Dott.ssa Karen Avarello Psicologa Psicoterapeuta

Dott.ssa Karen Avarello Psicologa Psicoterapeuta Consulenza, supporto psicologico, psicoterapia individuale, di coppia, familiare. Sostegno alla genitorialità, Training Autogeno, CTU, CTP

25/04/2026

La storia di un popolo è fatta di ferite, di resistenze e di rinascite.

Il 25 Aprile ci insegna che la libertà non è un'acquisizione statica, ma un atto di coraggio che necessita di rigenerazione continua. Liberarsi significa sciogliere i nodi che impediscono la crescita, superare i timori e costruire spazi di ascolto e rispetto reciproco.
Oggi celebriamo la forza di chi ha lottato per darci il diritto di scegliere chi essere.
Come comunità professionale, ci impegniamo quotidianamente affinché ogni individuo possa vivere in una società libera da pregiudizi, oppressioni, disuguaglianze. In questo impegno, riconosciamo il valore più alto della nostra professione: il dovere di agire con consapevolezza per proteggere la dignità delle persone e l'integrità dei legami sociali.

Buona Festa della Liberazione a tutte e tutti!

Diventare madre è un’esperienza profonda e trasformativa, ma anche complessa e, a volte, faticosa.Nel mio lavoro come ps...
24/04/2026

Diventare madre è un’esperienza profonda e trasformativa, ma anche complessa e, a volte, faticosa.

Nel mio lavoro come psicoterapeuta, incontro spesso neo-mamme che, nel periodo precedente e successivo al parto, si sentono sole, inadeguate, poco competenti. Donne che portano sulle proprie spalle gran parte del carico della maternità, anche quando il partner è presente.

Dopo il parto possono emergere stanchezza, fragilità, senso di smarrimento. Ed è proprio per questo che il periodo perinatale è così delicato e richiede attenzione, ascolto e supporto.

Purtroppo, a volte, la paura di essere giudicate o fraintese può diventare un ostacolo nel chiedere aiuto. Come nel recente fatto di cronaca che ha coinvolto una giovane madre: il timore che la propria fragilità potesse portare a un allontanamento dai figli è diventato insostenibile. Ma è importante dirlo chiaramente: i servizi socio-sanitari esistono per sostenere, non per punire.

Chiedere aiuto non è un segno di debolezza, ma un atto di cura verso se stesse e verso i propri figli.

Se sei una neo-mamma e ti senti sopraffatta, non restare sola. Parlane. Condividi. Rivolgiti a professionisti.

C’è uno spazio per te, e meriti di essere sostenuta. 🩷

Un gesto di affetto non ha solo una funzione emotiva, ma anche biologica.Un abbraccio, una carezza o tenersi per mano, q...
18/04/2026

Un gesto di affetto non ha solo una funzione emotiva, ma anche biologica.

Un abbraccio, una carezza o tenersi per mano, quando vissuti come sicuri e desiderati, possono attivare circuiti neurobiologici legati alla regolazione dello stress e al senso di connessione.

La ricerca mostra che il contatto affettivo può favorire il rilascio di ossitocina, sostanza associata a fiducia, attaccamento e calma, e contribuire alla riduzione del cortisolo. Studi sul contatto di coppia e sul supporto relazionale evidenziano inoltre effetti positivi su frequenza cardiaca, pressione arteriosa e risposta allo stress.

Il nostro sistema nervoso, infatti, si regola anche attraverso la relazione: la presenza accogliente dell’altro può diventare una forma concreta di co-regolazione emotiva.

Un punto fondamentale però è che non è il gesto in sé a generare benessere, ma il modo cui viene percepito. Solo un contatto consensuale, rispettoso e sentito come sicuro produce effetti benefici.

A volte, tenere una mano può comunicare al cervello ciò che le parole non riescono a dire, ad esempio: “qui sei al sicuro”.
💞E tu, che peso dai ai gesti d’affetto in una relazione?

stress salutementale intelligenzaemotiva

👉Pubblico nuovamente un vecchio post visto che oggi è la giornata internazionale della respirazione: 🧘🏼‍♀️ “Spazio al be...
11/04/2026

👉Pubblico nuovamente un vecchio post visto che oggi è la giornata internazionale della respirazione:

🧘🏼‍♀️ “Spazio al benessere” - Consiglio n. 1: Respira - ❓Quante volte sei consapevole di stare respirando? - -🗣 La respirazione è un atto in parte sotto il controllo della nostra volontà e in parte assolutamente involontario. La maggior parte del tempo infatti il respiro è automatico, cioè non ci accorgiamo nemmeno che stiamo respirando. - 🧠 Il respiro è connesso con l’attività del sistema nervoso e viene modulato da essa e dal nostro stato emotivo. -

Pensate a quante espressioni di uso comune che descrivono le emozioni fanni riferimento al respiro: “Fu così sorpreso che restò senza fiato” oppure “Era talmente emozionato che gli mancava il respiro” o “Ho avuto una giornata così piena che devo riprendere fiato”. - ☹️ Nelle persone tese il respiro è irregolare e di volume variabile;
😌 il respiro è invece calmo e regolare nelle persone rilassate. -

Viceversa, se moduliamo il nostro respiro, inspirando ed espirando profondamente, riusciamo ad ottenere in pochi istanti un abbassamento del nostro livello di tensione, fisica ed emotiva. -

E questo accade perché, così facendo, agiamo allentando l’attività del sistema nervoso simpatico che è connesso con gli stati di allerta e aumentando l’attività del sistema nervoso parasimpatico che, al contrario, è attivo nello stato di calma e rilassamento.

Quindi....respira! 😊

Fatichi a mettere confini con i tuoi genitori?Lo “svincolo” è un passaggio fondamentale nel ciclo di vita di ogni person...
10/04/2026

Fatichi a mettere confini con i tuoi genitori?
Lo “svincolo” è un passaggio fondamentale nel ciclo di vita di ogni persona.

In terapia sistemica, indica il processo di uscita dalla famiglia di origine: non una rottura, ma una trasformazione del legame. Significa ridefinire le relazioni, costruire la propria identità e iniziare a stare nel mondo come individui autonomi.

Svincolarsi implica anche imparare a mettere confini: dire “questo sono io” e “questo sei tu”, riconoscendo ciò che si vuole portare con sé e ciò che, invece, è necessario lasciare andare.

Non è un percorso lineare né privo di fatica. Può portare con sé sensi di colpa, ambivalenze, paure. Ma è anche uno spazio di crescita, in cui diventa possibile costruire relazioni più consapevoli, libere e autentiche.

Svincolarsi non significa smettere di appartenere, ma scegliere come appartenere.
Senti che questo tema ti risuona?

relazioni

Ieri, per caso, ho attraversato in bici un luogo che non conoscevo e mi è apparso improvvisamente lo scorcio di un paesa...
04/04/2026

Ieri, per caso, ho attraversato in bici un luogo che non conoscevo e mi è apparso improvvisamente lo scorcio di un paesaggio bellissimo, al punto che mi sono fermata ad ammirarlo, anche se ero diretta altrove.

Quell’incontro inatteso mi ha ricordato quanto sia prezioso concedersi il tempo di sostare, di deviare, di accogliere ciò che ci sorprende.

In questi giorni di festa vi invito a rallentare e a prendervi il tempo per assaporare ogni momento bello, anche quando non era previsto.

Perché spesso è lì, nei dettagli che non stavamo cercando, che troviamo qualcosa che ci nutre davvero.

Vi auguro una Pasqua serena, fatta di presenza, scoperta e piccoli momenti di bellezza ✨


Ci sono fatti di cronaca che scuotono profondamente, soprattutto quando coinvolgono adolescenti. Episodi di violenza est...
31/03/2026

Ci sono fatti di cronaca che scuotono profondamente, soprattutto quando coinvolgono adolescenti. Episodi di violenza estrema, come l’aggressione a un’insegnante o il progetto di un attentato, ci spingono ad interrogarci come adulti prima ancora che come professionisti.

Al di là dello sconcerto, credo sia fondamentale provare a leggere questi eventi anche in chiave psicologica ed educativa.

Molti ragazzi oggi faticano enormemente a tollerare la frustrazione. La frustrazione di un voto percepito come ingiusto, di un “no”, di un limite, di un bisogno che non trova soddisfazione immediata. Quando non si è allenati a stare dentro queste emozioni, esse possono trasformarsi in qualcosa di ingestibile: rabbia, vergogna, senso di esclusione, percezione di non essere visti o riconosciuti.

In alcuni casi estremi, l’altro — insegnante, genitore, pari — viene vissuto non più come interlocutore, ma come ostacolo. E quando l’altro diventa ostacolo, può essere percepito come persecutorio. Da qui, il rischio di una pericolosa distorsione: eliminare l’altro per eliminare il dolore interno.

Ma eliminare l’altro non elimina l’emozione.

Questi episodi ci ricordano quanto sia urgente, come adulti, assumerci una responsabilità educativa chiara: insegnare ai ragazzi a tollerare la frustrazione. Non evitarla, non aggirarla, non anestetizzarla, ma attraversarla.

Tollerare la frustrazione significa imparare che:
• non tutto è immediatamente ottenibile
• non tutto è sotto il nostro controllo
• non sempre veniamo riconosciuti come vorremmo
• non tutte le situazioni sono giuste, ma non per questo sono insostenibili

Significa anche aiutare i ragazzi a distinguere tra ciò che va accettato e ciò che può essere cambiato e, soprattutto, come cambiarlo in modo costruttivo, senza distruggere sé stessi o gli altri.

Per farlo, serve presenza adulta: ascolto reale, legittimazione emotiva, ma anche confini chiari. Serve insegnare che le emozioni, anche quelle più intense, possono essere pensate, nominate, condivise.
Non possiamo eliminare la frustrazione dalla vita dei ragazzi. Ma possiamo aiutarli a non esserne travolti.

✨ Comunicare meglio è possibile (e si può imparare)Quante volte una conversazione finisce in incomprensioni, silenzi o t...
24/03/2026

✨ Comunicare meglio è possibile (e si può imparare)

Quante volte una conversazione finisce in incomprensioni, silenzi o tensioni?
La verità è che spesso non è cosa diciamo, ma come lo diciamo.

La comunicazione efficace non è innata: è una competenza psicologica che si può allenare ogni giorno, nelle relazioni di coppia, amicizia e lavoro.

💬 Ecco 4 modalità di comunicazione più funzionali che possono davvero fare la differenza:

• Parti da te: esprimere i propri vissuti senza accusare
• Ascolta per capire, non per rispondere
• Riconosci il valore dell’altro
• Dai spazio al dialogo, con tempi adeguati

Piccoli cambiamenti nel modo di comunicare possono trasformare profondamente la qualità delle relazioni.

👉 Scorri il carosello per scoprire come applicarle concretamente

Si parla spesso dell’importanza dell’amore materno, della cura, dell’accoglienza. Più raramente ci soffermiamo su un’alt...
19/03/2026

Si parla spesso dell’importanza dell’amore materno, della cura, dell’accoglienza. Più raramente ci soffermiamo su un’altra figura altrettanto fondamentale nello sviluppo psicologico: il padre, inteso non solo come presenza affettiva, ma come riferimento normativo.

La funzione paterna, in psicologia, non coincide necessariamente con una persona specifica, ma con un ruolo: quello di introdurre il limite, la regola, il “no” che struttura. È ciò che aiuta il bambino a uscire da una dimensione in cui tutto è possibile per entrare in una realtà fatta anche di confini, frustrazioni e responsabilità.

È proprio attraverso questi confini che si costruisce la libertà autentica. Senza regole interiorizzate, il bambino rischia di crescere disorientato, in balia dei propri impulsi, senza strumenti per gestire il desiderio e la relazione con gli altri. La funzione paterna, quindi, non reprime: orienta.

Un padre che sa dire “no” senza umiliare, che sa essere fermo senza essere rigido, trasmette sicurezza. Perché il limite, quando è chiaro e coerente, non è una punizione, ma una forma di contenimento emotivo. È ciò che permette al figlio di sentirsi protetto dentro una struttura prevedibile.

Allo stesso tempo, la funzione normativa non è separata dalla funzione affettiva: è proprio quando il bambino si sente visto e riconosciuto che può accettare più facilmente il limite. Regola e relazione non sono in contraddizione, ma profondamente intrecciate.

In una società che spesso fatica a tollerare la frustrazione e che tende a evitare il conflitto, recuperare il valore della funzione paterna significa restituire dignità al concetto di limite. Non come ostacolo alla felicità, ma come condizione necessaria per costruire individui autonomi, responsabili e capaci di stare nel mondo.

Perché crescere non è solo essere amati. È anche imparare dove finiamo noi e dove iniziano gli altri.

👴 Buona festa del Papà!

La sintonizzazione affettiva è la capacità del genitore di riconoscere e rispondere alle espressioni emotive del proprio...
16/03/2026

La sintonizzazione affettiva è la capacità del genitore di riconoscere e rispondere alle espressioni emotive del proprio bambino.

Attraverso queste piccole interazioni quotidiane il bambino impara a sentirsi visto, compreso e al sicuro, costruendo le basi della propria sicurezza emotiva.

Non servono genitori perfetti, ma genitori sufficientemente presenti. 🤍

🌈 Se vuoi approfondire nel mio blog trovi il nuovo articolo dedicato alla sintonizzazione affettiva tra madre e figlio.

Visita il mio sito per saperne di più 😊

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