10/06/2018
Del suono.
Thoth completò la creazione con il solo suono della voce, come nella Bibbia si dice: “Nel principio era la Parola, la Parola era con Dio e la Parola era Dio” .
Il suono era importante per l’ Uomo fin dalla sua comparsa, ad esso era associato l’ evento e anche la creazione. La parola riuniva significanza ed emozione intesa come movimento creativo: evocando, invocando, materializzando un concetto, un’ idea, trasferendo e trasportando.
Archimede elaborò una cosmologia del suono: la geometria non era che musica solidificata ,la cui più magnifica manifestazione era data dalla vibrazione delle sfere celesti, menzionata anche dallo stesso Dante Alighieri. Il suono è la più elementare forma di radiazione che conosciamo, trasmette energia, non solo meccanica, ma anche metafisica, ha cioè significato ed è informazione, induce movimento e spostamenti, vibra simpaticamente altri corpi, entra in risonanza, insomma, è un processo energetico.
Molti esercizi spirituali prevedono l’ uso del suono per creare unità nei gruppi di persone e nelle fratellanze. Il suono accompagna le egregore, sviluppa la manifestazione.
Sia i monaci tibetani, che gli sciamani mongoli, sia i suonatori/cantori aborigeni che i cantori sardi, conoscono il potere degli armonici vocali e vengono usati, nelle antiche pratiche, sia in contesti guarigione, sia di riunione corale di comunità, con il Tutto, l’ Universo.
È interessante notare che, per comunicare anche con gli animali, l’ uomo, ha escogitato dei sistemi sonori e dei vocalizzi ottenendo degli effetti e dei comportamenti desiderati; sia i beduini, che i pastori sardi, usano le armoniche o gli ipertoni per riunire le greggi: Il cantore pastore “suona” con la voce di base e la esalta con una o due frequenze armoniche aggiuntive, cioè una o due note in più, comprimendo ed espandendo il suono dentro di sé , quindi, le pecore arrivano e si compongono in un semicerchio a dormire.
Le armoniche, come vuole la fisica pitagorica è simpatia o sintonia del pathos, quindi riuniscono. Curioso inoltre che, l’ uomo tragga questi primi vocalizzi per imitazione dalla natura, ovvero dagli ovini e cioè, quando smette di essere cacciatore-raccoglitore ma costruisce la Civiltà e diventa stanziale e costruttore.
Non solo l’ udito ne è coinvolto ma anche il resto del corpo. Molti sono i suoni non udibili, anche noi li produciamo, spesso inconsapevolmente. Nello spazio e nel tempo sacro, quello della cura, sono ben noti gli effetti benefici o malefici di tale strumento. Sappiamo benissimo, infatti, che la stessa Voce è in grado di influire sulla materia e sullo spirito. Pur usando una formula con la pressione e il tono giusto, il timbro può vanificarla in quanto, non rispettare le armoniche rivela una distonia dell’ intenzione e quindi, dello spirito.
Gli antichi illuminati, i buddisti, specialmente tibetani, ma anche i sapienti di antiche civiltà primitive fossili, conoscevano e conoscono il potere del suono e il suo utilizzo.
Era ed è speciale nei templi. Gli strumenti impiegati, rivelano quale importanza avesse, tanto da considerare l’ architettura del tempio, come parte integrante del progetto dello strumento stesso. Erone di Alessandria e Vitruvio, solo due nomi a titolo di esempio, erano maestri di quest’ Arte.
Archimede, quello più evidente, il padre dell’ organo come lo conosciamo noi, lascia tra le sue scoperte uno strumento ancora oggi fondamentale nella liturgia. Con Bach vediamo l’ interazione simpatica con le anime nei rituali e, il suono, usato in modalità pitagorica, crea quelle geometrie che rispettano le regole auree del maestro: suono, durata, tempo e ritmo, armonia, sono più di un semplice messaggio sonoro, non solo accompagnamento alle funzioni, ma vero e proprio catalizzatore animico.
Fr. Benjamin Franklin, noto per la sua sconfinata passione per la tecnica, lavorando sul suono sublime, inventò la glassarmonica, tanto potente, nell’ induzione di trance ipnotiche lavorando nel profondo della psiche, quanto temuta e minacciosa per i bigotti dell’ epoca che, nottetempo, entrarono con torce e forconi dov’ era custodita e la distrussero. L’ effetto del “risuonare” o entrare in sintonia è noto anche nell’ induzione di stati alterati di coscienza: crea stati di trance, di coscienza aumentata (per cui riusciamo a fare cose straordinarie), annulla il pensiero o ne permette la sua visualizzazione (detto effetto sinestetico)
L’ambiente e la tecnica: fra i più complessi per aspetti funzionali e simbolici, l’aspetto acustico dei templi è stato spesso trascurato, non solo da architetti, ingegneri e tecnici, ma anche dagli stessi committenti. Il falso mito che, un impianto di amplificazione adeguato possa risolvere ogni problema di progetto, è ampliamente sfatato, tuttavia le conoscenze trasmesseci a partire da Perillo di Atene, per arrivare ad Alan Blumlein, inventore della riproduzione binaurale (la cosiddetta stereofonia), è possibile produrre e riprodurre suono e suoni con diversi gradi di fedeltà, sempre nel rispetto del contesto architettonico “fisico”.
Riguardo l’ impianto acustico del tempio: pedane e casse armoniche a pavimento, cori rivolti a est, pareti, cupole ed archi a riverbero, sbalordirono gli stessi compositori di musica sacra per quanto precisi erano gli effetti desiderati ed ottenuti dagli architetti, tanto da creare effetti stereofonici attraverso le navate, come quelle della Basilica di S. Marco. Altro aspetto era il contesto: a parte gli arredi, che influivano non poco, si teneva di conto anche della presenza degli individui: infatti, il suono non era lo stesso, con o senza gli individui, che cantassero o pregassero all’ unisono. Sul rispetto dell’ Arte Architettonica del suono ci sarebbe molto da dire ma cito solo un caso di esempio: è un peccato sentire la preghiera cantata nella Moschea blu di Istanbul, amplificata da un impianto voce da supermercato, toglie la magia, toglie la sacralità.
Il suono utile, quello che noi usiamo e udiamo, va dai 20 ai 15.000 cicli al secondo, quello nelle intenzioni di Mozart, che Noi conosciamo bene, ci dovrebbe stare assolutamente tutto: rumori di fondo, frequenze spurie e parassite, non devono esserci, il suono deve essere pulito, corretto e lineare,
se vogliamo, amplificato adeguatamente all’ ambiente ed alla circostanza ma deve essere emesso correttamente, non immaginato, non deve affaticare all’ascolto, deve praticamente arrivare immediato, (non mediato) pulito e diretto, deve arrivare al cuore.
Dott. Pier Paolo Bottin.