10/05/2026
Nasceva oggi, il 10 maggio 1897, Margaret Mahler.
La ricordiamo con un brevissimo estratto dalle sue memorie, pubblicate in Italia a sei anni dalla sua scomparsa avvenuta nel 1984.
Si intuisce il radicamento culturale, l’apertura intellettuale e la dedizione alla ricerca di questa donna, pediatra e psicoanalista, la cui vita intensa, iniziata al confine tra l’Ungheria e l’Austria, passata brevemente per Londra e conclusasi a New York, ha attraversato quasi per intero il Novecento.
“La psicoanalisi, per me, comincia a Budapest… I grandi analisti ungheresi con i quali ho stretto amicizia … – Ferenczi, Herman, Bak, Benedeck – hanno dato all’analisi un contributo particolare che, ancor oggi, non viene apprezzato abbastanza. Ad esempio l’idea dell’unità diadica madre-bambino ha origine interamente nelle loro prospettive teoriche e cliniche. Il punto di vista evolutivo non ha trovato espressione nella letteratura tedesca o viennese dell’epoca…
È vero, il mondo intrapsichico è la cosa principale, ma come ho cercato di dimostrare con tutta una vita di ricerca e di scritti, esso emerge soltanto nel processo di differenziazione della matrice madre-bambino, inizialmente indifferenziata. Venti o trenta anni fa, parlare in questi termini negli ambienti psicoanalitici, invocare i presupposti ‘ambientali’ dello sviluppo intrapsichico, significava essere tacciati di eresia.”
Memorie, Ed. Astrolabio, 1990, pagg. 43-44