Elena Carraro Psicologa

Elena Carraro Psicologa Mi chiamo Elena Carraro, sono una psicologa, divulgatrice e content creator.

Il percorso verso l’adultità è costellato di nodi complessi. Del resto, tutti inevitabilmente ci ritroviamo a percorrerl...
03/02/2026

Il percorso verso l’adultità è costellato di nodi complessi. Del resto, tutti inevitabilmente ci ritroviamo a percorrerlo per la prima volta e le strade nuove, oltre alla curiosità e all’eccitazione, suscitano spesso timore e preoccupazione.

Come psicologa mi ritrovo spesso - e con gioia - ad incontrare giovani adulti alle prese con questa fase delicata della vita. Spesso il lavoro insieme ha a che fare anche con il fare chiarezza rispetto a ciò che “diventare grandi” significa.

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, essere adulti non vuol dire rinunciare alla propria umanità e vulnerabilità, né smettere di avere bisogni, desideri ed emozioni. Significa piuttosto imparare a riconoscerli e ad assumersi la responsabilità del modo in cui ce ne si prende cura, con la consapevolezza che è anche attraverso questo che si contribuisce a dare forma alla propria vita, alle proprie relazioni e a sé.

Queste sono alcune delle riflessioni che più di frequente ritornano nello spazio di terapia. Che altro aggiungereste?

29/01/2026

Il controllo è una delle strategie più comuni per gestire la paura, l’ansia e i sentimenti spiacevoli legati all’insicurezza. É, allo stesso tempo, una delle strategie meno efficaci sul lungo termine.

Perché? Perché si basa su un errore fondamentale.

L’idea che sorregge questo meccanismo é quella tale per cui se abbiamo controllo sulla realtà, su noi stessi, sugli altri allora potremo evitare di trovarci nelle situazioni che ci mettono in difficoltà e di conseguenza potremo evitare ciò che di difficile queste situazioni portano con sé per noi: l’imbarazzo, il senso di inadeguatezza, il pensiero di non essere abbastanza intelligenti, capaci, attraenti e così via.

L’evitamento, tuttavia, finisce inevitabilmente per alimentare la narrazione angosciante che facciamo della realtà e quella svalutante che facciamo di noi.

La sicurezza, quella che davvero funge da antidoto efficace all’ansia, si crea invece dimostrandoci di poter sopravvivere agli eventi che ci mettono in difficoltà. Non abbiamo bisogno di sapere esattamente cosa succederà, ma di sapere che qualsiasi cosa succederà sapremo affrontarla.

E per poter credere questo non ci serve il controllo, ma la fiducia in noi.

Uno dei passaggi evolutivi più significativi nel viaggio verso l’adultità é quello che vede la relazione con i nostri ge...
27/01/2026

Uno dei passaggi evolutivi più significativi nel viaggio verso l’adultità é quello che vede la relazione con i nostri genitori cambiare.

Pur senza perdere il nostro ruolo di figli, possiamo approcciarci ai nostri genitori da una posizione differente, più paritaria, e incrociare i loro occhi senza dover alzare troppo lo sguardo.

Possiamo essere adulti che parlano con adulti.

Così guadagniamo una nuova prospettiva sulle cose: riuscendo a scorgere alle spalle dei nostri padri e delle nostre madri la loro storia, possiamo finalmente pensarli umani tanto quanto noi e riappropriarci dell’opportunità di scegliere, nel presente, come rapportarci a loro nella piena consapevolezza delle risorse e dei limiti di ciascuno.

Quando parliamo di trauma, la nostra mente viaggia spontaneamente e automaticamente verso eventi comunemente considerati...
23/01/2026

Quando parliamo di trauma, la nostra mente viaggia spontaneamente e automaticamente verso eventi comunemente considerati tragici: catastrofi naturali, guerre, incidenti drammatici, violenze terribili.

Ciascuno di questi esempi può certamente rappresentare un’esperienza traumatica. Tuttavia per comprendere realmente ciò che il trauma é, é necessario cambiare punto di osservazione.

Il trauma può essere definito com un’esperienza negativa psicologicamente insostenibile, incomprensibile e stressante che stravolge profondamente l’equilibrio e l’ordine delle cose dando luogo ad una ferita profonda che causa sofferenza e lascia tracce nel tempo.

Ciò che rende un’esperienza traumatica non è solo la sua oggettiva gravità, ma il modo in cui viene vissuta e l’assenza, in quel momento, di risorse interne o di supporti esterni sufficienti ad elaborarla e significarla. È l’esperienza di sentirsi sopraffatti, impotenti, soli, senza strumenti per comprendere o dare senso a ciò che sta accadendo.

In quest’ottica, il trauma non ci parla solo di ciò che é accaduto, ma anche di ciò che è mancato mentre stava succedendo: sicurezza, contenimento, comprensione, aiuto.

Ed è proprio per questo che il trauma non può essere giudicato dall’esterno né misurato secondo criteri universali. Esiste nella relazione tra l’evento e la persona che lo ha attraversato, e continua a vivere nelle modalità con cui quella ferita cerca, ancora oggi, di rimarginarsi.

La terapia é strumento di cambiamento, ma ci insegna anche molte cose su di esso. Seduta dopo seduta scopriamo che il ca...
06/01/2026

La terapia é strumento di cambiamento, ma ci insegna anche molte cose su di esso. Seduta dopo seduta scopriamo che il cambiamento non é una trasformazione magica, ma l’esito di un percorso tutt’altro che lineare e spesso faticoso.

Avere chiaro questo punto é importante, in quanto ci permette di orientare le nostre aspettative nei nostri confronti in modo realistico e di guardare alle resistenze (che sempre si attivano quando cerchiamo di scardinare vecchi schemi per far posto a quelli nuovi) con comprensione invece di giudizio.

Del resto c’è un solo e unico modo di procedere, in terapia e nella vita: un passo alla volta.

❤️

La fine di un anno rappresenta spesso un momento di bilanci. Nel ti**re le somme di questo 2025 ormai in conclusione, il...
31/12/2025

La fine di un anno rappresenta spesso un momento di bilanci. Nel ti**re le somme di questo 2025 ormai in conclusione, il mio augurio - ed il mio invito - é quello di poter considerare nella lista dei vostri traguardi raggiunti non solo i successi più splendenti, ma anche i piccoli passi compiuti verso luoghi, rapporti e pensieri più gentili e autentici.

Il cambiamento raramente si manifesta come uno strappo netto. Più spesso è una linea tratteggiata, in cui ogni segmento rappresenta una piccola trasformazione: una differenza nel modo in cui ci parliamo, un “no” detto con un po’ più di fermezza, una richiesta di aiuto concessa a noi stessi nel momento del bisogno.

Che questa fine possa allora diventare uno spazio di riconoscimento, non di giudizio. Un tempo per accorgersi di quanto, anche senza clamore, ci siamo già mossi e ci stiamo muovendo.

Buon ultimo giorno del 2025 a voi e che possa essere un giorno gentile 🌟

Non raramente mi capita di incontrare in terapia persone che, nel narrare la loro storia, affermano di non avere idea di...
19/12/2025

Non raramente mi capita di incontrare in terapia persone che, nel narrare la loro storia, affermano di non avere idea di quale sia l’origine della loro sofferenza.
“Ho avuto un’infanzia normale” dicono “Niente tragedie, niente traumi, niente che possa spiegare perché ora mi sento così”.

Uno dei fraintendimenti più diffusi sul funzionamento della nostra mente é che le difficoltà che riscontriamo a livello psicologico siano frutto unicamente di eventi terribili avvenuti ad un certo punto della nostra vita. In questi casi, il rapporto tra causa e conseguenza é evidente e molto più difficile da ignorare.

Eppure non é sempre così. In molti altri casi, a fare la differenza non é tanto ciò che di negativo é accaduto, ma ciò che di positivo é mancato: la sintonizzazione emotiva, il contenimento, l’esperienza di sentirsi visti, accettati, valorizzati. Quando i nostri bisogni di bambini umani non vengono soddisfatti, lì può infilarsi il dubbio, l’insicurezza, il dolore. Qualcosa accade comunque, solo che accade in un luogo meno esposto: dentro di noi.

Alcune ferite nascono dall’assenza, non dall’eccesso. Comprendere questo significa darsi la possibilità di validare la propria fatica e il proprio dolore e di prendersi cura, finalmente, di ciò che non é mai stato visto.

Le parole che ci vengono rivolte da bambini spesso rimangono con noi ben oltre l’infanzia. Possono risuonarci nelle orec...
16/12/2025

Le parole che ci vengono rivolte da bambini spesso rimangono con noi ben oltre l’infanzia.

Possono risuonarci nelle orecchie per lungo tempo e diventare via via parte del nostro dialogo interno, modellando il modo in cui pensiamo e parliamo a noi stessi.

Parte del lavoro che si fa in terapia ha a che fare con questo: modificare il copione che scandisce la nostra vita, sostituendolo con nuovi modi di guardare, interpretare, vivere le cose che accadono dentro e fuori da noi. Per farlo, però, abbiamo bisogno di voci nuove e di parole diverse, adatte a sostituire quelle che a lungo tempo hanno abitato la nostra testa. Voci e parole che possiamo scegliere di fare nostre, un giorno alla volta.

Inauguro oggi una nuova rubrica di post: la domanda della settimana 🌟 Ogni settimana, condividerò in formato post una de...
12/12/2025

Inauguro oggi una nuova rubrica di post: la domanda della settimana 🌟

Ogni settimana, condividerò in formato post una delle domande ricevute attraverso la box del weekend con annessa la mia risposta. Sceglierò lo scambio che più vi è piaciuto e ha risuonato con voi.

La domanda di questa settimana ha a che fare con il sentirsi in ritardo, una sensazione comune a molti giovani adulti alle prese con la definizione del proprio percorso di vita.

Vi aspetto nei commenti se vorrete condividere il vostro pensiero.

Non è vero che non sei abbastanza, è solo che fai cose che ti portano a pensare di non esserlo ❤️‍🩹Molte delle convinzio...
22/11/2025

Non è vero che non sei abbastanza, è solo che fai cose che ti portano a pensare di non esserlo ❤️‍🩹

Molte delle convinzioni negative che abbiamo su noi stessi - quelle che, l’Analisi Transazionale direbbe, scandiscono il nostro copione di vita - sono sorrette da comportamenti che mettiamo in atto più o meno inconsciamente e che vanno indirettamente a riconfermarle.

Ad un primo sguardo questo potrebbe sembrare controproducente e insensato: perché mantenere tali pensieri, nel momento in cui sovente non ci fanno stare bene?

Il punto è che, pur nella loro pesantezza, queste convinzioni fanno parte dell’immagine che abbiamo costruito di noi e a loro volta sostengono meccanismi che sono stati necessari per la nostra sopravvivenza. Di conseguenza, metterle in discussione può essere terrificante.

Uno dei lavori che si fanno nello spazio di terapia è proprio quello di rivedere le nostre convinzioni negative, al fine di comprenderne il significato e la funzione e di sostituirle, passo dopo passo, con pensieri diversi, più funzionali e reali.
Per farlo, è fondamentale poter diventare consapevoli dei tanti modi in cui contribuiamo a tenerle in vita.

Indirizzo

Padua

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 19:00

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Elena Carraro Psicologa pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi

Share on Facebook Share on Twitter Share on LinkedIn
Share on Pinterest Share on Reddit Share via Email
Share on WhatsApp Share on Instagram Share on Telegram

Digitare