24/01/2026
Per Umberto Galimberti la felicità non nasce dal “di più”, ma dalla misura.
Non è accumulare esperienze, successi o desideri, né rincorrere un’immagine perfetta di sé.
È, piuttosto, imparare a conoscersi, riconoscere i propri limiti e smettere di desiderare ciò che non siamo.
Viviamo in un’epoca di desideri illimitati: tutto è possibile, tutto è visibile, tutto sembra dover essere raggiunto. Ma questa corsa continua produce frustrazione e vuoto.
Il desiderio, quando perde il contatto con la nostra identità profonda, diventa una gabbia.
La felicità, allora, è equilibrio interiore:
non negare il desiderio, ma non esserne dominati.
Non apparire perfetti, ma diventare autentici.
Accettare se stessi non significa rinunciare a crescere, ma smettere di misurare il proprio valore solo attraverso ciò che manca.
Anche per i bambini, Galimberti rovescia una convinzione comune:
la serenità non nasce da agende piene di stimoli, ma da tempo libero, vuoti, noia.
È lì che prendono forma immaginazione, autonomia e desideri autentici.
👉 La felicità non è euforia costante, ma una presenza calma a se stessi, capace di abitare i propri limiti senza vergogna e i propri desideri senza perdere misura