Dott.ssa Silvana La Porta Psicologo Psicoterapeuta

Dott.ssa Silvana La Porta Psicologo Psicoterapeuta Psicologo Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale integrato con l'approccio Sistemico Relazionale.

EMDR.
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13/04/2026

Il 13 Aprile 1990 è nata la Giornata Mondiale del Bacio, data fissata in onore di una coppia di thailandesi che si diede il bacio più lungo della storia.
La pandemia ci ha obbligati al distanziamento sociale, a rivedere il nostro modo di relazionarci agli altri, dalle persone più care e vicine, sia fisicamente sia per affinità, a quelle più distanti. Siamo diventati specialisti (e un po’ forse ci siamo abituati) nei rapporti a distanza, a dirci anche le cose più importanti separati da mascherine anti Covid e tanti schermi, del telefono, computer, tutti gli apparati tecnologici di cui disponiamo.
Eppure numerosi studi scientifici sono concordi nel ritenere che baciarsi ha un potere benefico per la salute:
- riduce il nostro livello di ansia e stress (ovvero si abbassa il cortisolo, ormone dello stress),
- agevola la pressione sanguigna,
- rinvigorisce,
- aiuta a bruciare calorie,
- abbassa la pressione,
- rinforza il sistema immunitario,
- pare agisca come antirughe,
- alcune ricerche hanno dimostrato che baciarsi di frequente ha il potere di allungare la vita fino a 5 anni.

Auguro a tutti di poter baciare, siano essi baci dolci o passionali, tra giovani amanti, partner di una vita o baci tra amici: i baci rinsaldano i legami, per cui...
Buona giornata del bacio!

Con l’avvento dei social network, le relazioni affettive hanno subito alcuni cambiamenti. I colpi di fulmine si misurano...
13/04/2026

Con l’avvento dei social network, le relazioni affettive hanno subito alcuni cambiamenti. I colpi di fulmine si misurano tramite cuori su Instagram, e un “mi piace” su Facebook da parte di qualcuno che ci interessa può cambiarci la giornata. Termini come ghosting o benching sono all’ordine del giorno e indicano pratiche che sono l’emblema della vigliaccheria.In una società caratterizzata dalla dipendenza dalla tecnologia come la nostra, non c’è da stupirsi che molte storie d’amore nascano sul web. Dopo qualche conversazione su WhatsApp, è abbastanza scontato che due persone decidano di incontrarsi per un caffè o una birra, inaugurando così l’inizio di una storia d’amore (o di non-amore).Quello che a volte può sembrare facile, però, spesso finisce per complicarsi. Può capitare che dopo un paio di appuntamenti una delle due persone si renda conto di non essere interessata e non trovi le parole per dirlo. A volte l’imbarazzo e l’egoismo portano a mettere in pratica il ghosting: sparire senza dare spiegazioni.In tal modo, la persona in questione non risponde più alle chiamate e ai messaggi. L’altro scopre di essere stato cancellato o bloccato su tutti i social senza alcun motivo. La disperazione, la rabbia e lo sconforto si impadroniscono del malcapitato, che non capisce il perché di quello che gli sta succedendo.Come il ghosting, il benching è un modo per uscire da una relazione senza confrontarsi con l’altra persona. La differenza principale rispetto al ghosting, è che chi applica il benching continua a mantenere i contatti con l’altro per manipolarlo.

Il benching è un modo per uscire da una relazione senza confrontarsi con l'altra persona, ma continuando a mantenere i contatti per manipolarlo.

02/04/2026

Il 2 aprile, Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo, ci richiama alla responsabilità di superare stereotipi e letture semplificate.
Perché l’autismo non ha un solo volto.
Esistono diversi livelli di bisogno di supporto, differenti modalità di funzionamento e traiettorie di vita che attraversano l’infanzia, l’adolescenza e l’età adulta. La vera inclusione non è uno slogan: è il diritto a ricevere supporti personalizzati, appropriati e continuativi lungo tutto l’arco della vita, nei contesti scolastici, sociali, lavorativi e sanitari.

Non basta riconoscere una diagnosi.
Il punto è costruire una comunità capace di riconoscere i bisogni, tutelare i diritti e valorizzare ogni persona nella sua unicità.

02/04/2026

Il 2 aprile è solo un giorno. Ma con l'autismo si convive per tutta la vita. Dei fiocchi blu e delle frasi fatte non ce ne facciamo nulla: basta con le celebrazioni superficiali! Quotidianamente le persone nello spettro autistico e le loro famiglie si scontrano con solitudine, mancanza di supporto e inseguono un miraggio chiamato inclusione. Non possiamo più lasciarle indietro.

Le persone autistiche e le loro famiglie hanno bisogno di:
🔵TUTELA DEI DIRITTI
🔵CENTRI DIAGNOSTICI ACCESSIBILI
🔵DOCENTI DI SOSTEGNO FORMATI
🔵INCLUSIONE VERA

02/04/2026

L’autismo non esiste solo in una giornata simbolica, ma vive ogni giorno dell’anno, nelle esperienze, nelle sfide e nei diritti delle persone autistiche.

Troppo spesso si pensa che siano le persone nello spettro autistico a doversi adattare, a dover imparare a stare dentro schemi che non le rappresentano.
Ma non è così che dovrebbe funzionare.

Non sono le persone autistiche a doversi adeguare a un mondo che non le considera: è il mondo
che deve cambiare, ascoltare, comprendere e fare spazio alle loro esigenze.

Significa ripensare gli ambienti, i tempi, i modi di comunicare. Significa smettere di chiedere di
“essere come gli altri” e iniziare a riconoscere il valore delle differenze.

Perché l’inclusione vera non è uno sforzo individuale, ma una responsabilità collettiva.

L’autismo è ogni giorno.
E ogni giorno dovrebbe essere fatto di rispetto, comprensione e spazio per tutti.
Le forbici a cuore

30/03/2026

Una sentenza emessa a Los Angeles è destinata a incidere profondamente sul dibattito sulle piattaforme digitali: Google e Meta sono state ritenute responsabili nel favorire dinamiche di dipendenza dai social media tra i giovani.

«Segna un passaggio molto importante perché sposta per la prima volta il focus dalla responsabilità dei contenuti alla responsabilità del design delle piattaforme. Parliamo di sistemi che a livello cerebrale agiscono sui circuiti della ricompensa favorendo un uso ripetitivo e in alcuni casi anche problematico. Nei minori, che hanno evidentemente capacità di autoregolazione ancora in sviluppo, l'impatto può essere più forte e può associarsi ad ansia, ritiro sociale o sintomi depressivi», ha dichiarato ad Adnkronos Salute Valentina Di Mattei, referente del Gruppo di lavoro Intelligenza Artificiale del CNOP e Presidente dell’Ordine degli psicologi di Milano.

«Tuttavia, è importante sempre non semplificare: non esiste un rapporto automatico e lineare di causa-effetto tra sociale e patologia. La salute mentale è sempre il risultato di più fattori, che sono fattori personali, familiari e sociali. Quello che questa sentenza però introduce è un principio di responsabilità condivisa. Le piattaforme non sono più neutrali, ma sono degli ambienti che possono influenzare attivamente i comportamenti e questo apre un tema centrale anche in Europa: la necessità di regole chiare, trasparenza sugli algoritmi e una maggiore tutela soprattutto dei minori», ha concluso Valentina Di Mattei.

«Una sentenza che fa la storia, i colossi digitali rispondono dei danni alla salute mentale dei minorenni. Questo processo, definito ”bellwether”, era un caso pilota da cui dipendevano migliaia di cause simili. La giuria ha stabilito che il design delle piattaforme, dallo scorrimento infinito agli algoritmi che massimizzano il tempo di permanenza, è in grado di compromettere la salute mentale dei più giovani», ha aggiunto Luca Bernardelli, componente del Gruppo di lavoro Intelligenza Artificiale e dello Staff di presidenza Area Psicologia Digitale, IA e Nuove Tecnologie del CNOP.

Oggi 30 marzo si celebra la giornata mondiale dedicata ai disturbi bipolari. La scelta della data coincide con la nascit...
30/03/2026

Oggi 30 marzo si celebra la giornata mondiale dedicata ai disturbi bipolari. La scelta della data coincide con la nascita di Vincent Van Gogh, il celebre pittore olandese che, secondo le ricostruzioni cliniche moderne, soffriva proprio di questa complessa patologia psichiatrica.

Questa ricorrenza, organizzata da importanti associazioni scientifiche internazionali, è diventata una preziosa occasione per accendere i riflettori su una delle patologie psichiatriche più complesse, tanto da essere spesso, ancor oggi, erroneamente diagnosticata e trattata a volte come “semplice” depressione, altre volte come un disturbo schizofrenico, altre volte ancora con il disturbo borderline di personalità. In realtà non esiste un unico disturbo bipolare ma diversi sottotipi per identificare i quali è necessario avere una specifica competenza a riguardo e tener conto di queste variabili:

* la polarità di esordio (il disturbo inizia con una fase depressiva o con una fase di euforia o eccitamento?)

* la polarità prevalente (il disturbo si manifesta con una maggiore tendenza a ricadute depressive o a ricadute maniacali?)

* il tipo di evoluzione nel tempo (come si alternano gli episodi depressivi o maniacali? C’è un periodo di benessere tra gli uni e gli altri, e quanto è lungo?)

Una diagnosi più precisa è fondamentale perché permette al clinico di fare una prognosi, scegliere quali cure a breve e a lungo termine sarebbero più utili in quel caso specifico e prevedere quanto tempo è necessario attendere per valutare la risposta.

La collaborazione della famiglia è fondamentale poichè spesso il soggetto non ricorda, sottovaluta o si vergogna di certi episodi, per cui non li riferisce al medico e il racconto dei suoi congiunti aiuta a completare il quadro.

Il Disturbo Bipolare va trattato sia farmacologicamente che con la psicoterapia, in particolare numerosi studi hanno dimostrato l'efficacia della terapia cognitivo comportamentale (Beck e Newman, 2005).

🗓️📌 28 marzo – Giornata Mondiale dell’Endometriosi🎗️ Una patologia cronica e spesso invalidante che colpisce circa 3 mil...
28/03/2026

🗓️📌 28 marzo – Giornata Mondiale dell’Endometriosi

🎗️ Una patologia cronica e spesso invalidante che colpisce circa 3 milioni di donne in età fertile in Italia e oltre 175 milioni nel mondo.

L'endometriosi è una malattia cronica e spesso invalidante, caratterizzata dalla presenza di tessuto endometriale al di fuori dell'utero, che provoca infiammazione, cicli irregolari, dolori pelvici intensi (specialmente durante le mestruazioni o i rapporti sessuali), fatica cronica, problemi intestinali, dolore nella defecazione e minzione, e potenziale infertilità (30-40% delle pazienti).

Per la Diagnosi ci si avvale di anamnesi, visita ginecologica, ecografia transvaginale e, in alcuni casi, risonanza magnetica o laparoscopia (gold standard).

Per il trattamento non esiste una cura definitiva. Il trattamento mira a ridurre i sintomi, in particolare il dolore, attraverso antidolorifici, terapie ormonali o la rimozione chirurgica delle lesioni.

La gestione dell'endometriosi richiede spesso un approccio multidisciplinare per migliorare la qualità della vita delle pazienti.

L’endometriosi viene diagnosticata, in media, dopo 10 anni.

Non perché i sintomi siano assenti o difficili da riconoscere, ma perché troppo spesso il dolore viene interpretato come “normale”.

Viene ricondotto al ciclo mestruale, allo stress, alla soglia individuale di sopportazione.

A questo si aggiungono una formazione ancora insufficiente su una patologia complessa e diffusa e un ascolto che, nel tempo, tende a rimandare invece che approfondire.

Il risultato è un ritardo diagnostico che non può essere considerato inevitabile.

È il prodotto di una serie di passaggi mancati, di segnali sottovalutati, di domande rimaste senza risposta.

Il dolore non è normale.

Parlarne è prevenzione.

28/03/2026
28/03/2026

𝐄𝐧𝐝𝐨𝐦𝐞𝐭𝐫𝐢𝐨𝐬𝐢 𝐞 𝐧𝐞𝐫𝐯𝐢: 𝐮𝐧 𝐝𝐨𝐥𝐨𝐫𝐞 𝐬𝐨𝐭𝐭𝐨𝐯𝐚𝐥𝐮𝐭𝐚𝐭𝐨, 𝐦𝐚 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐧𝐭𝐢𝐬𝐬𝐢𝐦𝐨.

Non è raro che l’endometriosi arrivi ai nervi. Quando accade, il dolore è forte, fuori misura, spiazzante. È un dolore che NON è “solo sciatica” o lombalgia, ma neuro-doloroso, che segue percorsi nervosi oltre alla zona pelvica.

Due verità da sapere:
1. È dolorosissima - coinvolgere un nervo significa attivare il sistema di trasmissione del dolore stesso.
2. Non sempre è operabile - è chirurgicamente complesso, richiede centri altamente specializzati; la rimozione può essere rischiosa e spesso non curativa.

Cosa c’è di reale? Ecco cosa dicono gli studi:
- Nerve-sparing surgery (chirurgia che preserva i nervi) è una tecnica sempre più usata nell’endometriosi profonda infiltrante. L’obiettivo è rimuovere lesioni senza danneggiare i nervi, riducendo il rischio di disfunzioni post-operatorie (vescicali, urinarie, intestinali).
- Quando la malattia coinvolge il plesso ipogastrico inferiore, i plessi sacrali o il nervo sciatico/pudendo, può causare dolori a gamba, gluteo, perineo, formicolio, intorpidimento, perdita di forza o dolore da affaticamento nella periferia della gamba.
- La RM pelvica con protocollo dedicato ai nervi è lo strumento diagnostico più affidabile per individuare queste lesioni.

Cosa sentono tante persone:
- Dolore che si accende durante le mestruazioni, ma travalica il bacino - può arrivare al gluteo, alla coscia, al piede.
- Formicolii o intorpidimento in zone “strane”.
- Nessuna “tradizionale cura per la schiena” funziona mai a fondo.

Ed è lì che questo dolore diventa intenso, ingombrante, spezza la vita quotidiana.

Parlare di endometriosi ai nervi significa non ridurre questa malattia al “mal di pancia”: vuol dire riconoscerne tutta la complessità, e dare voce a chi vive dolori potentissimi e troppo spesso ignorati.

Una su sette. Nessuna da sola.

LA VOCE DI UNA È LA VOCE DI TUTTE

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