27/02/2025
Un articolo molto interessante di Gurudev Sri Sri Ravi Shankar
pubblicato ieri su The Indian Express, ecco la traduzione.
SHIVA, IL MOLTEPLICE E L’UNO
Egli incarna sia il ‘saguna’ che il ‘nirguna’, trascendendo la forma e l’assenza di forma
Gurudev Sri Sri Ravi Shankar
I Veda e i Purana sono sempre stati accessibili a persone di tutte le sezioni della società, accogliendo diversi punti di vista intellettuali e spirituali. Essi approfondiscono le profondità della coscienza umana fornendo al contempo una guida pratica per la vita quotidiana.
Quando si parla di Lord Shiva, esistono una rappresentazione Vedantica e una Puranica. Lo Shaivismo non considera Shiva una persona, ma piuttosto una realtà fondamentale, o tattva. Esso classifica l’esistenza in 36 principi (tattvas), con la Terra come primo e Shiva come il 36° e ultimo principio.
Shiva è spesso visto come Chaitanya — pura coscienza — perché, come esperienza diretta, Shiva è la consapevolezza senza forma e onnipervadente che sottende l’esistenza stessa. Egli è Chidakasa — lo spazio infinito della coscienza. Incarna sia saguna (con attributi) che nirguna (oltre tutti gli attributi), trascendendo la forma e l’assenza di forma.
Secondo una famosa storia Puranica, Shiva apparve come un pilastro infinito di luce. Né la sua testa né i suoi piedi potevano essere visti, simboleggiando che non ha né inizio né fine. Brahma salì sulla testa di Shiva mentre Vishnu scese per cercare i suoi piedi, ma entrambi fallirono nella loro ricerca.
Ci sono molte storie che descrivono l’agire di Shiva, come il suo confronto con Daksha o l’apertura del suo terzo occhio per distruggere Kamadeva. Queste storie allegoriche contengono verità più profonde sull’esistenza. Nessun ricercatore intelligente dovrebbe prenderle come racconti letterali; invece, devono guardare oltre la superficie per afferrare intuizioni più profonde sulla natura della vita e della coscienza.
Una mente acuta e concentrata è necessaria per decodificare queste allegorie spirituali. Shiva non fu una figura storica vissuta 15.000 anni fa, seduta su una roccia e immersa nell’estasi. Shiva è il principio cosmico, l’energia divina che esiste all’interno di ogni essere vivente. Ogni emozione è un’espressione della sua natura divina. Esse non sono separate da lui, ma manifestazioni della coscienza infinita, che riflettono la dinamica della stessa esistenza. Shakti è l’energia dinamica inseparabile da Shiva.
Ogni storia Puranica, se esplorata in profondità, svela segreti dell’esistenza, dell’universo e della propria interiorità. Shiva è aja (mai nato), anadi (senza inizio) e ananta (senza fine). Un altro nome per Shiva è Sadyojata, che significa la spontaneità della natura sempre nuova dell’esistenza.
Shiva è sempre adorato sotto forma di un linga, non come un idolo, ma come un portale verso la trascendenza. Il linga rappresenta l’inizio del viaggio verso la realizzazione spirituale. Il primo stadio, samvidha, è un senso di vicinanza con il divino. Sampuja è quando si inizia a incarnare il divino. Infine, sayujya è lo stato ultimo, la fusione completa e la realizzazione dell’unità con il principio divino.
Tra le 12 Jyotirlinga in India, dalle Himalaya a Rameshwaram e Baidyanath in Gujarat, il primo è il Jyotirlinga di Somnath. Le scritture antiche descrivono il Somnath Shivalinga come straordinario, come mai toccato dal suolo, sospeso nel mezzo e sfidando la gravità. Nel 1026 d.C., Mahmud Ghazni giunse in India con l’intento di distruggere i templi e saccheggiare le loro ricchezze. Egli attaccò il Jyotirlinga di Somnath, abbatté il tempio e frantumò lo Shivalinga in pezzi. Fu una credenza diffusa che il lignaggio di Agnihotri Brahmini avesse preservato alcuni frammenti, trasportandoli dal Saurashtra al Tamil Nadu e realizzando piccoli lingams. Per secoli, essi continuarono a venerarlo in segreto, con riverenza e adesione alle scritture.
Cento anni fa, il Shankaracharya di Kanchi Peetham fu avvicinato da questa famiglia, che gli disse: “Conservatelo in segreto e, dopo 100 anni, portatelo a un santo a Bangalore chiamato Shankara.” Seguendo queste istruzioni, i Somnath Shivalingas sono stati recentemente portati alla luce. Questi Shivalingas possiedono un magnetismo unico. A differenza delle tipiche pietre magnetiche, il loro campo è concentrato al centro, con un contenuto minerale minimo.
Ora, il Somnath Jyotirlinga originale sta tornando a casa dopo mille anni. Questo è un momento di risveglio spirituale per la nostra nazione. Prima della sua consacrazione, il Somnath Jyotirlinga sarà portato a dodici Jyotirlinga, da Rameshwaram a Ujjain, affinché i devoti possano ricevere benedizioni. Un rituale di 40 giorni noto come kalakarshana sarà eseguito seguendo i testi sacri di Shiva prima della consacrazione finale.
Il ritorno del Somnath Jyotirlinga è un promemoria che la verità e la divinità non possono mai essere p***e. I devoti saranno testimoni della pura riverenza per ricevere le benedizioni del Somnath Jyotirlinga presso il Maha Shivratri, durante una cerimonia speciale a Bengaluru.
Questa Maha Shivratri attinge alle potenti energie cosmiche di questa notte per trascendere il mondo della dualità.
Om Namah Shivaya.
L'autore è un leader spirituale e fondatore dell'Art of Living Foundation.