Studio di Psicologia e Psicoterapia - Dott.ssa Gabriella Papadia

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«Un libro deve essere un’ascia per il mare ghiacciato dentro di noi.»Franz Kafka, Lettera a Oskar Pollak (1904)🪷Da un pu...
10/01/2026

«Un libro deve essere un’ascia per il mare ghiacciato dentro di noi.»
Franz Kafka, Lettera a Oskar Pollak (1904)

🪷Da un punto di vista psicologico per Kafka, ciò che conta non è la guarigione, ma la frattura: qualcosa che colpisce, rompe, apre.
🌺Solo ciò che rompe il ghiaccio interno rende possibile una trasformazione.
🌸La metamorfosi nasce proprio da lì, da quando il ghiaccio interno si spezza, nasce quando il dolore smette di essere silenzioso e diventa consapevolezza.

04/01/2026

10.000 firme.
Non è solo un numero. È una presa di posizione chiara.

È la prova che la voce delle persone va in direzione opposta rispetto a quella che oggi rischia di essere imposta dall’alto.
Quando si parla di educazione sessuo-affettiva, di rispetto, di prevenzione della violenza, il Paese reale è più avanti della paura e dell’ideologia.

Queste firme dicono una cosa semplice e potente:
➡️ non vogliamo arretrare
➡️ non vogliamo il silenzio
➡️ non vogliamo che siano altri a decidere del futuro di bambini e adolescenti senza ascoltare chi vive ogni giorno la scuola, la cura, le relazioni.

Ma 10.000 non bastano.
Questa voce deve crescere ancora.
Deve diventare impossibile da ignorare.

👉 Continuiamo a crescere. Firma anche tu.
👉 Fai sentire anche la tua voce.

🔗 https://www.change.org/EducazioneSessuoAffettiva_AP

(Condividi. Ogni firma conta.)

✨️Che la tua mente possa essere serena e che il tuo modo di sentire le cose possa diventare la tua bussola.Che tu possa ...
01/01/2026

✨️Che la tua mente possa essere serena e che il tuo modo di sentire le cose possa diventare la tua bussola.
Che tu possa affrontare il dolore senza giudicarti, accogliendo ciò che senti con rispetto e gentilezza.
Che tu possa trovare il coraggio di stare nel presente, senza rimpiangere ciò che è stato.
Che tu possa trovare l’amore in te stesso e continuare a crescere e a conoscerti.✨️

31/12/2025

✨️
Il Capodanno attiva spesso una pressione silenziosa: quella di dover essere felici, socievoli, grati, entusiasti.
Come se esistesse un’unica modalità “sana” di attraversare questo passaggio simbolico.
In realtà, dal punto di vista psicologico, il bisogno più autentico non è quello di festeggiare, ma quello di sentirsi allineati con ciò che si prova davvero.
Ogni persona arriva alla fine dell’anno con un carico emotivo diverso: esperienze elaborate, ferite ancora aperte, cambiamenti in corso, lutti piccoli o grandi, oppure semplicemente stanchezza.
Forzarsi alla gioia quando non è congruente può aumentare il senso di distanza da sé e alimentare un disagio silenzioso. Ascoltarsi, invece, è una forma di autoregolazione emotiva.
Festeggiare secondo i propri desideri significa riconoscere che il benessere non nasce dalla performance, ma dalla coerenza interna.
Per qualcuno sarà la condivisione, per altri la solitudine scelta, per altri ancora un rituale intimo o una serata ordinaria.
Tutte queste modalità sono sane quando rispettano il proprio stato emotivo.
Dal punto di vista psicologico, il vero passaggio non è da un anno all’altro, ma da un atteggiamento di giudizio verso se stessi a uno di accoglienza. Non serve “sentirsi meglio” a tutti i costi: spesso basta permettersi di sentire ciò che c’è, senza aggiungere colpa o confronto.
Il Capodanno può allora diventare uno spazio di ascolto, non di prestazione. Un momento in cui dirsi: “Posso essere esattamente dove sono, così come sono.”
Ed è da questa base di autenticità che, lentamente, può nascere un nuovo inizio più vero.
✨️

27/12/2025
14/12/2025

Condividiamo l’articolo del prof. Vittorio Lingiardi pubblicato su la Repubblica che riporta e sostiene questi contenuti.

“Milioni di persone, molte delle quali adolescenti, si rivolgono a chatbot e ad app per il benessere mentale come a fonti immediate di conforto, compagnia, orientamento emotivo. È la risposta più rapida, meno costosa e più accessibile a una solitudine che aumenta, a un sistema sanitario che diminuisce, a una domanda di cura che esplode.”

“Ma l’IA non nasce per ascoltare davvero. Nasce per generare testi plausibili, ottimizzare diagnosi precoci e cure in medicina, risolvere problemi tecnici. Non nasce per dire di no; nasce per compiacere. Non apprezza il silenzio, non riflette, sentenzia. Non è programmata per ‘tenere’ dentro di sé un dolore, come fa un terapeuta”.

“Il chatbot non ha una storia emotiva e non conosce quella del soggetto, non riconosce i non-detti, non vede il corpo, protagonista silenzioso di ogni psicoterapia . Genera quindi una falsa relazione”.

“L’American Psychological Association (APA) interviene con un documento-guida (Use of generative AI chatbots and wellness applications for mental health. An APA health advisory) come gesto di cura collettiva: un invito a distinguere, finalmente, ciò che potrebbe aiutare da ciò che fa sicuramente male.”

Come Consiglio Nazionale siamo vigili e attenti a questi temi a cui abbiamo dedicato un gruppo di lavoro specifico, dedicato alla tutela della salute psicologica di ogni persona, soprattutto dei giovani.

09/12/2025

L’empatia è la capacità di riconoscere e comprendere le emozioni, i pensieri e i vissuti degli altri.

Si manifesta attraverso due dimensioni complementari: la sfera emotiva, che ci permette di sentire ciò che prova l’altro, e la sfera cognitiva, che ci aiuta a comprenderne il punto di vista. Entrambe sono fondamentali per comunicare in modo efficace e costruire relazioni autentiche.

Essere empatici significa:
- Promuovere fiducia e cooperazione
- Ridurre conflitti e incomprensioni
- Sostenere supporto reciproco e coesione sociale

Coltivare l’empatia nella vita quotidiana, attraverso ascolto attivo, attenzione e apertura verso i bisogni altrui, è un passo fondamentale per costruire contesti più inclusivi, rispettosi e orientati al benessere psicologico, dove ogni persona può sentirsi vista, compresa e valorizzata.

L’empatia non è solo un valore personale, ma un pilastro della professione psicologica e della qualità delle relazioni nella comunità.

07/12/2025

🔴Bonus Psicologo 2025 — Graduatorie pubblicate

INPS ha pubblicato le graduatorie definitive dei beneficiari del Bonus Psicologo. È quindi iniziata la fase operativa per chi, tra i nostri pazienti, risulta idoneo al contributo.

👉 Cosa ricordare in questa fase:

📌Ogni beneficiario riceverà un codice univoco, da comunicarci al momento della presa in carico.
📌Le sedute andranno registrate direttamente sulla piattaforma INPS, come previsto dalla procedura.
📌Il bonus ha tempi di utilizzo definiti: può essere utile ricordarlo ai pazienti per evitare decadenze.

🏃‍♀️ Lo sport come alleato nella prevenzione delle dipendenzeIn adolescenza quando le emozioni spesso non trovano parole...
06/12/2025

🏃‍♀️ Lo sport come alleato nella prevenzione delle dipendenze

In adolescenza quando le emozioni spesso non trovano parole e i vuoti interiori cercano riempimento, lo sport può rappresentare una risposta sana:

✅️ favorisce la regolazione emotiva,
✅ canalizza l’energia in modo funzionale,
✅ rafforza l’identità personale,
✅ favorisce la socialità,
✅ offre gratificazione naturale.

Come psicologa, credo fermamente che la prevenzione non si faccia solo con le parole ma anche attraverso esperienze concrete che mostrano ai ragazzi un’alternativa viva, coinvolgente, positiva.

Lo sport non è solo disciplina o fatica: è contatto con sé stessi, con gli altri, con il proprio potenziale.
E può diventare una risorsa potente contro la deriva della dipendenza, che spesso nasce da un dolore silenzioso.

🌱 Promuovere lo sport significa anche scegliere la vita.

03/12/2025

In occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, riaffermiamo il valore del benessere psicologico come diritto fondamentale della persona.
L’inclusione nasce da azioni reali, capaci di rendere la nostra società più equa e consapevole.

Associazione Millecolori APS ETS - Palermo "Quali sono le forme della violenza?""Perché si parla più di uomini violenti ...
25/11/2025

Associazione Millecolori APS ETS - Palermo

"Quali sono le forme della violenza?"
"Perché si parla più di uomini violenti che di donne violente?"
"Come faccio a chiedere aiuto se subisco violenza?"
"Cosa è un Centro Antiviolenza?"

Queste sono soltanto alcune delle domande a cui ho avuto l'onore e il piacere di rispondere.
Parlarne nelle scuole è di vitale importanza per contrastare il fenomeno della violenza di genere.
L'incontro con i ragazzi mi ha restituito speranza e fiducia. Oggi che ad oggi dall'inizio dell'anno ne contiamo 77 morte e innumerevoli maltrattate.

Ogni giorno è il 25 Novembre.
Impariamo a proteggerci, a tutelarci.
Impariamo a non seguitare nel dolore e nel silenzio.




Impariamo a restare VIVE.

25/11/2025

Nella Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, scegliamo di rivolgere l’attenzione a un elemento decisivo e spesso sottovalutato: il linguaggio.
Le scienze psicologiche e sociali mostrano con chiarezza che le parole non sono un semplice strumento descrittivo: influenzano la percezione della violenza, la possibilità di riconoscerla e le strategie per contrastarla.

Esistono espressioni che spostano la responsabilità dalla condotta dell’autore alla condizione della vittima:
«perché non se n’è andata?», «avrebbe dovuto denunciare», «ma com’era vestita?», «stava al gioco».
Queste frasi ignorano dinamiche strutturate e ampiamente documentate: paura, controllo, isolamento, dipendenza emotiva ed economica.

Altre narrazioni giustificano la violenza:
«era stressato», «ha perso la testa», «non era in sé», «era un brutto momento».
Altre ancora la patologizzano impropriamente:
«un raptus», «un blackout», «un impulso incontrollabile».
La letteratura scientifica è chiara: la violenza non è improvvisa, ma segue pattern, escalation e segnali precoci.

Esistono poi le narrazioni che romanticizzano l’abuso:
«amava troppo», «la passione lo ha travolto», «era accecato dall’amore».
E quelle che minimizzano:
«sono litigi familiari», «sono cose che succedono», «un momento di stress».
Infine, ci sono le espressioni che normalizzano culturalmente:
«è fatto così», «è un uomo all’antica», «un carattere forte», «nelle famiglie capita», «un bravo ragazzo che ha sbagliato».
Sono tutte narrazioni che attenuano la responsabilità e rendono l’abuso socialmente tollerabile.

In questo quadro, il ruolo della politica è determinante.
Le istituzioni non possono limitarsi a “commentare” la violenza: devono costruire narrazioni fondate sulle evidenze scientifiche e non su spiegazioni semplicistiche o pseudo-biologiche.
È particolarmente problematico che rappresentanti del governo affermino che "nel codice genetico dell'uomo c'è una resistenza alla parità dei sessi" o che "Non c'è una correlazione fra l'educazione sessuale nella scuola e una diminuzione delle violenze contro le donne".
Attribuire la violenza, o la disparità di genere, a presunte predisposizioni naturali o inevitabili, non solo non trova alcun riscontro scientifico, ma rischia di legittimare proprio ciò che la ricerca contrasta: l’idea che la violenza sia inscritta nella natura, e non costruita nei contesti culturali e relazionali.

Per chi esercita una funzione pubblica, narrazioni non basate sulle evidenze non sono in alcun modo giustificabili: contraddicono la conoscenza, ostacolano la prevenzione e minano la responsabilità istituzionale.

In una giornata che richiama al dovere collettivo di riconoscere e contrastare la violenza, ribadiamo che la precisione linguistica è parte integrante della prevenzione.
Il modo in cui ne parliamo orienta ciò che consideriamo credibile, ciò che vediamo e ciò che siamo disposti a trasformare.

Contrastare la violenza sulle donne significa anche contrastare le parole che la minimizzano, la romanticizzano, la giustificano o la presentano come inevitabile.
Perché le parole non descrivono soltanto il mondo: contribuiscono a costruirlo.
E un linguaggio fondato su scienza, responsabilità e rigore è già un intervento di tutela.

Indirizzo

Via Don Orione, 65
Palermo
90142

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