23/01/2026
Perché molte ragazze iraniane camminano per strada con il naso bendato?
Quando si cammina per le strade di Teheran o di altre grandi città iraniane, è impossibile non notare un dettaglio che colpisce subito: molte ragazze portano una benda o un cerotto sul naso. Non si tratta di una moda passeggera né di un’indicazione medica nel senso tradizionale. Quelle strisce bianche che ricordano i segni lasciati dagli sport da combattimento non sono altro che il residuo visibile di un’operazione estetica — la rinoplastica — diventata quasi una consuetudine culturale.
In Iran, infatti, la chirurgia plastica al naso ha assunto proporzioni straordinarie. Il Paese è da tempo in cima alle classifiche mondiali per numero di interventi pro capite. Le ragioni di questo fenomeno affondano in una complessa rete di aspettative sociali, modelli di bellezza interiorizzati e dinamiche identitarie, in particolare per le donne. Nella cultura iraniana, spesso più che altrove, il volto — e in particolare il naso — è uno degli elementi più visibili dell’identità personale, soprattutto in una società in cui altre parti del corpo femminile sono coperte per legge. Il viso diventa, così, il principale strumento di comunicazione estetica.
Il naso con un dorso prominente, tipico di molte caratteristiche genetiche locali, è spesso percepito come un’imperfezione da correggere, quasi una barriera tra la persona e il proprio ideale di bellezza. E così la rinoplastica non è solo un atto chirurgico, ma un rito di passaggio, un mezzo per sentirsi accettati, moderni, parte di un mondo che premia la conformità a determinati canoni visivi.
Ma non è tutto. In molti casi, la benda sul naso non è nemmeno il segno di un intervento effettivamente eseguito. Alcune ragazze, soprattutto tra le fasce più giovani della popolazione urbana, la indossano volutamente come segnale simbolico. È una sorta di codice visivo che suggerisce un’appartenenza a una certa classe sociale o l’adesione a uno stile di vita “moderno”, occidentalizzato, aspirazionale. Proprio come un capo firmato o un accessorio di lusso, quel semplice cerotto può diventare un marcatore di status, un’affermazione sottile ma decisa: “posso permettermelo”.
Il paradosso è evidente. In un contesto in cui le libertà personali, specie per le donne, sono fortemente limitate, proprio il corpo — e nello specifico il volto — diventa un campo di espressione e, a suo modo, di emancipazione. Le bende nasali, dunque, non sono soltanto conseguenze di un intervento chirurgico. Sono anche simboli culturali stratificati, indicatori di desideri, pressioni, illusioni e aspettative. Dietro ogni cerotto, dietro ogni benda, non c’è solo un naso rimodellato. C’è il riflesso di una società intera, delle sue contraddizioni e delle sue aspirazioni.