20/12/2025
Con l’approssimarsi del Natale non si contano i commenti indignati verso i timidi tentativi di arginare il montante confessionalismo nelle scuole e altrove. Anche sui giornali l’indignazione clericale trova spazio, pure sul “laico” Corriere della Sera.
Recentemente un lettore ha sostenuto che i simboli cristiani «stanno scomparendo ovunque», lamentandosi per la (presunta) assenza del crocifisso e del presepe da scuole e uffici pubblici «per non urtare la sensibilità della altre religioni».
Gli risponde un pio Aldo Cazzullo: «affezionato ai simboli cristiani, anche nei luoghi pubblici», per il quale la laicità (non alla francese) «è un valore importante», prende atto della maggior presenza di altre religioni anche in Italia e che «soprattutto avanza la secolarizzazione». Ammette di essere «di parte», lanciandosi in una collaudata apologia del crocifisso che fa leva sul vittimismo intorno alla figura di Gesù («non un persecutore ma un perseguitato, non un carnefice ma una vittima») ed esaltandone il valore morale per differenziarlo dal “cristianesimo reale” («è vero che in nome della croce si sono commessi orribili delitti; ma non è certo colpa di Gesù, una figura luminosa, di grande interesse anche per le altre religioni»). Non manca una sviolinata dedicata a san Francesco – di cui Cazzullo ha recentemente pubblicato una biografia – inventore del presepe, il quale avrebbe persino messo il bue e l’asinello «perché ama talmente tanto gli animali che vuole che anche loro abbiano una parte».
Si arriva poi all’esaltazione di una supposta «civiltà umanista e cristiana» all’insegna del rispetto dei diritti umani, che sarebbe sorta dopo secoli in cui «i diritti umani e la storia della Chiesa hanno seguito percorsi divergenti» (per usare un eufemismo), per concludere che «senza il cristianesimo non si capisce l’Europa, e certo non si capisce l’Italia».
Molto spesso apologeti e clericali provano a eludere l’evidente problema di laicità che pone l’invadenza dei simboli religiosi in strutture pubbliche puntando sul vittimismo o sul lirismo, amplificati dallo zuccheroso clima natalizio. In definitiva, messi alle strette, puntano come fa Cazzullo sull’identitarismo cristiano e sul tradizionalismo, conditi da una ricostruzione alquanto fantasiosa ed edulcorata della storia religiosa.👇
https://www.dagospia.com/cronache/aldo-cazzullo-scomparsa-dei-segni-cristiani-presepe-nelle-scuole-457499