19/03/2026
In appendice all’ultimo numero del Knotgarden, Chiara Baradello, biologa e nutrizionista, ci mostra un interessante scorcio sulla vita complessa e sorprendente delle piante e della loro eccezionale interconnessione con l’ambiente circostante. A mano a mano che si procede nella lettura e si scoprono curiosità e meraviglie di questo mondo verde che spesso diamo per scontato, cominciano a crearsi ampie risonanze con la complessità della psiche, delle relazioni umane, sociali, dell’esperienza psicoanalitica, dell’importanza del setting come ambiente, appunto, da dare per scontato. Ad esempio, Baradello ci racconta: “Le piante [...] non hanno la possibilità di allontanarsi, devono restare nel punto dove sono nate. Allora, con fermezza e pazienza accolgono lo stimolo che le invade anche se può comportare un danno, cercano il modo di superare l’insulto e migliorare la capacità di proteggersi e stare bene”. Oppure: “Malgrado tutto, le piante sono riuscite a sopravvivere nonostante [le] pesanti alterazioni che le attività umane hanno prodotto, probabilmente perché la loro collaborazione è ben bilanciata a garantire la sopravvivenza e il benessere di tutte, escogitando nuove strutture e funzionalità più idonee alle nuove caratteristiche dell’ambiente in cui si trovano a crescere.”...
A ciascuno il piacere di scoprire le proprie risonanze.
𝗖𝗵𝗶𝗮𝗿𝗮 𝗕𝗮𝗿𝗮𝗱𝗲𝗹𝗹𝗼 (𝟮𝟬𝟮𝟱). 𝗖𝗮𝗿𝗲 𝗽𝗶𝗮𝗻𝘁𝗲, 𝗴𝗿𝗮𝘇𝗶𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗮 𝗽𝗮𝘇𝗶𝗲𝗻𝘇𝗮! 𝗥𝗶𝘃𝗶𝘀𝘁𝗮 𝗞𝗻𝗼𝘁𝗴𝗮𝗿𝗱𝗲𝗻 𝟮𝟬𝟮𝟱/𝟰, 𝗖𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗩𝗲𝗻𝗲𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗣𝘀𝗶𝗰𝗼𝗮𝗻𝗮𝗹𝗶𝘀𝗶, 𝗽𝗽. 𝟮𝟮𝟱-𝟮𝟯𝟯.