Marcello Santoro Nutrizionista

Marcello Santoro  Nutrizionista Mail: marsan@hotmail.it Studio di Nutrizione

Quando la tecnologia restituisce tempo…il  passo che può cambiare un destino. La medicina compie un passo che può davver...
16/01/2026

Quando la tecnologia restituisce tempo…il passo che può cambiare un destino.
La medicina compie un passo che può davvero cambiare il destino di migliaia di persone.
All’ospedale Pederzoli di Peschiera del Garda è arrivata una tecnologia che segna un prima e un dopo nella diagnosi precoce dei tumori: una Tac di nuova generazione capace di eseguire una scansione completa del corpo in dieci secondi, rivelando ciò che gli strumenti tradizionali non riescono nemmeno a intuire.
È una macchina che vede dove l’occhio umano e le tecnologie precedenti si fermavano. Legge attraverso vestiti, gessi, protesi. Supera ostacoli che per anni hanno rallentato diagnosi decisive. Restituisce ciò che spesso manca di più: chiarezza, risposte, tempo.
Nei primi mesi di utilizzo ha già permesso di individuare patologie che nessun altro esame era riuscito a intercettare. Per molti pazienti, questo significa finalmente una direzione, un nome, un punto da cui ripartire.
La riduzione delle radiazioni, l’uso dimezzato del mezzo di contrasto, la possibilità di controllare l’intero corpo in un istante e di confrontare automaticamente gli esami nel tempo rendono questa tecnologia un alleato prezioso per chi vive la fragilità della malattia, per chi teme gli spazi chiusi, per chi porta protesi o ha bisogno di monitoraggi frequenti.
In Europa, secondo le notizie disponibili, esistono solo due macchine di questo tipo: una in Italia, a Verona, e una in Olanda. Il costo è altissimo, riservato a centri altamente specializzati. Ma il valore reale non si misura in milioni.
Il valore è ciò che questa tecnologia può restituire: diagnosi più rapide, percorsi più chiari, possibilità che prima non esistevano. Ogni tumore scoperto prima è una vita che può cambiare direzione. Una possibilità in più di salvarsi…dieci secondi che possono cambiare tutto.

16/01/2026

“Mangia cibo vero”. Con questo slogan, semplice ma fortemente ideologico, l’amministrazione Trump ha presentato le nuove linee guida alimentari statunitensi. Il documento, illustrato dal segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr, propone un ritorno a un’alimentazione “di base”, centrata su alimenti integrali e non trasformati, e una drastica riduzione dei prodotti ultra‑processati. Una scelta comunicativa che punta più sull’impatto simbolico, come dimostra la nuova piramide alimentare rovesciata, che su un reale equilibrio nutrizionale.
Il cambiamento più marcato riguarda il ruolo delle proteine, elevate a pilastro di ogni pasto. Le nuove raccomandazioni spingono verso un apporto proteico molto alto, fino al limite massimo considerato sicuro dalle evidenze scientifiche. Una scelta che, pur giustificata dal contesto statunitense segnato da obesità e diabete, rischia di semplificare eccessivamente il dibattito nutrizionale, privilegiando un modello alimentare che non distingue adeguatamente tra fonti proteiche diverse. L’enfasi sulle proteine animali, in particolare, appare in contrasto con numerosi studi che indicano benefici più solidi derivanti dall’aumento delle proteine vegetali.
Accanto a questo, la riabilitazione dei grassi “naturali” e la riduzione dei carboidrati raffinati ricalcano tendenze già presenti in molte diete popolari, ma rischiano di trasformare linee guida nazionali in un manifesto ideologico più che in uno strumento scientifico. La severità contro zuccheri aggiunti e cibi ultra‑processati è certamente condivisibile, ma l’impostazione complessiva sembra più orientata a lanciare messaggi identitari che a costruire un quadro realmente equilibrato.
Anche la comunicazione visiva solleva dubbi: la piramide rovesciata suggerisce una centralità delle proteine che il documento, nella sostanza, non sostiene fino in fondo. Una discrepanza che rischia di generare confusione e di alimentare interpretazioni distorte, soprattutto in un Paese dove la comunicazione politica spesso prevale sulla chiarezza scientifica.
L’impressione, per molti di noi , è che la salute pubblica venga subordinata a logiche economiche e identitarie, con il rischio di indebolire la fiducia nelle istituzioni e di produrre effetti negativi sia sul piano nutrizionale sia su quello della prevenzione.

FARMACI ANTI-OBESITA’,DOPO LA SOSPENSIONE IL PESO RIPRENDE A CRESCERE. I DATI DEL BRITISH MEDICAL JOURNAL.Uno studio pub...
13/01/2026

FARMACI ANTI-OBESITA’,DOPO LA SOSPENSIONE IL PESO RIPRENDE A CRESCERE. I DATI DEL BRITISH MEDICAL JOURNAL.
Uno studio pubblicato sul British Medical Journal stima un aumento medio di 400 grammi al mese dopo lo stop dei farmaci anti-obesità, con ritorno al peso iniziale in meno di due anni
L'articolo analizza uno studio dell'Università di Oxford pubblicato sul British Medical Journal (BMJ) che fa luce sulla sfida del mantenimento del peso dopo l'uso dei nuovi farmaci anti-obesità (come semaglutide e tirzepatide).
Ecco i punti salienti del report:
I Numeri del Recupero Ponderale
La ricerca, basata su una meta-analisi di 37 studi e oltre 9.000 persone, rivela un quadro preciso di ciò che accade quando si interrompe la terapia:
• Velocità di recupero: Dopo lo stop, il peso aumenta in media di 400 grammi al mese.
• Ritorno al punto zero: In meno di due anni, i pazienti tendono a tornare al peso iniziale che avevano prima di iniziare la cura.
• Indicatori di salute: I benefici ottenuti su glicemia, pressione arteriosa e colesterolo svaniscono rapidamente, tornando ai valori di partenza in circa 1,4 anni.
Farmaci vs. Stile di Vita
Un dato particolarmente interessante riguarda il confronto tra terapie farmacologiche e programmi basati su dieta ed esercizio fisico:
• La ripresa del peso dopo l'interruzione dei farmaci è più rapida rispetto a quella osservata dopo la fine di percorsi comportamentali (dieta e attività fisica).
• Nonostante i farmaci permettano una perdita di peso iniziale impressionante (15-20%), circa il 50% dei pazienti abbandona la terapia entro il primo anno, rendendo il problema del recupero estremamente diffuso.
Le Conclusioni dei Ricercatori
L'analisi suggerisce che l'approccio farmacologico "puro" ha dei limiti strutturali:
• Non è una soluzione solitaria: I farmaci da soli non garantiscono il controllo del peso a lungo termine senza una strategia di gestione strutturata.
• Fondamenta solide: Gli esperti (incluso il commento della Harvard Medical School) ribadiscono che lo stile di vita sano deve rimanere la base imprescindibile, con il farmaco utilizzato solo come supporto.
• Dati in evoluzione: Gli autori precisano che, essendo farmaci nuovi, le stime a lungo termine sono in parte basate su proiezioni e i dati di follow-up sono ancora limitati.

Un riassunto efficace delle nuove linee guida dietetiche americane 2025-2030:Perché le nuove Linee Guida USA 2025-2030 s...
13/01/2026

Un riassunto efficace delle nuove linee guida dietetiche americane 2025-2030:
Perché le nuove Linee Guida USA 2025-2030 segnano la fine di un'era
Non è solo una questione di etichette, ma un vero e proprio cambio di paradigma biochimico. Il lancio del portale istituzionale RealFood e l’aggiornamento delle Dietary Guidelines americane per il prossimo quinquennio non sono il frutto di una moda passeggera, bensì il riconoscimento formale di un fallimento: quello del sistema alimentare moderno.
Per anni la clinica ha osservato ciò che le istituzioni ignoravano. Oggi, i dati portati alla luce anche attraverso la campagna Make America Healthy Again (MAHA) raccontano una realtà drammatica: se negli anni '60 solo il 6% dei bambini soffriva di patologie croniche, oggi la cifra ha superato il 50%. Con un'obesità adulta al 40% e un'esplosione di pre-diabete tra i giovani, la crisi non è più solo sanitaria, ma strutturale.
Il paradosso del "Sazio ma Malnutrito"
Il cuore della nuova visione istituzionale risiede nel superamento del concetto di caloria a favore di quello di densità nutrizionale. Viviamo in un paradosso metabolico: siamo circondati da abbondanza energetica, ma soffriamo di una carenza cronica di micronutrienti.
Senza i necessari cofattori enzimatici, il metabolismo umano entra in una modalità di "compensazione permanente", aprendo la strada all'infiammazione di basso grado e alla perdita di resilienza biologica. Il problema nasce alla radice: un’agricoltura intensiva che, puntando tutto sul protocollo NPK (azoto, fosforo, potassio), garantisce la crescita della pianta ma non la sua ricchezza minerale. Mangiamo prodotti provenienti da suoli esausti, ottenendo organismi biochimicamente incompleti.
L’intestino al centro del dibattito pubblico
La novità più dirompente delle nuove linee guida è l’attenzione rivolta agli alimenti ultra-processati. Per la prima volta, la politica sanitaria riconosce che questi prodotti non sono solo "troppo calorici", ma metabolicamente tossici. Emulsionanti, additivi e grassi industriali alterano la barriera intestinale e riducono la biodiversità del microbiota, con ripercussioni dirette sull'asse intestino-cervello, influenzando umore, concentrazione ed energia.
L'intestino cessa di essere un tema da "medicina alternativa" per diventare il pilastro della salute sistemica. In questo scenario, l’esperienza di realtà come Meetab — che da un decennio focalizza i propri protocolli proprio sull'equilibrio gastrointestinale — trova una definitiva conferma scientifica e istituzionale.
Integrazione: una necessità fisiologica, non un’opzione
In un mondo dal suolo impoverito e dall'alto carico ambientale, l'integrazione alimentare cambia volto. Non si tratta più di "aggiungere" qualcosa di superfluo, ma di una compensazione necessaria per restituire al corpo ciò che la dieta moderna non riesce più a fornire.
Tuttavia, l'articolo sottolinea un distinguo fondamentale: la biochimica non risponde al marketing. Per essere efficace, l'integrazione deve basarsi su:
Forme molecolari corrette;
Alta biodisponibilità;
Rispetto delle vie metaboliche umane.
Verso una salute basata sulla fisiologia
Il messaggio finale delle Dietary Guidelines 2025-2030 è un invito a tornare ai fondamentali. La salute non si gestisce con il mero calcolo calorico, ma ricostruendo le basi biochimiche dell’individuo attraverso la qualità del cibo, la salute del suolo e il ripristino dei micronutrienti essenziali.
Le istituzioni stanno finalmente raggiungendo la consapevolezza che i professionisti della salute più attenti promuovono da tempo: per guarire il sistema, dobbiamo prima tornare a nutrire correttamente la nostra @

Dietary Guidelines 2025–2030: le nuove linee guida USAReal Food: quando le istituzioni riconoscono ciò che la clinica os...
12/01/2026

Dietary Guidelines 2025–2030: le nuove linee guida USA

Real Food: quando le istituzioni riconoscono ciò che la clinica osserva da anni

Il lancio di RealFood.gov e la revisione delle linee guida alimentari statunitensi non rappresentano una nuova “tendenza salutistica”.
Segnano piuttosto un cambio di paradigma: il riconoscimento istituzionale che il sistema alimentare moderno, pur abbondante dal punto di vista calorico, non è più in grado di sostenere la fisiologia umana.

Non si tratta di ideologia nutrizionale, ma di biochimica applicata.

Per chi lavora ogni giorno con pazienti reali, questo passaggio non sorprende.
È la formalizzazione di un problema osservato clinicamente da anni.

Un’emergenza sanitaria che non può più essere ignorata

Negli interventi più recenti legati alla campagna Make America Healthy Again (MAHA), Robert F. Kennedy Jr. ha portato all’attenzione pubblica numeri difficili da ignorare, che descrivono una vera e propria crisi sanitaria strutturale negli Stati Uniti.

Negli anni ’60, circa il 6% dei bambini americani soffriva di una malattia cronica. Oggi la percentuale supera il 50%.
Nello stesso arco di tempo, l’obesità adulta è passata da circa il 13% a oltre il 40%, e un giovane su tre presenta oggi segni di pre-diabete o diabete di tipo 2.

Secondo Kennedy, la conseguenza diretta è che la quasi totalità della spesa sanitaria statunitense, stimata in circa 4 trilioni di dollari l’anno, viene assorbita dal trattamento di malattie croniche in larga parte prevenibili.

Il paradosso moderno: energia ovunque, nutrienti assenti

Il messaggio che emerge dall’iniziativa Real Food è chiaro:
la principale emergenza metabolica non è la carenza di calorie, ma la carenza di nutrienti.

Viviamo in un contesto caratterizzato da:

sovralimentazione calorica, spesso pro-infiammatoria
malnutrizione micronutrizionale cronica, subclinica e diffusa
Il metabolismo, privato dei suoi cofattori essenziali, è costretto a funzionare in modalità compensatoria permanente.
È in questo contesto che si sviluppano infiammazione di basso grado, ridotta resilienza biologica e perdita progressiva dell’omeostasi.

Dal suolo impoverito al metabolismo sotto stress

Uno degli aspetti più rilevanti dell’approccio Real Food è il riconoscimento del legame diretto tra agricoltura intensiva, basata su monoculture e uso massiccio di fertilizzanti chimici e pesticidi, e qualità nutrizionale degli alimenti.

La fertilizzazione moderna basata su NPK (azoto, fosforo, potassio) garantisce la crescita vegetale, ma non la densità minerale.
NPK è il minimo indispensabile per evitare la sterilità del terreno, non la condizione per un alimento fisiologicamente completo.

Un suolo realmente fertile dovrebbe contenere decine di minerali e oligoelementi.
Quando questi mancano anche negli alimenti e, a cascata, nel corpo.

Questo è uno dei motivi per cui, da anni, l’approccio metabolico serio non si limita a “correggere la dieta”, ma valuta ciò che la dieta non è più in grado di fornire.

La novità più rilevante: cosa accade dentro di noi

Un altro aspetto interessante (e importante) dell’iniziativa Real Food è il riconoscimento del fatto che il cibo industriale non è solo “calorico”, ma metabolicamente attivo.

Le evidenze citate mostrano come alimenti ultra-processati, ricchi di additivi, emulsionanti, coloranti sintetici e grassi industriali, possano interferire con l’equilibrio del microbiota intestinale.

In particolare, viene riconosciuto il legame tra questo tipo di alimentazione e:

riduzione della biodiversità batterica
stato di infiammazione cronica di basso grado
alterazione della barriera intestinale
squilibrio dell’asse intestino–cervello
Con ricadute concrete su energia, umore, concentrazione e regolazione metabolica.

Questo passaggio è tutt’altro che marginale:
significa che l’intestino entra finalmente nel discorso pubblico sulla salute, non come concetto alternativo, ma come elemento fisiologico centrale.

Ed è esattamente su questo fronte che, da anni, Meetab lavora al fianco dei professionisti con strumenti e protocolli dedicati alla gestione dei disturbi gastrointestinali e dell’equilibrio intestinale, oggi riconosciuti come fattori chiave della salute sistemica.

Oggi Real Food porta questo tema nel dibattito istituzionale.
La clinica, però, lo affronta da tempo.

Integrazione: compensazione fisiologica, non scelta ideologica

In un contesto ideale, l’integrazione non sarebbe necessaria.
Nel contesto reale — suoli impoveriti, carico ambientale elevato, richieste metaboliche aumentate — l’integrazione diventa una compensazione fisiologica.

Questo non significa “aggiungere qualcosa”, ma restituire ciò che manca.

Con una precisazione fondamentale: non tutta l’integrazione è equivalente.

La biochimica non risponde a slogan, ma a:

forme molecolari corrette
cofattori enzimatici completi
biodisponibilità reale
rispetto delle vie metaboliche
È su questi principi che Meetab ha impostato il proprio lavoro negli ultimi dieci anni, non inseguendo ingredienti di moda, ma costruendo formulazioni e protocolli coerenti con la fisiologia e con l’evidenza clinica.

Tornare alla fisiologia, non ai claim

Il valore dell’iniziativa Real Food non sta nello slogan “cibo vero”, ma nel fatto che riporta l’attenzione su ciò che conta davvero:

densità nutrizionale
qualità del suolo
integrità del metabolismo
centralità dell’intestino
È una conferma istituzionale di ciò che molti professionisti hanno già osservato sul campo: la salute non si recupera contando le calorie, ma ricostruendo la base biochimica dell’organismo, a partire dall’assorbimento e dall’utilizzo corretto dei micronutrienti.

Conclusione

Il sistema alimentare moderno mostra i suoi limiti.
Le istituzioni iniziano oggi a riconoscerli.

Per chi lavora in ambito clinico e nutrizionale, questo non è un punto di arrivo, ma una conferma: la direzione è quella giusta, ma richiede metodo, competenza e coerenza.

The Dietary Guidelines for Americans reset U.S. nutrition policy by restoring science, common sense, and real food as the foundation of national health.

Riprendere a mangiare bene e a muoversi non è un atto di perfezione, ma di presenza. È scegliere, ogni giorno, di tornar...
06/01/2026

Riprendere a mangiare bene e a muoversi non è un atto di perfezione, ma di presenza. È scegliere, ogni giorno, di tornare a sentirsi lucidi, leggeri, vivi. Non serve strafare: basta riallinearsi. Il corpo risponde sempre quando lo tratti con rispetto, e quella risposta, lenta, costante, concreta , è il vero inizio del cambiamento.

Si aprono scenari nuovi nella lotta contro i tumori. Questo studio sul K colon-retto nei topi appare molto promettente: ...
30/12/2025

Si aprono scenari nuovi nella lotta contro i tumori. Questo studio sul K colon-retto nei topi appare molto promettente: Nuovo Batterio Antitumorale: Ewingella americana e il Cancro

Scoperta Innovativa nella Lotta Contro il Cancro
Recentemente, un approccio innovativo nella lotta contro il cancro ha preso piede grazie a una scoperta scientifica che coinvolge i batteri intestinali di una rana giapponese. I ricercatori dell’Istituto Avanzato di Scienza e Tecnologia del Giappone hanno identificato un ceppo batterico capace di ridurre completamente i tumori in modelli murini, senza effetti collaterali significativi. La rana giapponese, scientificamente nota come Dryophytes japonicus, è stata scelta per la sua sorprendente resistenza allo sviluppo di neoplasie. Gli scienziati hanno indagato se il trasferimento di batteri intestinali da questi animali ai topi potesse avere effetti benefici nella lotta contro il cancro. Questa scoperta apre nuove strade per la ricerca oncologica e offre speranze per terapie più efficaci e sicure.

Ceppi Batterici e Loro Potenziale Antitumorale
Per condurre la loro ricerca, i ricercatori hanno selezionato 45 ceppi batterici provenienti da rane, tritoni e lucertole. Tra questi, nove ceppi hanno dimostrato notevoli capacità antitumorali, ma il più straordinario è risultato essere Ewingella americana, un batterio isolato dalla rana giapponese. I risultati ottenuti sono stati sorprendenti: mentre altri ceppi hanno mostrato effetti antitumorali temporanei, una singola somministrazione di E. americana ha portato alla riduzione dei tumori nei topi e alla loro completa scomparsa. Ulteriori esperimenti hanno rivelato che, anche dopo la reintroduzione delle cellule tumorali 30 giorni dopo il trattamento, i tumori non si sono ripresentati nei soggetti trattati con E. americana. Questo suggerisce un potenziale duraturo di questo batterio nella terapia oncologica.

I batteri sembrano arruolare l’aiuto delle cellule immunitarie per combattere il cancro. Iwata et al.,

Meccanismi d’Azione di Ewingella americana
Le analisi approfondite hanno svelato che E. americana agisce attraverso due meccanismi principali. Da un lato, attacca direttamente il tessuto tumorale, mentre dall’altro potenzia la risposta immunitaria dell’organismo. Questo batterio sembra reclutare cellule T, cellule B e neutrofili, i principali attori del sistema immunitario, per combattere le cellule cancerose. I ricercatori ipotizzano che l’efficacia di E. americana derivi dalla sua evoluzione in ambienti a bassa ossigenazione, simili a quelli presenti nei tumori, che normalmente riducono l’efficacia dei trattamenti chemioterapici. Questa scoperta potrebbe rivoluzionare il modo in cui affrontiamo il cancro e migliorare le opzioni terapeutiche disponibili.

Prospettive Future e Sicurezza di Ewingella americana
I risultati preliminari suggeriscono che E. americana possa essere un’opzione sicura. Infatti, i batteri sono stati rapidamente eliminati dal flusso sanguigno dei topi, senza causare tossicità duratura o influenzare negativamente gli organi sani. Le iniezioni di E. americana si sono dimostrate più efficaci nel ridurre i tumori rispetto a diversi trattamenti attualmente in uso, inclusa la doxorubicina, un noto farmaco chemioterapico. Questi dati indicano che E. americana potrebbe rappresentare un candidato terapeutico promettente, con un profilo di sicurezza accettabile, per un futuro sviluppo clinico. Tuttavia, è fondamentale continuare a monitorare la sicurezza e l’efficacia di questo batterio prima di procedere con le sperimentazioni cliniche.

Necessità di Ulteriori Ricerche e Sviluppi
È importante sottolineare che siamo ancora nelle fasi iniziali della ricerca. Saranno necessari ulteriori studi sugli animali per determinare se i risultati ottenuti nei modelli animali possano essere replicati negli esseri umani. I ricercatori intendono testare E. americana contro altri tipi di cancro in modelli animali, esplorare le sue potenzialità in combinazione con altri trattamenti e sperimentare diverse modalità di somministrazione. La sicurezza rimarrà un aspetto cruciale se si vorrà procedere verso le sperimentazioni cliniche, poiché E. americana è pur sempre un batterio e potrebbe causare infezioni negli esseri umani. Stabilire se questo batterio possa essere utilizzato in modo sicuro nelle persone rappresenta una sfida significativa.

Il Futuro della Terapia Batterica nel Trattamento del Cancro
Nel frattempo, la comunità scientifica sta esplorando ulteriori modalità per sfruttare i batteri nella lotta contro le cellule tumorali. Attualmente, esiste almeno una terapia batterica già in uso per trattare alcuni casi di cancro alla vescica. Le rane e altri rettili potrebbero arricchire questo arsenale terapeutico nel tempo, offrendo nuove fonti di potenziali trattamenti contro il cancro. I risultati di questa ricerca evidenziano il vasto potenziale ancora inespresso che risiede all’interno di ecosistemi microbici diversificati e sottolineano l’importanza cruciale degli sforzi di conservazione della biodiversità per il progresso della scienza medica e dell’innovazione terapeutica. La ricerca è stata pubblicata nella rivista Gut Microbes, contribuendo a un dibattito scientifico sempre più attivo e promettente.

In questo Natale sento forte il desiderio di una pace che non sia solo parola, ma respiro condiviso. La vedo negli occhi...
25/12/2025

In questo Natale sento forte il desiderio di una pace che non sia solo parola, ma respiro condiviso. La vedo negli occhi dei bambini, che ci insegnano senza sforzo ciò che noi adulti spesso dimentichiamo…la fiducia, la meraviglia, la capacità di voler bene senza condizioni. Penso a Dio che si fa vicino, a Gesù che nasce nella semplicità per ricordarci che la Misericordia è la strada più umana che abbiamo; e penso al rispetto tra le persone, che è il primo vero miracolo quando scegliamo di praticarlo ogni giorno. Il mio augurio è che l’amore diventi il nostro modo di stare al mondo…discreto, concreto, tenace. Che questo Natale porti luce dove manca, pace dove serve, e un cuore più aperto per accogliere e lasciarsi accogliere…Buon Natale 🎄

24/12/2025

TIRZEPATIDE: i dati real world confermano l’efficacia, ma emergono segnali sugli eventi avversi
Tirzepatide mostra un profilo di sicurezza complessivamente favorevole, ma i dati richiamano l’attenzione su specifici eventi avversi, soprattutto di natura gastro-intestinale

Un recente studio ha valutato la sicurezza di tirzepatide per stimare il rischio specifico associato al farmaco attraverso il Disproportionate Reporting, calcolando i Reporting Odds Ratios (ROR) e confrontandoli con quelli di altre classi terapeutiche, tra cui GLP-1 RA, insulina, metformina e SGLT-2 inibitori.

Tirzepatide è un agonista duale dei recettori GIP e GLP-1, approvato nel 2022 per il trattamento del diabete di tipo 2 e nel 2023 per l’obesità. Gli studi clinici ne hanno dimostrato una superiore efficacia nel controllo glicemico e nella riduzione del peso corporeo rispetto ad altre terapie, con un profilo di sicurezza sovrapponibile a quello degli agonisti GLP-1. Con la crescente diffusione del farmaco, l’attenzione si è ora spostata sui dati provenienti dall’esperienza clinica reale.

I ricercatori hanno utilizzato il database FAERS (FDA Adverse Event Reporting System), analizzando le segnalazioni di eventi avversi raccolte tra il 2004 e il 2023.

Nel complesso, tirzepatide è stato associato a oltre 20.000 segnalazioni di eventi avversi, riferite a più di 1.400 tipologie di evento. La maggior parte delle segnalazioni riguardava reazioni nel sito di somministrazione e problemi legati all’iniezione (38%), seguite da disturbi gastro-intestinali (17%) e da alterazioni della nutrizione e del metabolismo, come la denutrizione (12%).

Nel confronto con tutti gli altri farmaci considerati nel loro insieme, numerosi eventi gastro-intestinali hanno mostrato un Disproportionate Reporting significativo. Tra questi figurano diarrea, nausea, dispepsia, stipsi, reflusso gastro-esofageo, riduzione dello svuotamento gastrico ed eruttazione, quest’ultima con un ROR particolarmente elevato. Sono emersi segnali anche per pancreatite, colica biliare e, seppur con numeri molto bassi, per retinopatia diabetica e carcinoma midollare della tiroide.

Il confronto diretto con altre classi farmacologiche ha però ridimensionato alcuni di questi dati. Rispetto agli altri agonisti GLP-1, tirzepatide è risultato associato a una maggiore probabilità di eruttazione, stipsi e disturbi gastro-intestinali, ma a una minore frequenza di nausea, vomito, pancreatite, reflusso gastro-esofageo, noduli tiroidei e retinopatia diabetica. Il rischio di carcinoma midollare della tiroide è apparso sovrapponibile a quello dei GLP-1 RA, con valori leggermente inferiori rispetto a liraglutide e semaglutide.

Rispetto a metformina, SGLT-2 inibitori e insulina, tirzepatide ha mostrato una maggiore incidenza di eventi avversi gastro-intestinali, ma un rischio minore o sovrapponibile per retinopatia diabetica e pancreatite. Per quanto riguarda la patologia epato-biliare, non è emerso un aumento significativo ad eccezione della colica biliare; tuttavia, l’analisi del dato composito di “malattia della colecisti e delle vie biliari” suggerisce un incremento complessivo della probabilità di eventi.

L’analisi per sesso ed età ha evidenziato differenze rilevanti: le donne presentavano una minore probabilità di diversi disturbi gastro-intestinali e di pancreatite, ma una maggiore probabilità di nausea. Nei soggetti sotto i 65 anni si è osservata una maggiore frequenza complessiva di segnalazioni, mentre alcuni eventi risultavano più comuni nei più anziani, probabilmente anche per il maggiore carico di comorbidità e terapie concomitanti.

Gli esperti sottolineano che i dati devono essere interpretati con cautela: una parte delle segnalazioni proviene anche da pazienti e caregiver ed è potenzialmente influenzata dall’attenzione mediatica.

Secondo gli autori, i risultati confermano un aumento complessivo della probabilità di eventi avversi, nel confronto con le altre terapie, il profilo di rischio di tirzepatide appare comunque favorevole e, in molti casi, migliore rispetto a quello dei GLP-1 RA tradizionali, sia nei pazienti con diabete sia in quelli con obesità.

BIBLIOGRAFIA

1. Caruso I, Di Gioia L, Di Molfetta S, et al. The real world safety profile of tirzepatide: pharmacovigilance analysis of the FDA Adverse Event Reporting System (FAERS) database. J Endocrinol Invest 2024, 47: 2671–8.

2. Evans SJ, Waller PC, Davis S. Use of proportional reporting ratios (PRRs) for signal generation from spontaneous adverse drug reaction reports. Pharmacoepidemiol Drug Saf 2001, 10: 483–

22/12/2025

È BELLO SAPERE

1) Lo stomaco ha paura quando non fai colazione.
2) I reni hanno paura quando non beviamo 10 bicchieri d'acqua in 24 ore.
3) La cistifellea ha paura quando non dormi fino alle 23 e non ti svegli all'alba.
4) L'intestino tenue ha paura quando mangi cibo freddo e in ritardo.
5) Il colon ha paura quando mangi un sacco di cibo fritto e piccante.
6) I polmoni peggiorano quando si respira fumo e aria sporca ambientale
7) Il fegato è appena sotto shock per il cibo fritto pesante.
😎 Il cuore ha paura quando mangi cibo con tanto sale e colesterolo.
9) Il pancreas ha paura quando mangi molto zucchero.
10) Gli occhi si ammalano quando si lavora con uno schermo del cellulare o con un computer al buio.
11) Il cervello ha paura quando inizi ad avere pensieri negativi.

Prenditi cura dei tuoi organi e non spaventarli!

Tutti questi organi non sono disponibili sul mercato.
Quelli esistenti sono molto costosi…Quindi mantieni i tuoi organi sani!

In studio non trovi semplicemente un piano alimentare da seguire, trovi un tempo dedicato a te, uno spazio in cui fermar...
19/12/2025

In studio non trovi semplicemente un piano alimentare da seguire, trovi un tempo dedicato a te, uno spazio in cui fermarti, fare ordine e sentirti accolto. È un ambiente in cui puoi raccontare senza filtri le tue abitudini, le incertezze, ciò che ti pesa o ti confonde… con la certezza di non essere giudicato. Una consulenza è molto più di numeri e indicazioni perché…significa ricevere spiegazioni chiare e basate su evidenze, scoprire quali strategie si adattano davvero alla tua vita,
guardare l’insieme, non il dettaglio: energia, digestione, umore, ritmi quotidiani…,riconoscere i segnali del corpo e le emozioni che li accompagnano, sentirti sostenuto, non sorvegliato. Prendersi cura della propria alimentazione non è un obbligo né una gara alla precisione, è un cammino di consapevolezza che si costruisce insieme, con pazienza e gentilezza.
Perché parlare di nutrizione significa parlare di te: del tuo equilibrio, dei tuoi bisogni e del modo in cui scegli di avere cura di te stesso

Indirizzo

Viale Francia, 11
Palermo
90146

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
Martedì 10:00 - 19:30
Mercoledì 10:00 - 19:30
Giovedì 10:00 - 19:30
Venerdì 09:00 - 19:00

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