12/02/2026
Incontro nel mio studio sempre più persone stanche e logorate dall’INDECISIONE:
cambio lavoro o resisto?
resto con il mio partner o chiudo la relazione?
scelgo l’amante o salvo il matrimonio?
Questa sofferenza nasce dal tentativo, spesso fallimentare, di risolvere dilemmi umani utilizzando esclusivamente la logica razionale.
È la trappola del “più ci penso, più rimando” e in realtà, come dice Stefano Bartoli “decido di non decidere”.
Sebbene filosofi e scienziati (Cartesio, 1637 o Laplace, 1814) abbiano esaltato la ragione nell’ultimo millennio, le moderne neuroscienze ci ricordano che la razionalità è uno strumento evolutivo recente e parziale.
Per milioni di anni, la vera bussola dell’essere umano è stata la parte emotiva (Damasio, 1994).
Ignorare le nostre emozioni, porta alla paralisi.
La maggior parte dei blocchi decisionali non è banale insicurezza o bassa autostima
ma un’incapacità a gestire le emozioni che quella scelta comporta.
E per farlo, non serve solo pensare di più ma è indispensabile integrare tre centri di intelligenza fondamentali citati da Roberta Milanese:
1. il pensare;
2. il sentire;
3. l’agire.
È proprio l’agire che spesso permette di sperimentare nuove sensazioni e di “sentire” la scelta corretta,
trasformando una decisione puramente teorica in un’esperienza vissuta che ci fa dire:
“ok, ho deciso!”.
Si può arrivare a questa conclusione da soli oppure aiutati da professionisti che lo fanno per lavoro.
Noi specializzati nell’approccio breve-strategico abbiamo tecniche che possono aiutare le persone a pren decisioni, facendosi guidare dalle proprie emozioni
Seguendo l’imperativo del nostro maestro costruttivista Von Foerster: “se vuoi vedere, impara ad agire”.
🎥 Questo video può darti qualche spunto in più ed è un estratto dell’intervista integrale disponibile sui canali del Centro di Terapia Strategica.
Buona visione.
Alessandro.