dr.ssa Fabiola Rebecca Lana Nutrizionista a Padova

dr.ssa Fabiola Rebecca Lana Nutrizionista a Padova Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di dr.ssa Fabiola Rebecca Lana Nutrizionista a Padova, Medicina e salute, Via Cristoforo Colombo 13, Padua.

Biologa Nutrizionista specializzata in nutrizione funzionale e nutrigenomica
Salute intestinale, infiammazione e equilibrio metabolico
Metilazione (MTHFR), nutrizione antiaging e alimentazione vegetale.

MTHFR, OMOCISTEINA E METILAZIONE… SONO UNA MODA?Negli ultimi anni la parola “metilazione” è diventata quasi una moda.Sem...
19/05/2026

MTHFR, OMOCISTEINA E METILAZIONE… SONO UNA MODA?

Negli ultimi anni la parola “metilazione” è diventata quasi una moda.

Sembra che basti trovare una variante per spiegare tutto: , , , , , difficoltà a dimagrire.

Ma la realtà è molto più complessa.
La metilazione, infatti, non è un “gene difettoso” ma un processo biologico fondamentale che il corpo utilizza continuamente per regolare energia, infiammazione, neurotrasmettitori, estrogeni, istamina, detossificazione e risposta allo stress.
In pratica, è uno dei sistemi che aiuta il corpo ad adattarsi.

Il problema è che molte persone cercano la risposta solo nella genetica quando il sistema è già sotto pressione da anni:

📌 intestino irritato
📌 sonno frammentato
📌 infiammazione cronica silenziosa
📌 stress persistente
📌 alimentazione apparentemente corretta ma poco tollerata

Il corpo non “si rompe” all’improvviso! Prima compensa...e nel tempo iniziano a comparire sintomi spesso sottovalutati:

nebbia mentale, sensibilità alimentari, fame nervosa, irritabilità, stanchezza anche dopo aver dormito, difficoltà di recupero.

È qui che parlare di può avere senso; non come etichetta genetica ma come capacità biologica di regolazione.

Anche l’ non è solo “un valore da abbassare”, ma un segnale metabolico che va contestualizzato insieme a intestino, infiammazione, nutrienti, stress e stile di vita.

Ed è anche il motivo per cui non tutte le persone reagiscono bene agli stessi integratori “metilati”:
☝🏼Per qualcuno possono essere utili.
☝🏼 Per altri possono aumentare agitazione, cefalea, tachicardia o insonnia.

Il punto non è spingere il sistema ma capire prima quanto quel sistema sia già sovraccarico.

Nel mio lavoro parto quasi sempre da:
✔️ sintomi
✔️ intestino
✔️ infiammazione
✔️ sonno
✔️ regolazione metabolica

METEROPATIA INTESTINALE?PERCHE’ CON QUESTO TEMPACCIO IL GONFIORE PEGGIORACi sono giorni in cui l’intestino sembra “impaz...
16/05/2026

METEROPATIA INTESTINALE?
PERCHE’ CON QUESTO TEMPACCIO IL GONFIORE PEGGIORA

Ci sono giorni in cui l’intestino sembra “impazzire” senza un motivo apparente.

👉 Ti svegli più gonfia. La pancia tira. Ti senti pesante, magari più stanca o con maggiore ritenzione, anche se stai mangiando come sempre.

🔎 Molto spesso questi peggioramenti coincidono con cambi di temperatura, umidità elevata, sbalzi meteorologici o giornate particolarmente instabili.
Non è “solo nella tua testa” 😀 L’organismo lavora continuamente per adattarsi all’ambiente esterno. Quando il sistema è già sotto stress — intestino irritato, sonno alterato, infiammazione, disbiosi o disregolazione ormonale — anche gli sbalzi climatici possono diventare un ulteriore fattore di carico.

Cosa succede spesso?
• rallenta la motilità intestinale
• aumenta la ritenzione di liquidi
• peggiora la sensibilità viscerale
• cambia la percezione del gonfiore
• aumenta il livello di stress fisiologico

In alcune persone questo si traduce in: gonfiore addominale, alvo più irregolare, pesantezza, fame nervosa, o maggiore reattività alimentare.
Per questo che tante donne mi dicono: “ci sono giorni in cui basta pochissimo e mi gonfio subito.”
Non sempre il problema è quello che hai mangiato nelle ultime 24 ore. A volte il corpo sta semplicemente mostrando che il sistema di regolazione è già in affaticamento.

Un intestino più stabile, un più equilibrato, un migliore e una minore rendono il corpo anche più adattabile agli stress esterni, compresi quelli ambientali. Perché il corpo non vive isolato ma risponde continuamente a ciò che succede dentro… e fuori di noi!

NON RIESCO A DOMAGRIRE, MI SENTO SEMPRE INFIAMMATA Donna di 55 anni, in  , riferisce aumento di peso progressivo (soprat...
14/05/2026

NON RIESCO A DOMAGRIRE, MI SENTO SEMPRE INFIAMMATA

Donna di 55 anni, in , riferisce aumento di peso progressivo (soprattutto addominale), , e . Ha già provato diverse diete, con risultati temporanei.

Racconta anche:

risvegli notturni

episodi di

sensazione di calore improvviso

Qui l’istamina si inserisce in un contestopiù ampio di dis-regolazione metabolica e ormonale. L’ cronica e l’attivazione dell’asse dello stress ( ) contribuiscono a peggiorare la sensibilità insulinica e favorire l’accumulo di grasso viscerale.

In questo caso, lavorare solo sulle calorie non può funzionare. È necessario ridurre il carico infiammatorio e ripristinare la capacità di regolazione del sistema.

HAI IL COLESTEROLO ALTO ANCHE SE MANGI BENE?  In molte persone il problema non nasce solo dall’alimentazione, ma da una ...
12/05/2026

HAI IL COLESTEROLO ALTO ANCHE SE MANGI BENE?
In molte persone il problema non nasce solo dall’alimentazione, ma da una che lavora lentamente.

Gli tiroidei aiutano il fegato a “ripulire” il sangue dal colesterolo . Quando la tiroide rallenta, anche questo meccanismo rallenta: il viene smaltito peggio e tende ad aumentare.

Per questo e colesterolo alto spesso viaggiano insieme.

Infatti, insieme all’aumento di LDL compaiono spesso anche:

📌

📌

📌 difficoltà a

📌

📌 costante

📌 sonno disturbato

📌 metabolismo lento

Il punto importante è che il colesterolo non è sempre il problema principale. A volte è il segnale di un metabolismo che sta cercando di adattarsi a uno squilibrio più profondo.

Per questo non basta “mangiare meno grassi”.

Bisogna capire perché il si è rallentato e cosa sta influenzando tiroide, intestino e infiammazione.

Quando il corpo torna a regolare meglio energia e metabolismo, spesso migliora anche il profilo lipidico.

LE UOVA FANNO MALE AL COLESTEROLO!Quante volte lo abbiamo sentito dire? Per anni uno degli alimenti più completi e nutri...
11/05/2026

LE UOVA FANNO MALE AL COLESTEROLO!

Quante volte lo abbiamo sentito dire? Per anni uno degli alimenti più completi e nutrienti è stato trasformato nel colpevole perfetto. Bastava nominare “uova” e subito compariva la paura del colesterolo, delle arterie “che si chiudono” e del rischio cardiovascolare.
Le evidenze scientifiche degli ultimi anni hanno progressivamente ridimensionato questo mito.
Il Framingham Heart Study, uno dei più importanti studi epidemiologici mai realizzati, non aveva trovato associazioni significative tra consumo moderato di uova e aumento del rischio di infarto o ictus.
Successivamente, una grande meta-analisi pubblicata sul British Medical Journal, che ha coinvolto milioni di persone, ha confermato che fino a un uovo al giorno non aumenta il rischio cardiovascolare nella popolazione generale.
Anche lo studio PREDIMED, punto di riferimento sulla dieta mediterranea, ha mostrato che le uova inserite in un’alimentazione equilibrata non peggiorano il profilo lipidico e, in alcuni casi, migliorano persino l’assetto delle lipoproteine.
E qui arriviamo alla parte più interessante.
Il problema, molto spesso, non è il singolo alimento ma il terreno biologico in cui quell’alimento viene inserito. Infatti, rispetto all’alimento, hanno un impatto cardiovascolare enormemente maggiore:

✔ infiammazione cronica
✔ insulino-resistenza
✔ stress ossidativo
✔ sedentarietà
✔ sonno alterato
✔ microbiota compromesso
✔ alimentazione ultra-processata.

LE UOVA (di qualità) contengono:
📌proteine ad alto valore biologico
📌 vitamina D
📌 vitamine del gruppo B
📌 colina
📌 minerali
📌 antiossidanti come luteina e zeaxantina
📌 fosfolipidi come la lecitina…che possono modulare l’assorbimento intestinale del colesterolo stesso!!!

Nel 2020 persino l’American Heart Association ha aggiornato le linee guida eliminando i vecchi limiti rigidi al colesterolo alimentare. Oggi il focus si è quindi spostato sulla qualità complessiva della dieta e sul contesto metabolico della persona.

HAI L’ACIDO URICO ALTO?Sicuramente ti hanno detto di eliminare subito:⚠ carne rossa⚠ legumi⚠ proteine in genere In realt...
09/05/2026

HAI L’ACIDO URICO ALTO?

Sicuramente ti hanno detto di eliminare subito:

⚠ carne rossa
⚠ legumi
⚠ proteine in genere

In realtà il metabolismo dell’acido urico è molto più complesso: una parte deriva dalle purine alimentari, ma oggi sappiamo che anche il fruttosio può contribuire in modo importante al suo aumento, soprattutto quando il metabolismo è già sotto stress.
Infatti, quando il fegato metabolizza elevate quantità di fruttosio consuma rapidamente ATP, cioè l’energia cellulare. Questo “scarico energetico” porta alla produzione di acido urico e contemporaneamente favorisce:

🔎 accumulo di grasso epatico
🔎 aumento dei trigliceridi
🔎 infiammazione metabolica
🔎 peggioramento della sensibilità insulinica

Qui molte persone si bloccano, perché continuano a ragionare sul singolo alimento, mentre il problema spesso è il contesto metabolico generale. Invece non è solo “cosa mangi”, ma:

✔ come funziona il tuo fegato
✔ quanto è infiammato il tuo sistema
✔ quanto stress stai accumulando
✔ come dormi
✔ come sta lavorando il tuo intestino
✔ quanto zucchero nascosto assumi ogni giorno

Concludo dicendoti che il problema raramente è la mela mangiata nel contesto di un’alimentazione equilibrata. Più spesso il carico arriva da:

📌 bevande zuccherate
📌 succhi e centrifughe
📌 prodotti ultra processati
📌 snack “fit”
📌 consumo continuo di zuccheri durante la giornata

Nel Metodo Riattiva FRL non lavoro mai solo sul valore alterato degli esami.
Cerco di capire perché il corpo sta producendo quel segnale.
Perché l’acido urico alto spesso non è il problema ma il campanello d’allarme.

LA STRATEGIA DEL TUMOREIl corpo si adatta più di quanto pensi.Sempre in merito al congresso di oncologia integrata vorre...
08/05/2026

LA STRATEGIA DEL TUMORE

Il corpo si adatta più di quanto pensi.

Sempre in merito al congresso di oncologia integrata vorrei mettere in luce un punto che spesso viene semplificato troppo.

Molte persone arrivano in ambulatorio convinte che basti “togliere lo zucchero” per mettere in difficoltà il tumore.
Capisco da dove nasce questa idea, perché alcune cellule tumorali utilizzano molto glucosio. È un dato reale ma fermarsi qui rischia di portare fuori strada.

Il problema è che la cellula tumorale non è rigida ma è adattabile.
Se trova tanto glucosio, utilizza quella via….ma se il glucosio diminuisce, non si ferma ma cambia strategia:
👉 Può iniziare a usare grassi.
👉 Può utilizzare amminoacidi come la glutammina.
👉 Può modificare completamente il suo metabolismo per continuare a sopravvivere.

🔎È un meccanismo che in biologia si chiama adattamento metabolico, ed è uno dei motivi per cui approcci estremi o troppo rigidi spesso non funzionano nel lungo periodo.
Questo non significa che l’alimentazione non conti ma che deve essere ragionata, non semplificata.

Perché non stiamo gestendo solo “una cellula”, stiamo gestendo un sistema complesso che si adatta continuamente.
E se non teniamo conto di questo, rischiamo di fare scelte che sembrano corrette… ma che in realtà non lo sono.

LO ZUCCHERO NUTRE IL TUMORE?Sì… ma non come pensi.Una delle frasi che sento più spesso è questa: “Mi hanno detto che dev...
07/05/2026

LO ZUCCHERO NUTRE IL TUMORE?

Sì… ma non come pensi.
Una delle frasi che sento più spesso è questa:

“Mi hanno detto che devo eliminare completamente gli zuccheri, perché nutrono il tumore”.

Questo è uno dei punti più discussi anche al congresso. E' comprensibile da dove nasce questa idea ma spiegata così è incompleta.
Il glucosio non è il nutrimento del tumore ma il nutrimento della vita.
Tutte le cellule del nostro corpo lo utilizzano, anche quelle sane. Il cervello, ad esempio, dipende quasi completamente dal glucosio per funzionare.
Allora dove sta il problema? Non tanto nel fatto che il tumore “usa lo zucchero”, ma nel modo in cui lo utilizza.

Alcune cellule tumorali attivano un metabolismo più rapido, meno efficiente, che permette loro di sopravvivere anche in condizioni difficili. È una forma di adattamento.
🔎 Se io tolgo drasticamente tutti i carboidrati, non sto colpendo solo la cellula tumorale. Sto mettendo sotto stress tutto l’organismo e la cellula tumorale, paradossalmente, è molto più adattabile della cellula sana.

Questo significa che il problema non è “togliere lo zucchero” ma, poiché il corpo funziona per equilibrio, è necessario:

📌 riequilibrare il sistema metabolico
📌 ridurre l’infiammazione
📌 migliorare la gestione glicemica
📌 lavorare sul terreno biologico

LA CELLULA NON IMPAZZISCE, SI ADATTA!Dopo il post di ieri, molte persone mi hanno scritto una domanda implicita:“Ma allo...
06/05/2026

LA CELLULA NON IMPAZZISCE, SI ADATTA!

Dopo il post di ieri, molte persone mi hanno scritto una domanda implicita:

“Ma allora cosa succede davvero dentro quella cellula?”

Provo a spiegartelo: la cellula tumorale non è semplicemente “impazzita”. È una cellula che si è adattata a un ambiente che nel tempo è cambiato.
Se il corpo si trova in una condizione di infiammazione cronica, stress ossidativo, alterazioni metaboliche, quella cellula cerca di sopravvivere e per farlo cambia il suo modo di funzionare.

Può iniziare a utilizzare l’energia in modo diverso, più veloce ma meno efficiente. Può diventare più resistente e imparare a “lavorare” anche in condizioni difficili.

Questo è un passaggio fondamentale da capire, perché cambia completamente il modo in cui si affronta la malattia:

🔎Se io vedo solo la cellula, cerco di eliminarla. Se capisco il contesto, inizio a farmi un’altra domanda: che ambiente sto creando nel mio corpo ogni giorno?

IL VERO PROBLEMA NON E' LA CELLULADi recente ho partecipato a un congresso di oncologia integrata in cui sono stati appr...
05/05/2026

IL VERO PROBLEMA NON E' LA CELLULA

Di recente ho partecipato a un congresso di oncologia integrata in cui sono stati approfonditi alcuni aspetti che nella pratica clinica stanno diventando sempre più centrali.
Ho pensato di condividere qui alcune riflessioni da oggi nei prossimi giorni, perché possono aiutare a comprendere meglio cosa succede davvero nel corpo, al di là delle semplificazioni che spesso si leggono.

👉 Molte persone, quando ricevono una diagnosi, iniziano a pensare che tutto sia iniziato “da una cellula impazzita”. In parte è vero, ma fermarsi qui significa perdere metà della storia.

⚠⚠⚠ Quella cellula non vive nel vuoto...vive dentro un ambiente, che è il tuo corpo, con il tuo sistema immunitario, il tuo metabolismo, il tuo intestino, il tuo stato infiammatorio. ⚠⚠⚠

Negli anni si è visto sempre di più che il tumore non è solo una malattia della cellula, ma anche del sistema che la circonda. È come se quella cellula fosse la punta dell’iceberg di qualcosa che si è modificato nel tempo:

📌 infiammazione cronica
📌 stress ossidativo
📌 alterazioni metaboliche
📌 disbiosi intestinale…
..sono il terreno su cui quella cellula si sviluppa. E questo cambia completamente il modo in cui dobbiamo ragionare.

➡ Non basta “togliere il tumore”. Serve capire cosa ha reso possibile la sua comparsa. È da qui che nasce l’approccio sistemico.

FRESCO NON SIGNIFICA PESCATO!Dottoressa, io mangio salmone fresco almeno 3 volte a settimana.”E ogni volta mi fermo un s...
04/05/2026

FRESCO NON SIGNIFICA PESCATO!

Dottoressa, io mangio salmone fresco almeno 3 volte a settimana.”

E ogni volta mi fermo un secondo. Non per giudicare, ma perché so già cosa sta per arrivare dopo:
“Beh sì, è fresco… quindi sarà pescato, no?'

No! Fresco non significa pescato...
Significa solo che non è stato congelato. Ma la stragrande maggioranza del salmone “fresco” che troviamo al supermercato o in pescheria è allevato, spesso in condizioni molto lontane dall’idea di naturalità che immaginiamo.

Negli ultimi mesi, anche diverse inchieste giornalistiche hanno mostrato cosa succede in molti allevamenti intensivi:

📌 densità altissime di pesci
📌 uso di trattamenti contro parassiti
mortalità elevata
📌 qualità nutrizionale che dipende fortemente dai mangimi

Il salmone è ricco di omega-3…ma non è l’unica fonte. E soprattutto non è automaticamente “sano” solo perché lo percepiamo così.

Quando un paziente mi dice che lo mangia 3 volte a settimana, il mio lavoro è portare consapevolezza:

✔️ alternare le fonti di omega-3

✔️ variare il pesce (sardine, sgombro, alici)

✔️ informarsi sull’origine (allevato vs selvaggio)

✔️ ridurre la frequenza, se necessario

Mangiare bene non è seguire mode ma capire davvero cosa mettiamo nel piatto.
Hai mai controllato da dove arriva il “tuo” ?

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Via Cristoforo Colombo 13
Padua
35020

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