14/05/2026
L’incontro con l’Altro, che chiede ascolto in un passaggio particolare del proprio esistere, rappresenta per me un incrocio inedito e mai prevedibile.
Direi un incontro ‘precario’ nella sua accezione più ‘potenziale’. Siamo ‘insieme’ intenti ad esplorare, toccare, interpretare, dotare di senso ed elaborare gli eventi, gli accadimenti della tua storia che si intesse, anche attraverso il mio sguardo.
La narrazione e l’ardire di dotarla di un nuovo senso, diviene il modo di potere iniziare un viaggio di trasformazione.
Non amo essere intenzionata, in qualità di psicoterapeuta, del ‘potere’ di aggiustare una ‘persona rotta’, di indicare la strada o indurre movimenti progettuali.
Io credo e ho fiducia in una realtà emotiva e fattuale co-costruita, a fronte dei tanti ‘fraintendimenti preziosi’ che ci consentono di dare voce e forma esplicita ai vissuti, accordandoci sul significato che va sempre individuato, lavorando duramente sulla comunicazione e sull’intesa.
La psicoterapia, è tra le tante cose, anche un atto di fiducia in questo peculiare incontro, tra qualcuno che sceglie di fare luce sulle proprie ombre e l’interlocutore che si sceglie di tenere a fianco, con il quale creare il proprio sentiero.
Per questo, provo gratitudine, per tutte le persone che si fidano di me, direi meglio e più autenticamente ‘di noi’ e del nostro ‘tra di noi’.
Siete coraggiosi e me lo in-segnate con la vostra ‘continua’, ‘rischiosa’, ‘dolorosa’, ‘appassionata’ Presenza.
GG