Giovani Democratici Sicilia

Giovani Democratici Sicilia Pagina ufficiale dei Giovani Democratici Siciliani.

20/02/2026
Studi o lavori fuori sede e vorresti votare al Referendum del 22 e 23 marzo? Il Governo Meloni ha affossato il voto fuor...
19/02/2026

Studi o lavori fuori sede e vorresti votare al Referendum del 22 e 23 marzo?

Il Governo Meloni ha affossato il voto fuori sede ma tu puoi ancora votare senza dover tornare a casa!
Compila il form e verrai contattato per fare il rappresentante di lista presso il tuo domicilio, così da poter esercitare un tuo diritto senza spendere centinaia di euro.

Per maggiori info, link al primo commento!

Garantire il diritto di voto a tutte e tutti, senza ostacoli economici o logistici, non è un privilegio. È democrazia.A ...
16/02/2026

Garantire il diritto di voto a tutte e tutti, senza ostacoli economici o logistici, non è un privilegio. È democrazia.

A Palermo, la deputata regionale Valentina Chinnici ha presentato una mozione all’Assemblea Regionale Siciliana per chiedere al presidente della Regione Renato Schifani di attivarsi con il Governo nazionale affinché anche per il referendum costituzionale del 22 e 23 marzo 2026 venga garantito il voto ai cittadini temporaneamente fuorisede.

Studenti, lavoratori e persone in cura medica non possono essere esclusi dal voto perché lontani dal proprio comune di residenza. Il diritto democratico non può dipendere dalla disponibilità economica o dalla possibilità di interrompere studio e lavoro.

L’Italia resta tra i pochi grandi Paesi europei a non garantire il voto a distanza ai cittadini temporaneamente fuori sede. Una disparità che colpisce soprattutto i giovani e che deve essere superata con norme stabili e universali.

Cinque milioni di elettori rischiano di essere esclusi. È tempo di sanare questa ferita democratica.

L’approvazione dell’articolo 8 sul riequilibrio di genere nelle giunte comunali segna un cambio di passo che va oltre la...
11/02/2026

L’approvazione dell’articolo 8 sul riequilibrio di genere nelle giunte comunali segna un cambio di passo che va oltre la norma in sé: afferma un principio. La democrazia non è piena se non è rappresentativa. E la rappresentanza non può continuare a escludere o marginalizzare le donne nei luoghi in cui si decide.
In questi mesi non sono mancate resistenze. Ma la determinazione delle parlamentari che hanno fatto fronte comune, insieme a un’assunzione di responsabilità che ha evitato l’ennesimo stallo, ha consentito di arrivare a un traguardo atteso da tempo. Un risultato di dignità e giustizia, frutto anche del lavoro coerente e determinato del Partito Democratico, che su questa norma non ha mai arretrato.
È una conquista che rafforza le istituzioni e riallinea la Sicilia a un principio già acquisito altrove: l’equilibrio di genere non è un favore, è un dovere democratico.
E quando questo principio viene riconosciuto, a guadagnarci non sono solo le donne, ma la credibilità stessa della politica.

Referendum. Giovani Democratici: “Per Governo studenti fuori sede sono cittadini di serie B”Palermo, 7 febbraio 2026 - “...
09/02/2026

Referendum. Giovani Democratici: “Per Governo studenti fuori sede sono cittadini di serie B”

Palermo, 7 febbraio 2026 - “La mancata previsione del voto fuori sede è un attacco alle libertà costituzionali. Decine di migliaia di giovani siciliani emigrati nelle regioni del nord, infatti per votare saranno costretti a ritornare in Sicilia spendendo centinaia di euro: un'assurdità se si pensa che invece chi è emigrato all'estero potrà tranquillamente votare da casa”. Lo dichiara Marco Greco, segretario dei Giovani Democratici della Sicilia, sull’impossibilità di votare al referendum per gli studenti fuori sede.
“Non aver ancora adottato nel 2026 un sistema che- prosegue -permetta ai fuori sede di votare, nonostante per due volte si sia già sperimentato il "voto fuori sede", è uno schiaffo in faccia a tutti quei giovani del meridione costretti a lasciare la propria terra: il messaggio che lancia il Governo è quello che anche nel voto i giovani del Sud sono cittadini di serie B”. #

Il ciclone Harry è stato l’ennesimo promemoria brutale di quanto i nostri territori siano fragili e di quanto il prezzo ...
06/02/2026

Il ciclone Harry è stato l’ennesimo promemoria brutale di quanto i nostri territori siano fragili e di quanto il prezzo dell’emergenza climatica lo paghi di più chi ha di meno. In Sicilia, in Sardegna e in Calabria, i danni stimati arrivano superano i due miliardi di euro, con effetti pesantissimi su turismo, agricoltura, infrastrutture e su tante piccole attività che tengono in piedi l’economia locale.

Dobbiamo dirlo con forza adesso che si abbassa l’attenzione mediatica: il governo è in ritardo e abbiamo provato vergogna a vedere vuoti i banchi del Governo durante l’intervento del corresponsabile Ministro Musumeci. Quei 100 milioni sono ridicoli ed il tempo è prezioso data la forte stagionalità di un’economia che rischia di essere travolta dal ritardo, con perdite tra lo 0.8 e l’1% del PIL.

La solidarietà non si annuncia: si finanzia. Non bastano le parole, sono svilenti le passerelle. E si, serve una visione ampia di sicurezza che significa anche mettere al centro le persone, le imprese e i comuni, investendo davvero sulla prevenzione e la tenuta del territorio.

Questo significa anche cambiare strada rispetto al passato. Basta con i condoni. Serve una legge seria contro il consumo di suolo e un piano strutturale di contrasto al dissesto idrogeologico. E insistere su mitigazione e adattamento.
Il Sud non può continuare a essere trattato come una periferia sacrificabile. La ricostruzione dopo Harry deve essere l’occasione per dimostrare che si può fare meglio: in modo trasparente, rapido e giusto.

28/01/2026

Quando il valore di una casa diventa il valore di una vita, abbiamo un problema enorme.

In prima serata c’è chi ha avuto il coraggio di dire, in sostanza, che se a Niscemi le case valgono 25 mila euro allora non è così grave se crolla tutto. Come se il prezzo al metro quadro decidesse quanto dolore merita una comunità. Come se chi vive lì valesse meno perché vive al Sud.

Questo non è solo cinismo. È antimeridionalismo travestito da commento “tecnico”. È l’idea tossica che esistano territori sacrificabili e cittadini di serie B.

Di fronte alla devastazione provocata dal ciclone Harry in Sicilia, Calabria e Sardegna, il Governo guidato da Giorgia M...
27/01/2026

Di fronte alla devastazione provocata dal ciclone Harry in Sicilia, Calabria e Sardegna, il Governo guidato da Giorgia Meloni mostra ancora una volta il suo vero volto: un Governo antimeridionalista, che considera il Sud un problema secondario, buono solo per essere evocato nei discorsi e abbandonato quando c’è da mettere risorse vere. Il Consiglio dei Ministri ha stanziato appena 100 milioni di euro: una cifra del tutto inadeguata rispetto a danni enormi, diffusi e strutturali.

Non è solo insufficienza: è una scelta politica precisa. Mentre il territorio frana, mentre case e attività vengono travolte, il Sud riceve briciole. E come se non bastasse, dalla Sicilia arriva il solito copione: Renato Schifani ringrazia il Governo, si accontenta, abbassa la testa. Un atteggiamento supino e inaccettabile per chi dovrebbe difendere una Regione colpita duramente e non fare da megafono a Palazzo Chigi.

Noi diciamo chiaramente che 100 milioni non bastano, non per l’emergenza, non per la ricostruzione, non per la messa in sicurezza del territorio. È l’ennesima dimostrazione di un Governo che investe miliardi in opere propagandistiche e nega al Sud il diritto alla prevenzione, alla cura del territorio, alla dignità.

Serve subito un piano serio e finanziato di prevenzione e adattamento climatico, non documenti vuoti e annunci. Serve lo stop alle imposte per il 2026 per famiglie e imprese colpite e il rinvio delle scadenze almeno al 2027, come chiesto dai nostri parlamentari. E serve una scelta netta: spostare le risorse previste per il Ponte sullo Stretto verso la messa in sicurezza di territori e infrastrutture che oggi crollano davvero.

Oggi in Sicilia c’è Elly Schlein, per stare nei luoghi colpiti, ascoltare le comunità e ribadire che il Partito Democratico non volta le spalle al Sud. È questa la differenza: da una parte chi ringrazia per le briciole, dall’altra chi chiede giustizia, investimenti e rispetto.

Come Giovani Democratici siciliani non resteremo in silenzio. Il Sud non è una periferia da sacrificare: è una parte fondamentale del Paese e merita risposte all’altezza, non l’ennesima prova di disprezzo istituzionale.

26/01/2026

NISCEMI STA CROLLANDO. E NON È SOLO COLPA DELLA NATURA.

Niscemi sta crollando da tempo. Non all’improvviso. Non per caso.

Il simbolo più evidente di questo fallimento è la frana delle Sante Croci. Non è una storia recente: già nel 1997 una frana distrusse quasi tutto il quartiere. Quello doveva essere un allarme. È diventato invece l’inizio di decenni di rinvii, interventi parziali e soluzioni mai risolutive. Quella fine era già scritta.

Dopo la frana del 16 gennaio, la situazione è ulteriormente peggiorata: Niscemi rischia l’isolamento totale. La chiusura della SP 10 e della SP 12 sta bloccando una comunità intera. L’unico collegamento rimasto, la SP 11 Niscemi–Vittoria, è oggi sovraccaricata, con gravi rischi per la sicurezza.

Intanto ci sono famiglie che hanno dovuto lasciare le loro case, che oggi vivono da sfollate, senza certezze sui tempi, senza risposte chiare, con troppe domande ancora aperte.

Qui non siamo davanti a una semplice emergenza. Siamo davanti al fallimento della prevenzione.

E questo fallimento ha responsabilità precise.
La Regione aveva il dovere di progettare e realizzare gli interventi di messa in sicurezza su entrambi i versanti, ma quei lavori non sono mai stati completati in modo adeguato. Allo stesso tempo, a livello locale si doveva segnalare e sollecitare con più forza, senza accettare continui rinvii.
La frana delle Sante Croci lo dimostra: si sapeva. E non si è fatto abbastanza.

Non bastano più sopralluoghi e dichiarazioni: Niscemi non può essere lasciata sola.
Chiediamo al Governo, alla Regione, alla Provincia e alla Protezione Civile un intervento immediato, straordinario e risolutivo.

Perché qui non è in gioco solo una strada.
È in gioco il futuro di un’intera comunità.

24/01/2026

Sul ciclone Harry non cada il silenzio.

È inaccettabile la superficialità con cui si sta trattando un disastro che ha colpito decine di migliaia di famiglie.

Il Parlamento approvi i due emendamenti al milleproroghe depositati dal Partito Democratico per sostenere concretamente le popolazioni colpite.

I numeri delle giunte comunali siciliane parlano chiaro: la rappresentanza di genere non è ancora una realtà. In media, ...
20/01/2026

I numeri delle giunte comunali siciliane parlano chiaro: la rappresentanza di genere non è ancora una realtà. In media, meno di un assessore su cinque è donna. Questo avviene per una scelta politica che continua a rinviare un diritto fondamentale. Come avviene già nel resto d’Italia, chiediamo che anche la Sicilia si allinei alla normativa nazionale dove nelle giunte comunali nessun genere può essere rappresentato in misura inferiore al 40%. Non si tratta di “quote rosa”, ma di democrazia, di qualità delle istituzioni, di applicare la Costituzione.
Ciò che altrove è legge da anni, qui non può più essere rimandato. Ora l’Assemblea Regionale Siciliana si assuma la responsabilità di decidere, con un voto palese.

Indirizzo

Via F. Bentivegna, 63
Palermo
90139

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 20:00
Sabato 09:00 - 13:00
Domenica 09:00 - 20:00

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Giovani Democratici Sicilia pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Lo Studio

Invia un messaggio a Giovani Democratici Sicilia:

Condividi

Share on Facebook Share on Twitter Share on LinkedIn
Share on Pinterest Share on Reddit Share via Email
Share on WhatsApp Share on Instagram Share on Telegram