Renato Banino - Psicologo Psicoterapeuta Psicodrammatista

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Renato Banino - Psicologo Psicoterapeuta Psicodrammatista Riflessione su temi inerenti al benessere psicologico Sono stato Psicologo presso l'istituto "Casa Breda" per malati di Sclerosi Multipla e SLA.

In circa 20 anni, come libero professionista, mi sono occupato delle problematiche relative alle seguenti fasce d'età: Scuole dell'Infanzia , Scuola Primaria, Scuola Secondaria di Primo e Secondo Grado con bambini, genitori, insegnanti, adulti. Mi occupo di consulenza e psicoterapia dei disturbi d'ansia e depressione, di personalità, di dipendenza, di consulenze di coppia e sostegno alla genitorialità.

28/07/2019

Ho sbagliato
Una delle frasi più difficili da dire. Forse perché siamo talmen-te fragili che il solo ammetterlo potrebbe mandare in frantumi l'ideale onnipotente che abbiamo di noi stessi? Forse perché la fragilità degli altri si riversa su di noi tramite comportamenti e commenti mortificanti? Forse perché non siamo più abituati ad un confronto sereno? Forse perché ci sentiamo sbagliati? Forse perché...
Sta di fatto che non riconoscere i propri errori ci impedisce di correggerli e quindi di crescere, di migliorarci. E questa diffi-coltà nel gestire le frustrazioni influisce anche sulla visione della nostra salute mentale: un conto è sentirsi sbagliati, un altro è sentirsi sofferenti o malati. Nel secondo caso puoi decidere di far qualcosa per star meglio.
E tutti quelli che non hanno questo tipo di problemi?
Beati loro!

21/07/2019

...Ero a Lucca in questi giorni e non ho potuto fare a meno di andarci...

26/12/2017

Chi Fa del bene a chi?
Questo Natale sono andato a suonare, con alcuni amici, all'Ospedale Civile di Padova.
Sono arrivato convinto di fare un piccolo concertino nel salottino/area comune del reparto nel quale eravamo stati invitati, per confortare un po' gli animi dei degenti. Ed in effetti così è cominciata la serata... Poi, però, ci hanno chiesto di poter fare un giro per il reparto e passare in alcune camere: il vedere la gioia e la sorpresa dipinti nel volto delle persone allettate, che, ad un certo punto, cantavano con noi e battevano le mani, mi ha talmente emozionato che ho trattenuto a stento lacrime di commozione... ed altrettanto mi hanno detto i miei amici di questa nostra esperienza.
Questo mi ha permesso di riempire il mio Natale di qualcosa di insperato, inatteso ma grande e benefico, che ha dato un senso totalmente diverso alla mia giornata e che rimarrà sempre con me.
E per questo grande regalo di Natale voglio ringraziare dicuore e di pancia tutti i pazienti e il personale della clinica medica 1 del Policlinico dell' OC di Padova

29/07/2017

La pozione magica: farmaci e psicoterapia – modi di pensare

Essere disposti ad assumere un farmaco e/o ad intraprendere un percorso psicoterapeutico significa aver riconosciuto che “qualcosa non va” e cercare di porvi rimedio.
Rico­noscere il proprio disagio è sempre un requisito fondamen-tale per potersi curare.
Pensare però che i farmaci siano la “pozione” che risolve tutto, e, alla stessa maniera, lo psicoterapeuta sia colui che ci rimette a posto in poche sedute, significa utilizzare il pensiero magico, ovvero illudersi. Quando scopriremo che i farmaci alleviano i sin­tomi ma non “guariscono” e la psicoterapia è un lungo, lungo cammino, la delusione e la rabbia che proveremo saranno proporzionali alla “grandezza” delle nostre illusioni, arrivando perfino a farci smettere di curarci: non abbiamo ottenuto “subito” i risultati sperati e quindi “la pozione” e/o “il mago” fanno schifo, e così ci rivolgeremo ad altri maghi e pozioni, in una girandola infinita.
Cominciare ad abbandonare l’idea del “tutto e subito”, accettare la possibilità di subire delle frustrazioni, di provare dolore, e, a volte, di doverci convivere per poterlo riconoscere ed affrontare, uscire dalla rigidità dei nostri pensieri, vuol dire cominciare ad allontanarsi da una prigione a volte angusta, a volte comoda e dorata, dalla quale, attraverso le sbarre, vediamo scorrere la nostra vita. Vuol dire cominciare a diventare protagonisti piuttosto che spettatori. Vuol dire cominciare a prendersi cura di sé.

10/01/2017

Il mago
“...Sei uno psicologo? Allora devo stare attento altrimenti mi leggi nel pensiero...”
Quante volte mi sono sentito rivolgere questa battuta… In effetti, riflettendoci, è un po’ vero. Non perché noi psicologi si legga nel pensiero ma piuttosto perché, di soli­to, chi approda nei nostri studi le ha prima provate tutte per risolvere i propri proble­mi: dalla medicina alla magia!
Già... la magia, il pensiero magico, la soluzione istantanea e duratura dei propri pro­blemi psicologici… Un po’ come vincere il superenalotto.
Lo psicologo è l’ultima spiaggia perché, sotto sotto, sappiamo che ci “costringerà” a guardare ciò che non vogliamo, a prendere atto di ciò che stiamo disperatamente cer­cando di seppellire nelle pieghe della mente.
Ma allora perché ci andiamo?… Forse perché siamo così stanchi di soffrire che riu­sciamo a vincere la paura e la vergogna, due tra le emozioni più forti… Forse perché ab­biamo deciso che vogliamo prenderci cura di noi stessi e non c’è nessuna magia che può farlo al posto nostro.

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Padua
35100

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