sensazione di smarrimento.

E allora la domanda che il libro pone acquista forza: dove stai andando davvero? Da cosa fuggi?

Riconoscere la dispersione significa dare un nome a quel disorientamento che spesso viviamo senza accorgercene. È un’emozione che parla di mancanza di radici, di fatica a raccogliere i pezzi di sé in una forma coerente.

Eppure, come ogni emozione, contiene messaggi: spesso ci mostra il bisogno di orientamento, di confini, di una direzione che non cancelli la complessità, ma che la trasformi in significato.

💭 Ti è mai capitato di sentire la dispersione come stato emotivo?

“Ho capito che fare errori è meglio che vivere con l’ansia.” Questa frase, emersa in terapia, suggerisce una consapevole...
01/04/2025

“Ho capito che fare errori è meglio che vivere con l’ansia.”

Questa frase, emersa in terapia, suggerisce una consapevolezza importante: l’ansia, a volte, non è connessa solo alla paura di sbagliare, ma al terrore di incontrare quella parte di noi che fallisce, che non sa.

Spesso rincorrere aspettative irrealistiche o cercare di conformarsi alla percezione dell’idea che gli altri hanno di noi, diventa un modo per sfuggire alla possibilità di deludere, alla paura del giudizio, al timore di non sentirsi “abbastanza”. E così, senza accorgercene, stabiliamo un patto tacito con noi stessi: “solo se faccio tutto perfettamente, sarò adeguato”.
Il paradosso? Più cerchiamo di controllare ogni variabile per evitare l’errore, più l’ansia cresce, perché il controllo assoluto è un’illusione.

Forse, allora, il problema sta nel significato che diamo all’errore. Se lo consideriamo come una minaccia e non come una condizione naturale dell’esistere, ogni inciampo diventa intollerabile. E così l’ansia ci segnala il rifiuto di accettarci come imperfetti, vulnerabili, umani.

Se iniziassimo invece a riconoscere che sbagliare e ricominciare significa vivere? Forse ci stupiremmo di trovare, al di là della paura, la libertà di essere autentici, anche nelle nostre imperfezioni.

E tu, come vivi l’errore?

01/05/2024

Perchè alcune persone soffrono di ansia? Si tratta infatti di un'esperienza emotiva complessa che influenza la vita di una persona.

03/04/2024

QuiPsicoMarketing

La fame è un segnale complesso e multiforme, che proviene dal corpo e che genera una spinta verso il cibo. Non è sempre ...
04/03/2024

La fame è un segnale complesso e multiforme, che proviene dal corpo e che genera una spinta verso il cibo.

Non è sempre facile capire se la fame che sperimentiamo sia di natura emotiva o se corrisponda ad un reale bisogno di nutrimento: come possiamo riconoscere la differenza?

▶️ La fame fisiologica si presenta gradualmente, può “aspettare” per essere soddisfatta, può essere appagata con una varietà di alimenti e, una volta esaurita, tende a provocare una sensazione di pienezza allo stomaco, alla quale si associano sentimenti di soddisfazione.

▶️ La fame emotiva arriva all’improvviso e richiede una soddisfazione immediata, spesso è associata a specifici cibi, non viene soddisfatta anche quando si avverte la sensazione fisica di pienezza e rappresenta un’esperienza spesso connotata da emozioni negative, come senso di colpa, vergogna e sentimenti di sconfitta.

Se pensi di avere bisogno di un supporto per gestire meglio il tuo rapporto con il cibo puoi contattarmi al numero 3791788380 o all’indirizzo e-mail dott.ssa.spiotta@gmail.com.

Quello di ieri per me è stato un giorno molto importante: ho conseguito il titolo di Psicoterapeuta. Dovrebbe sembrare u...
28/02/2024

Quello di ieri per me è stato un giorno molto importante: ho conseguito il titolo di Psicoterapeuta.

Dovrebbe sembrare un punto di arrivo e invece, come sa benissimo chi fa questo lavoro, non lo è affatto: questo mestiere è un quadro complesso e stupefacente che svela a piccole occhiate segreti rari, colori nuovi, interrogativi acuti; è un fiume che sgorga nella rarità di un incontro che cura, di una parola che, pur nella sua forza demolitrice, costruisce, di uno specchio che riflette. Si ha a che fare con l’altro e con sé stessi contemporaneamente, con il limite, la fatica, il dolore, ma anche con la speranza, la gioia e la sorpresa. E no, non si arriva da nessuna parte, semmai si continua a viaggiare e a imparare. Lo dobbiamo al valore della complessità e al profondo rispetto verso ogni forma di sofferenza psicologica.

Grazie alle persone che mi affidano ogni giorno le loro storie ardenti, affinché insieme possiamo lavorarle con la vita.

Questo traguardo è un ulteriore passo per offrire il giusto sostegno a chi ne ha bisogno.
Sono entusiasta di iniziare questo nuovo capitolo insieme! 🎈🍀

Nel mio studio, ogni giorno accolgo persone in cerca di supporto e comprensione. È uno spazio dedicato alla cura, dove s...
08/02/2024

Nel mio studio, ogni giorno accolgo persone in cerca di supporto e comprensione. È uno spazio dedicato alla cura, dove si svolge un importante lavoro emotivo e psicologico. Le sue pareti rappresentano confini discreti all’interno dei quali molte storie prendono vita, e ogni elemento è pensato per creare un ambiente confortevole e sicuro. Nel cuore di questo spazio si dipana il delicato filo della terapia, intessuto con pazienza e dedizione.
È per me un privilegio poter accompagnare chi si rivolge a me nel loro percorso verso il benessere.

Qualche giorno fa abbiamo parlato della “Night Eating Syndrome”. Di seguito alcuni suggerimenti per migliorare il rappor...
05/01/2024

Qualche giorno fa abbiamo parlato della “Night Eating Syndrome”.

Di seguito alcuni suggerimenti per migliorare il rapporto con l’alimentazione serale/notturna. ⤵️

La NES è un disturbo complesso e ogni persona può sperimentare sintomi diversi. La gestione di questa condizione richiede una valutazione professionale che consenta di individuare le strategie più efficaci, adottando un approccio multifattoriale e tenendo conto delle specificità di ciascun caso.

Se hai dubbi o necessiti di supporto, non esitare a contattarmi.

Buon 2024! 💫Il mio augurio per voi è quello di sedervi al banchetto della vita ogni giorno, imparando a navigare nei suo...
01/01/2024

Buon 2024! 💫

Il mio augurio per voi è quello di sedervi al banchetto della vita ogni giorno, imparando a navigare nei suoi flussi, a volte disarmonici, restando comunque sintonizzati con il vostro più profondo sentire.
Ogni nuovo anno rappresenta un passaggio simbolico verso uno spazio di desideri, propositi, speranze e aspettative. Ne abbiamo bisogno per regolarizzare, significare e farci sentire impegnati nella costruzione del nostro benessere. Io vi auguro di non dimenticarvene e di poterlo mettere in pratica sempre, ogni giorno.
Che possiate scoprire sfaccettature di voi in grado di sorprendervi, continuare a desiderare, che significa avere qualcosa “da essere” ancora, ogni volta (anche il mancato desiderio ha da raccontare molto più di quanto si creda, prendetevene cura).
Vi auguro che il tempo possa scorrere senza sentire la necessità di misurarlo, di accoccolarvi in relazioni sane, di nutrire quelle passioni che “sa, mi sarebbe sempre piaciuto farlo”, di non aderire all’imperativo cieco dell’eliminazione del dolore quando si presenta, ma di aiutarlo a farsi strada per essere elaborato, compreso meglio, accettato e poi integrato nel vostro “Chi”, fatto di quella storia che è solo vostra.
Vi auguro di accorciare la distanza tra la vita pensata e quella vissuta.
Vi auguro di fare esperienza d’amore, di progettualità sentita e futuribile, di gratitudine, protezione, natura, compassione e cambiamento. 
Non rimandate la scoperta di voi stessi, può regalarvi la migliore esistenza possibile.

Dott.ssa Annamaria Spiotta

🎉 #2024

“- E quindi?- E quindi la smetta di comportarsi come se fosse un’azienda. La smetta di imporsi bilancie business plan. L...
29/12/2023

“- E quindi?
- E quindi la smetta di comportarsi come se fosse un’azienda. La smetta di imporsi bilanci
e business plan. La smetta di trattarsi ogni anno con la spietatezza di un consiglio di
amministrazione, piazzandosi scadenze e traguardi irraggiungibili. Si prenda un anno
senza propositi. Un anno per pretendere niente da sé. Con questo non voglio dire che
dovrebbe regredire a divano, rinunciando a ogni ambizione o reprimendo un sano istinto a
migliorare, ma non diventi nemico di sé. Non permetta che il cambio di una cifra su un
calendario la faccia sentire inadeguato. Ci pensa già tutto il resto.
Insomma, provi a passare quest’anno nuovo cercando di scoprire quello che è e non
quello che può essere. E soprattutto allenti un po’ la pressione su sé stesso. Non del tutto,
non tantissimo, ma neppure poco… come posso dire… qual è la parola…
- Un tantino?
- La odio.
- Buon anno.”

- Ho fatto una lista di buoni propositi.
- Oh no.
- Che c’è?
- Non di nuovo.
- Che ho detto?
- Da cinque anni ogni dicembre lei si presenta nel mio studio con un foglietto pieno di buoni propositi per l’anno nuovo. Me lo dà, lo leggiamo insieme, e dopo dodici mesi si rivela non solo essere il più grande esercizio di futilità letteraria mai redatto dall’uomo, ma soprattutto un testamento alla sua formidabile inettitudine nel raggiungimento di qualsiasi obiettivo autoimposto.
- Non crede di essere un tantino severo?
- Dalla lista dell’anno scorso, proposito numero uno: non dire più “un tantino”.
- Ci sto lavorando.
- È il 30 dicembre.
- Un tantino tardi, mi rendo conto. Ma questa volta è diverso, questa volta sono sicuro di poter rispettare ogni singolo proposito. Li legga, la prego. L’ha detto lei che sono queste le cose che ci aiutano nel nostro…
- Calvario.
- Esatto, percorso.
- Va bene, vediamo. Numero uno. Imparare l’arte della pazienza.
- Questo subito, entro fine gennaio lo chiudo.
- Due. Cercare di ascoltare di più. Oh, questo è importante.
- No, aspetti c’è dell’altro.
- Cercare di ascoltare di più… io che parlo. Davvero?
- Credo che la mia voce vada valorizzata.
- Se pensa che la sua voce vada valorizzata è nello studio del dottore sbagliato.
- Continui.
- Tre. Sforzarmi di non chiedere scusa anche quando non ho fatto niente di male.
- Scusi, non so come ci sia finito in mezzo quello, sono mortificato.
- Quattro. Provare a essere meno supponente e spocchioso.
- Lasci perdere questa, tanto non la capirebbe.
- Cinque. Ricominciare a considerare esseri umani le persone che ascoltano musica senza le cuffie in metro.
- Troppo?
- Ne abbiamo parlato tante volte, li deve menare altrimenti non faremo mai passi avanti.
- A proposito, sa che la ritengo un bravissimo psicologo e ho la massima stima nei suoi confronti?
- Be’, grazie. La sua è una dichiarazione inaspettata, ma gradita.
- Ci tenevo a farglielo sapere.
- Ho apprezzato molto. Sei. Iniziare a dire la verità al mio psicologo.
- Ops.
- Sette. Esserci sempre per chi ha bisogno di me. Questa se non altro è lodevole.
- Su whatsapp.
- Come?
- Su whatsapp. Esserci sempre su whatsapp. Per telefono mi pare un po’ eccessivo.
- Otto. Cercare di farmi piacere le cose che piacciono a tutti.
- Ho avuto dei problemi quest’anno, ma c’è ancora domani.
- Nove. Non farmi più fregare dagli articoli di giornale in cui vengo incoraggiato a inseguire i miei sogni.
- C’è anche un bis.
- Nove bis. Mollare tutto e girare il mondo. Sul serio?
- Repubblica dice che posso farlo.
- E infine dieci. Accettare con garbo le critiche. Sicuro?
- Certo.
- Questo foglio di carta è una barzelletta.
- Anche la sua laurea. Lei è l’Eurospin della medicina!
- Senta, io fra poco chiudo lo studio e vado in vacanza. Niente di speciale, le solite cose. Starò qualche giorno con la famiglia, vedrò qualche amico, forse riuscirò a finire un paio di libri che ho trascurato, forse no. Mi riposerò, mi romperò le p***e e mi lamenterò in egual misura, e a gennaio tornerò qua, come tutti. A lavorare, a lamentarmi, giornate belle, giornate brutte.
- Non la seguo.
- 1 su 10 alla 2.640millesima.
- Eh?
- È la probabilità che lei sia qui, in questo corpo, con questa faccia e con in mano questa, mi perdoni, demenziale lista. La probabilità che i suoi genitori si siano conosciuti, che si
siano piaciuti, che abbiano deciso di fare un figlio e che non fossero, che so, due lamantini. 1 su 10 alla 2.640millesima. Ci pensi bene. L’equivalente di far lanciare a 2 milioni di persone un dado con 1 trilione di facce ottenendo tutte lo stesso numero. Un numero più alto di tutti gli atomi presenti nell’universo. E questo escludendo le infinitesimali probabilità che questo succedesse proprio nel minuscolo lasso di tempo
durante il quale la Terra non è stata una landa inabitabile.
- Quindi sono una coincidenza?
- Di più, lei è miliardi e miliardi di coincidenze che incatenate fra loro in un’inquantificabile
serie di improbabilità l’hanno fatta essere. Può cercare e ottenere qualsiasi risultato nella
vita, ma nessuna vittoria che l’universo le potrà offrire sarà anche solo lontanamente
paragonabile alla sua esistenza.
- E quindi?
- E quindi la smetta di comportarsi come se fosse un’azienda. La smetta di imporsi bilanci e business plan. La smetta di trattarsi ogni anno con la spietatezza di un consiglio di amministrazione, piazzandosi scadenze e traguardi irraggiungibili. Si prenda un anno
senza propositi. Un anno per pretendere niente da sé. Con questo non voglio dire che dovrebbe regredire a divano, rinunciando a ogni ambizione o reprimendo un sano istinto a migliorare, ma non diventi nemico di sé. Non permetta che il cambio di una cifra su un calendario la faccia sentire inadeguato. Ci pensa già tutto il resto. Insomma, provi a passare quest’anno nuovo cercando di scoprire quello che è e non
quello che può essere. E soprattutto allenti un po’ la pressione su sé stesso. Non del tutto, non tantissimo, ma neppure poco… come posso dire… qual è la parola…
- Un tantino?
- La odio.
- Buon anno.
Il testo è di Nicolò Targhetta e la grafica di Amandine Delclos.

Indirizzo

Via Del Commissario, 42
Padua
35124

Telefono

+393791788380

Sito Web

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