17/02/2026
Quante volte incontrando un amico gli chiediamo "come stai?". Succede a volte anche all'inizio di una seduta di psicoterapia. Una domanda innocua, semplice, aperta..
Quante volte la risposta a quella domanda porta la persona a ricostruire episodi vicini o lontani, del tipo "la scorsa settimana mi è successa una cosa allucinante che mi ha fatto sentire..... "
Cosa notiamo? Che la domanda iniziale fa riferimento a come ci si sente in QUEL MOMENTO, come stai ORA. Invece la risposta si allontana dal qui e ora, si aggancia a fatti/pensieri/emozioni contestualizzate altrove nel tempo.
Perché succede? Perché siamo poco abituati a sentirci, a contattare verbalmente il nostro stato d'animo del qui e ora. Siamo abituati a viaggiare con la mente nel passato e nel futuro, perdendo contatto con il MOMENTO PRESENTE.
Proviamo le prossime volte a rispondere a un eventuale "come stai?" prendendoci un momento per sentire come in quel momento ci sentiamo davvero, non il giorno prima, non la settimana prima, non come pensi di sentirti domani ma ORA.