29/07/2017
La pozione magica: farmaci e psicoterapia – modi di pensare
Essere disposti ad assumere un farmaco e/o ad intraprendere un percorso psicoterapeutico significa aver riconosciuto che “qualcosa non va” e cercare di porvi rimedio.
Riconoscere il proprio disagio è sempre un requisito fondamen-tale per potersi curare.
Pensare però che i farmaci siano la “pozione” che risolve tutto, e, alla stessa maniera, lo psicoterapeuta sia colui che ci rimette a posto in poche sedute, significa utilizzare il pensiero magico, ovvero illudersi. Quando scopriremo che i farmaci alleviano i sintomi ma non “guariscono” e la psicoterapia è un lungo, lungo cammino, la delusione e la rabbia che proveremo saranno proporzionali alla “grandezza” delle nostre illusioni, arrivando perfino a farci smettere di curarci: non abbiamo ottenuto “subito” i risultati sperati e quindi “la pozione” e/o “il mago” fanno schifo, e così ci rivolgeremo ad altri maghi e pozioni, in una girandola infinita.
Cominciare ad abbandonare l’idea del “tutto e subito”, accettare la possibilità di subire delle frustrazioni, di provare dolore, e, a volte, di doverci convivere per poterlo riconoscere ed affrontare, uscire dalla rigidità dei nostri pensieri, vuol dire cominciare ad allontanarsi da una prigione a volte angusta, a volte comoda e dorata, dalla quale, attraverso le sbarre, vediamo scorrere la nostra vita. Vuol dire cominciare a diventare protagonisti piuttosto che spettatori. Vuol dire cominciare a prendersi cura di sé.