Dott.ssa Caterina K. Trapanese

Dott.ssa Caterina K. Trapanese Cardiologia e Medicina Interna

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08/01/2026

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Gli antibiotici non funzionano contro le infezioni virali come raffreddore e influenza ❌🦠
Per usarli in modo corretto e responsabile:

👩‍⚕️ Segui sempre le indicazioni del tuo medico
💊 Rispetta dosi e tempi prescritti
⛔ Non sospendere la terapia prima del termine

Proteggiamoci dall’influenza e contrastiamo l’antibiotico resistenza!

01/01/2026
Tantissimi auguri di Buone Feste!
25/12/2025

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Verità scomode sulla libera scelta del medico e su ciò che accade nei vuoti del sistema

Riceviamo la testimonianza di una collega che ha chiesto di restare anonima. Non per timore di esporsi come individuo, ma perché ciò che racconta non riguarda una singola persona. Riguarda un contesto. E in alcuni contesti, descrivere dinamiche note a molti ma raramente esplicitate ha ancora un costo.

Lavora in un piccolo paese, in una medicina di gruppo. Ha preso la convenzione da poco. È motivata, presente, studia, ascolta, filtra, spiega. Fa ciò che ha imparato a fare e che continua a ritenere giusto. Prova a esercitare la medicina di medicina generale come disciplina clinica, non come sportello amministrativo. Eppure, dopo alcuni mesi, qualcosa non torna. Le scelte restano poche. I numeri non crescono. Il telefono squilla meno del previsto. Non perché i pazienti non esistano, ma perché esiste già un equilibrio che lei ignorava prima di accettare la convenzione.

Un equilibrio costruito negli anni, racconta, in cui la richiesta di prestazioni e farmaci è diventata il centro del rapporto. I pazienti arrivano con una lista. Antibiotici per il cane. Antidolorifici per il cugino, intestati al nonno perché è esente. Confezioni di antibiotici “da tenere in casa, non si sa mai”. La prescrizione precede la valutazione. La visita diventa opzionale. Il filtro clinico, quando c’è, è minimo. Spesso le richieste passano senza una reale discussione su rischi, alternative, appropriatezza o senso della terapia.

Quando lei prova a spiegare perché lavora in modo diverso, il messaggio che riceve dall’ambiente è ricorrente. I colleghi, senza aggressività e spesso con tono apparentemente benevolo, le suggeriscono di essere meno rigida. Le dicono che non aumenterà mai il numero dei pazienti se continua a essere così puntigliosa. Che dovrebbe dare ciò che le persone chiedono. Che in fondo non vale la pena complicarsi la vita. Non è un rimprovero esplicito, ma un invito costante ad adattarsi.

In questo contesto, la figura del medico si assottiglia. Non scompare, ma arretra. Il sistema funziona perché è rapido, prevedibile, rassicurante. Non crea attriti. Non richiede tempo. E soprattutto non mette in discussione abitudini consolidate. Dentro questo stesso equilibrio, racconta la collega, si inserisce anche un altro elemento. In alcuni casi i colleghi semplicemente non aprono lo studio. Giorni interi di assenza. Nessuna comunicazione strutturata ai pazienti. Nessun sostituto nominato. Talvolta manca anche la segreteria e, quando c’è, è lei stessa a gestire direttamente le prescrizioni. Il rapporto continua comunque. Le ricette escono. Il sistema regge. I pazienti sono abituati così e accettano. “Ci ha sempre dato tutto quello che chiediamo. Se oggi non c’è, torneremo un altro giorno”.

Lei invece filtra. Dice no quando serve. È presente tutti i giorni secondo le regole previste. Nomina i sostituti quando è assente. Visita. Si prende il tempo di spiegare perché una richiesta non è appropriata. Cerca di riportare il rapporto sul piano della cura. Ma in un contesto in cui da anni il messaggio implicito è “qui si viene per ottenere”, questo approccio ha un prezzo. Non viene percepita come più competente. Viene percepita come più complicata. Non viene scelta. Nel paese iniziano a circolare voci. È “antipatica”.

La parte più dura della testimonianza non è la critica etica. È la dimensione personale. Ha un figlio piccolo. Deve lavorare. Deve sostenere spese reali. Non può permettersi di essere un simbolo. Davanti a sé vede tre opzioni, tutte imperfette. Adeguarsi al contesto, rinunciando progressivamente al proprio ruolo clinico. Esporsi, segnalare, rompere l’equilibrio, con il rischio concreto di isolamento professionale e perdita delle poche scelte disponibili. Oppure restare corretta, presente, coerente, ma marginale. Lavorare bene senza riuscire a rendere sostenibile quel lavoro.

C’è chi le dice di aspettare. Che col tempo le cose cambieranno. Che qualcuno andrà in pensione. Ma molti di quei colleghi sono ancora lontani dall’uscita e intenzionati a restare. Il sistema lo consente. In assenza di controlli reali, l’inerzia diventa potere.

Questa testimonianza non parla di una categoria intera. Non dice che tutti siano così. Descrive ciò che può accadere quando un sistema tollera tutto e non distingue più. Quando la libera scelta si esercita in un vuoto di regole applicate. Quando la professionalità non viene riconosciuta come valore, ma come complicazione. È scomoda perché non offre colpevoli semplici. Non individua un nemico unico. Chiama in causa anche chi vede e tace, chi consiglia di adattarsi, chi ha smesso di immaginare alternative. Ed è scomoda perché costringe a chiedersi se, in certi contesti, fare bene il medico sia ancora una scelta praticabile o soltanto una posizione morale.

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01/12/2025

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💊 Se non sei un medico, non fare il medico. L’uso improprio degli ne limita l’efficacia e contribuisce allo sviluppo di batteri resistenti alle cure. Prima di assumerli, consulta sempre il tuo medico.

👉 Campagna di comunicazione promossa da in collaborazione con il Ministero della Salute.

🎙️ Il ministro della Salute Schillaci: “L’uso responsabile degli antibiotici è necessario per contrastare la resistenza dei batteri che si traduce poi nel rischio di infezioni ospedaliere. Con questa campagna vogliamo sensibilizzare i cittadini a non consumare antibiotici se non affidandosi al proprio medico per garantire appropriatezza e una adeguata aderenza terapeutica. L’antibiotico-resistenza è una priorità di pubblica e una sfida che richiede l’impegno di tutti: istituzioni, operatori sanitari e cittadini».

🎙️ Il Presidente di AIFA Nisticò: “Vogliamo scoraggiare il “fai da te”, ribadendo che non bisogna mai sostituirsi al medico. Prevenzione è una parola chiave: possiamo fare molto per limitare le infezioni, con misure di igiene e comportamenti responsabili, anche e soprattutto negli ospedali e nelle strutture di lungodegenza. Solo un impegno di tutti verso un obiettivo comune può aiutarci a mantenere efficaci anche per il futuro questi preziosi strumenti di salute».

Leggi il comunicato stampa completo 👇
https://www.aifa.gov.it/-/antibiotici-al-via-campagna-aifa-ministero-salute

30/11/2025

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A proposito di cervicalgia...
13/06/2025

A proposito di cervicalgia...

CERVICALE O CERVICALGIA

Il dolore cervicale o cervicalgia è un disturbo piuttosto comune, che comprende una moltitudine di sintomi di diversa natura.

Uno dei punti più delicati e vulnerabili del corpo umano è il tratto cervicale. Esso è composto da 7 vertebre che danno sostegno al capo e permettono di compiere movimenti rotatori, flessori ed estensori della testa. La lesione del midollo spinale contenuto nelle vertebre cervicali porta alla paralisi degli arti inferiori e superiori (tetraplegia) o addirittura alla morte se il trauma avviene a livello di C1-C2.
Come abbiamo detto, l'origine della sindrome cervicale è piuttosto varia. Questi dolori possono infatti interessare le strutture ossee, nervose, muscolari, vascolari o ligamentose del tratto cervicale della colonna vertebrale.
CAUSE DI DOLORE CERVICALE POSSONO ESSERE:
-traumi pregressi (colpi di frusta)
-osteoartrite delle vertebre cervicali (spondilosi)
-degenerazione di uno o più dischi intervertebrali
-colpi di freddo (torcicollo)
-posizioni errate assunte nel corso della giornata
-sovraccarichi eccessivi e ripetuti sui muscoli del collo
-stress (molte persone tendono a scaricare le tensioni quotidiane assumendo posizioni rigide e contratte; tali tensioni agiscono soprattutto sui muscoli della spalla e del collo, irrigidendoli)
-mancanza di attività fisica
-eccesso di alcuni tipi di attività fisica
-cattivo riposo notturno: uso di materassi e/o cuscini inadatti

Risulta dunque fondamentale una corretta diagnosi: esami come i raggi X o la RM sono in grado di evidenziare i problemi alla base del dolore cervicale.
Tuttavia, nella maggioranza dei casi, la cervicalgia è provocata dalla semplice contrattura della muscolatura del collo e delle spalle, essendo i problemi di natura ossea e cartilaginea abbastanza rari, almeno in giovane età. Si stima infatti che ogni giorno 7 persone su 10 provino, pur con diversa intensità, dolori cervicali.
La postura può essere definita come la posizione assunta dal corpo nello spazio. E oltre a questo è anche il frutto delle informazioni raccolte dai recettori e successivamente elaborate.

Assumere posture corrette è essenziale per prevenire dolori fisici e traumi muscolari ed osteo articolari.

Atteggiamenti posturali anomali, assunti durante il giorno e perfino quando dormi, possono difatti stressare muscoli, articolazioni e nervi causando dolori alla cervicale.
Dolore cervicale rimedi, per la cervicale da cattiva postura
Il mio consiglio, se soffri di dolori cervicali da cattiva postura, è di rivolgerti sempre a un posturologo. Nel frattempo, puoi però seguire dei piccoli accorgimenti e provare alcuni rimedi che ti aiuteranno certamente a trovare sollievo.

Per prima cosa, presta attenzione alla distribuzione dei pesi e cerca sempre di suddividere il carico tra le braccia in modo equilibrato.

Quando svolgi dei lavori in piedi come lavare i piatti o stirare, evita di piegare la schiena e la testa in avanti. L’altezza del piano di lavoro deve essere tale da permetterti di piegare il gomito a 90 gradi.

Attenzione, inoltre, alla postura che adotti quando sei alla guida o guardi la televisione. Nel primo caso, accertati di appoggiare bene schiena e collo al sedile. Nel secondo, evita di sprofondare sullo schienale del divano o della poltrona ed usa un sostegno come un cuscino.

Infine, fai attenzione a come ti muovi durante le fasi acute.
X info 3402742416 Dott Gianfranco Mendico
Chinesiologo, esperto in Posturale Mezieres

Indirizzo

Via Agrigento N. 5
Palermo

Sito Web

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